Parrocchia San Giuseppe Lavoratore - Scalea

 

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 L'Oratorio San Giuseppe, per i tutelati dalla Carta Assicurativa, è aperto  dalle ore 16,00 alle ore 20,00  per tutti coloro che vogliono partecipare alle proposte di Animazione e giocare al Campetto Don M. Oliva.

 

Lunedì, Giovedì, e Sabato dalle ore 16,30 alle ore 18,00 hanno l'uso prioritario delle strutture oratoriali i ragazzi delle attività catechistiche

 

 

E’ assolutamente proibito  fumare all’aperto e negli ambienti di incontro e/o ricreativi

 

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L’Oratorio San Giuseppe si propone come luogo di fraternità, di accoglienza e di pace, per i ragazzi e i giovani della città. Chi lo frequenta deve impegnarsi ad avere cura di ogni persona che incontra, nel rispetto delle finalità di accoglienza cristiana per le quali è aperto.

 

NOI SIAMO L'ORATORIO ANSPI SAN GIUSEPPE

 

   

 

8 dicembre 2019 - Animano i Talent & Art

 

    

 

Praia a Mare 1 dicembre 2019 - Lucernario di Avvento

     È stato emozionante vivere l’esperienza del Lucernario d’Avvento a Praia a Mare. Inizialmente, forse per un po’ di pigrizia e anche per qualche pregiudizio, non avevamo tanta voglia di partecipare. Poi ci siamo armati di buona volontà e siamo partiti alla riscossa per affrontare questo breve, ma allo stesso tempo, intenso momento. Siamo partiti alle 18.20, anzi, a dire la verità, alle 18:30, per colpa di chi (non diciamo il nome di nessuno) ha fatto ritardo. Abbiamo fatto un viaggio molto movimentato, arricchito di risate, canzoni cantate a squarciagola e risate, risate e ancora risate. È questa infatti la bellezza di stare insieme: condividere momenti di gioia, di pazzia e di immensa allegria.

     Arrivati a Praia abbiamo parcheggiato la macchina e siamo andati dritti verso la chiesa. Ancora non c’era nessuno. Solo un gruppetto di ragazzi che aspettava fuori. Ciò che ci ha colpito subito è stato l’ingresso della chiesa. Lo avevano decorato con tante candele accese. Tra una chiacchiera e l’altra siamo “finalmente” entrati in chiesa, ci hanno consegnato dei foglietti per seguire la liturgia e ci siamo accomodati. Insieme a noi c’erano tanti giovani. Ci hanno subito accolti con il canto “mi pensamiento”, animato e ballato. Subito dopo c’è stato il momento di preghiera, con momenti di silenzio e canti alternati. La cosa più bella è stata vedere e sentire il coro, formato da soli giovani che cantavano e suonavano così allegramente, tanto da trasportarci e coinvolgerci a pieno. Per non parlare dei canti, tutti bellissimi.

 Durante la preghiera c’è stato il momento delle confessioni e anche riflessioni individuali. Queste riflessioni erano incentrate sull’ “io” e ci siamo concentrati sul domandarci “chi siamo? Ci conosciamo a pieno? Qual è il nostro posto nel mondo?  Quali sono i nostri desideri?  Quali sono i nostri punti di forza e quali sono i nostri punti deboli? Il tutto era accompagnato da canti soffusi. Però non ho descritto un dettaglio. Entrati in chiesa ci hanno dato, oltre al foglietto della liturgia, un cuore con una candela e un lucchetto attaccato. Alla fine della liturgia infatti, ognuno di noi, uno alla volta, doveva andare all’altare e consegnare questo lucchetto. Il lucchetto rappresenta un simbolo, cioè il consegnare la nostra vita a Dio. Questa è stata una delle immagini più belle.

 

     Alla fine della liturgia abbiamo fatto una foto di gruppo, per ricordare questa serata. Il tutto è durato un’oretta circa, ma questa oretta è volata, non ci siamo resi conto del tempo. Volendo concludere, come ad ogni uscita che si rispetti, abbiamo fatto un giro sul viale di Praia, sempre tra una risata e l’altra e abbiamo mangiato tutti insieme. Ciò che ci porteremo dietro, dopo questa esperienza, è che la condivisione, la gioia di stare insieme, sono le basi per vivere bene ogni cosa e anche ciò che a volte risulta essere “pesante”, se vissuto insieme gli altri, diventerà sicuramente più leggero e soprattutto piacevole.

                                                                                                                                                                                                                              Maria Rosa

Oratorio San Giuseppe - Scalea

 

   Nei giorni 22 e 23 novembre il nostro Oratorio ha partecipato al convegno nazionale dell’Anspi che si è tenuto a Roma. Dopo l’accoglienza e le registrazioni delle presenze in segreteria, l’avvio al Convegno con il saluto del presidente Giuseppe Dessì e la presentazione del nuovo sussidio invernale “Indifferenti non si nasce”.  Sussidio ispirato all’enciclica di papa Francesco Laudato si’, stampato su carta riciclata che declina il concetto di ecologia integrale attraverso giochi, riflessioni, catechesi e approfondimenti liturgici. Oggi il grande rischio è che quando si parla di ecologia si pensi esclusivamente all’ambiente, ma ciò che si è voluto evidenziare con questo sussidio non riguarda solo l’ambiente, ma riguarda proprio l’uomo e quindi pensare al di là di una ecologia integrale. Per entrare in pieno nell’Ecologia Integrale, in questo sussidio si è pensato a 20 contenuti da sviluppare, perché l’Ecologia Integrale non si misura solo con la raccolta differenziata, con una spesa  consapevole  un  po’ più “bio”,  con  l’attenzione  a  non  gettare  cartacce  per  terra  o  alla scelta di una macchina più ecologica, chiede piuttosto ad ogni comunità cristiana di assumere atteggiamenti di scelte pastorali concrete per rinnovare in modo credibile il compito stesso delle comunità ecclesiali, disponendole a offrire motivi di speranza, seminare sguardi positivi di rinascita, diventare segno di un modo diverso di abitare il pianeta. L'uomo è capace di prendersi cura di tutto il contesto che abita, sapendo che può cambiare rotta in qualsiasi momento per risolvere qualsiasi problema e allora la scelta di nuovi stili di vita per la “cura della casa comune” necessita di coraggio e di grande creatività.  

   Un’altra parte del convegno è stato dedicato ai Giovani3: terzo millennio, terzo settore, terzo sapere. Un momento finale di confronto e approfondimento del progetto Terzo Sapere dell’Anspi finanziato dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali, iniziato a giugno del 2018 e prossimo alla chiusura. Terzo Sapere intende promuovere azioni formative e socio-educative volte ad accrescere competenze e nuove prospettive lavorative per i giovani, scegliendo tre ambiti di lavoro:

1)      TERZO MILLENNIO, nel quale è stato proposto un Kit educativo sulle competenze, THIRD MILLENNIUM YOUTH SKILLS KIT, in cui partendo dal giovane, lavorando sul riconoscimento delle proprie skills, si arriva e si sperimenta la creazione di un’impresa. Il percorso è articolato in 4 macro-attività che intendono sostenere i partecipanti nella scoperta dei tratti della loro personalità e delle loro attitudini, per passare alle competenze personali e quelle orientate alle professioni per concludere con una simulazione/gioco di realizzazione di una start-up: 1 CONOSCI TE STESSO –  I tratti di personalità e le attitudini; 2 VERSO LA “CONFIDENCE” – Le competenze professionali 3 LA VALIGIA DEGLI ATTREZZI – Quali competenze professionali per quale lavoro? 4 ADESSO SI PARTE – Le basi per creare una Start-Up;

2)      TERZO SETTORE, si propone di incrementare rete e sinergia attraverso il canale di informazione e sensibilizzazione del circuito radiofonico RadioInBlu;

3)      TERZO TEMPO, prevede azioni formative sui linguaggi di animazione e sullo sport, convegni, workshop, intesi come occasioni per le generazioni di implementare competenze utili al loro profilo professionale, che oltre a dare una formazione teorica facciano sperimentare ai giovani ciò che imparano.

   Altro tema del convegno è stato il servizio civile in un Oratorio Anspi: la possibilità messa a disposizione dei giovani dai 18 ai 28 anni di dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico inteso come impegno per il bene di tutti e di ciascuno e quindi come valore della ricerca di pace. 
Il servizio civile volontario garantisce ai giovani una forte valenza educativa e formativa, è un'importante occasione di crescita personale, un'opportunità di educazione alla cittadinanza attiva, un prezioso strumento per aiutare le fasce più deboli della società contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro Paese. Conoscere l’Oratorio anche attraverso il servizio civile perché l’Oratorio oltre ad essere un percorso che avvicina al Signore, è un percorso che apre alla vita e orienta al mondo del lavoro.

   Il convegno è stato interessante per acquisire delle conoscenze nuove, ma anche per conoscere i delegati regionali Anspi della Calabria e concludere così l’affiliazione del nostro Oratorio e Circolo San Giuseppe con l’Anspi, costituita il 18 ottobre 2019 e guidata dal presidente Mons. Cono Araugio. Cos’è l’Anspi? Associazione Nazionale San Paolo Italia, movimento ecclesiale cattolico di oratori e circoli. È stata fondata a Brescia il 13 novembre 1965 da mons. Battista Belloli su ispirazione dal Concilio Vaticano II, per incrementare la vita cristiana dei fanciulli, dei ragazzi, degli adolescenti, dei giovani. Più precisamente, si concreta in un’attività pastorale della Parrocchia che tende a fornire un’educazione cristiana di base mediante la catechesi, le attività spirituali, educative e formative, culturali, musicali, teatrali, sportive, ludiche, etc. L’Oratorio è il centro operativo della parrocchia e l’Anspi dà collaborazione con l'obiettivo di fare Oratorio in una prospettiva nazionale, valorizzando le esperienze esistenti e promuovendone altre a misura delle esigenze dei singoli contesti. Il punto di partenza è il valore di ogni persona chiamata ad identificarsi e a misurarsi con gli altri operando in "relazione" in una dimensione di profondità e di trascendenza.

   La speranza è che nel nostro piccolo riusciamo a far diventare l’oratorio San Giuseppe una casa per tutti, con un clima accogliente dove poter crescere e maturare e far sì che i ragazzi e i giovani avvertano la gioia di sentirsi protagonisti dei sogni di Dio all’interno di una grande famiglia.

                                                                                                                                                                  Pino e Adalgisa

 

Venerdì 15 novembre 2019 - Incontro con Padre Alessandro

 

 

INCONTRO CON PADRE ALESSANDRO

Il giorno 15 novembre si è tenuto nei locali della nostra parrocchia un incontro con Padre Alessandro OMI.  Tutto il gruppo Talent & Art si è riunito ed ogni componente si è presentato al missionario scrivendo il proprio nome su di una normale molletta, e parlando un po' dei propri interessi personali.

Successivamente, sul pavimento al centro dell’assemblea, ha depositato un cartellone sul quale Rita, in precedenza, aveva disegnato una strada contraddistinta da diversi segnali stradali e da alcune curve, significanti le difficoltà ed i relativi rallentamenti che ognuno di noi incontra nel normale cammino della vita.

Poi ciascuno di noi, alla domanda se avessimo voluto intraprendere questo cammino di comunità all’interno della parrocchia, in caso di risposta affermativa ha voluto agganciare la molletta con il proprio nome sul cartellone della strada della vita. Ed alla fine abbiamo constatato che le mollette erano proprio tante. Quindi, Padre Alessandro ha voluto chiedere ad ognuno di noi di indicare un mezzo di trasporto che ci rappresentasse di più e le varie motivazioni….unica condizione era che non si poteva ripetere una risposta già data da un altro in precedenza.

C’è chi ha nominato la bicicletta perché poteva essere considerata era un segnale di libertà, chi la macchina come simbolo di comodità, chi la locomotiva come segno di tradizione, poi ancora la moto come simbolo di velocità, l’aereo come segnale di spensieratezza, il pullman in quanto visto come un simbolo di familiarità e di convivenza con gli amici, e chi semplicemente a piedi senza nessun mezzo in quanto vincolato da niente e da nessuno.

Subito dopo questi dialoghi, Padre Alessandro ha disegnato all’istante un altro cartellone sul quale ha raffigurato una trave portante che si appoggiava su quattro colonne rappresentanti le quattro colonne portanti che dovevano caratterizzare il nostro gruppo, vale a dire preghiera, sacramenti, comunità e servizio, ed abbiamo discusso un po' di questo.

Al termine dell’incontro abbiamo dato il via ad un po' di divertimenti con giochi di gruppo in sala e successivamente negli spazi oratoriali, chi a calcio e chi a pallavolo. Ognuno di noi è sicuramente tornato a casa con qualche valore in più, riflettendo sul fatto che se noi togliessimo anche solo una colonna portante dal nostro gruppo, probabilmente i Talent & Art non esisterebbero più, e questo non vorremmo che accadesse.

                                                                                                                                                                                                               Francesca, Carola e Francesca

 

 

29 luglio19 – 04 agosto 19: Il campo estivo visto dagli occhi di un’Animatrice

 

“Abbiamo incontrato delle persone che sono diventate speciali

e non sapevano di esserlo prima!

Hanno sempre usato le loro qualità per fare del bene,

quindi anche noi possiamo donare agli altri qualcosa di noi stessi!

Ognuno è speciale a suo modo, perché ha dei talenti da mettere a disposizione.

Anzi, ognuno è un talento.

Per diventare una bella storia!”

 

Il filo conduttore di questa esperienza è rappresentato dalle battute finali del copione di “Bella Storia”. Il messaggio che abbiamo cercato di inviare ai ragazzi e che, prima di tutto, è stato inviato a noi animatori è cercare e inseguire i nostri sogni, mettendo a disposizione i nostri talenti, per scrivere e diventare, appunto, una bella storia.  Questi due campi estivi, svoltisi entrambi a Moccone a cavallo tra luglio e agosto, in effetti hanno posto al centro la riflessione… almeno per quel che riguarda il gruppo degli animatori.

Il primo giorno, dopo l’arrivo e qualche attività con i più piccoli, ci siamo incamminati lungo il sentiero del Tasso (guidati, come direbbe Serena, dal Donky) per affrontare il tema della valorizzazione dell’Io persona, prendendo come spunto di riflessione la parabola del Buon Samaritano. Nonostante la fama di questo Samaritano conosciuto da tutti, si è avuto di che parlare senza rischiare di ripetere sempre le stesse cose… qualche ignorante (per rispetto della privacy non diciamo chi) non sapeva nemmeno chi fosse un “levita”, pensate un po’!

A questo punto divisione in coppie per seguire un tratto di sentiero in autonomia, la richiesta è stata: “mi raccomando non vi ricongiungete, ma camminate e dialogate per fatti vostri!”. Sempre per rispetto della privacy non diciamo chi ha disobbedito, tuttavia chi conosce il gruppo potrà facilmente indovinare chi sono state le quattro ragazze ribelli (ho dato anche un indizio sul genere). A loro discolpa hanno detto che “si sono confidate ugualmente, ma in gruppo”.

Confrontandoci a fine percorso, è emerso che qualcuno è riuscito ad aprirsi di più con il compagno, qualcun altro invece ha chiacchierato più sul paesaggio che su sé stesso… in ogni caso è stata una passeggiata piacevole per tutti.

Pensavate che fosse finita qui, e invece ancora in cammino verso Camigliatello. Poco prima di arrivare, sempre per rimanere nel tema della riflessione personale, ci siamo smembrati per procedere da soli lungo un tratto di strada… ogni tanto un po’ di autonomia aiuta a maturare, sotto tanti aspetti. Dopo esserci ricongiunti, ci siamo diretti verso un parco giochi ormai a noi familiare e, dopo aver fatto finta di avere ancora cinque anni per poterci dilettare sullo scivolo, tutti a rapporto per continuare con il Don la nostra formazione. L’argomento chiave è stata la similitudine tra la vita e l’eco, la vita come specchio delle nostre azioni che restituisce a noi stessi ciò che noi facciamo o diciamo. In base a questo ci siamo soffermati sull’identità del gruppo, sull’unione che nasce soltanto se ognuno di noi, nel singolo, si impegna per instaurarla.

Ci spostiamo nella chiesa lì vicino per compiere tre passi molto importanti:

- il passo verso l’interiorità;

- il passo verso il prossimo;

- il passo verso Gesù.

Il tutto per conoscere sé stessi, che non è una cosa da poco. Noi ci abbiamo provato, come? Beh, pensando alle nostre emozioni, guardando gli altri, contemplando il rapporto con Gesù. Quest’ultimo aspetto è forse quello più difficile da capire, ma anche gli altri due hanno i loro perché. La cosa da ricordare è che solo l’amore aiuta a vedere bene.

Il sole cala e sono le 20:00, dopo tanti ragionamenti abbiamo fame…ergo, sosta in pizzeria. Possiamo dire di non esserci andati leggeri, tanto che il ritorno in struttura a piedi, di sera, con il fresco (tendente al freddo) è risultato un pochino difficile da affrontare. Meno male che c’era Serena a sdrammatizzare (il gruppo capirà). Come premio abbiamo ricevuto una brevissima lezione sulle costellazioni, ma il tempo per la vera contemplazione delle stelle sarebbe arrivato qualche giorno più avanti.

Arriviamo alla fine del fuoco organizzato dai ragazzi che, mentre noi ce la spassavamo tra i boschi, erano in struttura a “lavorare”. Poi pigiama e letto, almeno per i più vecchi come me, in attesa di una nuova giornata.

Sveglia, colazione rigenerante, cura di Nike (per gli amici Niketta), si parte con il secondo giorno. Dopo l’inno e la preghiera, ci dirigiamo verso il Parco Avventura di Lorica. Tra la paura e il divertimento, quest’attività ci ha permesso in un certo senso di capire fino a che punto siamo in grado di spingerci, metro dopo metro, scalata dopo scalata. I più atletici sono arrivati fino al percorso 10 sui 12 disponibili, altri hanno fatto qualche livello in meno, ma in ogni caso i sorrisi non sono mancati e credo che per tutti sia stata un’esperienza da ripetere (nonostante i dolori post-parco). Questa è stata una mattinata di relax, subito dopo le attività ci siamo fermati lì per il pranzo e siamo rientrati in struttura.

Riprendiamo il nostro ruolo di animatori e giochiamo insieme ai bambini, per scrivere un’altra pagina di Bella Storia. Nella recitazione, a parte i nostri esperti Rita, Chiara, Giulia, Gennaro e Antonio che ormai possono aggiungere la propria stella ad Hollywood, si sono coinvolte anche Maria Rosa e Serena, conosciute perlopiù come musiciste che come attrici. Se la sono cavata molto bene anche in questi panni, a mio avviso. Grande merito anche alle narratrici Miriam e Bianka: timidissime e sempre dietro alle quinte, stavolta ci hanno guidato tra un racconto e l’altro per tutto il primo campo. Nel tempo rimanente abbiamo assistito ad un concerto privato: Serena Broccoli’s show. Sul palco della camera 303 sono saliti diversi ospiti, tra cui Mahmood ed Elettra Lamborghini. Insomma, una serata intensa. Dopo cena, di nuovo tutti attorno al fuoco per guardare gli elaborati dei ragazzi e per qualche canto assieme.

E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

Come di routine campanella, colazione, Nike, inno e preghiera, poi scenetta e gioco. Ah, quasi dimenticavo: Nike si legge “niche” e non “naic”. È importante conoscere il nome della mascotte a quattro zampe.

Per quanto riguarda le attività a noi riservate, in mattinata abbiamo fatto una passeggiata al lago con annesse le riflessioni sulla responsabilità di un impegno e sul valore della felicità. Stare lì al lago significava davvero trovarsi in un locus amoenus, anche gli animali che popolavano la zona contribuivano a questo effetto, soprattutto le libellule e le farfalle. In così tanto colore non si poteva che stimolare la creatività di ognuno, creatività che è servita a fare nuove proposte per l’imminente anno catechistico. Abbiamo parlato di spettacoli, musical, creazione di sussidi… tutto ciò che possa rendere vivo il nostro impegno all’interno della parrocchia. Se queste proposte verranno portate avanti, allora potremo dire di aver compreso il significato della parola responsabilità, nonché di impegno. La necessità di soffermarci su questa tematica nasce dal fatto che il nostro gruppo molto spesso è chiamato a mettersi al servizio della parrocchia per portare avanti progetti di animazione e non solo, e spesso è capitato di aver avuto un approccio “troppo tranquillo” nel fare ciò. Con questo non voglio dire che qualcuno ci mette sotto pressione e ci obbliga a fare tutto e subito, o che siamo solo “giovani che fanno cose”, ma che anche tra di noi nasce la necessità di poter avere più fiducia nelle nostre azioni.

Una componente da non sottovalutare, in qualsiasi cosa si faccia, è la felicità. Quando ci è stato chiesto “in cosa trovate felicità? E come potete trasmetterla agli altri?” ognuno di noi ha espresso la propria idea senza freni, nel senso che forse per la prima volta tutti hanno parlato in maniera spontanea, senza creare quel clima di “verifica” che Serena teme tanto (gli altri non siano gelosi se nomino così tante volte Serena, ma come potete confermare è lei che più di tutti esprime la sua in ogni contesto).  Insomma, dobbiamo pensarci sempre alla felicità… e anche se a volte lei si dimentica di noi, noi non ci dobbiamo mai dimenticare di lei, fino all’ultimo giorno della nostra vita.

PS: è una citazione di Benigni, né mia né di Chiara (anche se nell’ultimo caso potrebbe sembrare).

 

In questo clima di gioia abbiamo trascorso il resto della terza giornata, per poi dare il via all’ultimo giorno di campo per i piccoli, ma al primo per i grandi. Giovedì 1° agosto, infatti, ci siamo incontrati tutti al lago Cecita per trascorrere una giornata insieme. Eravamo intorno alle cento persone, era bellissimo vederci dall’esterno perché nonostante il numero e nonostante le diverse età c’era una certa coesione che ha permesso a tutti di stare bene. Tra bans, balli di gruppo, giochi, abbiamo salutato i vecchi e dato il benvenuto ai nuovi compagni di viaggio. Nota di merito a Gennaro e a Giulia che in prima persona hanno gestito i giochi di questa giornata, attirando l’attenzione di tutti. Anche qui il paesaggio ha fatto la sua parte…probabilmente questa è stata la giornata più bella di tutto il campo.

Di sera, in struttura attorno al fuoco, abbiamo lanciato il nuovo tema sui sogni, con le tre parole correlate: libertà, coraggio, amore. Queste sono state le linee guida per le giornate successive, tematiche che hanno caratterizzato i giochi e le attività. Qual è il nesso con il tema del primo campo? La valorizzazione dei talenti, sempre. In un ambiente ormai completamente adolescenziale, sorge il sole in quel che per noi era il quinto giorno di campo estivo. La routine non era molto diversa, come sempre colazione tutti insieme per poi spostarci fuori la chiesa per la preghiera. La differenza è che stavolta la preghiera era animata da noi e ce l’abbiamo messa tutta per rendere diverso dal solito questo momento, essendo il pubblico formato da ragazzi di 12 e 13 anni. Abbiamo rappresentato ad esempio la parabola dei talenti sottoforma di videogame, o i discepoli e Gesù in mare nelle vesti dei Pirati dei Caraibi. Forse un po’ azzardato, ma innovativo (si spera).

Tornando al quinto giorno, possiamo dire di aver ritagliato più spazio per stare con i ragazzi e nelle diverse squadre. Di pomeriggio abbiamo fatto tutti insieme un’escursione tra i boschi, tanti bans e come gran finale la messa in scena della leggenda del mantello rosso. Questa è stata davvero un’interpretazione da oscar.

A proposito di oscar, non vi ho detto che in una di queste sere abbiamo trovato anche il tempo di girare un cortometraggio ispirandoci al film di Aldo, Giovanni e Giacomo. Il titolo è “I misteri del Conte di Moccone”, ma non faccio spoiler perché presto uscirà al cinema. I crediti vanno a Pino, la mente oltre che il conte. L’altra protagonista è Serena, tutti gli altri hanno contribuito a girare le scene.

Sempre il quinto giorno, dopo cena, siamo tornati al laghetto per una vera veglia alle stelle. Prima però, noi animatori ci siamo ritagliati un po’ di tempo mentre gli altri erano al fuoco. Lo stesso locus amoenus di cui avevo già raccontato, ci ha offerto un paesaggio notturno in completa assenza di luci, se non quella della luna e delle stelle (ad eccezione di qualche torcia che spuntava, nonostante non avrebbe dovuto). Anche in questo caso riflessione libera, in solitudine, per poi confrontarci e raccontarci un po’ le emozioni dei momenti appena trascorsi.

Osservare le stelle in questi luoghi è qualcosa di indescrivibile. Anche nel più piccolo paese civilizzato non sarebbe possibile trovare la stessa pace e lo stesso buio. Siamo anche stati fortunati, il cielo era talmente sereno che si osservava la Via Lattea. Tanti piccoli puntini nel cielo nell’illusione di essere noi quelli grandi, ma in realtà non siamo che un piccolissimo pezzo del grande progetto. Nel nostro piccolo tuttavia, abbiamo il compito di contribuire all’equilibrio universale, e per farlo dobbiamo impegnarci a salvaguardare il nostro pianeta. In queste occasioni, ce ne rendiamo conto meglio.

Lo cito per ultimo, ma non perché sia meno importante, il compleanno di Maria Rosa. Dopo la sorpresa di mezzanotte, a ritmo di crepes oltre che di “tanti auguri a te”, penso abbia trascorso una festa fuori dalle righe… tra la natura e le stelle, speriamo di averla fatta felice.

 

A cavallo tra sogni e realtà, siamo giunti al sesto giorno. Nel raccontare questi ultimi due giorni non mi sono focalizzata molto sulle attività fatte per i ragazzi, ma non perché non ve ne siano state. Direi che meritano di essere ricordate le due prove di coraggio (assaggi da bendati e percorsi di abilità vari) e la scenetta di Romeo e Giulietta rappresentata da Gennaro e Serena. Non trovo parole appropriate per descrivere il divertimento, soprattutto per la scenetta, ma sappiate che gli assenti si sono persi un grande spettacolo.

Tornando al sesto giorno, abbiamo trascorso la mattinata tutti insieme a Camigliatello, dove abbiamo assaporato il brivido della cabinovia e il super-brivido del ritorno dalla cima, a piedi, verso la struttura. Attualmente non so da quale altezza siamo scesi e non so quanto cammino abbiamo fatto, ma meglio non ricordare… so solo che la fatica è stata tanta. Divertente sì, ma faticoso di più.

Nel pomeriggio, incontro con il Vescovo e poi tempo libero… partitina a pallavolo, come ogni pomeriggio d’altronde, per arrivare alla sera con un grande evento. Per rispetto della privacy non faccio nomi, posso dirvi che nella giornata dedicata al coraggio uno dei ragazzi ha davvero trovato il coraggio di dichiarare il proprio amore ad un’animatrice (se avete un déjà-vu è normale, è una tradizione ormai da campo in campo). Il tutto sempre in stanza 303.

 

Questo secondo campo è servito, a noi animatori, forse per mettere in pratica le riflessioni fatte durante il primo… penso sia stata presente una bella armonia nel gruppo, tra alti e bassi. Ma si sa, la musica è fatta da diverse note, altrimenti il risultato finale non sarebbe, per l’appunto, armonico. Dopo “aver fallito miseramente nel tentativo di fare after” (cit. Gennaro) arriviamo all’ultimo giorno. Sveglia, colazione, Niketta, preghiera, assistiamo ad uno dei momenti più commoventi di tutto il campo: i ringraziamenti degli educatori. A fine esperienza anche loro sono stati molto felici, e noi li ringraziamo per tutto il lavoro fatto. Ultime attività con i gruppi, pulizie, pranzo e ci mettiamo in viaggio verso la nostra Scalea per concludere definitivamente questa avventura. Tanta armonia anche durante la messa, mentre la mascotte dormiva beatamente vicino all’altare. Anche lei, strano ma vero, era un po’ stanca.

Come ogni relazione che si rispetti, aggiungo i ringraziamenti finali: agli educatori, sia del primo che del secondo campo; ai cuochi, pronti ad ogni nostra esigenza (vi ammiro); ai ragazzi, che ci hanno fatto divertire un sacco; agli animatori, a cui voglio molto bene.  Grazie ancora a tutti.

                                                                                                                                                                                                                                                                                Alessia Cirimele

 

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Gli Animatori dell’Oratorio dal 1 al 14 luglio dalle ore 17,00 alle ore 20,00 propongono il  GREST per i ragazzi dai 7 ai 12 anni.  Valorizzazione dei Talenti, Gioia di stare insieme, Danze, Giochi, Attività ricreative, Drammatizzazioni e tanto altro.

Per l’iscrizione si chiedono 15 euro.

Quest’anno parliamo di IMPEGNO Attraverso la dimensione del GIOCARE

Aiutati dalla SANTITÀ di grandi uomini e donne che si sono messi in gioco.

Per riscoprire l’IMPEGNO COME RISPOSTA ALLO SPIRITO di SANTITÀ!

Un filo rosso: l’esortazione apostolica Gaudete et Exsultate

TEMATICA:

Nel paese dove nascono tutti i giochi, da tempo si sta preparando il “Gioco dei Giochi”: il gioco più bello mai creato. È una grande impresa, l’aria è elettrica e l’attesa rende tutti frizzanti, ma quando ogni cosa sembra ormai pronta, ecco che uno dei due fratelli a capo del progetto si accorge che manca qualcosa. Cosa manca al gioco per essere davvero il più bello? Per scoprirlo dovrà partire per un lungo viaggio in giro per il mondo, con una promessa: “Manderò di volta in volta delle scatole con tutto quello che scoprirò e così voi potrete migliorare il gioco”.

Le scatole però non arrivano, del fratello si perdono le tracce e il Gioco dei Giochi sembra abbandonato in una stanza dimenticata. Sembra, perché invece qualcuno, di nascosto, lo sta modificando per crearne una sua versione. Un gioco che cattura, un gioco da cui sarà impossibile uscire. Un gioco destinato a portare alla rovina l’intero paese. Per fortuna, però, Mastro Ludo e Vick, due giovani responsabili del Laboratorio tester se ne accorgono e si prendono l’impegno di proteggere e salvare il Gioco dei Giochi. Una corsa contro il tempo in cui i due ragazzi dovranno davvero mettersi in gioco. In questa sfida avranno come alleato Ruah, lo Spirito del Gioco che li guiderà in questa avventura attraverso il mondo dei giochi.

La tematica si svolgerà attraverso una storia semplice: la trama, grazie al gioco, parla un linguaggio immediato, mantenendo un alone di mistero, che inviterà a mettersi in gioco. Sono previsti dei momenti di interazione con i bambini, dei veri e propri mini-giochi sui quali le squadre potranno sfidarsi sul momento!

 

Ogni giornata termina “lanciando la palla” agli animatori: non ci sarà una  vera e propria conclusione della puntata, ma i bambini dovranno risolvere la tappa. Come? Ovviamente, giocando! Ogni puntata infatti avrà come simbolo un Gioco Classico che rinforza il significato del tema e che dovrà essere giocato dai bambini per comprendere le diverse sfumature dell’impegnarsi, per entrare a far parte della trama del sussidio Ogni Gioco sarà simboleggiato da uno strumento o un oggetto, che servirà agli animatori per assegnare i punteggi durante la durata della tappa.

 

13 aprile 2019: Giornata Diocesana dei Giovani

Giorni frenetici, stancanti, ma pieni di gioia ed emozioni, il tutto riassunto in tre lettere: "GMG" Ma cosa vuol dire GMG? Molti ragazzi si sono posti questa domanda. Letteralmente significa "Giornata Mondiale della Gioventù", ma io lo definirei come un percorso: Il tema di quest'anno è stato "Siate pellegrini sulla strada dei sogni".

Un percorso movimentato iniziato il 1ºAprile con la settimana di missione al Liceo scientifico di Scalea: canti e balli davanti l'ingresso della scuola e laboratorio sui sogni durante le ore di religione. Si prosegue col la Via Crucis animata dai giovani di Scalea, molto sentita e partecipata, e "Una Luce nella notte", serata di adorazione in Chiesa ed Evangelizzazione di strada in cui ,con grande sorpresa, i ragazzi entusiasti si sono coinvolti fermando persone sconosciute e non e cercando di convincerle a venire con loro in Chiesa a pregare: tanti "Si" e tanti "No", ma anche i "No" fanno parte del percorso di crescita. 

Durante queste missioni, nei lunghi pomeriggi si sono svolte le prove di canto e ballo per la festa finale del 13 Aprile: una vera esplosione di gioia ma non mi soffermo perchè le foto parlano da sole. Abbiamo scelto un repertorio di canti attinenti al tema dei sogni, ma una domanda ci ha perseguitati nelle ultime ore prima della festa: Come sarà il tempo? Incertezza fino all'ultimo secondo ma alla fine il Signore ci ha permesso di cantare, suonare e ballare all'aperto.

Dopo la pausa-break si prosegue con la veglia di preghiera in Chiesa e infine con lo spettacolo dell'attore Giovanni Scifoni  "Mani Bucate", una rivisitazione moderna della vita di Francesco d'Assisi. Forse non tutto è andato come previsto, ma io non posso che ringraziare tutti per la insostituibile collaborazione.

Le mamme degli animatori sempre pronte a dare una mano nei momenti di difficoltà; Ilaria, sempre operativa anche quando gira il mondo; Alessia dolcezza infinita; Giulia sempre pronta a mettersi in gioco nonostante la lontananza; Maria Rosa dagli occhi che brillano di vitalità e spirito di iniziativa; Serena piccola-grande tastierista; Miriam silenziosa e discreta ma sempre presente; Gennaro chitarrista rock ma anche lui dolcissimo; Chiara la tenerezza fatta persona; Rita tutto-fare, splendida ballerina e cantante;

Antonio e Luca assenti fisicamente ma presenti con il cuore, Francesca, che con la sua passione per le foto riesce a rendere indelebili i nostri momenti vissuti insieme. Se posso dire la mia, per me è stato un percorso formativo e di crescita, e ho vissuto con i ragazzi momenti indelebili che conserverò dentro di me tra i ricordi più cari.

 

Abbiamo imparato che è bello sognare anche se non si è più bambini, abbiamo imparato che è bello coltivare le proprie ambizioni, ma soprattutto che è bello ricevere e annunciare a tutti l'amore che Cristo prova per noi. Grazie ancora a tutti.   Nicola

25 marzo 2019: Pastorale Giovanile ed Evangelizzazione ai Licei

 

17 marzo 2019 a San Nicola Arcella: Con gli Animatori per capire e dare gioia

 

 

Continuano le uscite del gruppo giovani della nostra parrocchia. Il 17 marzo uscita domenicale. Appuntamento ore 10 davanti la parrocchia direzione San Nicola Arcella, rigorosamente a piedi. Due ore circa di passeggiata in una giornata di sole. Piccola sosta al faro, che ci ha permesso di godere della vista dall’alto del nostro Paese e sentire qualche accenno storico da parte di Don Cono.  Siamo arrivati a San Nicola intorno alle 12 e siamo stati affettuosamente accolti dalla Casa Centro Servizi, con dolci e caffè.

 

Verso le 13 ci siamo sistemati al sole, abbiamo provato qualche canto, mangiato qualcosa e poi abbiamo dialogato un po’. Don Cono ha chiesto a ognuno di noi cosa rappresenta il gruppo, perché lo frequentiamo e come la fede si incastri nella vita di ognuno di noi. Breve ma intense riflessioni che sicuramente aiutano ognuno di noi a riflettere su ciò che facciamo e come questo possa arricchire la nostra vita.

 

Alle 15 ci siamo recati alla casa di riposo e abbiamo incontrato gli anziani ospiti. Vedere quegli anziani tutti insieme ci ha messo per un attimo in difficoltà. Tempo di ambientarci di prendere confidenza e le cose sono andate meglio. Abbiamo iniziato l’animazione con canti e qualche tarantella, abbiamo chiesto i nomi, da quale paese venissero.  

 

È stata un’ora che ci ha riempito di emozioni e sopratutto un’ora diversa per queste persone che hanno visto un po’ di giovani, qualche volto nuovo e hanno vissuto momenti di festa. È stata una domenica speciale per ognuno di noi. Siamo rientrati a Scalea, in auto, con il buon proposito di ripetere questa esperienza.

 

3 marzo 2019  Belvedere Marittimo: Formazione per Animatori

 

     Con immensa gioia ho accolto la proposta di entrare a far parte dell'Equipe "Pastorale Giovanile Diocesi S.Marco Argentano-Scalea". Domenica 3 marzo si è svolta a Belvedere Marittimo la seconda giornata di formazione. Di buon ora catechiste e animatori ci siamo recati alla Parrocchia "Maria SS. Del Rosario". Una volta arrivati, consegnato il materiale da riciclo chiestoci di portare per l'attività pomeridiana, ed effettuata la registrazione in segreteria, siamo stati accolti dall'Equipe capitanata da Don Francesco e accompagnata dai formatori Maria Teresa, Nadia e Gianfranco. Dopo la Preghiera iniziale sono iniziati i laboratori. Il tutto è stato finalizzato ad una conoscenza reciproca ed infatti ci hanno subito chiesto di alzarci, gridare il nostro nome, trovare i nostri omonimi e presentarci a vicenda.

     Successivamente invece i formatori ci hanno distribuito bigliettini contenenti nomi di personaggi di fantasia, e ognuno di noi doveva cercare il relativo compagno che poteva essere anche più di uno; trovato/i il compoagno/i ci hanno fatto salire sul palco e recitare una scenetta inventata al momento e attinente ai personaggi attribuiti. Personalmemnte mi sono ritrovato con Gennaro, Alessia e alcuni ragazzi di Tortora ad eseguire la coreografia del "Ballo del qua qua".  Dopo la pausa caffè-dolcetto siamo stati divisi in due gruppi, uno per l'attività di gioco e l'altro per l'attività teatrale, attività direi entusiasmanti e ricche di contenuti da poter trasmettere ai ragazzi del catechismo o da proporre nella festa degli oratori del 1°Giugno: un gioco ad esempio consisteva nel prendere sulle spalle un compagno/a con in mano un bicchiere d'acqua e correre senza far cadere acqua a terra; il gioco della bomba in cui a ritrmo di musica dovevamo passarci uno scatolone e allo stop chi aveva lo scatolone in mano pagava pegno (la nostra Adalgisa si è ritrovata a dover improvvisare l'inizio di un grest), e via a seguire con il gioco delle isole, il percorso ad ostacoli e il gioco dei numeri crescenti da mettere in ordine in poco tempo.

     Interessante anche l'attività teatrale coordinata da Maria Teresa che ci ha fatto lavorare sulla voce e sui movimenti del corpo: tutti abbiamo gridato contemporaneamente diverse parole a caso ma nessuno di noi, nel caos, se non dopo vari tentativi, riusciva a comprendere le parole dette dagli altri. La morale è che dobbiamo ascoltarci a vicenda. Fingendo di essere dei grossi palloni abbiamo poi effettuato esercizi di respirazione, e simulato una scenetta tratta da un copione di "Buona la Prima" (programma tv). Terminati i lavori alle ore 12:30 abbiamo partecipato alla Santa Messa celebrata da Don Francesco; ammetto di non aver ascoltato molto la Parola di Dio a causa della scelta del canti all'ultimo momento, ma considerando che abbiamo creato un coro in 30 secondi, spero che Gesù mi perdoni. Ore 13:30 momento di relax con il pranzo condiviso.

 

 

Prima dell'inizio della seconda parte dei laboratori, i formatori ci hanno proposto una gara di canzoni dei cartoni animati e una serie di foto di cui ognuno di noi doveva dire quali emozioni sucitavano. Cominciano quindi i lavori manuali: siamo stati divisi in quattro gruppi, e con oggetti da riciclo abbiamo realizzato inviti per la festa di Carnevale, Fiorellini, Mongolfiere colorate e Girandole. La formazione si conclude alle 16.30 con la Preghiera finale e la Benedizione di Don Ernesto. Credo di parlare a nome di tutte le Catechiste e animatori dicendo che è stata una giornata lunga ma entusiasmante e ricca di contenuti, per me soprattutto che mi sono diviso tra i miei amici di Scalea e l'Equipe Diocesana che sto imparando a conoscere. Attendiamo quindi con piacere il prossimo appuntamento Domenica 7 Aprile.   (Nicola IMPERIALI)

 

 

 

Manifestazione per il Mese della Pace 10 febbraio 2019 - Sala Polifunzionale Scalea

 

(A)SOCIAL: il tempo è nelle tue mani



 

 

     Un’avventura chiamata Festa della Pace! Domenica 10 febbraio si è conclusa l’avventura della Festa della Pace. Circa due mesi di lavoro da parte degli animatori della parrocchia. Loro i veri protagonisti di questa manifestazione, dalla scelta del tema, allo sviluppo dello spettacolo, ai contenuti, ai balli, canti, tutto curato da loro nei minimi particolari. Ognuno ha messo del proprio in uno spettacolo che ogni ragazzo credo abbia sentito suo. Il tema principale il tempo e i social. Di tempo oggi non ne ha a disposizione più nessuno, non si ha tempo per gli altri, tempo per se stessi, eppure passiamo ore in un mondo virtuale che ci fa smarrire e ci allontana dalla vita vera, fatta di sentimenti ed emozioni.

 

     La storia che abbiamo rappresentato è quella di due bambine, unite da un sentimento di amicizia, riescono a non cedere agli uomini grigi, dei rapinatori di tempo, che cercano di dividere i bambini attraverso la tecnologia, gelosi dei loro sentimenti. Ovviamente alla fine della storia i sentimenti vincono: i bambini con l’aiuto delle protagoniste riescono a riscoprire le emozioni e si svegliano dal sonno ipnotico della virtualità. La gioia l’amicizia la condivisione riescono a sciogliere anche il cuore degli uomini grigi che si convertono al bene e ai sentimenti. Quando ci è  stato detto di scegliere il tema della Festa della Pace, credo che nessuno di noi abbia pensato a ciò che realmente e stato. Le cose sono andate da se, abbiamo scelto un team vicino a tutti, vicino a noi ragazzi che usiamo il cellulare come parte integrante della nostra vita, ma anche vicino ai bambini che ormai non sanno condividere il loro tempo se non attraverso un display, ai genitori che si allontanano sempre di più da chi li circonda confrontandosi solo attraverso un telefono. Volevamo lasciare uno spunto di riflessione.

 

    Ci siamo riusciti? Questo non possiamo saperlo. Di sicuro abbia raccolto molto di più di ciò che ci aspettavamo. Innanzitutto ci siamo confrontati con i bambini che riscontrano nei social vari pericoli, hanno raccontato esperienze spiacevoli, come anche il ciberbullismo  e forse troppo spesso parliamo ai ragazzi dei problemi del mondo, troppo grandi per chiunque, ma non li ascoltiamo quelli che sono i loro veri problemi, quelli che affrontano quotidianamente. L’altro successo è stato quello che altri ragazzi lontani dalla parrocchia hanno deciso di riavvicinarsi. Sicuramente non è stato facile, sono stati due mesi complicati abbiamo dovuto interagire prima di tutto tra noi, un gruppo di ragazzi anche molto diversi tra noi, ognuno con la proprio personalità e non e stato sempre semplice. Poi interagire con i gruppi di catechismo, far comprendere loro le nostre idee e trasmetterle ciò che volevamo interpretare ai ragazzi. Insomma non è stato facile. Pero alla fine credo che ognuno, bambini, ragazzi, catechisti, ha sentito lo spettacolo un po’ proprio e questo forse può essere visto come un altro successo. Mi sento di non dover aggiungere altro se non dei ringraziamenti.. innanzitutto a Don Cono che ci ha dato piena fiducia, ci ha lasciati liberi di esprimerci ci ha supportato e sopportato ma soprattutto ha creduto in noi nonostante credo abbia avuto molti momenti di perplessità.

 

    Poi sento vorrei ringraziare i giovani uno ad uno.  Francesca che con le sue parole riesce sempre a dare un senso più profondo a tutto ciò che facciamo, Nicola che ha investito il suo tempo nonostante le difficoltà ed è riuscito a integrare lo spettacolo con il gruppo musicisti, e Mariarosa indispensabile anche il suo aiuto per far si che gli strumenti giocassero un ruolo essenziale all’interno dello spettacolo. Giulia e Alessia  coloro che hanno creduto e investitore più di tutte in questo spettacolo, nonostante i loro impegni universitari hanno dato quel valore aggiunto. Chiara che silenziosamente è stata sempre presente, Myriam che con la sua dolcezza ci ha sempre sostenuti, Serena che aveva sempre il sorriso al momento giusto. Un ringraziamento speciale a Rita Antonio e Gennaro che sono diventati attori per una serata e sono stati bravissimi. Ringrazio ognuno di loro per il tempo investito, appunto perché il tempo è prezioso, il vostro lo avete donato agli altri e spero che la soddisfazione della riuscita della manifestazione e l’interagire coi i bambini siano stati per voi emozioni sufficienti a ripagarvi. Ilaria

   

INTRODUZIONE

·         Narrazione sul tempo (Narratore: Francesca)

·         Introduzione della storia + ballo protagonista (sottofondo: Old toys; Cirque du Soleil)

 

PRIMA SCENA (Ambientazione PARCO):  “TESTIMONI DI SPERANZA”

·         GRUPPO RECITAZIONE (1.1): i bambini giocano a calcio; dialoghi; caduta della palla dietro le quinte; simulazione strumenti musicali con oggetti trovati (bottiglie, cartoni).

v  Entrata gruppo musicisti + lupetti (che si siedono lateralmente)

·         GRUPPO BALLO: Lollipop con musica dal vivo

v  Uscita musicisti; i ragazzi si siedono lateralmente (Dialogo); entrano in scena i lupetti.

·         GRUPPO SCOUT: scena sul creato

v  (si spengono le luci + uscita lupetti + introduzione banchi)

·         GRUPPO RECITAZIONE (1.2): i bambini escono da scuola; dialoghi (organizzazione uscita pomeridiana)

·         GRUPPO CANTO: “Viva la libertà” - Jovanotti

·         CANTO MIMATO “PICCOLE ORME”: “Raro come un diamante” – Zecchino d’oro

v  (buio con occhio di bue puntato su Gennaro e Antonio)

FINE PRIMA PARTE (1.3): dialogo tra Gennaro e Antonio (organizzazione piano)

·         Ballo “PICCOLE ORME”: “prendiTEMPO”

                                                                     

SECONDA SCENA (Ambientazione PARCO): “SORGENTE DI GIOIA”

·         GRUPPO RECITAZIONE (2.1): Siamo nel pomeriggio, i bambini giocano a pallavolo; dialoghi; Gennaro e Antonio osservano in lontananza.

(2.2) Gennaro e Antonio provano a portare con sé 2/3 bambini (+ Chiara) ma i bambini si rifiutano continuando a giocare.

·         GRUPPO BALLO: “Uprising” – Muse.

·         GRUPPO CANTO: “Credo” – Giorgia.

·         GRUPPO RECITAZIONE (2.3): Mentre i bambini giocano scoppia una lite, qualcuno si distacca andando a cercare Gennaro che gli offre “il suo tempo”; dialoghi.

·         GRUPPO BALLO: “Metrognome young pappy & the internet thug pc kaidor".

·         GRUPPO CANTO: "Siamo l’esercito dei selfie” – Arisa, Lorenzo Fragola.

v  (buio con occhio di bue puntato su Giulia e Rita)

FINE SECONDA PARTE (2.4): dialogo tra Giulia e Rita

 

TERZA SCENA (Ambientazione PARCO):  “ANGELI IN FESTA”

·         GRUPPO RECITAZIONE (3.1) (Entrano in scena pochi bambini) I bambini vanno a bussare alle porte degli amici assenti; dialoghi; gli altri però continuano a giocare alla play. I ragazzi ritornano al parco e sconsolati decidono di abbandonarsi alla tecnologia.

v  I ragazzi escono di scena; buio ed occhio di bue su Giulia e Rita

(3.2) GIULIA e RITA discutono della situazione facendo riferimento ai ragazzi che ormai non sanno più giocare; digressione sul tema genitori.

·         GRUPPO CANTO: “Amen” – Francesco Gabbani

·         GRUPPO RECITAZIONE (3.3): Rita e Giulia escogitano un piano, cercano di coinvolgere un bambino per giocare insieme; dialoghi;

(3.4) Gennaro e Antonio dialogano chiamando la centrale per avvisare che c’è qualcuno che sta andando controcorrente; discussione in seduta tra signori grigi.

·         GRUPPO CANTO E GRUPPO BALLO: “ADESSO” – Diodato e Roy Paci

(3.5) Dialogo tra Giulia e Rita: Giulia si arrende perché il piano non procede bene ma Rita parlandole dell’amicizia reale la convince a non mollare.

v  PROIEZIONE VIDEO PROVE

·         (3.6) Giulia e Rita iniziano a giocare e mano a mano tutti i bambini si uniscono; dialoghi; gli uomini grigi vengono umanizzati.

FINE TERZA PARTE

 

FINALE (TUTTI I GRUPPI)

·         GRUPPO CANTO: “Esseri umani” (Durante la parte strumentale tutti i bambini salgono sul palco)

·         CANTO E BALLO con mix degli inni

 

MESSAGGIO FINALE SULL'USO POSITIVO DEI SOCIAL: GRUPPO GIOVANI

 

                        COORDINAZIONE BALLO:                              

v  ALESSIA

v  GIULIA

v  RITA

v  CHIARA

v  FRANCESCA

COORDINAZIONE SCENOGRAFIA:

v  CATECHISTE

COORDINAZIONE CANTI:

v  NICOLA

v  MARIAROSA

v  SERENA

v  MIRIAM

v  CATECHISTE

 

NARRATORE:

v  FRANCESCA

COORDINAZIONE RECITAZIONE

PROTAGONISTA (GIULIA): NINI’ + TARTARUGA CASSIOPEA

AMICA PROTAGONISTA (RITA): ZOE

UOMO GRIGIO (GENNARO): AGENTE WEB

UOMO GRIGIO (ANTONIO): AGENTE MOUSE

28 dicembre 2018 - Al Vulcano Buono e alle Luminarie di Salerno

Giorno 28 dicembre il gruppo giovani/giovanissimi della nostra parrocchia si è incontrato per andare in trasferta. Ore 9.30 appuntamento davanti la chiesa per partire... Io e Don Pierpaolo eravamo i più grandi del gruppo, il che non mi preoccupava poco… ma l’entusiasmo dei ragazzi nel fare una gita da “soli” e la fiducia che i genitori avevano riposto in noi “affidandoceli” hanno alleggerito le mie ansie... tempo di radunarci tutti e raccogliere la quota del viaggio e siamo partiti, alle ore 9.45 lasciavamo Scalea alle spalle verso una nuova avventura... il tragitto fino alla prima area di servizio è stato abbastanza silenzioso. A Sala Consilina prima sosta, appena 15 minuti per rifocillarsi e siamo subito ripartiti verso “Vulcano Buono” il centro commerciale. Da Sala Consilina a Nola il viaggio è volato perché i ragazzi hanno giocato a tabù, sfidandosi allegramente tra loro. Poco prima dell’ora di pranzo eravamo a Nola, lì libera uscita, i ragazzi erano liberi di pranzare e girare per il centro commerciale. All’orario stabilito erano tutti lì dove due ore prima c’eravamo salutati. Dopo esserci accertati di non aver lasciato nessuno abbiamo raggiunto il pullman e siamo ripartiti per Salerno. Poco meno di un’ora per raggiungere lo stadio dove il pullman avrebbe dovuto lasciarci per prendere le navette. Peccato che al nostro arrivo non c’era nessuna navetta, quelle erano previste solo per il week-end… Dopo un momento di sconforto avevamo deciso di avventurarci con la metropolitana, ma l’autista, di buon cuore, non ha voluto lasciarci in balia della metro e ha deciso di avventurarsi con noi in città per lasciarci il più vicino possibile alle luci… alle cinque eravamo sul corso illuminato, una bella passeggiata tutti insieme, le foto sotto il grande albero e poi a visitare il tempio di luci poco distante da lì. Devo dire che la passeggiata a Salerno è stata molto più semplice del previsto, il gruppo è stato sempre attento e vicino. Ovviamente il tempo a disposizione non era molto, quindi non abbiamo visto tutto ciò che Salerno offriva, ma anche la stanchezza iniziava a farsi sentire. Alle 19 abbiamo raggiunto il pullman e siamo ripartiti. Subito dopo la partenza una sosta per comprare qualcosa da mangiare e poi diritti a Scalea. Viaggio ricco di sfide che hanno coinvolto tutti i ragazzi divisi in squadre. Poco prima di arrivare Don Pierpaolo ha ringraziato l’autista  e i ragazzi per la splendida giornata trascorsa e abbiamo concluso con una preghiera. Alle 21.15 eravamo già davanti la chiesa con i genitori e Don Cono ad attenderci.

25 novembre 2018 - I giovani accolgono Don Pierpaolo - Insieme è bello!

 

     Domenica 25 novembre, festa di Cristo Re, la parrocchia ha dedicato questa giornata ai giovani e all’oratorio. L’inizio della celebrazione non è stato dei più semplici, qualche intoppo da sistemare e il tempo che non è mai dalla nostra parte in queste occasioni.. Giovanile è stato lo spirito con cui si è affrontata l’organizzazione e la messa stessa, senza ansie, senza troppa precisione nell’adempiere ai compiti perché noi giovani siamo così, un po’ spensierati un po’ leggeri nell’affrontare le situazioni, ma la leggerezza non è superficialità, e l’organizzatore tutto all’ultimo momento si è rivelato un modo per rendere partecipi tutti i ragazzi all’animazione della messa.

 

 

     Dopo la messa gioiosa e soprattutto dedicata all’accoglienza di don Pierpaolo e dei ragazzi di Tortora nostri ospiti, ci siamo radunati nei saloni. Ovviamente a gruppetti, nessun momento forzato, la conoscenza vien da sé. Poco dopo ci siamo radunati per il pranzo.. tanti volti nuovi e la certezza dei ragazzi di sempre hanno riempito il pranzo di gioia. Ovviamente a riempire le pance ci hanno pensato le mamme dei ragazzi che hanno dedicato parecchio tempo alla preparazione accurata dell’agape.

 

     Il gruppo giovani sta maturando, piano piano inizia a prendere una sua forma e abbiamo ancora tanto da imparare e fare, per questo siamo rimasti in contatto con gli altri giovani per fare una volta al mese qualcosa insieme perché: insieme è bello! Per ultimi ma non d’importanza è doveroso ringraziare tutti i ragazzi di Scalea che hanno partecipato con entusiasmo a tutto ciò, a coloro che si sono messi a disposizione nell’organizzazione e a quei volti nuovi che hanno avuto il coraggio e la volontà di dire Sì alla chiamata per continuare il cammino di fede.

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E a loro va un grande ringraziamento poiché si trovano sempre pronte ad adempiere ai compiti che gli sono richiesti. Con noi presenti i parroci Don Cono, che ha permesso di organizzare il tutto, Don Pierpaolo che è stato il pretesto per la creazione di un legame tra il nostro gruppo giovani e quello di Tortora, Don Antonio che con la sua bravura è riuscito a far nascere un gruppo così volenteroso di ragazzi sempre pronti a dire di Sì alla chiamata del Signore.

 

 

     Pranzo abbondante e delizioso concluso con una meravigliosa torta finale e vari dolci. Per smaltire il tutto e per conoscersi meglio varie attività all’esterno dei saloni: calcio, pallavolo o solo quattro chiacchiere.. Per concludere un momento di unione nei saloni dove don Pierpaolo ci ha ringraziato per l’accoglienza ricevuta e dove i ragazzi di Tortora hanno spiegato il loro percorso in chiesa, come hanno svolto e come svolgono il loro cammino all’interno di un gruppo, poiché se un cammino funziona bisogna prenderne esempio e loro sono stati molto disponibili ad aiutarci a realizzare tutto ciò

 

 

1 novembre 2018 - Tortora: Giovani chiamano giovani!
Il primo novembre i giovani della parrocchia di San Giuseppe Lavoratore sono stati ospitati dalla parrocchia di Tortora e da Don Antonio Pappalardo.
L' appuntamento è stato fissato alle 9.30 davanti la nostra chiesa, tempo di arrivare tutti, organizzarci con le auto e siamo partiti.
Al nostro arrivo, di buon ora, non abbiamo trovato nessuno ad accoglierci, ma non tutti i mali vengono per nuocere ed abbiamo approfittato del tempo a disposizione per fare colazione in un bar lì vicino. 

 
Ben presto è arrivato Don Pierpaolo, che proprio da oggi è il nostro nuovo Vicario parrocchiale,  ci ha accolti in uno dei saloni parrocchiali. Questo primo momento lo abbiamo dedicato alle presentazioni, dopo aver conosciuto i nostri nomi, l'età e aver detto qualcosa su di noi, ci ha raccontato la sua storia, la sua vocazione, come un ragazzo come tanti, con una vita "normale" sente la chiamata del Signore e decide di diventare presbitero. I ragazzi hanno ascoltato con molto interesse la sua storia e si sa quando il tempo è ben speso, vola.. Infatti si sono fatte presto le 11,00 l'ora della messa.  Il responsabile del gruppo giovani, Biagio, dopo essersi presentato, ci ha accompagnati in Chiesa per poter prendere parte alla celebrazione. 
Lo stesso Don Pierpaolo l'ha presieduta e il gruppo dei giovani l'ha animata. Credo che abbia colpito tutti vedere una celebrazione diversa, i giovani sono curiosi ed hanno bisogno di stimoli, qualunque cosa può suscitare in loro interesse.
Dopo la Santa messa ci siamo ritrovati nuovamente nel salone della parrocchia e ci hanno raggiunto i ragazzi del gruppo giovani di Tortora ed abbiamo utilizzato questo momento per conoscerci. All'arrivo di don Cono era tutto pronto per il pranzo . Delle Signore della parrocchia hanno dedicato l'intera mattinata alla cucina e tutti abbiamo apprezzato il risultato. I giovani, di Scalea e di Tortora, i preti delle rispettive parrocchie e le Signore che hanno preparato il tutto, sono stati seduti alla stessa tavola per vivere insieme questo giorno di festa. Non ci siamo fatti mancare nulla, dall'aperitivo al dolce, poi un piccola pausa per sgranchire le gambe  e alle 15,00 abbiamo iniziato il vero incontro. Un momento di condivisione delle proprie esperienze, di animatori di oratorio, di vita cristiana.. i ragazzi di Tortora ci hanno spiegato molto bene le loro abitudini, il loro modo di vivere la parrocchia e come il cammino che fanno con i bambini sia un arricchimento anche per loro stessi. Un flusso continuo dare/avere , tra in giovani e i piccoli, i giovani e la Chiesa, e giovani ed altri giovani. "Do ut des", bisogna saper donare se si vuole ricevere qualcosa in cambio, e i giovani sembra sappiano cogliere meglio di noi questo...
Ovviamente anche i ragazzi della nostra parrocchia hanno raccontato le loro esperienze, di come hanno vissuto il loro gruppo, la loro relazione all'interno della parrocchia e le loro esperienze al di fuori. La cosa emersa è sicuramente la volontà di tutti di mettere il possibile di se stessi all'interno del percorso che fanno, la volontà di capire come poter superare i piccoli scogli che si presentano nella creazione di un gruppo e come poter aggregare altri giovani. Ci si è salutati con la speranza di poter ancora vivere delle esperienze insieme magari allargandoli ai giovani di altre comunità.   
La loro disponibilità è un dono prezioso per la comunità, noi abbiamo bisogno di loro, i bambini hanno bisogno di loro, ma non dobbiamo mai dimenticare che anche loro hanno bisogno di essere protagonisti, oggetto delle attenzioni della nostra comunità affinché essi si sentano davvero indispensabili come sono e crescano nella fede e nella fraternità. Sulla strada del rientro abbiamo fatto una sosta a San Nicola Arcella, ne abbiamo approfittato per vivere un ulteriore momento di fraternità attorno a una cioccolata calda. Tutto è terminato alle ore 17,00 davanti alla parrocchia. Sostanzialmente posso ritenere che sia stata una esperienza positiva e arricchente, il prossimo appuntamento è il 9 dicembre in quel di Rota Greca e al Metropolis a Cosenza.

                                                                                                                                                                                               Ilaria
                                                                                                                                            

 

 

Ciao ragazzi!  Ecco la proposta del calendario per i prossimi incontri: 
-Venerdì 12/ottobre  incontro in Parrocchia;
- Giovedì 1/novembre uscita a Tortora;
-Sabato 17/novembre incontro in Parrocchia;
- Domenica 9/dicembre uscita a Rota Greca e a Cosenza; 
-Sabato 15/dicembre incontro in Parrocchia;
- Venerdì 28/dicembre uscita alle Luminarie di Salerno.

 

                                       Team Animatori

Animare per essere

“Altro gettone, altro giro, si parteee!”

Fare animazione significa un po’ questo, andare costantemente alla ricerca di gettoni per garantirsi sempre un giro in più sulla giostra… perché si sa, quando si fa una cosa bella, vorremmo non finisse mai.

Come ogni attività che possa considerarsi divertente, anche l’animazione richiede una partecipazione comune, può essere bello fare “il padrone” della giostra, ma il giro diventa degno di memoria solo se si ha un compagno con cui ridere…immaginiamo cosa succede quando il compagno è più di uno!

La scoperta avvenne circa un anno fa, quando affrontammo la sfida del primo campo estivo a San Severino Lucano…strano ma vero, ci ritrovammo insieme, quasi per caso, nel tentativo di mettere in piedi un primo progetto di animazione (e devo dire che non è andata poi così male). Il feeling si è sentito, e chi ha l’occhio più lungo ha subito intuito che il combaciare di tanti piccoli pezzi poteva dar vita ad un grande puzzle. Allora Giulia sceglie la tazzina, Andrea la macchina, Maida l’unicorno, Alessia il cavalluccio, Gennaro il veliero, Antonio la navicella, Miriam la carrozza, Serena il bruco, Rita la mini-moto, Chiara il trenino: al via il primo giro!

Il gruppo parte capitanato da Nicola e con la partecipazione di pochi altri (oltre ai già citati) che forse non disponevano di troppo tempo per la ricerca delle monete… insomma, restammo in undici, ma la qualità non è data dalla quantità e si è visto nel corso dei giorni, durante gli incontri del giovedì in cui si partorivano idee e proposte…talvolta con fatica, non è sempre tutto semplice ed immediato, ma l’importante è il prodotto.

Ovviamente compagna di viaggio è sempre la gioia e la voglia di stare insieme, tra noi e con i più piccoli, i veri destinatari (o forse è meglio dire cavie) dei nostri esperimenti.

Tra balli, recite, canti e spettacoli ognuno ha riscoperto sé stesso e l’altro, invogliandoci a fare sempre meglio e a non nasconderci dietro i pregiudizi (il vecchio Bacone docet). Chi avrebbe mai pensato ad Antonio o a Serena ballare a ritmo di musica? Il merito è anche dei cari mocciosetti del catechismo, ammettiamolo.

I giri fatti sulla giostra sono stati tantissimi, basti pensare alla festa dei passaggi, alla manifestazione di pace, allo spettacolo organizzato in onore dei 40 anni della nostra parrocchia… in ogni situazione si è vista la disponibilità nel creare coreografie, inni, concerti, giochi, cacce al tesoro, e chi più ne ha più ne metta. Non sono mancate le uscite: la visita agli anziani nel tentativo di portare loro un po’ di speranza oltre che qualche coriandolo di felicità, o la Via Crucis a Roggiano…anche in questo caso ci siamo fatti riconoscere dalla pastorale con un esercizio al nastro eseguito da Chiara e con il sottofondo di Gennaro, Antonio, Miriam e Serena alle chitarre.

Qualcuno potrebbe chiedersi se all’operatività si accompagna anche il desiderio vero di rendersi così disponibili, o se è solo una forma di sottomissione a cui ci si pone per rispetto delle richieste… rispondo sinceramente: a volte il primo impatto è quello di pensarci su e non agire nell’immediato con quell’entusiasmo che serve per andare avanti, poi però c’è qualcosa che ci smuove da questi black-out temporanei… che questa “luce” arrivi da un posto più alto e più nobile? Beh, mi viene da pensarlo. Intanto si procede, senza nemmeno soffermarsi troppo sui dubbi e sulle riflessioni: carpe diem, soprattutto se il diem è felice.

Aspetto assolutamente da non tralasciare sono i tanti banchetti intellettuali tenutisi tra le grandi menti dell’oratorio. Tra compleanni e “riunioni”, l’armonia si nota soprattutto nei momenti extra, un po’ come se fossero una dimostrazione di quanto detto… su questo aspetto però bisogna ancora lavorare, è vero che stando insieme i sorrisi non mancano, ma è anche emersa l’assenza di una spontaneità di coesione… un po’ come se l’attrazione fosse maggiore tra alcuni poli e minore tra altri. Ciò non significa che non è presente, solo bisogna escogitare un metodo per renderla alta in ogni punto. La voglia c’è, il tempo anche, riusciremo a bilanciare l’equilibrio interno.

La nostra giostra è davvero particolare: in primo luogo, è aperta a tempo indeterminato. Questo significa che sino a quando si avrà la disponibilità per la ricerca dei gettoni, lei è sempre pronta ad offrirci il divertimento.

In secondo luogo, ospita chiunque perché possiede infinite postazioni. Non sarà mai piena e avrà sempre spazio. Testimoni sono Bianka e Maria Rosa, unitesi al gruppo, tra l’altro, in momenti differenti.

Si potrebbe dire che Bianka ha scelto di posizionarsi sull’aeroplanino della giostra. La sua è stata una decisione abbastanza coraggiosa, perché si è subito ritrovata nel bel mezzo di un secondo campo estivo, quello a Moccone, in nuovissime vesti. Effettivamente il suo inizio è stato simile al nostro un anno prima, ma la differenza sta nel fatto che per lei tutto era nuovo, rispetto a noi che qualche sventura in più l’avevamo già subita. Perché l’aeroplanino? Perché nel suo silenzio sorvolava e studiava dall’alto (ancora adesso questa rimane la sua postazione preferita) e perché, appunto, non è da tutti avere il coraggio di prendere il volo verso il nuovo.

Maria Rosa invece sceglie il leone. Sempre allegra, è la new-entry del gruppo…anche se lei in realtà è sempre stata una di noi.

Facendo un po’ di calcoli, è facile accorgersi che sulla giostra molti posti sono ancora vuoti. Qual è la speranza per questo nuovo anno? Che il gruppo cresca sempre di più, anche perché, a breve, molti saranno smistati per l’Italia… tra Chieti, Pisa, Perugia e Cosenza, i doveri universitari chiamano e ovviamente non si può che rispondere con tono sicuro.

Gli obiettivi principali sono questi: coesione ed espansione, il resto si vedrà.

Trascrivere con un certo ordine tutte le esperienze vissute non è semplice, sia perché sono davvero tante, sia perché non si trasmetterebbero i pensieri e i ricordi con la giusta intensità. Alcuni momenti sono fatti per rimanere tali, ognuno li vive in modo diverso e li colora con un tono diverso… ho provato a descrivere l’intero percorso con la metafora della giostra, ma se dovessi utilizzare un’unica immagine senza descrizione, sceglierei dei coriandoli in volo. A voi l’interpretazione.

                                                                                                                                                                                                          Alessia

30 luglio/2 agosto Moccone Sila e Fagnano Castello: AllOpera, Uno tira l'altro

    Il mondo dei giovani è sempre in evoluzione, rappresenta la vera novità del nostro tempo, alcune volte è una espressività schizzata ma non per questo da rigettare totalmente. E’ comunque un modo di esprimere innovativo che esige una lettura attenta per cogliere quale è, in profondità,  il messaggio che si vuole comunicare.  E’ un mondo fortemente orientato alla tecnologia al punto dal poter affermare che comunicano più con gli strumenti mediatici che con le parole. Nulla di particolarmente anomalo, loro sono i nativi del mondo tecnologico per cui vi si muovono con estrema padronanza, mentre noi siamo degli immigrati, che hanno sempre bisogno di imparare.  

   

    Ma la realtà giovanile è anche caratterizzata da una estrema fragilità, hanno sempre bisogno di una sicurezza esterna che permetta loro di esprimere al massimo le loro grandi potenzialità. Ho già detto altre volte la difficoltà che abbiamo come parrocchie a Scalea di aggregare questa realtà così interessante, però questo non ci vieta di continuare a provare vie diverse, perché la presenza dei giovani è assolutamente necessaria alla vitalità della parrocchia, così come la vita spirituale è necessaria per la crescita serena e armoniosa dei nostri figli e delle famiglie.

 

Come mai i nostri figli, così bravi e così belli, si mantengono a debita distanza dall'impegno della testimonianza della Fede e dell'appartenenza alla Chiesa? E' una domanda che certamente deve abitare la mia mente, ma ritengo debba fortemente essere presente anche nel cuore di tante famiglie che fanno sacrifici perché i figli esprimono al meglio le loro potenzialità, tra queste non deve essere considerata meno importante quella della crescita spirituale. Però quando poi si passa al fare i sacrifici per dire che ci sono anche io, ci si guarda intorno e come capita spesso anche a Gesù si corre il rischio di leggere il deserto. Tutti hanno cose più importanti da fare? Tutti pressati da impegni esistenziali? O più semplicemente si ritiene che la testimonianza della Fede non meriti la parte migliore di me. Ognuno faccia i suoi conti, la casistica è molto variegata e, quando si parla dei giovani, diventa particolarmente complessa e interessante.

 

    Di fatto, la Chiesa continua nel suo sforzo di animare di energie nuove il futuro della vita cristiana. Necessariamente i nostri giovani rappresentano la bellezza di Gesù Cristo per le nuove generazioni, per cui occorre operare sempre con coraggio e con sforzi maggiori perché i nostri figli si scoprano protagonisti nella vita della parrocchia, al punto che la loro presenza è insostituibile, quando noi proviamo a farlo scimmiottiamo una presenza che non può essere rappresentata se non da loro solo. Ma poiché i giovani si mantengono per buona parte latitanti dall'impegno ecclesiale, come la mettiamo? Chiariamo subito che i giovani non sono da sostituire concettualmente con i giovanissimi. i giovanissimi sono in crescita, per molti aspetti e in modo diversificato sono abbastanza presenti nell'impegno comunitario, mentre  i giovani sono la stabilità o almeno dovrebbero essere questo. Dobbiamo intendere con questa parola le coppie giovani, i laureati, alcune volte i disoccupati ma anche coloro che vivono con gioia il loro primo impiego, coloro che vivono di sport e via a seguire.

 

    Normalmente ne cogliamo la presenza per i matrimoni, emozionata e coinvolgente; più stabilmente vengono in parrocchia per i battesimi dei propri figli, o ancora bussano con grande rispetto e gioia per essere ammessi al ruolo di padrini ai sacramenti. Voglio dire che ancora un certo contatto occasionale si riesce ad avere, nulla a che vedere con la volontà di impegnarsi per la crescita della vita comunitaria. Posso affermare di più, tutti coloro per i quali ritengo di avere speso molte energie educative in questi anni di ministero pastorale e alle quali gli stessi hanno partecipato con grande gioia ed enfasi, quando li ritrovo giovani nelle parrocchie che mi vengo affidate li leggo nolenti e poco disponibili a fare per gli altri quello che noi abbiamo fatto per loro. Questo un po' dispiace, ma la realtà non si costruisce  con le sensazioni di un momento ma con il coinvolgimento attivo, stabile e anche contrassegnato da grandi sacrifici, la vita comunitaria è così, molto bella ma anche bisognosa di impegno e di partecipazione.

    I nostri giovani sembrano essere tutti distratti dalla ricerca dell'impegno lavorativo, di cui quasi tutti lamentano la non corrispondenza alle attese. Poi si dedicano con un certo zelo ad altre attività sociale, questo non è male, d'altra parte ciò che conta è costruire il bene nella variegate forme nelle quali può manifestarsi. Rimane il grande enigma della testimonianza della fede, che merita i nostri sforzi di analisi, ma anche più semplicemente l'impegno per un coinvolgimento più maturo e sistematico. Lo sforzo lo viviamo, questo ci dona pace ma non soddisfazione anche perché i frutti stentano a rendersi presenti. E' vero, i frutti appartengono al Signore, allora ci veliamo il campo e con grande umiltà continuiamo l'impegno lavorativo da contadini, con passione, amore per la comunità e instancabilmente il resto o lasciamo a chi compete.

   

    Ci viene chiesta una testimonianza domestica, accoglienti verso coloro che ci sono accanto il marito, la moglie, i figli. Accoglienti anche verso se stessi vivere la bellezza di sentirsi vivi e anche, perché no,  bisognosi di attenzioni. Una carezza affettuosa, un bacio tutto ciò che concorre a stare meglio, di certo una affettuosità vissuta bene aiuta a vivere con grande entusiasmo la propria vita e anche la gioia di sentirsi vivo in mezzo agli altri. Tutto questo in mezzo ai giovanissimi è quasi atteggiamento normale anche perché generalmente si sentono cercati e amati, come anche fanno di tutto per non trascurarsi ed essere trascurati. Anche per questo è bello stare con loro ti aiutano a cogliere il lato bello e dinamico della vita che loro vivono ancora con grande naturalezza ed entusiasmo.

 

    Per alcuni di loro è questo il tempo della partenza verso altre mete e altri stili di vita. Ne hanno già fatto esperienza in modo estemporaneo ma adesso lo devono fare in modo continuativo, insomma cambia il loro modo di vivere e passano gradualmente alla categoria di coloro che guidano la propria vita staccandosi dal molo familiare al quale fino ad oggi sono rimasti fortemente ancorati. Sono diventati giovani, protagonisti della speranza e della gioia del mondo di domani. Noi li guardiamo con ammirazione e con stupore rendendoci conto in alcuni tratti delle loro potenzialità non sempre espresse pienamente nella speranza che siano sempre rispettati nei loro aneliti e nella loro voglia di costruire il bene che le famiglie hanno loro insegnato e testimoniato. Poi abbiamo noi adulti, a mio parere c'è una grande povertà affettiva, molti non si sentono amati per come vorrebbero, per cui conseguentemente diventano poco disponibili ad  amare in modo armonioso gli altri.

 

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