Parrocchia San Giuseppe Lavoratore - Scalea

 

Home.

 

Cronistoria delle strutture parrocchiali

     

Marzo/Maggio 2019 - Completamento Artistico della Cappella Feriale (Lato Sinistro)

Giugno/Settembre 2018 - Decorazione Artistica della Cappella Feriale

 

L'esigenza di creare uno spazio per la preghiera personale e per la celebrazione feriale ha spinto a intraprendere questa nuova fase dei lavori di riqualificazione degli ambienti liturgici. Ha esigito: la creazione di una nicchia nell'Aula liturgica per ospitare il Crocifisso ligneo e l'Addolorata; l'eliminazione del bagno che è stato spostato in altro ambiente;  la reimpostazione del fondo della parete precedente preparata per accogliere il Mosaico della Divina  Misericordia che avrà il Tabernacolo come centro di irradiazione dei raggi della Grazia; è prevista anche la rappresentazione delle altre Chiese parrocchiali per incoraggiare la preghiera per tutta la comunità di Scalea. Tutto questo viene realizzato con le offerte del parroco, di alcuni fedeli e un contributo della Diocesi. Già adesso la Cappella viene molto frequentata da persone che amano la preghiera silenziosa e la meditazione.

Contemporaneamente si è proceduto al riposizionamento degli angeli che ornano il presbiterio, mettendo  al centro, quale chiave di lettura di ogni azione liturgica, l'Agnello Immolato e il Libro della salvezza che Dio prepara per ogni uomo con i sette sigilli. Continua in questo modo l'incoraggiamento a percorrere con gioia la propria vita in prospettiva di eternità. L'Agnello è Gesù Cristo che si offre per noi, e ci chiede di leggere la Sua presenza come interpretazione della storia dall'Inizio alla Fine, è circondato da una coreografia di Arcangeli che cantano la gloria di Dio,  dai quattro Viventi che vigilano su di Lui, perché nulla sia intaccato del piano di Dio. Più esterni i nostri angeli custodi che vigilano sul bene della nostra comunità. Un angelo è stato posizionato vicino al Tabernacolo non solo segno di continuità artistica, ma anche in conformità ai doni del grano e del vino che si prepara ad offrire per la nostra partecipazione al sacrificio eucaristico.

 

7 Febbraio/10 Marzo 2018 - Lavori per l'ampliamento dell'Aula Liturgica

     La prima immagine del progetto di ampliamento della chiesa risale al gennaio 2017, il che significa che ci si lavorava mentalmente dall'estate precedente e precisamente dal giugno 2016, quando sono iniziate le indagini conoscitive degli elementi urbanistici necessari e i primi schizzi progettuali per la realizzazione dell'opera. Un lavoro lungo e appassionata al quale non sono mancati tentativi di  intoppo, nulla di particolarmente grave rispetto a quanto accadde a Don Michele, per quello che conosco io ci sono state solo due lettere anonime, in realtà sono firmate ma ritengo che le persone in firma sono falsificate perché  può averle scritte solo un bravo fedele che abita oltretutto vicino alla chiesa, solo geograficamente. Cosa c'è scritto? Un mucchio di sciocchezze, forse non sa che al centro della nostra preoccupazione pastorale sono le tante situazioni di povertà, che abbiamo fatto il campetto per i ragazzi. ampliato la zona magazzini sottostante, acquistato la canonica del Vescovo per servire meglio i ragazzi e i giovani. Queste sono state le spese maggiori, molti si fermano ai lavori in chiesa che sono aleatori come costo complessivo, per cui  parlano del nulla. 

 

     Oltretutto i nostri bilanci e le spese mensili sono sul sito della parrocchia e ognuno, se interessato realmente, può seguire passo passo le entrate e le uscite. Ma è risaputo che nei nostri ambienti, se vuoi vivere in pace, non avere problemi non devi fare niente e possibilmente  devi farti furbo e intascare i soldi che ti vengono dati. Ritengo sia inutile dire che questo riguarda solo i classici perditempo della piazza o delle chiese, la gran aprte dei fedeli spera solo che i lavori finiscano presto per poter godere nuovamente con serenità degli spazi di preghiera e di ricerca interiore. Ne approfitto per comunicare che in parrocchia anche le offerte date per la Santa messa vanno nella cassa parrocchiale sia quelle date a me che a Don Orea. Il Signore ci da abbastanza per vivere e non vorremmo correre il rischio di diventare ricchi. Devo esprimere un profondo ringraziamento al Geom. Carmelo Mirto, chi mi conosce sa che non è facile lavorare accanto a me, beh devo ammettere che a lui riesce benissimo.

 

     Grazie al suo paziente lavoro di elaborazione grafica e tecnica siamo arrivati alla possibilità di poter realizzare l'opera. Abbiamo acquisito il parere favorevole della diocesi, adesso mancavano solo i soldi. Direte voi è un dettaglio sostanziale, perché se è vero che senza soldi ai nostri giorni si cantano normalmente le messe, vi posso garantire che senza soldi non si possono fare i lavori strutturali. A questa esigenza è venuta incontro la memoria dei miei genitori, non posso dirvi tutto, però sappiate, che sono loro che hanno reso possibile questo ampliamento dell'Aula liturgica. Sia come sia il 7 febbraio si monta il cantiere e si cominciano i lavori, sono espressi bene nell'elaborazione fotografica per cui ne tratto solo per sommi capi. Poi viene, in corso d'opera l'idea di realizzare al Cappella feriale o almeno quella del Santissimo Sacramento, questa realizzazione è stata più agevole anche perché alla portata delle forze economiche della parrocchia.

   

     Un pensiero particolare devo esprimerlo per  tutte coloro che collaborano alla pulizia praticamente giornaliera della Chiesa, per renderla fruibile  alla celebrazione vespertina, è una dedizione affettuosa verso la parrocchia che viene vissuta con grande dedizione. Oggi si è proceduto alla rimozione delle opere artistiche in ceramica, insomma siamo pronti alla rimozione delle porte, alla demolizione definitiva del muro di fondo e alla ricollocazione delle finestre laterali. Ieri gli angeli in marmo che nella tradizione iniziale erano accanto al tabernacolo, mentre con Don Michele erano stati messi sulla porta della sala delle confessioni e della sacrestia, adesso sono stati posizionati a protezione dell'ingresso centrale.  Prosegue anche la realizzazione dell'Agnello immolato che nell'Apocalisse è al centro della visione di Giovanni, e che sarà posizionato al centro del presbiterio. Adesso rimane il dilemma dell'ampliamento della Cappella Feriale e del Bagno della Sagrestia che forse avremo modo di definire questa mattina.

6 Agosto 2017 - Benedizione dell'Edicola al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime

Giugno 2017 - Il Tabernacolo coronato dalla Vergine del Carmelo e dai nostri piccoli Angeli

10 aprile 2017 - La Fontana del Buon Pastore

     L'idea della Fontana nasce dalla esigenza di ricollocare il Mosaico del Buon Pastore (opera dell'artista Rouge) che durante il ministero di Don Michele era posizionata a corona della sede presbiterale. Il Salmista ci ricorda che il Buon Pastore  conduce ad acque fresche il gregge a dissetarsi. Poiché il campetto genera sete, e la Chiesa parrocchiale è crocevia di diverse strade si è resa necessaria la realizzazione di una fontana, il cui modello ricalca i vecchi abbeveratoi delle aree rurali, a sostituzione della fontanella che dal 1993 sovveniva alle esigenza degli assetati del territorio. La fontana vuole essere un'altra piccola opera d'arte che incoraggia  a leggere la parrocchia come la Fontana dl Villaggio, di Giovannea memoria.

 

Febbraio 2017 - Completato il mosaico con gli Angeli che ornano il Tabernacolo

     Oggi pomeriggio 24 febbraio 2017, è stato posizionato e perfezionato  l'ultimo Angelo orientato a trasmettere la speranza dell'eternità ai fedeli, come cornice naturale del Tabernacolo, che contiene il pane degli Angeli e il cibo per l'Eternità. La caratteristica di questa cornice di Angeli, è la trasmissione della gioia di coloro che vivono l'incontro con Gesù. I loro volti sono intensi e orientati al sorriso, mentre le loro vesti si caratterizzano con i colori che la natura offre nelle pietre che caratterizzano il mosaico. Per molti della nostra comunità rappresentano il perpetuare della memoria dei ragazzi che abitano stabilmente la Casa del Signore. Per tutti gli altri vogliono essere un incoraggiamento ad avvicinarsi a Gesù senza paura avendo la certezza di riceverne serenità interiore e voglia di vivere.  Tutti incoraggiano alla preghiera contemplativa, aperta però in tutti alla radiosità che solo l'incontro con il Signore riesce a trasmettere. Potremmo cogliere in loro lo Stupore per la contemplazione del Mistero, la volontà di immergersi in Lui, la preghiera litanica e infine colei che indica la via da seguire per incontrare Gesù.

Gennaio 2017 - Una proposta di ampliamento della Chiesa orientata a riformulare la Navata Centrale e gli spazi liturgici  Per adesso è un pio desiderio, ma tante cose nascono come un desiderio.

Settembre 2016 - Croce processionale scelta dai Ministranti Vincenzo e Luca e ipotesi ornamentale per il Tabernacolo

Agosto 2016 - la Vergine del Monte Carmelo vigila anche sulla nostra comunità

3 febbraio 2016 - E' ritornata nella sua  Chiesa la Statua di San Giuseppe lavoratore restaurata a Ortisei

Gennaio 2016 Monumento e Parco degli Angeli

(Immagini del Parco degli Angeli dopo un anno, maggio 2017)

     Venerdì 29 gennaio 2017 davanti alla Chiesa sono iniziati gli scavi per la erezione dell'obelisco che dovrà sostenere il monumento degli Angeli. La volontà di valorizzare maggiormente questa opera voluta da Don Michele e posizionata sul campanile, si accompagna alla mia mente già da un paio di anni, però è solo da pochi mesi che ritengo sia maturata in una articolazione di contenuti capace di giustificare questa opera. Tutto nasce dalla chiamata al cielo di alcuni nostri fratellini e sorelline che come siamo abituati ad affermare sono diventati degli angeli. Questo per tutti, ma non sempre i genitori riescono a leggere il fatto allo stesso modo. Poi, visitando il Camposanto, ho letto sulla lapide di Ludovica la dedica che parla delle ali degli angeli, infine nel parco davanti alla chiesa c'è una piccola lapide dedicata a una nostra sorellina, Francesca, che il Signore volle a se proprio mentre veniva in chiesa per fare le prove della Prima Comunione. Anche il parcheggio comunale era stato dedicato un portatore di handicap Rosario, che morì in una alluvione nella Locride. Poi lentamente si aggiungono altri nostri piccoli amici Emanuela e ancora Valerio. Insomma tutto mi incoraggiava a trasformare queste memorie in un luogo di speranza.

    Grazie alla collaborazione insostituibile dei Commissari prefettizi, siamo partiti per la realizzazione dell'opera che inizialmente prevedeva l'erezione di una colonna al centro del viale che conduce in chiesa, in modo che chi lo percorre ha modo di riflettere sulle anime amiche che hanno la loro memoria in questi luoghi. In seguito si il progetto si è articolato perché tutto sia una memoria gioiosa caratterizzata dai segni del loro breve passaggio terreno. Noi crediamo nella resurrezione ed è bene che ogni vita doni in messaggio di speranza e non solo e tanto di dolore. Mentre la dedica del Parco degli Angeli sarà impressa su un masso che sarà posizionata nella villetta comunale antistante la Chiesa. Il tutto sarà benedetto Sabato 6 febbraio dal nostro Vescovo, iniziando in questo modo la Festa della pace di quest'anno, rendendo presente nel nostro cuore e nella nostra mente questi nostri fratellini e sorelline, nella certezza di poter dare ai loro parenti e amici un punto di riferimento capace di lenire il dolore e di alimentare la speranza.

Agosto/Ottobre 2015 - Viene riposizionato il Battistero e decorato con il Pantocrator - 6 febbraio 2016

    

26 aprile 2015 E' inaugurato il Campetto polivalente Don Michele Oliva

    

Quaresima 2015 Procede il cammino della Via Crucis

Dopo varie prove grafiche ed esperimenti tecnici si è pervenuti alla definizione di come portare a completamento il cammino della Via Crucis, si è ritenuto opportuno continuare il lavoro del mosaico riprendendo l'elemento oro che lo collega all'area presbiterale al tabernacolo, per aiutare a cogliere il legame inscindibile che collega l'Eucaristia alla Croce del Signore. Abbiamo anche ritenuto opportuno richiamare il contenuto delle varie stazioni proponendolo mediante brevi frasi esplicative. Inoltre il decorativo proporrà il duplice tema della sofferenza e della gioia, volendo restituire al cammino della Croce la valenza del sacrificio ma anche quella dei frutti di speranza che ne derivano per la nostra salvezza.

21 febbraio 2015 la parrocchia si è dotata del Campetto per i ragazzi

Il campetto per i ragazzi, non ha altra presunzione che uno sbocco in più per animare le tante attività dell'oratorio parrocchiale, anche nelle dimensioni non corrisponde a nessuna delle esigenze professionali orientate ad accogliere eventuali tornei. Ho messo le altre foto anche per aiutare a ricordare come era prima dei lavori. E' stato realizzato con una parte  dei proventi della vendita della casa che Don Michele ha lasciato in eredità alla parrocchia, ricordo che una parte della quota fu restituita alla famiglia. La spesa complessiva dell'opera, comprensiva dei lavori di riqualificazione dell'area sottostante e dell'impianto di illuminazione è di circa 30.000,00 euro. Naturalmente sarà a lui dedicato, e lo faremo nell'inaugurazione ufficiale in occasione della venuta del Vescovo per la festa di San Giuseppe Lavoratore. Non dobbiamo mai dimenticare che Don Michele ha amato la parrocchia, e lo ha dimostrato non solo in ciò di cui ha voluto donarle come dote, ma anche perché ha consacrato tutte le sue energie per orientarla all'amore di Dio, anche se non sempre le intenzioni dei pastori riescono a sortire l'effetto desiderato. Oltre al campetto sono stati realizzati anche un ampliamento, fino a raddoppiarne la superficie, dei magazzini situati sotto la struttura realizzata per il campetto di calcetto.

 

 

3 gennaio 2015 - dalla Specola della morte nello Sheol alla Tomba nel Giardino

 

Questo mosaico che orna l'Ambone, ne esprime compiutamente il significato liturgico: Gesù è ancora vivo e continua a insegnare a noi suoi discepoli. Fu voluto da Don Michele Oliva su disegno di Alfredo Barletta, liberamente rielaborato dall'artista Pietro Rouge. Adesso completa naturalmente l'itinerario della Via Crucis, quale quindicesima stazione. Per creare una assonanza anche artistica ed estetica è stato necessario rileggere l'opera d'arte in chiave biblica. Per questo il sepolcro vuoto di Gesù, è stato contestualizzato nel Giardino di cui parlano i Vangeli caratterizzato dalla rinascita della natura che la festa, essendo in primavera esalta. Inoltre il messaggio per le donne è stato riproposto in oro per armonizzare l'opera nel contesto iconografico che caratterizza la nostra aula liturgica.

4 Ottobre 2014

    E' stato ultimato il Calvario della parrocchia situato in Via Lauro. Anche se abbiamo corso il rischio di un ulteriore rinvio, infatti era quasi pronto e doveva essere montato per la Domenica delle Palme.  Inizialmente era un semplice tubo riempito di cemento, tale è rimasto per circa trenta anni. Diciamo che forse è stato un poco trascurato data la sua preziosità liturgica. Anche la sua posizione in riferimento al territorio della comunità parrocchiale poco si configura con quello che era il significato che i Calvari hanno nella tradizione ecclesiale. Infatti normalmente erano posizionati all'estremo limite dell'abitato quasi a proteggerne i confini. Dobbiamo anche ammettere che non sempre abbiamo coscienza del significato di quello che ci propone la tradizione, troppo spesso le cose si ripetono senza comprenderle.  Adesso ha acquistato una forma decorativa classica a cappellina votiva, molto delicata e semplice nella sua elaborazione artistica.

       

Agosto/Settembre 2014

La via crucis nel suo contenuto iconico può dirsi completata, più si accentua l'aspetto del dolore salvifico più i colori diventano vivi, questo ci aiuta a legger il camino della croce nella sua verità più autentica, non ci è proposto per la disperazione ma per alimentare in noi la speranza che ci deriva dalla certezza che Dio ci ama al punto da aver donato il Suo Figlio per la nostra salvezza. Anche gli sfondi dei singoli quadri sono pensati per liberare la mente e il cuore alla contemplazione ma non alla disperazione, il tutto è completato dalla caratterizzazione del volto del Cristo che viene sempre raffigurato nell'atto della serenità donata con naturalezza anche nei momenti più drammatici. E' evidente che non si vuole mistificare la verità del dramma, che viene proposto nella sua autenticità, però è anche vero che gli evangelisti non hanno mai trascurato che la preoccupazione costante di Gesù, anche in questo  ultimo tratto del suo cammino terreno, è stata quella di consolare e di dare pace a tutti coloro che incontrava. Si è voluto anche mettere bene in risalto i volti ignoti di coloro, Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, che nel momento della morte si sono messi al servizio della dignità del Suo corpo, richiedendolo a Pilato per donandogli una degna sepoltura nella tomba nuova posta nel giardino. Tutto viene caratterizzato con i colori della primavera perché la Pasqua, è la festa della prima luna piena di primavera.  

 

 

1 luglio 2014 la parrocchia acquista tutta la canonica

E' stata definita l'acquisizione dopo trentasei anni, da parte della parrocchia, della parte sinistra della Casa Canonica che è stata utilizzata, fin dalla sua costruzione come sede del Vescovo. Inizialmente la parrocchia non volle farsi carico dell'onere di contribuire alla sua costruzione, per cui i lavori furono eseguiti direttamente dall'Ufficio Tecnico della Curia Vescovile. Circa venticinque anni fa Don Michele, per 30.000.000 milioni di lire, aveva riscattato la parte destra con i locali pastorali e i garage. Adesso la parrocchia ha a sua disposizione tutto l’immobile.  L'acquisto della casa vescovile è stato reso possibile grazie alla donazione di un fedele che ha pagato la prima rata della quota che la parrocchia deve alla Diocesi. Infatti  l’acquisto  della  casa vescovile  è  stata  così  definito:  costo  complessivo  €  60.000,00  di cui 10.000,00  donati  dalla  Diocesi  con l'impegno di poter  utilizzare  l’immobile  per  attività promosse dallo stesso  Ente  Diocesi;   restano da versare € 50.000,00  regolati  nel  seguente  modo: € 20.000,00  già  corrisposti;  € 30.000,00  da  corrispondere  in  quote  di € 10.000,00  tra  il  1°  gennaio  ed  il 31 dicembre di ogni anno, a partire dal 1° gennaio 2015.

Quaresima 2014

     Mentre la Quaresima 2013 è stata caratterizzata dalla riqualificazione liturgica dell'area presbiterale, l'arrivo della Quaresima di quest'anno ci trova impegnati ad impostare la Via della Croce. Si è scelto di la Via Crucis biblica come caratteristica della sequenza delle stazioni. I vari momenti vengono visualizzati mediante la tecnica del mosaico, che ormai diventa l'elemento artistico caratterizzante l'aula liturgica della parrocchia di San Giuseppe. Artisticamente si è voluto privilegiare l'approccio umano nella raffigurazione di Gesù che viene presentate senza la caratterizzazione divina dell'aureola, anche perché questo aspetto artistico che si concretizza nella luminosità che si irradia dal suo volto,  è maggiormente legato alla fede in Lui, emersa soprattutto dopo la sua resurrezione dalla morte. Le scene già applicate alla via della Croce rappresentano l'ultima cena, il Getsemani, Gesù davanti al Sommo Sacerdote, Gesù davanti a Pilato, l'Ecce Homo e la consegna della Croce. Per completare l'opera ci vorrà del tempo, ma per adesso cerchiamo di cogliere la bontà della riflessione che queste nuove opere d'arte trasmettono al nostro anelito spirituale. L'opera completa prevede anche la citazione biblica esplicativa della scena raffigurata per cui, alla fine dell'opera, il credente potrà percorrerla come se si trovasse davanti a un libro figurato.

   

Ottobre 2013

     La Chiesa di San Giuseppe è nata circa trenta anni fa, con i criteri liturgici dettati dal Concilio Vaticano II, con successivi essenziali e artigianali abbellimenti di riqualificazione durante il ministero di Don Antonio. Ha vissuto una rilettura in chiave assembleare centralista che ne ha pesantemente mortificato gli spazi nel lungo periodo nel quale è stato parroco Don Michele, che ne ha anche abbellito, con gusto molto diversificato e non sempre coerente, l'aula liturgica. Adesso è stato riproposto un parziale ripristino dell'impianto strutturale iniziale, una lunga opera di alleggerimento di infrastrutture e barriere architettoniche che la rendevano praticamente difficile da leggere in modo lineare, non è stata trascurata l'importanza di una rivalutazione delle opere artistiche inserite nelle varie fasi. L'adeguamento strutturale in atto  ha inteso restituire all'aula liturgica tutto lo spazio possibile per l'accoglienza dei fedeli, dare visibilità all'azione liturgica elevando la Sede, l'Altare e l'Ambone, dare maggiore ampiezza visiva con la creazione delle nicchie per le statue e l'adeguamento della Cappella della Riconciliazione interpretata come parte integrante dell'Aula liturgica. E' stata anche avviato l'opera di abbellimento per il livello assembleare, mentre per gli altri livelli (finestre istoriate e vele con i misteri della luce) purtroppo non è possibile intervenire sia per il dispendio economico che ne deriverebbe, ma anche per rispettare i sacrifici che la comunità ha fatto precedentemente.  Io mi sono limitato a intervenire a livello dell'azione liturgica invitando i fedeli a non alzare troppo gli occhi. Con l'inserimento delle statue di Sant'Antonio di Padova e di San Michele Arcangelo, ho inteso onorare la memoria dei miei due predecessori, dei quali si ha ancora un caro ricordo in tanta parte della comunità parrocchiale.

   

                

     Adeguare gli ambienti tenendo conto delle mutate situazioni culturali, storiche e ambientali è una costante dell'impegno artistico della Chiesa ed è orientato a rendere presente Dio nell'oggi della Storia della Salvezza e anche nella Storia della Chiesa. Da sempre  l'ambiente liturgico è la manifestazione della vita spirituale di coloro che lo frequentano e delle motivazioni per cui viene frequentato. L'ultima grande riforma della Chiesa a livello architettonico orientata a manifestare il valore maggiore che doveva avere la comunità ecclesiale, è da contestualizzare nell'ambito dei cambiamenti ecclesiali  sanciti dal Concilio Vaticano II.  Abbiamo già detto che la nota Cattolica dell'ambiente liturgico Chiesa, è la presenza centrale del Tabernacolo nell'aula liturgica, che nella nostra chiesa è stato pensato con la conformazione iconica di Ostensorio.  Anche se gli orientamenti attuali tendono a marginalizzare la presenza del Tabernacolo in una eventuale cappella laterale o feriale, fortunatamente i nostri progettisti intesero costruire una Chiesa Cattolica nel senso tradizionale del termine, perciò hanno voluto conservare a Gesù, come Presenza Eucaristica, la centralità nel luogo del nostro stare insieme. Per cui nella nostra aula liturgica tutto è orientato al Tabernacolo/Ostensorio. Come certamente ricordate era già incastonato tra i due angeli e nella raggiera di marmo, che anche se non corrisponde pienamente al progetto complessivo attuale, non si è ritenuto, per adesso, necessario modificare o togliere.

     Anche nella tradizione biblica sono state molte le situazioni che hanno determinato mutamenti epocali, generalmente dettate da situazioni di persecuzione e deportazioni. Quella che vi presento è stata abbastanza rilevante ed è un prezioso riferimento per il nostro lavoro. Quando nel VI secolo a.C. con l'Editto di Ciro Re dei Persiani fu concesso ai deportati ebrei in Babilonia di ritornare in Terra Santa. inizia un lungo e faticoso processo di rilettura della Storia della Salvezza, che coinvolgerà tutti gli ambienti religiosi e sociali di quella che, da allora, in poi sarà identificata come cultura e spiritualità giudaica. Anche a Torah sarà reimpostata tenendo conto delle mutate condizioni storiche e cultuali degli Ebrei. Anche la comprensione di Dio, della creazione, del peccato saranno inseriti, riletti e riproposti alla luce delle tradizioni religiose che gli esuli portarono con se. Di questo lungo e faticoso processo di ricostruzione materiale e spirituale troviamo ampie tracce nei profeti post esilici: Secondo e Terzo Isaia, Geremia, Baruc, Ezechiele, Gioele, Zaccaria, Malachia e altri che scrivono soprattutto per incoraggiare il ritorno degli esiliati e per sponsorizzare la costruzione del Tempio e della Città Santa.

     Inoltre leggendo gli Autori Sacri Esdra e Neemia ci rendiamo conto delle difficoltà  che i deportati trovarono al loro rientro e del ritrovamento o riedizione del Deuteronomio che da allora in poi codificherà il modo di vivere la religione della comunità giudaica, è seguendo queste norme anche anche Gesù, con Giuseppe e Maria,  esprimeranno la loro appartenenza al Popolo di Israele. Cambia anche la comprensione dell'altra vita e della presenza di Dio in mezzo al suo popolo, la tradizione della Gloria di Dio che apparteneva alla spiritualità del Deserto e del Sinai viene sostituita con la visione del Trono di Dio che si immagina nel più alto dei cieli, circondato da varie categorie di angeli che, a secondo delle culture che le esprimevano, venivano definite e immaginate con nomi e rappresentazioni diverse. Tutto questo apparato scenico e rappresentativo resterà normativo nella diversità delle rappresentazioni culturali fino ai nostri giorni, al punto che ancora oggi quando pensiamo a Dio sostanzialmente non ci discostiamo troppo da queste immagini.

     

     Nella tradizione biblica ne da una descrizione diffusa Ezechiele, che la riprende chiaramente dall'iconografia babilonese e da altre tradizioni religiose orientali, la descrizione presso il trono di Dio dei quattro esseri animati che, semplificando molto, sono il Toro, l'Uomo, l'Aquila e il Leone le quattro forze della natura poste a vigilare e a rendere inaccessibile il Trono dell'Altissimo. Saranno riproposti in seguito dal Profeta Daniele e dalla letteratura apocalittica in genere, per il Nuovo Testamento li riproviamo nell'Apocalisse di Giovanni, e da questa visione l'iconografia cristiana identificherà gli esseri viventi con gli evangelisti (ma siamo già nel IV secolo con San Girolamo) l'Uomo/Matteo, il Leone/Marco, il Toro/Luca e l'Aquila/Giovanni. Precedentemente, nel II secolo d.C. Ireneo ne aveva già applicato la simbologia, anche se lui identificava il Leone con Giovanni e l'Aquila con Marco, spiegando anche il perché dei quattro Vangeli e legandoli alla perfezione che questo numero aveva in se. 

     La reimpostazione iconografica della nostra aula liturgica si ispira in parte a questa fase storica. Quando ho cominciato a pensare all'elaborazione artistica dell'aula liturgica mi sono reso conto che l'elemento tecnico che Don Michele aveva reso più presente (la risurrezione all'ambone, il logo del giubileo all'altare, il buon pastore alla sede) era il mosaico. Perciò per valorizzare l'esistente ho scelto di continuare con il mosaico l'abbellimento, inoltre il mosaico è antico come tecnica artistica, ma sempre nuovo nella sua proposta. Inoltre la nostra Chiesa è moderna nella sua costruzione ma antica nella sua impostazione architettonica, per essere più espliciti siamo in piena tradizione greco/ortodossa.  Il mosaico è a doppio livello artistico che abbiamo posto a ornamento del nostro Tabernacolo/Ostensorio, è stato realizzato  secondo i canoni della tradizione ravennate dalla Bottega Russo,  si ispira alla visione del trono dell'Altissimo che ne fa l'Apocalisse di Giovanni. Al primo livello ci siamo ispirati alla visione del capitolo 5, 11-14 nella quale si descrive l'azione di molti Angeli attorno al Trono, agli Esseri Viventi e agli Anziani che lodano: L'Agnello, che è stato immolato, è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione ... lode,  onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli. Amen. La scritta è inserita nell'aureola dei serafini.  Per il secondo livello ci siamo ispirati al capitolo 4, 6-8 dove in una visione egli vede e descrive l'azione osannante dei quattro esseri viventi, di cui abbiamo già parlato prima in Ezechiele, che lodano Dio con la nota formula liturgica: Santo, Santo, Santo il Signore Dio l'Onnipotente. Colui che era, che è e che viene che si legge nel cartiglio. La scritta volutamente la si è lasciata in oro, che nella tradizione iconografica è il colore della presenza di Dio. Con questo artificio artistico si è voluto anche  sottolineare  l'esigenza che occorre una particolare disponibilità degli occhi, della mente e del cuore  perché la presenza di Dio sia valorizzata e colta nella sua preziosità.

 

Luglio 2013

 

      


Pasqua  2013

       


 

 Giubileo del 2000

        


 

Anni '80 e '90

     

 

La nuova chiesa di San Giuseppe Lavoratore  (Franceschino Ritondale)

     La Chiesa di San Giuseppe Operaio in Scalea è nuova, nuovissima, sia per ciò che riguarda il moderno edificio sacro, sia per quanto concerne l’istituzione della parrocchia. La nuova istituzione parrocchiale si rese necessaria ed urgentissima qualche decennio fa, per l’intenso sviluppo demografico, seguito a quello edilizio non meno intenso in questi ultimi anni, della cittadina divenuta città. Le cause ne sono ben definite nella bolla della sua erezione in parrocchia in data 11 febbraio 1977, di mons. Domenico Vacchiano, vescovo di Cassano.

Dominicus Vacchiano – Dei et Apostolicae Sedis Gratia – Episcopus Cassanensis -.

Bolla di erezione della Parrocchia di San Giuseppe Operaio in Scalea.

Nelle località Fischia, Cotura, Arenella di Scalea, si è verificato in questi ultimi anni un considerevole sviluppo edilizio, con conseguente aumento della popolazione. Essa, per la distanza dalla chiesa parrocchiale di San Nicola in Platea, ha ricevuto particolare assistenza spirituale da un sacerdote il quale ha svolto il suo ministero in un locale terraneo messo a disposizione da un fedele. La stessa popolazione grata di quest’opera e sensibile ad un’assistenza completa, ha reclamato la presenza costante e giuridicamente definita del sacerdote , anche perché ad essa, nei mesi estivi, si aggiungono numerosi turisti. Pertanto, invocato il nome di Dio e della Beata Vergine Maria, col voto unanime del Capitolo Cattedrale e del Consiglio Presbiterale, col parere favorevole del Vicario Foraneo e dei due parroci di Scalea, siamo venuti nella determinazione di istituire, con la Nostra ordinaria autorità, la nuova parrocchia sotto il titolo di "San Giuseppe Operaio", dismembrandola e dividendola dalle altre due parrocchie dalle altre due parrocchie di "San Nicola di Platea" e "Santa Maria d’Episcopio". La nuova parrocchia è contenuta nei seguenti confini: a nord Canale Tirello fino al ponte di Via Lauro, Via Birago, Via fiume Lao fino alla Tenuta Marghetich, e lungo la Tenuta Margetich in linea retta fino al mare; ad est Ferrovia dello Stato, dalla stazione fino al Fiume Lao; a sud Fiume Lao; ad ovest Mar Tirreno.

L’entità del patrimonio beneficiario iniziale della nuova parrocchia è costituita di un capitale nominale di £ 2.000.000 in titoli di stato (Isveimer) al tasso d’interesse del 7% con una rendita annua di £ 140.000.

Così abbiamo stabilito e così ordiniamo che sia fatto.

Dato a Cassano Jonio nel giorno dell’apparizione della Madonna di Lourdes, 11 febbraio 1974.

Il Cancelliere della Curia Can. V. D’Alessandria

L’Ordinario Diocesano, vescovo Domenico Vacchiano.

Con decreto del 1° gennaio 1977, da parte dello stesso vescovo, la nuova parrocchia venne affidata alle cure di mons. Don Antonio Didona, nato a Scalea ed appartenente ad una famiglia del luogo. Ecco il decreto.

Dominicus Vacchiano – Dei et Apostolicae Sedis Gratia – Episcopus Cassanensis -.

Al diletto figlio in Cristo Antonio Didona, parroco della chiesa parrocchiale sotto il titolo di San Giuseppe Operaio in Scalea, salute e benedizione nel Signore.

Volendo provvedere al maggior bene delle anime della nuova parrocchia, eretta con Nostro decreto in data 11 febbraio 1971 e riconosciuta civilmente con decreto del Presidente della Repubblica in data 7 novembre 1975. Noi, considerato che per mandato da Noi ricevuto raccogliesti la dote necessaria all’erezione del nuovo beneficio e che, con soddisfazione Nostra e dei fedeli, hai retto la nuova parrocchia dalla data della fondazione come Vicario Economo, in virtù delle presenti Nostre lettere, eleggiamo e nominiamo te, Sac. Antonio Didona, figlio di fu Salvatore e nato il 3 gennaio 1916, Parroco del predetto beneficio parrocchiale con tutti i diritti ed i doveri concessi dalle vigenti leggi.

Avrai cura di prendere possesso della menzionata parrocchia previo accordo con la Nostra Curia. Con la Nostra benedizione.

Dato a Cassano Jonio con il Nostro segno e sigillo e la sottoscrizione del Nostro Cancelliere il giorno 1° gennaio dell’anno 1977.

     La nuova chiesa, invece, progettata dall’arch. Antonio Luongo da Scalea, venne edificata dall’Impresa Edile Achille Maiolino che iniziò i lavori di costruzione in data 14 marzo 1977 e consegnò l’opera il 30.04.78. Edificio moderno, modello di edilizia sacra contemporanea (seconda metà del XX secolo), venne progettato in ottemperanza alle esigenze della nuova liturgia dettata dal Concilio Vaticano II. A forma esagonale, con ampie sfinestrature a vetrate, in alto su ogni lato; con alta cupola centrale, sfinestrata anch’essa in ogni lato per dare luce e luminosità all’ambiente, mostra all’interno, delimitata dalla parete e dalle due colonne lato sud, una semplice ed elegante abside; al centro di questa una mensa eucaristica (altare) in marmo, e sulla parete l’artistico Tabernacolo.

      Questa pregevole opera, anch’essa ideata dall’arch. Luongo, che vi ha soffuso alcunché del suo animo di fervido credente, pur rispettando i canoni dell’arte sacra moderna, non si discosta molto da quella classica: è stata elaborata dallo scultore arch. Fulvio Longo da Belvedere M.mo, ed eseguita ed installata poi dalla ditta Lavori di Marmo Giovanni Raffo, pure di Belvedere M.mo, sulla parete dell’abside. Consta di un ampio pannello in marmo pregiato (m. 2,80x2,60), al centro del quale, su di una croce a rilievo a forma di stella a quattro punte, è collocato il Ciborio dorato internamente e coronato all’esterno da un’aureola di bronzo argentato; sulla sua artistica porticina di chiusura, esso mostra, scolpita a bassorilievo, la figura del Salvatore a cena coi due discepoli di Emmaus; dal Ciborio si dirada poi una raggiera in marmo opalino finemente cesellato, su cui spiccano, uno a destra e l’altro a sinistra, anch’essi in bassorilievo, due angeli in adorazione che additano la dimora dell’ "Ospite Divino"; in alto, al centro e su tutto, in marmo chiaro, sovrasta il bassorilievo della colomba evangelica che si libra sul Cristo Eucaristico, come a ricordare ai fedeli la voce del Padre: "Questi è il mio figlio Diletto!". L’opera inaugurata con solenne celebrazione il 19 marzo 1990, è stata realizzata col concorso della pietà dei fedeli. Dal centro dell’architrave, poi, che poggia sulle due colonne che delimitano l’abside, pende una bellissima Croce (cm. 100x100) a verghe in argento, offerta dagli immigrati della vicina Verbicaro.

     Di fronte all’abside è il pronao che, come l’abside, poggia sulle due colonne dirimpettaie, ai piedi delle quali sono poste due marmoree moderne pile per l’acqua santa. A destra del pronao stesso, sulla parete, una lapide ricorda la consacrazione dell’edificio, celebrata da mons. Antonio Cantisani, allora arcivescovo di Rossano, il 1° maggio 1978.

 

A GLORIA DI DIO

NELL’ANNO DI GRAZIA 1978

IL 1° MAGGIO FESTA SACRA DEL LAVORO

PRESENTI POPOLO E AUTORITÀ

S’INAUGURAVA QUESTA CHIESA

DEDICATA A S. GIUSEPPE

OPERAIO

PROGETTATA DALL’ARCH. ANTONIO LUONGO

SU TERRENO DONATO CON VOTO UNANIME

DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI

SCALEA

SINDACO DR. DARIO BERGAMO

RIFINITA DAL GENEROSO CONTRIBUTO DEI

FEDELI

CURATA DAL PARROCO

MONS. ANTONIO DIDONA

SEGNO DI FEDE ANTICA E SEMPRE NUOVA

DI UN POPOLO OSANNANTE

 

     Sempre all’interno, sulle pareti di destra, è l’altare di San Giuseppe patrono della parrocchia, su cui è situata la statua del Santo a figura intera, intagliata in legno di tiglio della Val Gardena, da maestranze della famosa scuola di Ortisei. Sulle pareti di sinistra è l’altare della Madonna del Rosario, su cui è posta una copia del quadro della Madonna di Pompei, racchiuso in una cornice in legno dorato, donato da Mons. Domenico Vacchiano, attualmente arcivescovo di Pompei, e la nicchia contenente la statua di san Francesco di Paola, tanto venerato anche a Scalea.

     All’esterno la facciata principale presenta tre ingressi: uno centrale più grande e due laterali di dimensioni più piccole; è coperta da un portico che poggia su sei colonne di forma rettangolare, e vi si accede per un’ampia gradinata a tre rampe. Inoltre la chiesa è dotata, nel suo seminterrato, di una vasta aula magna e di tre ampie sale ben attrezzate, dove vengono svolte le diverse attività pastorali, dall’istruzione catechistica ai raduni, ai convegni. Attigua ad essa, sul lato sinistro, il modernissimo Palazzo del Vescovo che, oltre ai locali del primo piano, destinati ad accogliere il detto prelato quando soggiorna a Scalea, offre quelli altrettanto ampi del piano rilevato che ospita il clero di passaggio o provvisoriamente impegnato nella cura della parrocchia.

     Infine, nello spazio a destra dell’edificio sacro, è stato da poco eretto, su di una base marmorea a tronco di piramide quadrangolare rovesciata, un monumento in bronzo di San Giovanni Bosco.

 

                                                                                                                

                                                                                               

Dalle origini al 2005>>>>>>Clicca qui

Simbologia delle formelle>>>>Clicca qui

Simboli nelle porte>>>>>>>>Clicca qui

Descrizione del campanile>>>>>Clicca qui

Opuscolo su don Michele Oliva>>>>>Clicca qui

 


Via Luigi Sturzo, 54  -  87029 Scalea - Cs 

tel/fax 0985/920078

Contatore visite