Parrocchia San Giuseppe Lavoratore - Scalea

 

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La Parrocchia in Missione: Ci unisce ciò che siamo

Scalea, con gli Oblati di Maria Immacolata da Venerdì 13 a Domenica 22 marzo 2020

Preghiera per la Missione

 

Signore Gesù, la nostra comunità,

è chiamata  con la missione a riscoprire la bellezza della vita cristiana.

Risveglia in noi  la vita divina che ci è stata donata nel Battesimo.

 

Accresci in noi la gioia di annunciarti 

e testimoniarti nella nostra città di Scalea 

che ha tanto bisogno di riscoprire  la bellezza  della vita fraterna.

 

Ti preghiamo:

accompagnaci per le vie, nei quartieri,

entra nelle case, benedici le famiglie,

consola chi soffre, scuoti gli indifferenti,

richiama i lontani, rialza i caduti, converti i peccatori.

Che  nessuno si senta escluso dal Tuo amore.

 

Suscita in tutti, credenti e non credenti,

la coscienza del bene e della giustizia 

Donaci di essere figli e fratelli  che si cercano in Te o Gesù.

 

Per  intercessione della Beata Vergine del Monte Carmelo,  

Madre di Gesù e Madre nostra,

concedi a tutti di vivere nell’amore

questo dono della grazia,

perché: Ci unisce ciò che siamo.  

Amen

 

Centri di Ascolto di Avvento: Ci unisce ciò che siamo

 

Quartiere Arenile: Martedì 3 Lunedì 9 Venerdì 14 Lunedì 16 Giovedì 19  

      Quartiere Madonnina: Martedì 3 Mercoledì 11 Giovedì 12 Sabato 14 Domenica 15 Martedì 17 Giovedì 19 

  Quartiere Calvario: Lunedì 2 Martedì 3 Venerdì 6 Lunedì 9 Martedì 10  Mercoledì 11 Venerdì 13

     Quartiere San Giuseppe: Venerdì 6 Sabato 7 Lunedì   9 Giovedì 12  Lunedì 16 Martedì 17 Giovedì 19 Venerdì 20

    In questo tempo di Avvento, stiamo facendo esperienza di un altro spettacolo, che è bello mantenere più velato, che certamente ha una grande importanza, è il vedere tanti battezzati che instancabilmente bussano alle porte dei fratelli e delle sorelle per incoraggiarli a vivere il cammino verso il Natale del Signore. Tutto viene vissuto nella propria casa, volendo restituire all'ambiente domestico ciò che lo caratterizza in quanto chiesa domestica, dove i genitori sono  i sacerdoti che annunciano e testimoniano la fede con i propri figli. E' un vero dono dello Spirito Santo, cogliere l'entusiasmo con cui vengono preparati e animati i Centri di Ascolto, la missione è già iniziata e dobbiamo ringraziare quanti, animati dalla propria fede, avvertono l'esigenza di coinvolgere le famiglie nella vita di comunità, in questo caso e in questo modo il gruppo diventa lievito che fermenta la pasta. E' proprio così i gruppi, arricchiti dal carisma di cui sono depositari, escono dalla propria esperienza personale e diventano dono di amore per una comunità che ha tanto bisogno di sentirsi amata. Anche in questo caso dobbiamo parlare di un vero dono che il Signore sta facendo alla nostra parrocchia: In Cristo, ci unisce ciò che siamo.

     Il cammino di Avvento è orientato a rivitalizzare la nostra fiducia in Dio, è il Dio della pace, della fraternità universale, della gioia. E' un messaggio antico, che però assume sempre risvolti nuovi ed esaltanti, anche perché cammina con l'uomo di ogni tempo e quindi, anche con l'uomo  del nostro tempo. La società globale esige la disponibilità ad annunciare la speranza con perseveranza anche perché i messaggi di morte assalgono quotidianamente la persona, non sempre è facile in mezzo a tanta disperazione far emergere il messaggio cristiana della fiducia nell'altro, ma soprattutto quello della fiducia in Dio che è la radice del bene, di ogni bene riposto nel cuore dell'uomo. Questa è la grave responsabilità affidata alle nostre forze e al nostro entusiasmo. Generare attenzione verso la persona, verso ogni persona, generare sempre speranza anche tra i più disperati e abbandonati, trasmettere il dono della fraternità non come un bene personale, ma come un dono da trasmettere agli altri. Non sempre riesce facile, ma è comunque bello provarci sempre con tutti.

 

CENTRI DI ASCOLTO AVVENTO 2019

Carissimi, 

                   si avvicina il “tempo” dell’Avvento che ci prepara a celebrare il Natale di Gesù. Un “tempo” che, come credenti, siamo chiamati a vivere con intensità e consapevolezza. Viviamo in un “tempo” in cui si è talmente presi da molteplici interessi che spesso ci sembra di “non avere tempo”. Il tempo di Avvento è il momento propizio per riflettere che siamo sempre nel pensiero di Dio, a cui non manca mai il tempo per noi.

 

La mancanza di tempo sta minando seriamente la nostra convivenza umana. Chiusi nel mondo ristretto dei propri pensieri, dei propri modi di vedere e d’intendere, rischiamo di assolutizzare il nostro pensiero e il nostro operato. In nome di che cosa? Si risponde: in nome della libertà! Atteggiamento che esclude gli altri dalla propria vita e comporta il culto di se stessi e non la ricerca del bene comune.

 

Capita spesso che, nella vita sociale come nella vita della Chiesa, non si cammina insieme, portando avanti un progetto comune per un bene più grande, ma si agisce da solitari, evitando l’incontro e purtroppo spesso coltivando lo scontro.

Nei luoghi pubblici, dove dovrebbero regnare il senso di responsabilità e di impegno per l’attuazione del bene comune, emergono arroganza e conflitti, nella ricerca dell’affermazione della propria opinione.  Troppo spesso manca il tempo per un confronto serio e costruttivo.

 

Di fronte alle calamità naturali, siamo invitati a rimboccarci le maniche e mettere insieme le energie propositive per capire come fronteggiare le emergenze e prevenirle nei limiti del possibile. Sterili polemiche e inopportune accuse non servono, non aiutano nessuno.

 

L’Avvento è il tempo propizio, per avere il coraggio di abbandonare gli otri vecchi dell’individualismo, del pessimismo, del disinteresse, delle critiche distruttive, dell’isolamento e di versare il vino nuovo negli otri nuovi. 

Celebrare il Natale significa oggi non semplicemente ammirare Gesù Cristo nella poesia del presepe, ma accoglierlo nel presepe della nostra storia personale, familiare, ecclesiale, politica, sociale.

 

Ho pensato che durante questo “tempo” di Avvento potremmo rivisitare insieme alcuni luoghi significativi della storia della salvezza, accendendo luci di speranza.

Siamo invitati a guardare avanti con fiducia, ben sapendo che se Dio ha “tempo” per noi, anche noi dobbiamo entrare nel “tempo” di Dio, in un cammino di comunione, nella certezza che la ricerca, la cultura è carità, questo ci aiuterà ad essere signori del “tempo”.

Vi propongo di accendere nelle nostre case quattro luci, domenica dopo domenica, ripercorrendo con le vostre famiglie, quasi entrando virtualmente in quattro luoghi della storia della salvezza che hanno la stessa radice, Beth, casa. Gesù ha condiviso la nostra storia, vuole abitare nella nostra casa.

 

Cerchiamo anche di tenere vivo mediante la preghiera, nel nostro cuore, l’appuntamento che ci coinvolgerà, da Venerdì 13 a Domenica 22 marzo 2020, nella missione: Ci unisce ciò che siamo. Ringraziamo il Signore, perché nel Battesimo che ci è stato donato siamo tutti fratelli e sorelle in Cristo.

 

Scalea, 17 novembre 2019

 

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO

“viviamo questo tempo come attesa”

 

Mt 21,1.6 - Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli . La folla che andava innanzi e quella che veniva dietro, gridava: Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!

 

La candela di Betfàge.  Betfage significa «casa dei fichi non maturi», luogo che si trova vicino al monte degli Ulivi a Gerusalemme, verso Betania. Qui vengono ricordati l’incontro di Gesù con Marta e Maria prima della resurrezione di Lazzaro e l’ingresso di Gesù a Gerusalemme tra la folla osannante.

Come Comunità cristiana stiamo maturando, attraverso la preghiera, l’ascolto della Parola, il confronto, la fatica di andare avanti, scelte che ci aiutino ad uscire dai nostri personalismi, in ascolto della voce dello Spirito. Cammino iniziato con il nostro Battesimo e che sta proseguendo e maturando negli anni che passano. I frutti si gusteranno a suo tempo, quando in ognuno di noi echeggerà il grido commosso di Gesù verso Lazzaro: “Vieni fuori dalla tomba della morte”. Questo è un tempo di attesa, vissuto nel desiderio di condividere il cammino dietro Gesù verso la Gerusalemme del cielo. Accendere questa candela deve ricordare a tutti il senso di appartenenza a una grande famiglia che è la Chiesa. E la Chiesa è di Gesù Cristo che è il Capo e in questa famiglia tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri. Camminare da soli e farsi la propria Chiesa è pericoloso e dannoso. Invito le aggregazioni, a lavorare insieme come comunità parrocchiale. Facciamo in modo di essere una sola casa, che gusta con tutti i suoi abitanti, le delizie dello Spirito.

 

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO

“viviamo gustando il silenzio”

 

Lc 9,10-11 - Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.

La candela di Betsaida. Betsaida significa «casa della pesca». È la città di Pietro, Andrea e Filippo. Gesù qui diede la vista al cieco nato, spezzò i cinque pani e i due pesci perché venissero distribuiti a cinquemila persone, ma rimproverò Betsaida perché, nonostante ci fossero stati tanti segni e miracoli, non si convertì.

La nostra Comunità vive in comunione con Pietro e i suoi successori, oggi è Papa Francesco a guidarci. Quello che fa ciascuno è compiuto a nome della Chiesa.

È l’unica condizione per guardare lontano attraverso la luce che il Signore accende nei nostri cuori. È l’unica condizione per essere capaci, e non da soli, di nutrire i fratelli e le sorelle affamati di vita, di Dio.

Nostro compito, nel silenzio, sull’esempio della Vergine Immacolata è quello di operare e agire sfamando tante attese e speranze. In questo tempo di silenzio, ascoltiamo la chiamata di Gesù che ci invita a spezzare il pane con tutti e per tutti in compagnia della Vergine Santa Sua e nostra madre.

Accendere questa candela deve ricordarci che la nostra comunità, vivendo l’Attesa della venuta di Gesù, si ripropone come casa che accoglie l’uomo nella sua fragilità spirituale e umana. La Chiesa è la casa di tutti e non di alcuni. Gesù viene per stare con ogni uomo.

 

TERZA DOMENICA DI AVVENTO: 

“viviamo riscoprendo la preghiera per agire”

 

Lc 10, 38-42 - Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

 

La candela di Betania. Betania significa «casa del povero». È il villaggio di Lazzaro, Marta e Maria, gli amici di Gesù. Qui Gesù si fermava ed era accolto ogni volta si recava a Gerusalemme. Qui fu risuscitato Lazzaro dopo quattro giorni dalla sua morte. Una casa in cui Gesù amava ed era amato. Dilatare gli spazi dell’amore è l’obiettivo quotidiano della nostra comunità e della missione. La nostra comunità sta scoprendo sempre di più che quando c’è sinergia nell’impegno e nel lavoro con il medesimo intento, si è costruttivi. L’amore si fa spazio da solo senza rumore, senza pubblicità, senza ricerca di consensi. Gli spazi dell’amore si dilatano se ogni azione è frutto di preghiera e di adorazione del Signore presente nell’Eucaristia. Le nostre famiglie siano sempre casa accogliente, pronta ad accogliere quanti bussano quotidianamente. C’è bisogno di ascolto, di tempo, per condividere lacrime e sorrisi. Servizio per tutti, esaltante e impegnativo. Accendere questa candela deve ricordarci che dobbiamo avere come modello la casa di Betania. Invito tutti a coltivare l’accoglienza, l’ascolto, la concretezza nei gesti, nella vita di ogni giorno.

 

QUARTA DOMENICA DI AVVENTO: 

“un tempo di Contemplazione e di condivisione”

 

Lc 2,6.12 - Mentre si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo di partorire, ed essa diede alla luce un figlio, il suo primogenito. Lo avvolse in fasce e lo mise a dormire nella mangiatoia di una stalla, perché non avevano trovato altro posto…Lo riconoscerete così: troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia.

 

La candela di Betlemme. Betlemme significa «casa del pane». A Betlemme nacque David, re di Giuda e Israele. Il Messia deve discendere da lui, nascere nella sua città. Attraverso la stella i Magi arrivarono a Betlemme per adorare Gesù. Come i Pastori e i Magi stiamo terminando il nostro cammino in preparazione al Natale per adorare Gesù, l’Emanuele, il Dio che si è fatto carne ed è venuto a stare in mezzo a noi.

Prepariamo nelle nostre chiese e nelle nostre case il presepe, adoriamo Gesù come i Pastori e i Magi, usciamo dalle nostre case, lasciamo le nostre attività e mettiamoci in ascolto della Parola che è venuta ad abitare tra noi e che continua a ricordarci che ha sempre “tempo” per noi.

È bello ritrovarsi insieme a casa, in famiglia, con gli amici e fare festa. Lo è ancora di più se scopriamo che la nostra comunità è la “casa del pane” che viene spezzato per tutti e condiviso con tutti.

Gesù, oggi chiede di nascere nella Parrocchia, nelle nostre case, nella vita di ognuno, perciò mettiamoci tutti in cammino per lasciarci avvolgere dalla luce che illumina le tenebre di ogni notte: Gesù.

Vinciamo la tentazione della pigrizia, per metterci seriamente in cammino, nella disponibilità a contemplare i presepi viventi che sono i fratelli e le sorelle: soli, ammalati, abbandonati, senza affetti.

Verbale del CPP del 23 Ottobre 2019 - Programma e finalità della missione parrocchiale

     Il 23 ottobre u. s. alle ore 18:30, si è tenuto il consiglio pastorale parrocchiale convocato dal parroco Mons. Cono Araugio insieme ai padri oblati OMI: p. Fabio, p. Alessandro e p. Vincenzo per un secondo incontro preparatorio alla Missione popolare parrocchiale che si terrà dal 15 al 22 Marzo p. v. Il consiglio è iniziato con la preghiera a San Giuseppe Lavoratore, santo titolare della parrocchia al termine della quale ha preso la parola, don Cono che ha dato il benvenuto ai padri missionari.

    Dopo i convenevoli, p. Fabio ha subito iniziato col dire che ogni cristiano battezzato deve sentirsi missionario anche all’interno delle proprie famiglie che sono famiglie scristianizzate e che perciò la missione serve prima a noi che frequentiamo e poi è per chi non frequenta, soprattutto, per i giovani, preoccupazione del parroco. P. Fabio ha continuato sulla realizzazione di uno schema bersaglio della missione, orientativo dell’organizzazione del cammino preparatorio per cui c’è bisogno di formare un equipe più un equipe che organizzi la missione per i giovani da scandire temporalmente. Occorre che ci sia un gruppo di 10 – 12 persone che si pongano in relazione fra loro, che si aprano ad accogliere nuove sfide relazionali e che per fare questo è necessario trovare il tempo per sperimentare nuovi incontri relazionali. Dopo questa premessa, come organizzarsi? Intanto si sono stabilite le date di incontri con i padri.

     L’altro incontro è stato fissato per domenica 10 novembre in cui ci sarà un incontro comunitario che vedrà coinvolti adulti e giovani insieme della durata di mezz’ora circa al termine del quale ci si dividerà per fasce di età. Stabilito quanto sopra si è passati a calendarizzare gli altri incontri preparatori che si terranno Domenica 19 gennaio 2020 dalle 16:00 alle 19:00 e Domenica 16 Febbraio 2020 sempre allo stesso orario. Poi si è discusso sull’aspetto logistico cioè sulla sistemazione dell’equipe missionaria che sarà composta da 5 preti ed un fratello; 4 novizi e 2 studenti; 2 suore e una giovane; 2 consacrate; a cui si aggiunge l’equipe giovanile formata da una decina di giovani. L’altro aspetto su cui p. Fabio ha tenuto a precisare rimane sempre quello organizzativo che riguarderà la visita alle famiglie che dovrebbe essere così suddivisa: 3 – 4 – 6 centri di ascolto/incontri con le famiglie decentrate; 1° zona pastorale (1° sera): centri di ascolto; 2° zona pastorale (2° sera): incontro con le famiglie; 3° zona pastorale (3° sera) : incontro con le famiglie dei ragazzi dell’IC; 4° zona pastorale resta libera.

     E’ chiaro che occorre che ci siano locali che accolgano le famiglie per gli incontri. E’ necessario che si predisponga un elenco di famiglie che incontrino altre famiglie che hanno figli dai 3 anni in su ed inoltre occorre curare l’accoglienza di famiglie che devono essere approcciate una prima volta. P. Fabio ha sottolineato che saranno 20 missionari che visiteranno le famiglie. Terminato il suo primo intervento, p. Fabio ha dato la parola a p. Alessandro che, brevemente, ha illustrato il lavoro che andrà a svolgere l’equipe giovanile con i giovani.

     P. Alessandro ha parlato di gruppi di lavoro laboratoriali per gli adolescenti mentre per i giovani ha pensato a far vivere loro un’ esperienza di carità della durata di 2 giorni ed, inoltre di coinvolgerli nella visita ad altri giovani. Questo aspetto è da programmare. Concluso il suo intervento p. Alessandro, ha ripreso p. Fabio con la spiegazione di come si svolge un centro di ascolto della Parola. Su questo punto, si è inserito don Cono sottolineando che, in parrocchia, i centri di ascolto della Parola sono già stabilizzati, collaudati e partecipati, nei periodi forti dell’anno liturgico. Mons. Cono ha mostrato la sua giusta preoccupazione: pensare a qualcosa da fare dopo la missione cioè come dare continuità al dopo? Occorrono persone che vogliono bene ad altre persone, che si impegnino quotidianamente non solo ad intra ma anche e soprattutto ad extra parrocchia.

     Dopo quanto sopra, p. Fabio ha parlato anche di chi animerà le Sante Messe della missione che saranno celebrate alle ore 19:00 di ogni giorno, su questo aspetto è intervenuto don Cono il quale ha consigliato che ad animarle dovrà essere ogni gruppo a turno guidati dall’equipe missionaria. Si è poi, puntualizzato che la missione ai giovani inizierà giorno 13 marzo e che il 14 marzo sarà celebrata la Santa Messa del Mandato e sarà presieduta da Sua Ecc. Mons. Leonardo Bonanno che darà inizio alla Missione. P. Fabio ha precisato che il 15 marzo, la missione inizierà con i centri di ascolto. Poi l’altro aspetto che p. Fabio ha consigliato di curare è quello economico vale a dire: pensare ad uno striscione o ad una brochure? 

     Terminato l’intervento di p. Fabio, mons. Cono è intervenuto sottolineando che sarà tutto pianificato in Avvento e che, prima del 10 novembre, incontrerà i responsabili dei vari gruppi per lavorare per la buona riuscita della missione. Il Consiglio Pastorale si è concluso con la preghiera insegnata da Gesù e la benedizione da parte di p. Vincenzo.

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