Parrocchia San Giuseppe Lavoratore - Scalea

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Diario di Viaggio

3 dicembre - Tutto è iniziato secondo il copione invernale, perfino una inattesa nevicata sulle cime delle montagne che fanno da corona all'Alto Tirreno, insomma il clima giusto per accendere i caminetti e restare un po' di più accoccolati  le persone care, nelle proprie famiglie. D'altra parte, è ampiamente risaputo che il Santo Natale si caratterizza per il ritorno delle persone che abitano lontano e che, in occasione di queste ricorrenze, possono restare insieme con i propri cari. Devo ammettere che avete ragione, forse con i pensieri sono un po' troppo avanti e corro il rischio di scavalcare al bellezza del clima liturgico dell'Avvento. Della gioiosità dell'Avvento ho già parlato, per cui non posso fare altro che percorrerlo insieme con voi, incoraggiati dalla presenza e dall'animazione dei ragazzi dell'Iniziazione Cristiana.

     Dopo gli anni della pandemia sembra che quest'anno tutto scivoli con particolare naturalezza, nella bellezza che i sorrisi dei ragazzi  incoraggiano tutti noi a vivere con entusiasmo la gioiosità della loro età e la voglia di comprenderli parte della nostra vita. E' un dono che ci viene fatto da Gesù e che loro sembrano accettare con entusiasmo, vederli insieme per giocare, cantare, ballare, pregare, guardarli negli occhi per attingere alla purezza dei loro sguardi è un dono che ci viene fatto e che non riusciremo mai a ricambiare se non, parlando in stile sinodale, accogliendoli, ascoltandoli non appesantendoli troppo con i nostri problemi e i nostri progetti formativi. Loro sono il nostro futuro ed è bello percorrere la gioia della loro presenza per il tempo che riescono a donarci.

    Nel tardo pomeriggio e in serata, con il Reparto Scout, ho avuto la possibilità di ritornare in quel di Verbicaro, come sempre è il pellegrinaggio dei tanti ricordi degli inizi del ministero sacerdotale, per cui sono salito in preghiera e nei tanti ricordi spunti sempre nuovi per affidare al Signore persone che si sono accompagnate per anni al mio servizio sacerdotale in quella comunità. Poi momenti di gioia semplice e autentica con la compagnia teatrale Bianca Luna e rientro in tempo utile, l'età sconsiglia i tempi lunghi per cui con serenità ho ripreso il mio cammino, nel frattempo ha smesso la piaggia insistente che mi aveva accompagnato nella prima parte della serata.  Adesso ci apriamo al dono della Domenica, che sarà caratterizzato dall'animazione dei ragazzi dell'Eucaristia.

27 novembre - Andiamo a cominciare questo nuovo anno liturgico che il Signore ci dona,  con il tempo di Avvento. E' un periodo che ci apre alla comprensione  gioiosa della nascita di Gesù Bambino  in mezzo a noi. E' vero non sempre questo è al centro dei nostri pensieri, la vita dona ciascuno tante preoccupazioni e impegni ai quali dedicare i pensieri e il tempo, però ritengo di poter affermare che tutto quanto la Chiesa propone ed è vissuto con tutti i limiti in ogni Parrocchia, è orientato ed animato dalla gioia dell'incontro in Gesù e con Gesù. Non sempre abbiamo la capacità di rifletterlo, nel senso che viene vissuto passivamente però è proprio così, Gesù Abita la nostra vita ogni giorno e la anima con la speranza per la quale egli è nato in mezzo a noi. Ecco perché la vita della comunità deve essere colta sempre come una esperienza di festa autentica, semplicemente perché non viviamo e condividiamo cose che ci appartengono, ma  trasmettiamo in modo attivo o passivo, cose che ci sono donate ed è per questo che avvertiamo l'urgenza di donarle a nostra volta, anche a fratelli e sorelle che non conosciamo e che il Signore ci pone accanto.

 

   Noi non li conosciamo ma li conosce Lui, ed è per questo che la nostra disponibilità gratuita suscita una gioia interiore che nessuno può spiegare se non balbettando qualcosa di inenarrabile, per cui spesso ci si ferma alle impressioni e alle cose organizzate, mentre la radice di tutto, la motivazione profonda resta sommersa nei cuori. Tutto ciò che il Signore ci dona di vivere come sua presenza, deve alimentare in noi, con tutti i limiti che spesso appesantiscono la vita, la gioia di esserci e di corrispondere al Suo amore. Il tempo di avvento diventa perciò propedeutico a questo dono di amore che è la nascita di Gesù bambino, tante volte ne abbiamo cantato o recitato canzoni e poesie, ma soprattutto abbiamo aperto il nostro cuore alla comprensione dell'avvenimento e allo stupore per la semplicità nel quale è andato realizzandosi e che ancora si realizza nella nostra vita di ogni giorno.

     In ogni celebrazione, in ogni incontro o festa di anniversario o compleanno, o ancora nelle tappe sacramentali, oserei dire anche nei momenti di dolore siamo invitati ad entrare in questo mondo fantastico, nel quale Dio è il protagonista assoluto. Essendo Lui  il Creatore di ogni cosa, utilizza tutte le cose create per farle convergerle verso questo avvenimento, non con la grandiosità ma nella dinamica della semplicità. Certamente non mancano gli elementi spettacolari, la stella, i magi, il coro degli angeli mi insegnate che ogni ambiente fantastico ha bisogno di una sua coreografia per un maggiore coinvolgimento dei destinatari, ma alla fine ogni cosa converge e orienta l'attenzione verso la semplicità della mangiatoia e della Fanciulla di Nazareth che dona la vita a Gesù che,  per come annunciavano da secoli i profeti, è il Dio con noi. Allora non posso fare altro che augurarvi un buon cammino di Avvento e che il Signore benedica sempre tutti voi e le vostre famiglie, donandovi la Sua gioia.

26 novembre - Con la Santa Messa di questa mattina, abbiamo completato il cammino dell'anno liturgico in corso e ci prepariamo a intraprendere il nuovo anno liturgico pastorale con le liturgie di Avvento. Detto così, sembra tutto scontato, lineare in realtà è stato un anno molto intenso e anche caratterizzato dalla solitudine dettata dal fenomeno della pandemia, dal dramma delle tante guerre che si accompagnano al nostro tempo e in particolare, a noi più vicino quello degli ucraini, arrivati e accolti dalla comunità con grande gioia e disponibilità. Ma quello che più immediatamente segna la vita della comunità è l'assenza dei tanti che il Signore ha chiamato a sé e in particolare la violenza subita da Ilaria e la piena partecipazione alla Croce di Cristo di Valentina, mi piace aggiungere anche Dely che in modo diverso è entrata nella mia vita di parroco.

     Tutti nel prosieguo delle tante celebrazioni, durante l'anno, si rendono presenti con la loro vita intensa e generosamente dedicata alla propria famiglia, ma ritengo che Ilaria e Valentina mi accompagneranno per la dedizione con la quale hanno inteso essere al servizio della comunità e per la gioia con la quale si sono sempre resi presenti. Dely è un modello di ascolto e di gioiosità delle emozioni da vivere in silenzio e guardandosi negli occhi. Ritengo sia inutile ricordare sempre che per me continuano d essere compagne preziose di ascolto, di gioia e di dedizione anche se vivono tutto questo in modo diverso, ma restano come presenza di stabilità per la vita spirituale della parrocchia e del parroco.

     Poi abbiamo i tantissimi e inenarrabili momenti di festa, vissuti soprattutto con i ragazzi e i giovani. E' stato anche l'anno della ripresa delle attività in presenza, per cui anche se gradualmente molte cose vanno restituendosi all'entusiasmo di sempre. Insomma il Signore non manca di donare gioia a coloro che vogliono condividerla. E' un tema fragile e delicato, ma ritengo che il Signore non manchi di donare affetto in pienezza, potrei dire in eccesso, a coloro che si donano con il cuore aprendosi all'accoglienza di tutti. Per il resto ci affidiamo alla Vergine Immacolata che apre alla speranza del Natale, per il dono del suo figlio Gesù fratello di tutti noi, e in Lui nel mistero della Croce redentiva tutti figli della fanciulla di Nazareth.

     Insomma riprendiamo, o continuiamo il cammino, per come ciascuno riesce a comprendersi, in questo mistero di amore che abita i nostri cuori fin dalla nostra rinascita battesimale, sempre accompagnati dagli affetti più cari che ci hanno sostenuto e aiutato per arrivare ad oggi. Come sempre il cammino non è facile, ma certamente lo vivremo con l'entusiasmo di chi ha ancora tanto da scoprire e tanto da donare. Soprattutto con la coscienza di non avere nulla da conservare per noi, siamo il dono di Dio per gli altri e vogliamo vivere con entusiasmo fino in fondo. Oggi è un giorno decisamente invernale, che dire il natale comincia a farsi sentire e noi riteniamo di poterlo vivere pienamente.

24 novembre - Giornata di sole che genera armonia nei cuori, soprattutto nelle casalinghe che devono stendere al biancheria,  dopo aver vissuto alcuni giorni di benedizione dal cielo. Abbiamo insomma finalmente goduto di un preambolo invernale, dopo la lunga fase soleggiata, la campagna soffre ed ha urgente bisogno di acqua. Per cui, benedetto il Signore che viene incontro ai suoi figli. Anche io io non posso che elevare ringraziamenti per il sollievo che si accompagna alle tante iniziative dei campi dei parrocchiani, l'autunno deve essere piovoso altrimenti tutto si inaridisce. Per il resto sosteniamo con la preghiera le tante sofferenza che abitano i cuori e le menti dei nostri figli, preghiamo per le anime del purgatorio, accogliamo i più abbandonati nella Mensa e nel Centro di Aggregazione, i ragazzi disagiati nel Gruppo Celine, i tanti che chiedono di essere aiutati nel Centro di Ascolto Dely Caputo, e tutti gli altri con la preghiera personale e comunitaria.

    Se vogliamo la vita del parroco si spende nel sostenere l'armonia della vita familiare, la prima cellula della vita di comunità, quando la famiglia vive nella pace tutta la comunità è in pace. Certamente quando diciamo famiglia, ritengo si debba necessariamente mettere da parte le idee con le quali siamo cresciuti e che abitano ancora la nostalgia delle nostre menti. Oggi si deve leggere come un gruppo articolato di persone che condividono gli stessi spazi, raramente gli stessi obbiettivi, dove ognuno è particolarmente impegnato in interessi propri che occasionalmente li fa incontrare in determinati momenti della giornata, per il resto ognuno ha la sua vita e raramente trova del tempo per interagire affettuosamente nella premura di sostenere l'altro.

     La nostra è una società, sia dal punto di vista lavorativo che da quello didattico e ludico, che assorbe molto del tempo che una volta era destinato alla condivisione e alla crescita della vita di comunione familiare. Anche per questo è importante non vivere da nostalgici, ma cercarci nel bene che comunque ogni famiglia cerca di vivere e di trasmettere ai propri figli e alla comunità, spesso con grandi sacrifici che portano anche all'annullamento di se stessi, di tante proprie ambizioni. Abbiamo di fronte a ogni giornata che il Signore ci dona di vivere, come una frenesia esistenziale nella quale tutti siamo immersi, alcune volte si prova ad emergere, ma normalmente vi si naviga passivamente per come viene chiesto da un modo di vivere collettivo che ritengo nessuno riesca ad analizzare in modo puntuale. La caratteristica dominante ruota nei diversi modi attorno al denaro. Ma la modalità è totalmente diversificata da persona a persona. dai più piccoli ai più grandi.

     Insomma coraggio, anche ogni il Signore ci dona di condividere un momento di lotta, allora facciamolo con l'energia necessaria e lasciaci cullare anche dalla bellezza che ci circonda e ci dona armonia e pace interiore. Auguri di una bellissima giornata da vivere nella propria famiglia a tutti. Intanto il sole continua a rischiarare in modo gioioso ciò che ci circonda e restituisce luminosità ai colori che animano i nostri giardini. Coraggio, anche oggi la vita risplende e trionfa attorno a noi e dentro di noi.

21 novembre - Una Domenica molto intensa vissuta sui diversi fronti degli impegni pastorali comunque importanti da vivere e da animare. Molto intensa e coinvolgente, potrei aggiungere emozionate, la celebrazione animata dai Catechisti. Ho voluto cominciare con gli auguri per i 15 anni ad Ai Vy, un vero mistero della gioia orientale, che il Signore ha trapiantato come un dono di amore nella vita della nostra comunità. Poi il ricordo delle catechiste Ilaria e Valentina che conservo nel mio cuore sempre, ma che ogni tanto è opportuno rendere presenti nella comunità che hanno sempre servito con la gioia e la dedizione del cuore. Infine ma vero cuore di questa Domenica, la presenza corale dei Catechisti, che donano tanta serenità e affetto al servizio del parroco nella trasmissione della fede alle nuove generazioni. A me sembra che anche tra loro vada maturando una comprensione più intesa della preziosità del loro servizio. Tutto è dono di Dio, per noi dobbiamo sempre e solo ringraziare il Signore.

     Poi partenza per Roggiano Gravina, in realtà per la contrada Pianette, per il servizio diocesano alla Zona Scout. Viaggio sotto il temporale, insomma ogni tanto ho dei pensieri legati alla stanchezza, ma cerco di rigettarli così proseguo nel mio impegno. D'altra parte viviamo al servizio degli altri e il Signore ci deve dare la forza, soprattutto quando noi corriamo il rischio di non averla. Tutto molto bello, clima relazionale gioioso e sereno, insomma tutto molto significativo per la crescita della comunità Scout. Nel frattempo in parrocchia i Talent&Art hanno progettato le attività oratoriali per il periodo del Santo Natale e festeggiato Ai Vy. Altra nota positiva, poiché era avanzato molto cibo ne ho caricato per distribuirlo alla Mensa San Giuseppe per il pranzo di domani. Nel frattempo il clima si è rasserenato per cui il rientro è stato vissuto con più serenità in compagnia di Bruno.

    Contemporaneamente alla SS. Trinità si è svolto l'incontro di programmazione del Sinodo, per la nostra Unità Pastorale, iniziato con una rilettura di quanto già  vissuto e guardando al futuro, cercano energie che sembra non riescano ad emergere pienamente. Ma alcune volte le cose più belle si compiono con situazioni di precarietà istituzionali. Come potete capire non corriamo mai il rischio di annoiarci. Oggi abbiamo una giornata soleggiata, per cui tutto necessariamente è più bello e merita di essere affrontato con l'entusiasmo di chi vive e dona la benedizione del Signore. Proprio a Lui affidiamo le pene di tanti della comunità, che si trovano ad affrontare le emergenze per se stessi e per i propri cari. Il Signore è la nostra forza ed è la nostra pace. Coraggio

15 novembre - Come sembrano lontani i giorni della memoria dei nostri cari, con il nostro silenzioso pellegrinaggio alle tombe e l'immersione nei ricordi. Adesso ci si immerge negli impegni pastorali, liturgici, caritativi e non sempre si riesce a respirare in modo più ampio, ma no per questo è meno bello, bisogna solo cercare energie sempre nuove. Quando non si riescono a trovare ci si siede e si scrive per come faccio io adesso. Buon giorno a tutti, spero che il Signore vi abbia donato una buona notte di riposo accanto ai vostri cari e adesso vi prepariate la gioia della colazione, ma in fretta perché gli impegni attendono anche il vostro dinamismo, non solo il mio. Auguro a tutti una giornata piena di gioia e di soddisfazioni. E'  una bella giornata perciò coraggio, si riparte.

12 novembre - Sono giorni di intensa serenità pastorale, che ruotano attorno alla giornata mondiale dei poveri, avendo la certezza che questa attenzione ci permette di vivere l'incontro con Cristo in pienezza e grazia. Gesù ci ha insegnato a donare la nostra vita per gli altri, per cui in queste occasioni ci rendiamo conto di quanta falsità abita la nostra società, che cerca di educarci a mettere sempre al centro se stesso e non gli altri. La vita di fede serve anche a questo, metterci in discussione cogliendo la bellezza di riuscire ad andare oltre se stessi e i propri desideri, non sentirsi mai appagati per i traguardi raggiunti,  vivere sempre con l'anelito di diventare altro immergendoci in coloro che sono altri da noi stessi. Abbiamo anche un piccolo accenno di pioggerellina, a me sembra nulla di particolarmente impegnativo, però godiamo lo stesso di questa umidificazione della terra che certamente farà tanto bene alla campagna.

     Dobbiamo sempre cogliere e trasmettere la bellezza e la gioia di essere protagonisti della propria vita, è un protagonismo che affonda la sua intensità nella gioia di vivere cogliendo l'amore in ogni altro fratello o sorella che il Signore ci ha posto accanto. Questo educarsi alla ricerca della presenza del Signore nell'altro, ci permette di cogliere in ogni altro la bontà della presenza di Dio, incoraggiandoci a rimuovere tutto ciò che potrebbe essere di ostacolo a dare fiducia agli altri compagni di viaggio.  Alcune volte sembra una operazione difficile da compiere, al punto che degli altri generalmente mettiamo in risalto quasi totalmente le azioni cattive vero o falso che sia. Le cose cambiano dopo il ritorno alla Casa del Padre, ad un tratto tutti diventano angelici e meritevoli di essere ricordati e compianti come preziosi e insostituibili compagni di viaggio.

     Questa settimana si raccolgono alimenti per coloro che chiedono, ma quest'anno soprattutto per la mensa, anche perché nell'ultima distribuzioni, per la troppa generosità e per l'affluenza dei bisognosi, siamo rimasti praticamente all'asciutto. Come sempre la gente è molto generosa, m come recita il Signore il numero dei poveri è infiniti e si accompagna ogni giorno alla nostra vita. Per cui prudenza, questo ci permette di vivere la temperanza insostituibile del dare, senza timore di restare senza niente. Dobbiamo sempre ricordare che il numero delle famiglie che chiede di essere aiutato va aumentando, semplicemente perché aumenta il costo della vita, al di là fatto che caratterizza Scalea un numeroso flusso di extracomunitari, praticamente bisogno si ogni cosa. Noi ci proviamo, il Signore deve aiutarci, ma non è facile venire incontro alla richiesta di tutti.

8 novembre - Il Signore ci dona di iniziare con serenità una giornata che si presenta mite e armoniosa. I colori sono quelli tenui dell'autunno e anche il clima si presenta temperato, da vivere in libertà ma con prudenza. Insomma una giornata da vivere con entusiasmo giovanile, ma senza eccedere nell'intensità. Insomma che sia una buona giornata per tutti ovunque voi siate a vivere le vostre emozioni esistenziali. Intanto le rose continuano a donarci la loro bellissima e delicata fioritura. Una novità assoluta è la nascita delle banane accanto alla mangiatoia permanente della parrocchia, è la prima volta che la pianta genera i suoi frutti. Ogni cosa esige il suo tempo per esprimere pienamente se stessa. Poi ci sarebbe il grande libro dei pensieri legati alla sofferenza e ai volti pensosi, ma è un capitolo che preferisco tenere per me almeno per un po' di tempo. Si ho capito, volente delle immagini, perché le parole non esprimono pienamente ciò che scrivo, allora datemi il tempo che le carico.

    Intanto ho anche fatto un giro corroborante in bici, per riprendere a pedalare sono caduto due volte ma ne è valsa la pena, è una occasione innovativa per  percorrere la parrocchia e salutare gli operai della prima ora. Immagine del Centro di Aggregazione Mons. Didona con alcuni ospiti, che si intrattengono in modo attivo con gli animatori, in attesa del pranzo. Poi abbiamo una immagine della nascita delle banane, ancora piccoline ma faranno strada nella crescita, così San Giuseppe avrà sottomano, il cibo con cui nutrire la Sacra Famiglia a lui affidata e quindi anche me. Poi il Centro di Ascolto per la prima accoglienza e l'ascolto delle tante persone che hanno bisogno di trovare un momento di confronto e di speranza, è un momento importante che apre alla gioia di guardarsi negli occhi e alcune volte anche per aprire il cuore.

 

    Poi abbiamo un momento di festa semplice per il compimento degli anni di Giovanni, come vedete di anni ne sono passati per tutti, a parte Don Francesco che permette, con la sua presenza, di riequilibrare il gioco dell'età e quindi anche la voglia di vivere e di sorridere alla vita, tutti gli altri, ringraziando Dio siamo parte della grande famiglia INPS. L'eterna passione per gioco che accompagna la famiglia degli scout in ogni attività con la voglia di esserci e di farsi sentire. Poi abbiamo avuto la giornata in parrocchia con I Talent&Art, alla continua scoperta e valorizzazione del loro ruolo insostituibile nella vita e nella parrocchia. E' la fase della crescita più fragile e della impostazione valoriale della vita, per cui lo sforzo deve essere sempre quello dell'attenzione alle loro sensibilità ma anche a comprendere l'importanza di rispettare i valori. Non è sempre facile trasmettere il dono della fede per come noi lo viviamo, ma ritengo che Gesù sia contento di vederli, nella diversità dei modi, comunque presenti nella vita di comunità, ed è questo l'importante.

 

    Domenica abbiamo anche parlato alla comunità dell'importanza di maggiore impegno nel sostenere i sacerdoti della Chiesa Cattolica. Non è certamente un tema facile da affrontare anche perché i luoghi comuni sono poco favorevoli a questa azione di sostegno, fin da bambini ritengo che ciascuno di noi abbia avuto modo di sentire: beati i preti che non hanno pensieri e che la Chiesa naviga nella ricchezza. Per non parlare della formazione didattica molto incentrata sugli aspetti negativi della presenza ecclesiale nella vita della società e nella storia dell'umanità. Per cui comunicare un bisogno impellente a chi si ritiene comunemente che stia bene... aggiungete voi.  Ma la Chiesa ci chiede di essere più incisivi e presenti nell'impegno di sostegno del Clero, per cui ci è stato chiesto e lo abbiamo fatto, i risultati dobbiamo attenderli, poi vi faccio sapere dopo il raccolto che esigerà un po' di tempo.

     Contemporaneamente ci godiamo l'abbraccio sereno e affettuoso di  Andrea. Chiudendo posso dire così, grazie Andrea anche perché non sono stato capace di dirglielo per l'emozione di quei brevi momenti, sono queste le gioie semplici e immediate che il Signore dona ai suoi servi inutili nelle difficoltà che ogni giorno siamo chiamati ad affrontare e sostenere con il dono della fede. Intanto cominciamo a tracciare le linee della gioia che si è accompagnato e continua ad animare la vita della comunità. Quante persone negli hanno contribuito e continuano a sostenere la vitalità della parrocchia? Tanti volti, tanti sorrisi, tante energie trasmesse attraverso il proprio impegno e la propria disponibilità  comunica la gioia di stare insieme nel Signore. E' vero tutto è inennarabile pienamente, perché si tratta di emozioni molto personali e difficili da esprimere, però alcune volte l'arte pittorica sopperisce in modo qualificante alla mancanza di parole adeguate. Come sempre ci si prova, vedremo insieme come l'entusiasmo per la vita comune, personalizzerà l'atrio della nostra parrocchia.

2 novembre - Questa non è farina del mio sacco, ma poiché era nel sacco della parrocchia la carico volentieri: Vale....Vale parlare di te non è facile, perché sei tanto....sei mille cose....e in tutti questi anni e abbiamo imparato a conoscerci, ad accoglierci, a volerci bene nelle nostre diverse sfaccettature....se dovessimo definirti, potremmo usare un termine ben preciso....ATTENZIONE....sì perché tu sei sempre stata attenta a tutti...a tutto....alle emozioni, agli sguardi, alle fragilità, alle gioie di chi ti camminava accanto.

     Facendoti carico delle preoccupazioni altrui, ti sei sempre donata senza misura…non hai mai nascosto le tue fragilità, le tue paure, la tua voglia di non deludere mai nessuno, la tua testardaggine e il tuo voler fare sempre la cosa giusta....

     Abbiamo riso, pianto, condiviso la nostra crescita, quella delle nostre famiglie, quella della comunità. La tua collaborazione è stata un dono per tutti, perché attraverso la spontaneità mista alla timidezza arrivavi con grande dolcezza e simpatia rendendo sempre tutto unico e speciale. Ma ciò che ci ha unito ancora di più in questi anni è stata la malattia, la quotidianità che ci portava ogni giorno a condividere, a piangere, a sperare, a cercare di affrontare. Non sempre siamo stati capaci di starti accanto, ma credici abbiamo vissuto ogni attimo con la speranza, cercando di spronarti e ad avere forza.

     Dicevi di non averne, di non farcela e invece hai dato una lezione a tutti, combattendo e affrontando il dolore di cui tanto avevi paura...la malattia non ha spento la tua caparbietà e la tua attenzione...

     A noi tutti resta un gran vuoto, ma anche la speranza e la consapevolezza che sei con Gesù nella pace da te tanto desiderata…a noi resta il tuo esempio e l’amore di cui ci hai riempito...e sappiamo che continui a essere accanto a noi, nelle nostre risate, nei nostri pianti, nei sorrisi dei tuoi figli, nello sguardo di Roberto, in ogni persona che ti ha amata profondamente.

     Noi salutiamo il tuo corpo, ma il tuo spirito resta con noi. Lassù è tutto ordinato, ma conoscendoti siamo sicuri che stai già mettendo altro ordine e lucidando sul lucido… Vale, tu splenderai sempre nei nostri cuori…è stato bello conoscerti…Ti vogliamo BENE!

     La nostra sorella Valentina PERRI, ha vissuto lungamente l'abbraccio alla Croce di Cristo, questa notte il Signore ha inteso interrompere la sua sofferenza chiamandola a se. Sempre entusiasta e partecipa della vita della comunità parrocchiale, ha sempre caratterizzato ogni cosa con il suo sorriso e la sua voglia di vivere. Sempre partecipe soprattutto nella formazione dei ragazzi, in modo velato ma emotivamente intenso, finché il male non ha condizionato fortemente la sua autonomia.  Molto legata alla famiglia, al marito Roberto soprattutto ai figli Michele e Serena che, come mamma affettuosa, ha accudito e aiutato nel cammino della crescita con totale dedizione. in questi ultimi anni, seganti della prova fisica, la famiglia si è stretta alla sua sofferenza sostenendola con la preghiera, con l'affetto e con la gioia di averla presente in casa, sofferente ma sempre con il sorriso, sofferente ma contenta di esserci per dare conforto e voglia di andare avanti con forza.

1 novembre - Quest'anno la ricorrenza della solennità di Tutti i Santi si apre, umanamente parlando, in modo doloroso per il ritorno della nostra sorella Valentina alla Casa del Padre. Ha vissuto lungamente l'abbraccio alla Croce di Cristo, questa notte il Signore ha inteso interrompere la sua sofferenza chiamandola a se. Sempre entusiasta e partecipa della vita della comunità in tante sue forme e iniziativa, ha sempre caratterizzato ogni cosa con il suo sorriso e la sua voglia di vivere. Sempre partecipe soprattutto nella formazione dei ragazzi, finché il male non ha condizionato fortemente la sua autonomia, in modo velato ma emotivamente intenso.

 

     Molto legata alla famiglia, soprattutto ai figli che, come mamma affettuosa, ha accudito e aiutato nel cammino della crescita con totale dedizione, in questi ultimi anni della prova fisica si è stretta in modo geloso alla sua sofferenza sostenendola con la preghiera, con l'affetto e con la gioia di averla presente in casa, sofferente ma sempre con il sorriso, sofferente ma contenta di esserci per dare conforto e voglia di andare avanti con forza. Come sempre adesso inizia la prova più grande per i suoi cari, sostenuti dal conforto della fede e dal calore degli amici. Per lei, certamente il Signore che ha accompagnato la sua sofferenza l'accoglie nella Sua pace, perché possa continuare ad assistere i suoi cari con la gioiosità dei ricordi e della sua attenzione premurosa dal cielo.

     D'altra parte oggi è la festa di coloro che appartengono al Signore, Gesù con la Sua morte e resurrezione ci ha donato questa speranza infinita, per cui dobbiamo continuare a sentirla affettuosamente accanto a noi, avendo la certezza che la sua presenza non verrà mai meno nel cammino della comunità, che ha tanto amato e servito. Il Signore è la nostra pace e deve sostenerci con la pace, coraggio.

29 ottobre - Continua imperterrito il clima primaverile, con quel che ne consegue in preoccupazione per la campagna, per le riserve di acqua. D'altra parte c'è la positività della vita comune, che viene sempre agevolata dalla bellezza di una giornata luminosa e splendente nei mille colori autunnali che comunque caratterizzano questo periodo. Però nei pensieri passivi prevale la preoccupazione, che non annulla tutto il resto ma lascia sperare sempre nella necessità della pioggia. Per il resto tutto procede in modo sereno e armonico, per rendere presente al gloria di Dio. Gradualmente andiamo a compattare le varie esperienze anche se si procede lentamente sulla via della evangelizzazione, nel senso di riuscire a vivere la proposta in modo più dinamico e ad extra, questa difficoltà è vissuta soprattutto con gli adulti.

     Il Signore deve donarci più amore verso coloro che non vivono la dinamica comunitaria al punto da avvertire l'esigenza di sentirsi comunque parte della vita comunitaria. Qualche difficoltà va emergendo nella vita di carità della parrocchia che rappresenta uno dei poli di aggregazione occasionale, probabilmente dobbiamo rientrare nella dinamica più rigorosamente caritativa,  fare un passo indietro nel servizio sociale di cui comunque il territorio ha tanta necessità. Si cerca di capire, si prega, ci si confronta e si decide. Come dicevo altre volte non possiamo sopperire in tutto alle povertà che dovrebbe sostenere e gestire  l'amministrazione, altrimenti si corre il rischio di essere cercati non più per incontrare Gesù ma per altre finalità, comunque impellenti ma ognuno deve incarnare la propria missione. Intanto ci godiamo questo fine settimana molto intenso di inziative pastorali e spero anche molto bello di relazioni di fraternità. 

25 ottobre - Dobbiamo anche mettere in conto, che nella vita di comunità e in quella familiare, i problemi non mancano per nessuno. E' vero non ne parlo molto ma solo per non intristire eccessivamente la vita di chi legge. Però posso affermare con serenità che la vita personale è sempre appesantita da molte difficoltà spesso di natura economica, oppure affettiva, o più semplicemente relazionale, o peggio ancora con afflizioni legati alla sofferenza, alla solitudine o ancora al senso di abbandono vero o fittizio che sia, le realtà non sono meno gravi. Altre volte la situazione viene appesantita con le tradizioni di presunti sortilegi, o di incantesimi legati al malocchio. Diciamo che alcuni sacerdoti con la presunzione di fare gli esorcisti ne accentuano la creduloneria.

     In realtà, il più delle volte manca la vita spirituale e il ritmo della preghiera che è la vera medicina in ogni dinamica di instabilità psicologica, la vera radice di molti malesseri della mente e del cuore. Anche in questo è più facile fare le analisi che trovare i rimedi, semplicemente perché si dovrebbe dedicare più tempo all'accoglienza e all'ascolto degli altri. Insomma anche in questi casi è importante leggersi nella disponibilità a selezionare gli impegni per capire a cosa è importante dedicare il proprio tempo che raramente è sufficiente per venire incontro alle esigenze dei fedeli che comunque cercano e vorrebbero trovare conforto e serenità nel Signore.

     La vita del parroco viene sollecitata dalle situazioni più emblematiche e non sempre si riesce a vivere la dedizione necessaria per sostenere e incoraggiare coloro che guardano con fiducia alla parrocchia. Anche in questi casi non è facile mandare via, anche se la fila di coloro che vogliono essere ascoltati e aiutati va allungandosi sempre di più. Oltretutto non sempre le varie istituzioni sostengono con costanza le tante emergenze della mente e del cuore che chiedono accoglienza. Che dire, si fa quel che si può. Ma certamente non basta. Allora si integra con la preghiera. Ma non basta. E' sempre così, anche la vita non basta, ma ci si deve accontentare di quello che ci viene donato di vivere. Allora diciamo insieme: grazie Signore.

23 ottobre - Nel frattempo sono trascorsi alcuni giorni, ma i ricordi sono ancora vivi, per cui restiamo fermi ai pensieri di Domenica. Come ben sapete ogni Domenica è preceduta dal Sabato, per cui necessariamente alle celebrazioni ci si arriva con la formazione catechistica. Per la Confermazione tutto questo si chiama educazione alla vita di carità, che è il dono più grande e significativo dello Spirito, di cui tutti siamo ripieni ma che non sempre viene valorizzato con naturalezza. Allora ecco il perché di alcune immagini della distribuzione gratuita del materiale didattico, dono alla Caritas della cartolibreria Latella e gestita dai ragazzi della Confermazione. Distribuito quasi tutto, dobbiamo sempre comprendere e aiutare a capire che i bisogni sono sempre tanti anche se non tutti li conoscono. Abbiamo poi una educazione alla conoscenza degli spazi Mensa San Giuseppe e come accade con sempre maggiore naturalezza il relax nel cortile, in questo caso è la pallavolo. In realtà io ero in quel di Cosenza per pregare in occasione del 50° di Enzo e Rita, due testimoni dell'impiego cristiano che si sono posti al servizio della crescita del Movimento dei Focolari nella nostra parrocchia. Sono un vero dono del Signore, per cui pregare insieme è il gesto naturale di coloro che confidano nella benevolenza di Dio.

      Bene, passato il Sabato entra in scena la Vespucci, questa meravigliosa nave scuola della marina italiana. Sono stato invitato a essere partecipe, in parte riferimento del Vescovo per questa sua sosta nel mare di Scalea, e volentieri mi sono reso disponibile a lasciarmi cullare dal nostro mare amico. Diciamo che io e il mare siamo sempre andati d'accordo, anche quando è in tempesta, anche se ultimamente avverto sensazioni di stanchezza, qualche motivo ci deve essere. Però rimane l'elemento naturale con il quale immediatamente mi relaziono in modo positivo. Al punto di poter affermare che forse la giornata più intensa e liberante che ho vissuto quest'anno è stata la traversata fatta con i ragazzi della confermazione a giugno in quel di San Nicola Arcella e in quel di Praia a Mare. Voi direte ma perché ne parli adesso, solo perché in quel periodo si impose un lutto collettivo per cui poteva essere fuori luogo parlare di svago. Della serie prima il dovere poi il piacere.

    Però immediatamente le due cose potevano anche collimare, ecco perché tutto è scivolato senza particolari patemi d'animo, fermo restando l'imbarazzo che provo ogni volta che devo indossare la filettata di rappresentanza, che oltre tutto non riesco mai a usare in modo corretto. Per il resto tutto molto bello e innovativo sono circostanze nelle quali ogni cosa merita di essere vissuto con lo stupore necessario anche perché sono esperienze che non necessariamente si ripetono, e poi per vivere questo ottobre estivo non c'è nulla di meglio che andare per mare. Chiudo qui, anche perché nel frattempo subentrano in modo impellente gli impegni della comunità, per cui abbandoniamo le gioiosità temporali e ci immergiamo nelle difficoltà esistenziali. Buona giornata a tutti.

22 ottobre - Ma allora la parrocchia, ai nostri gironi, che cos'è? Necessariamente è, prima di tutto, una comunità che testimonia la gioia di seguire Gesù e di rendere presente Gesù con la propria di vita in mezzo a tutti. Per cui in questo cammino di impegno testimoniale si incontrano più semplicemente volti anonimi, islamici, agnostici, battezzati di altre confessioni cristiane, e anche tra gli stessi cristiani tante tipologie di partecipazione e di vita comunitaria l'esercizio quotidiano deve essere quello di educarsi a relazionare con loro, come coi i fratelli e le sorelle che il Signore ci pone davanti, con i quali dobbiamo vivere l'amore con il quale il Signore ci ama. Ritengo sia scontato affermare che non sempre riusciamo a relazionarci in questo modo, anche per questo ricordo sempre che il vero motore di ogni azione o attività pastorale è sempre la preghiera senza la quale tutto diventa più difficile, anche le azioni più semplici sembrano insormontabili. In realtà è semplicemente debole la nostra spiritualità. Per cui avanti sempre con entusiasmo e che la preghiera sia sempre presente nella nostra vita.

    Per tanti altri la Parrocchia è un luogo o gli ambienti pastorali dove i cristiani pregano (la Chiesa) e si incontrano (locali e sale), questa comprensione sposta l'attenzione dalla comunità ai luoghi di vita ordinaria della comunità. Questo non dovrebbe accadere mai, ma purtroppo è più normale sentire vado in parrocchia che vivo in parrocchia. Detto questo non penso di aver stravolto la vita di nessuno, però serve a ricordare che al centro di ogni iniziativa ci deve sempre essere ogni persona che il Signore ci pone accanto. Anche per questo, in questa fase pastorale, vanno aumentando le iniziative orientate ad accogliere socialmente coloro che avvertono la presenza della parrocchia, come il luogo ideale sul quale far convergere le attività di tutela e salvaguardia delle persone. Il Centro di Ascolto, la Distribuzione degli Alimenti, il Centro di Aggregazione Mons. Didona, la Mensa Caritas San Giuseppe e ultima in ordine di tempo: Noi ragazzi che ... Gruppo Celine.

    Tutte queste iniziative, mettono in risalto la grande disponibilità a servire gli altri che è presente nella nostra città, nello stesso tempo sottolinea anche la tensione a coinvolgersi sempre con gioia e disponibilità nelle relazioni sincere di fraternità. Tutto è dono di Dio, per cui non dobbiamo fare altro che ringraziarlo e invocare sempre le Sua benevolenza sulle opere che ci dona di compiere avendo la certezza che esigono uno sguardo sempre più ampio onde evitare la tentazione di chiudersi tra i soliti noti. Cosa che generalmente genera la presunzione di essere più importante di altri, mentre nella vita di comunità non facciamo altro che mettere in comune ciò che il Signore gratuitamente ci affida, per cui non dovrebbe mai emergere la caratterizzazione di qualcosa di proprio o di cui debba appropriarmi. Come dire, più si è dinamici più è importante essere prudenti. Questo principio in realtà vale per ogni attività anche sociale, ma ancora di più per le iniziative orientate a vitalizzare la comunità. Intanto buona giornata a tutti.

18 ottobre - Ancora un giorno di luce primaverile si accompagna alla nostra vita, donando energia sempre nuova che genera la gioia di camminare e di riprendere con entusiasmo gli impegni di accompagnamento alla vita di comunità. Intanto si è ripreso, con la gioia della presenza dei bambini, la festa domenicale decisamente i loro colori, i loro sorrisi, la loro inquietudine e i loro sguardi determinano un approccio diverso al giorno del ringraziamento e della festa della comunità. Insomma la Domenica è più Domenica con il loro stare attorno all'Altare del Signore, che necessariamente coinvolge anche tante loro famiglie. Insomma che dire: Ben tornata Domenica della comunità e non solo degli ultras. Altri hanno vissuto in quel di Matera una esperienza orientata a una migliore comprensione della Chiesa in ordine alla vita di carità, come maturarla, come gestirla. Insomma ci si apre a orizzonti più ampi di dedizione ecclesiale.

     Poi uno sguardo al futuro anche negli ambienti di comunità, terza bozza del murales che ornerà l'atrio della parrocchia, ogni opera comporta tante elaborazioni e coinvolge molte persone che operano in modo nascosto, per arrivare alla definizione da storicizzare e con la quale cresceranno tanti nostri ragazzi. Diciamo che siamo a buon punto. L'obbiettivo, è quello di dare gioia a un ambiente, che ha come sua vocazione l'accogliere con gioia le nuove generazioni della comunità parrocchiale. Poi abbiamo una immagine operativa del Centro di Aggregazione, che da quest'anno accoglie e incoraggia la socializzazione di coloro che vengono per il pranzo, ma vivono nella solitudine e hanno bisogno di maggiore attenzione da parte degli operatori.

 

     A seguire, ancora una immagine innovativa, in questo caso un artista di strada, che cerca di abbellire uno dei riquadri di fronte al Parco degli Angeli. Insomma tutto apre a una speranza nuova e alla gioia di essere ancora operativi per il bene degli altri e per l'ambiente. A completamento, la bellezza della natura che in questo autunno dona serenità e armonia alla nostra vita. Come sempre tutto è particolarmente spettacolare, certo non riesco a spiegare le emozioni che si accompagnano al mio cuore, ma ritengo più belle quelle che suscitano nei vostri cuori, Per cui non posso che proporvele nella speranza di avervi incoraggiato a guardare con più gioia a questo nuovo giorno che il Signore ci dona di condividere. La luminosità del creato apre i nostri giorni a una speranza sempre nuova, auguri di ogni bene a Franco e Tiziana per il loro compleanno.

13 ottobre - Posso affermare che la parrocchia ha innestato la marcia giusta per intraprendere i ritmi pre pandemia, per capirci gli impegni che non prevedono pause per il parroco ma anche per molti degli operatori pastorali della comunità. Sono state avviate tutte le attività formative, anche se non sempre abbiamo una stabilità nella proposta, ma gradualmente ogni cosa troverà il suo modulo educativo. Come sempre ogni cosa è offerta al Signore, avendo la certezza che con la sua presenza ogni cosa si rasserena e viene orientata alla pace. Non abbiamo ancora i ritmi della partecipazione liturgica stabile dell'Iniziazione cristiana ma spero che con il tempo anche questo filone così importante abiterà l'aula liturgica, almeno per come riempie i vari ambienti formativi. Cammina con intensità anche il filone della carità con il Centro di Ascolto orientato all'accoglienza e al discernimento degli stabilizzati, la Mensa Caritas che sostiene le persone sole e bisognose, il Centro di Aggregazione Mons. Didona che intrattiene gli ospiti in modo attivo. Insomma nella preghiera, con coraggio e dedizione si guarda aventi con fiducia ed entusiasmo.

10 ottobre - C'è sempre un giorno dopo, anche se alcune volte dura diversi giorni. Però oggi è il giorno nel quale si prova a voltare pagine e a dare valore nuovo alla vita, che comunque merita di essere vissuta con entusiasmo. So bene che non tutti riescono a vivere oggi il giorno dopo, ma la parrocchia deve incoraggiare a leggere la propria vita contrassegnata dalla gioia dei ragazzi che riprendono a giocare nel cortile e agli animatori che si sforzano di accoglierli con entusiasmo. D'altra parte ritengo che la vita presenti sempre aspetti negativi e aspetti positivi, dobbiamo solidarizzare con quelli negativi e emancipare quelli positivi, magari parlando di meno e operando di più. Essere presenti in modo maturo da testimoni del Signore, sempre attento alle fragilità delle persone e sempre partecipe delle loro gioie. Come cristiani dobbiamo mettere sempre al centro la persona e mai le cose o gli interessi, altrimenti il rischio che possiamo correre è quello di svilire la bellezza degli incontri tra i fratelli e le sorelle che il Signore incoraggia a vivere.

     Questa notte e nella mattinata il Signore ha inteso benedire la natura con una pioggerellina silenziosa e intensa che certamente ha fatto un gran bene agli ortaggi e alla vegetazione. E' un ulteriore motivo per ringraziarlo, non abbiamo mai dovuto subire le intemperanze climatiche presenti in altre realtà del territorio. La giornata continua con l'aperture dalla Mensa Caritas e del Centro di Aggregazione, insomma ci riaffacciamo con affetto alla piazza dei bisognosi del territorio, anche questo merita di essere vissuto con amore e con gioia. Questo è intensamente compreso e vissuto dai volontari, che trovano il tempo di dare la loro disponibilità e di comprendersi preziosi al servizio del Signore in mezzo ai più abbandonati. Tutto è dono di Dio che incoraggia ad andare oltre se stessi e aprirci agli altri per essere nella gioia mai narcisistica, ma sempre oblativa. Che sia una bella giornata per tutti.

9 ottobre - Dopo i giorni del dolore e della riflessione sulla fragilità della vita, vissuti con intensità e partecipazione da tutta la comunità, la città  e anche oltre tra le tante iniziative che questo dramma ha vitalizzato certamente merita attenzione quella dei giovani del Liceo che ha coinvolto nella riflessione e nei ricordi tantissime persone e altre istituzioni. Anche l'ANSPI Nazionale ha inteso solidarizzare con la comunità ed esprimere la sua condanna per il fatto delittuoso vissuto a Scalea. Anche le celebrazioni sono state tutte partecipate e animare con emozione dai giovani e dagli altri organismi di animazione della comunità. Insomma è stato un movimento di popolo che spero abbia incoraggiato la riflessione sul senso della vita e la gioia di testimoniare la solidarietà alle famiglie coinvolte. Merita un ricordo anche la volontà della famiglia di devolvere a sostegno delle opere della parrocchia la raccolta di offerte fatta in occasione delle esequie, Insomma il cuore si apre per il dolore ma non dimentica la gioia di continuare ad amare. 

 

     Intanto il clima autunnale si caratterizza con radiosità estive che ci aiutano a riprendere con tanto dolore dentro la vita educativa condividendo la voglia di vivere che i ragazzi e i giovani vogliono e sanno trasmetterci. Come accade negli ultimi anni la partecipazione alla proposta educativa nelle sue varie forme è abbastanza attiva, fanno ancora molta fatica ad imboccare la via della vita di comunità alla Santa Messa festiva. Probabilmente non è un passaggio facile, ma cercheremo di emozionarli e coinvolgerli con gli effetti speciali. D'altra parte l'incontro con Gesù genera sempre emozioni nuove e inenarrabili, forse dovremmo lasciargli più spazio, di certo qualcosa non funzione se Lui attirava le folle e i bambini correvano verso di Lui al punto che dovevano mandarli via. Probabilmente da allora qualcosa è cambiato. Insomma sempre con entusiasmo e gioia per rendere presente il Signore nella nostra vita e in quella dei nostri figli.

     Oggi il Signore ci incoraggia a vivere la riconoscenza, è un atteggiamento che dobbiamo vivere e scoprire nella bellezza della novità che il ringraziare gli altri genera nei nostri cuori, ogni volta in modo nuovo. Riceviamo sempre tanto da tutti, anche se non sempre siamo capaci di riconoscerlo, il Signore deve aprire i nostri cuori alla bellezza della Sua presenza e alla bellezza della nostra presenza nella vita e al servizio della comunità. Ma anche alla bellezza che la comunità rappresenta nella nostra vita come dono del Signore. E' vero non sempre tutto procede per come vorrebbe il Signore, ma pregando un po' di più, magari tante piccole distorsioni si raddrizzano. Dobbiamo ricordare che siamo tutti preziosi e insostituibili davanti a Lui. Per cui sempre avanti con coraggio e Buona Domenica a tutti, il Signore è la nostra pace.

6 ottobre - Con questi pensieri i giovani hanno inteso salutare Ilaria, le propongo anche perché incoraggiano a leggere la gioia della vita comune e il cammino percorso insieme.  Non è facile esprimere la nostra sofferenza nel salutarti oggi; ci piacerebbe riuscire ad inventare nuove parole per descriverti, diverse da tutte quelle che ognuno di noi qui presente non sa già o ha sentito. Allora ci fermiamo e pensiamo…

Oggi salutiamo una donna, un’amica, una sorella, una zia, una figlia, una mamma meravigliosa, calorosa, amorevole. Oggi salutiamo quella bambina che era in te, quella che hai sempre conservato, la sognatrice che amava affrontare la vita con curiosità e leggerezza. Tu sei stata tante cose, anzi sei tante cose, perché sei qui nei nostri cuori, nei nostri ricordi. Tu sei l’amore della tua famiglia, sei il cuore di tua figlia, sei la stella che rivedremo in cielo quando penseremo a te e sarai l’arcobaleno che spunterà dopo la tempesta, perché sei stata colore, anzi mille colori, nella vita di tutti quelli che ti hanno conosciuta, amata, sentita.

 

Se pensiamo a te, ci viene in mente quella ragazza che con quell’espressione buffa che assumeva prima di pronunciarsi, come se avesse in bocca sempre una caramella, ascoltava, senza mai intervenire prima di aver sentito tutti. La stessa ragazza che faceva di tutto per gli altri, con quel sorriso travolgente da far cambiare umore a chiunque incontrasse, da sempre al servizio del prossimo. Quella ragazza che cantava in macchina a squarciagola, che amava la vita, e la viveva al massimo. Sei stata un dono non solo per il nostro gruppo, ma per tutti. Sei entrata nelle nostre vite in punta di piedi, trasmettendoci la tua dedizione, passione, creatività, e insieme abbiamo vissuto momenti che resteranno sempre impressi dentro di noi, all’insegna di risate, spettacoli, giochi, ma anche confidenze. Sei stata fondamentale per tanti ragazzi che, come noi, ti hanno conosciuto e hanno avuto il privilegio di poterti sentire e ascoltare, sempre pronta a seminare amore.  È per questo che oggi, Ilaria, siamo qui per ringraziarti, perché hai lasciato un segno in tutti noi, con la tua sicurezza, la tua dolcezza e la tua umiltà, perché dietro quell’aria svampita e i capelli scompigliati sei sempre stata te stessa.

Oggi è difficile pensarti lontana, ma ci piace credere che sei partita per un lungo viaggio fra le nuvole, in compagnia del tuo papà, e che guardandole ti sentiremo vicina. Ci hai sempre incoraggiati a credere in noi stessi, nei nostri sogni, ma soprattutto ad osare, credere, sperare e amare la vita, e pensiamo che un po' tutti da oggi, per quanto difficile, la ameremo e la vivremo anche e soprattutto per te, perché è quello che avresti voluto; per cui, a voi tutti, quando fate del bene, quando amate e inseguite i vostri i sogni, pensate a Ilaria, e in quei momenti lei sarà con voi.  Ciao Ila

5 ottobre - Inizio raccontandovi del mio viaggio a Loreto, per l'incontro nazionale degli assistenti. Ogni viaggio implica un lasciare, ma è anche occasione di libertà e di innovazione mentale. Non posso che ringraziare il Signore per avermi dato questa opportunità di pregare nella Santa Casa e di leggere la volontà dell'Associazione di renderlo presente in mezzo ai giovani. Probabilmente lo facciamo ragionando da adulti e con l'obbiettiva difficoltà di calarci pienamente nel loro mondo, ma la volontà è certamente quella di non sentirci avulsi dalla loro crescita e coinvolgerli per come ci donano nel messaggio di salvezza che Gesù ci ha affidato. E' anche vero che il mondo delle nuove generazioni esigerebbe semplicemente una maggiore presenza operativa, un accompagnamento passivo insomma più per stare insieme con loro, mentre si procede con la sequenza delle riunioni che non sempre accompagnano ma troppo spesso sono estranee al loro mondo.

    Sono stati giorni dedicati alla voglia di vivere la riscoperta degli ambienti e dei valori della fede. Diciamo che, oltre alla gioia di pregare e di stare insieme, a me non sembra che sia emerso qualcosa di particolarmente innovativo, se non la volontà di aggiornare itinerari certamente storicizzati per la trasmissione della fede. Si fa quello che oggi la società ci concede, ritengo che nessuno riesca a trovare tempi lunghi da donare con passione agli altri. Di certo si potrei aggiungere le vicissitudini del lungo viaggio, la volontà di immergermi nei ricordi di altre occasioni precedenti, il senso di disorientamento nell'attraversare i campi delle centrali eliche delle zone del terremoto irpino, che non avevo mai percorso, il passaggio dall'autostrada ai sentieri di montagna per seguire Google Maps, ma poi sono rientrato per cui ormai tutto appartiene ai ricordi e alla serenità vissuta in quei  momenti, da comprendere come vero dono del Signore.

    Il rientro è stato contrassegnato dagli avvenimenti noti e da altri necessariamente meno noti ma non per questo meno importanti. Il Signore insieme ai momenti sponsali, che meritano la loro centralità per la gioia che trasmettono, continua a chiamare a se con intensità, il nostro caro amico di famiglia Maurizio, totalmente dedito all'amore verso gli altri, alla gioia di accompagnarsi alla vita della famiglia, all'impegno per la costruzione della città,  e anche altri. Di certo il dramma della violenta morte di Ilaria, le modalità che lo hanno accompagnato, abita il cuore di tutti noi, il suo ritorno alla Casa del Padre incide profondamente nei ritmi di questi gironi. Il dolore dei familiari, ma più semplicemente, si accompagna ai nostri pensieri il fatto che lei non è più in mezzo a noi con il suo sorriso e la sua voglia di dare gioia, la semplice e gioiosa presenza di Bea, la giovanissima rampolla di famiglia.

     Insomma tutto si colora in modo più velato, anche nella nostra cittadina abita in tutti i cuori questo pensiero di tristezza. Intanto ci si prepara per le celebrazioni, che poi vogliono essere la voglia di trasmettere gioia alle famiglie, profondamente segnate dal dolore e dal vuoto. Per il resto tutto sembra procedere in modo ordinario la scuole che è ripresa a pieno ritmo, i giovani in mezzo alle loro mille attività. I ragazzi che fanno ancora fatica a riprendere la partecipazione alla Santa Messa. Il gruppo del campetto che non salta un giorno nel dare vitalità gioiosa agli ambienti della parrocchia. La gioia di danzare che è stata vita negli ambienti parrocchiali. La ripresa delle attività legate alla mensa e all'accoglienza. Certo avrei anche altre cose, soprattutto ai venti di guerra che si accompagnano ai nostri giorni e alle sue ricaduta anche nella nostra comunità di Scalea, ma per adesso ritengo opportuno lasciare spazio alla riflessione e al silenzio

26 settembre - Dopo una lunga selezione delle tante attività vissute in settimana, provo a fare una sintesi sull'analisi delle foto, per come ritengo bello condividere con voi. Primo bozzetto del dipinto che abbellirà in modo gioioso l'atrio della canonica e degli ambienti pastorali. L'immagine vuole comunicare la gioia di sentirsi famiglia con la Sacra Famiglia e felici di stare insieme giocando anche con Gesù. Esigerà il suo tempo, ma ogni cosa che parte prima o poi arriva a destinazione, intanto cominciamo ad apprezzare l'entusiasmo che genera. Poi abbiamo il 25° di Pino e Adalgisa che, su richiesta della sposa, è stato presieduto da Don Franco che li aveva uniti in matrimonio. Ma allora ognuno può scegliere? Certamente alla gioia non si pongono parametri. Anche la famiglia è stata coinvolta in modo criptico, della serie l'unità fa la forza. Una bella celebrazione nella quale ho potuto cogliere la bellezza di poter osservare e partecipare senza avere la preoccupazione di guidare la liturgia e anche i contenuti da proporre. Che dire di più, se non Auguri.

 

    Poi mettiamo una immagine del catechismo degli Angeli in Festa, che tradotto significa Confermazione. Voi mi direte: ma Don Cono giocano a pallone. Sembra, ma se osservate bene notate la catechista che osserva l'impegno dei ragazzi nelle relazioni conflittuali del nostro tempo e la serenità di Carmine, che aspetta senza ansia il pallore che può arrivare da ogni parte. Insomma tutto concorre alla loro crescita e alla volontà di non farli crescere da soli. Poi abbiamo realizzato la possibilità di rendere gli ambienti parrocchiali più accoglienti verso gli emarginati e i più abbandonati, ma anche più semplicemente per incoraggia a cogliere la parrocchia come l'ambiente dove poter trascorrere il proprio tempo libero in modo gioioso e sereno. Da questo desiderio nasce l'idea di creare un ulteriore polo di aggregazione sociale, che si aggiunge al Centro di Ascolto Caritas e alla mensa di San Giuseppe. La speranza che ci anima, è che nessuno deve sentirsi totalmente abbandonato. Nella speranza che la comunità ci sostenga sempre, con la preghiera e con la partecipazione, nel servizio alle marginalità.

  Altre immagini ci raccontano che la parrocchia ha ripreso la sua vita ordinaria di aggregazione orientata alla formazione cristiana dei preadolescenti, nei giorni scorsi abbiamo accolto i bambini e adesso, completando l'opera, tornano all'ovile le pecorelle più grandi e anche per questo più bisognose di essere accolte ed essere sostenute. Il lavoro degli animatori e dei catechisti, come sempre è indispensabile e anche per questo meritevole di essere incoraggiato. Il cuore dell'impegno è il servizio al Signore e alla Chiesa, ogni altre motivazione o affezione crolla miseramente e impoverisce. Perciò ringraziamo il Signore per tutti coloro che donano parte del proprio tempo, per la crescita e la diffusione della fede nelle nuove generazioni. Come potete vedere il cammino della comunità è ripreso con entusiasmo e con la gioia di esserci, d'altra parte è scontato che senza il coinvolgimento dei laici la vita della Chiesa si impoverisce. Perciò coraggio, la parrocchia ha bisogno di tutti, d'altra parte si creano sempre spazi nuovi di impegno, per coloro che vogliono proporre momenti di amore verso il Signore e verso i fratelli e le sorelle.

21 settembre - Dobbiamo sempre leggerci nella disponibilità del pellegrino alla continua ricerca della novità di Dio, lui sa' di poterla trovare ovunque il cammino lo conduca, ma sa anche che perché questo accada, deve lasciare sempre qualcosa di se stesso nel suo pellegrinare. Altrimenti il rischio che si può correre è percorrere sì, strade nuove ma irrigidendosi sul già conosciuto, questo atteggiamento vieta di cogliere la bellezza della novità che mi è posta davanti agli occhi, o più semplicemente nel mio cuore. Detto questo non posso non comunicare che con oggi l'estate è ufficialmente terminata e qualora qualcuno stentasse a coglierlo, ci ha pensato il clima voltando rapidamente al freddo occasionale la gioia di sostare in nostra compagnia. Per cui buon autunno a tutti e, come dicevano io nostri genitori, è bene coprirsi, poiché i malanni sono dietro la porta.

     Questo è davanti agli occhi di tutti, lo è anche la volontà di Putin di non sfigurare tra le grandi potenze, coinvolgendo in questo anche la Grande Madre Russia, che forse ne avrebbe fatto volentieri a meno, anche se tutto sembra scivolare in sordina, la volontà di guerra continua ad abitare la sua mente alla ricerca di vie nuove per mostrare la sua potenza. Forse non tutte le altre nazioni ne colgono la pericolosità, si confida nei giochi economici e nella nolenza delle altre grandi potenze  a coinvolgersi, anche io come tutti noi, spero che non accada nulla di particolarmente disastroso oltre ciò che già adesso vanno sperimentando le centinaia e centinaia di soldati e civili uccisi. Preghiamo e speriamo. Preghiamo e speriamo sembra che non ci sia una terza via da seguire.

     

 Nel frattempo abbiamo dato il via alle attività oratoriali della comunità con l'arrivo delle Piccole Orme, un manipolo di coraggiosi ha attraversato il cancello ed è venuto per donarci la loro gioia di stare insieme e di cercare l'incontro con Gesù. Si, è vero, ci sono quelli del campetto che non trascurano il loro impegno quotidiano di stare insieme inseguendo il pallone, ma quella è un'altra età per cui un altro mondo. Sempre bello e gioioso ma totalmente immersi in se stessi e nella voglia di sentirsi vivi. In questo caso invece abbiamo i primi passi oltre le porte di casa in ambienti a loro quasi totalmente sconosciuti, la speranza e che imparino presto a comprenderli una loro seconda casa

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     La vita di comunità è fatta di tanti cerchi che si incontrano e costruiscono con i loro incontri altri cerchi che si incontrino, sembrerebbe che tutto sia individuale, scollato, ma solo perché il collante quello veramente resistente è invisibile. Quando il collante si rende presente nei modi più svariati e creativi, spesso anche in modo impercettibile tutto è armonia di colori e di affetti, quando lo si trascura nulla è come prima. Insomma la vita di comunità va vissuta nei suoi valori più autentici, il primo dei quali è il protagonismo di ciascuno nella disponibilità ad ascoltare e a fare posto al protagonismo dell'altro. Cerchiamo di comprendere insieme verso dove e come camminare, mettendoci in ascolto gli uni degli altri. Dimenticavo di dire che ciò che più immediatamente rende il collante sempre nella disponibilità ad essere colto nella sua preziosità, è la preghiera del cuore, che ama ogni cosa, vivifica ogni realtà e dona sempre. Quasi senza tenere nulla per se, in questo si arricchisce sempre di più dell'amore che gli viene donato di donare.

18 settembre - Una settimana molto articolata e bella, nel senso di intensa, poi come tutti i giorni si intrecciano le gioie e i dolori, d'altra parte la vita di comunità è sempre così, momenti battesimali sempre gioiosi e intensi di festa, il dolore delle esequie di fratelli e sorelle che il Signore chiama a se, incontri programmatici dei vari ambiti pastorali contrassegnati dalla gioia e dal senso di responsabilità. Questa settimana anche momenti sponsali, che ci presentano giovani aperti alla vita e con tanta speranza nei cuori, ricchi di amore e di gioia, sono anche riprese le attività scolastiche con tutto ciò che ne consegue in ordine al movimento di famiglie e di nuove amicizia per i giovani e i ragazzi. Abbiamo avuto anche la distribuzione degli alimenti alle famiglie bisognose, un momento sempre arricchente in ordine alla sensibilità sociale. Anche in questo caso siamo alla ripresa, dopo la relativa pausa estiva e le novità non mancano soprattutto in riferimento alla presenza degli Ucraini. E via a seguire.

     In mezzo a tutto questo c'è la vita del parroco con i suoi acciacchi, gli anni passano anche per me. Con tanta voglia di stare in mezzo ai giovani e ai ragazzi, anche per ricaricarmi in ordine all'entusiasmo e alla voglia di vivere, loro sono delle vere sorgenti innovative di entusiasmo e di novità. Ma anche tutti gli altri momenti meritano di essere vissuti con intensità nella certezza di poter dare qualcosa in ordine alla speranza che ci deriva dalla fede, ma anche di ricevere tanto in affetto e in emozioni sempre nuove da vivere e da proporre in riferimento alla fede che Gesù ci ha affidato da testimoniare. La vita della parrocchia va incanalandosi sulle vie conosciute e anche per vie da scoprire, come sempre l'incontro con le persone è sempre innovativo, esige sempre una disponibilità a cogliere la bellezza della presenza del Signore nelle persone che ci pone accanto e con le quali siamo chiamate a condividere la storia di amore che il Signore ci affida.

    Abbiamo avuto anche l'incontro con i Parroci dell'Unità Pastorale di Scalea, un momento di fraternità sempre bello da condividere sia per le diverse esperienze che ci sforziamo di portare avanti, sia per la gioia della vita di comunione che è la radice di ogni impegno ecclesiale. Della serie i problemi sui quali confrontarsi e discutere non mancano, ho detto più volte che Scalea è molto variegata e con cuori volitivi per cui la dinamica pastorale deve sempre essere orientata al cambiamento e alla sinergia. Insomma siamo sollecitati ad esprimere la maturità dell'accoglienza del dono e anche la virtù della pazienza, anche perché spesso il dono è appesantito da personalismi non sempre facili da leggere in modo immediato. Se tutto è vissuto in sincero spirito di preghiera ogni cosa consegue la meta indicata dl signore, se il tutto è contrassegnato da personalismi si lavora e si spera nella maturità degli operatori che prima o poi comprenderanno.

     Oggi è una Domenica veramente modello di tutto questo che abbiamo vissuto nei tempi più lunghi e articolati di cui ho parlato prima. Vivremo in sincero e arricchente spirito di preghiera il Ringraziamento a Signore con il Battesimo di Anastasia, ci comprenderemo nel dono della solidarietà e della condivisione del dolore con le esequie di Deli, che dopo lunga sofferenza vissuta con fede e affetto il Signore ha chiamato a se. Poi avremo la gioia di Vincenzo e Fabiana, giovani molto dinamici ed energici che si uniscono in Matrimonio. Infine nel pomeriggio avremo modo di confrontarci, con il Consiglio Pastorale, dopo aver pregato per leggere le esigenza della comunità e orientare gli sforzi per sollecitarla nella crescita cristiana, per come il Signore ci dona. Chiuderemo questo giorno di grazia condividendo un momento di gioia  di fraternità con la serata in pizzeria con le famiglie, avendo chiara la coscienza che la parrocchia è la famiglia delle famiglie. Buona Domenica a tutti/e.

    Non posso che ricordare con voi il momento di festa che i giovanissimi hanno inteso condividere venerdì notte con il parroco, dove tra le tante cose sperimentate abbiamo anche avuto il rito dello Shottino. Tutto è stato vissuto in modo festoso e in modo connaturale da loro, per me ogni movimento e ogni loro energie era una occasione di ricarica e di interrogativo. Tutto si è svolto dalla ore 20:00 alle ore 6:00, momenti molto belli di cui non posso che ringraziare il Signore per avermi posto in mezzo a tanta ricchezza di valori, tanta energia da tenere a bada e tanta gioia da condividere. Giusto per aiutarvi a capire, ho caricato qualche immagine esplicativa al Link Oratorio ANSPI, direbbe Gesù della serie: chi vuole intendere intenda.

11 settembre - Certamente mi sono accorto anche io che sono passati tanti giorni, ma tutto scorre in modo lieve e costante inseguendo tante iniziative, celebrazioni, incontri per cui non sempre si matura la coscienza del tempo che passa senza comunicare nulla. L'inizio del mese è stato caratterizzato dalle attività in Puglia dei Talent&Art alle quali avrei dovuto partecipare anche io, ma il Signore mi incoraggia a prendere coscienza dei limiti che vanno emergendo nella mia vita e mi ha chiesto di cedere il passo a Don Francesco. Mentre io mi sono immerso nella vita parrocchiale. In attesa della relazione dei responsabili, da quanto mi è dato di conoscere a me sembra che tutto sia andato avanti in modo giovanile e anche innovativo. Insomma ambienti nuovi, gioiosità dell'età con le conseguenti esuberanze e inquietudini. Tutto stato vissuto nella bellezza della cornice geografica tra le più belle d'Italia, con quel che ne consegue. Insomma che dire, il Signore ha benedetto gli sforzi dei responsabili che avevano fortemente voluto vivere e sostenuto questa esperienza.

     La vita della parrocchia va riprendendo nei suoi ritmi naturali, con questo vogliamo intendere un impegno sempre maggiore orientato alla evangelizzazione. Certo andiamo anche a raccogliere i reduci dell'estate che spesso lascia segni indelebili in ordine alla stanchezza e anche ai cambiamenti che si realizzano nella mente dei nostri figli, ma questa è la vita con la quale ogni giorno dobbiamo fare i conti, cercando di farli quadrare per come è possibile, magari non sempre ci si riesce ma anche questo va considerato e accettato. E' continuato il clima caldo e anche umido che certamente incide sull'intensità delle attività, ma questa sera si riparte e in settimana si programma per gruppi e ambiti pastorali. Insomma diamo un taglio all'estate, che oltretutto non tutti hanno avuto modo di godere per i motivi di cui sopra, ma i mesi sono comunque passati per cui guardiamo avanti con coraggio.

     Il motivo di maggiore gioia ed emozione è certamente il ritorno tra gli ambienti parrocchiali dei ragazzi che sono i grandi latitanti, per tanti motivi, posso affermare che non si vedono in parrocchia da giugno. Durante l'estate riesci a trovarli dappertutto e ad ogni ora, ma tra le mura della chiesa non se ne parla. Come sempre  le attenuanti sono tante, ma la realtà non cambia 0+0=0. In realtà qualcuno lo abbiamo intravisto al campetto di Don Michele, insieme a tanti turisti leggermente più stabilizzati. Speriamo di riuscire a invertire questa tendenza altrimenti ci si intristisce. Diciamo così gli impegni sacramentali veicolano ancora in parrocchia ma ultimate le tappe, si cercano altri orizzonti più ampi e soddisfacenti le proprie ambizioni. E' anche importante sottolineare che molti ragazzi lavorano ordinariamente con le loro famiglie con ritmi anche abbastanza intensi.

     Certo dovrei anche parlare dei fratelli e delle sorelle che il Signore ha chiamato a se, di coloro che vivono stabilmente nella sofferenza e che i familiari sostengono con tanta dedizione del cuore, dei tanti poveri che bussano alla nostra vita di comunità per essere sostenuti, ma anche dei tanti turisti che guardano per alcuni mesi alla nostra parrocchia come alla loro casa estiva. Dei tanti amici e conoscenti che chiedono di essere abbracciati e ricordati nella preghiera. Ma correrei il rischio di non terminare mai, per cui incoraggiamoci nel Signore, prepariamoci a vivere questa Domenica con gioia e totalmente affidati alla Sua misericordia di Padre che ama e che non abbandona. Per cui buona Domenica a tutti e sempre avanti con coraggio e gioia.

 



 

 

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