Parrocchia San Giuseppe Lavoratore - Scalea
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Diario di Viaggio

28 febbraio - La vita della parrocchia è fatta di tante emozioni, anche perché coloro che la abitano sono tante, e giustamente ciascuno ha nel suo cuore il desiderio di sentirsi accolto dal Signore e anche da cololoro che la frequentano. Abbiamo detto più volte che ai nostri girni prevale uno spirito individuale, nel senso che non sono molti coloro che si amano amando la missione di creare comunità, per lo più si accarezzano coloro che appartengo a questa o a quell'esperienza ecclesiale, le cosidette aggregazioni ma la gran parte della parrocchia, nella sua complessa diversità,  è affidata all'attenzione del parroco al quale è stata affidata.

     C'è un rischio evidente a tutti coloro che amano la Chiesa, è il pericolo della frammentazione, il che significa che si può perdere di vista il tutto a favore del particolare. Questo rischio lo corrono soprattutto coloro che hanno la responsabilità dei gruppi che si emozionano soltanto in quello che fanno loro, dimenticando che la missione è quella di amancipare gli altri, tutti gli altri. Ma allora conviene che si resti in disparte, senza anelare alla crescita, all'impegno personale? Assolutamente no, semplicemente bisogna pregare di più, leggendo nella propria crescita spirituale la sensibilità che il Signore dona di guardare sempre con attenzione alla Sua presenza in ogni cuore che incontriamo.

     Intanto camminiamo nel percorso quaresimale che ci chiede di affidare la nsotra vita a Gesù, che ha donato la Sua vita per noi. Anche nella Sua esperienza terrena, spesso Gesù si è trovato a camminare in perfetta solitudine, nell'assoluta incomprensione anche degli amici più cari, certo non consola, ma è un fatto ineludibile. Diceva Chiara Lubich che la contemplazione del Cristo Crocifisso e abbandonato, apre al dono di se e alla gioia di vivere donando la propria vita nella gratuità, senza mai aspettarsi nulla dagli altri, ma guardando sempre con fiducia alla gioia che ci deriva di aver condiviso la dedizione di Gesù verso le persone sole, verso i più abbandonati.

    Allora, per quanto il Signore dona, cerchiamo di leggerci in questa totale dedizione all'amore di Dio, avendo la certezza che al di là degli atteggiamenti degli altri, questo è quanto il Signore si aspetta da noi. Dobbiamo pregare con intensità, questo ci permette di superare le incomprensioni e i vuoti che si creano e che alcune volte potrebbero far dubitare della bontà di quello che il Signore ci chiede di testimoniare con fede. Non dobbiamo mai trascurare le persone più povere, gli ammalati e cercare disponibilità sempre nuove per le categorie sociali che il Santo Padre definisce gli scarti del nostro tempo. Questa è la radice della serenità e della gioia di vivere al servizio del Signore.

25 febbraio - Chiudiamo una Domenica totalmente immersa negli impegni pastorali, per cui molto intensa dal punto di vista spirituale. Le immagini ci raccontano la Via Crucis nel quartiere Cutura, con la quale abbiamo iniziato il nostro pellegrinaggio parrocchiale, è una esigenza che è andata manisfestandosi gradualmente ma intensamente, come la nostalgia del papà che avverte l'esigenza di condividere maggiormente la storia dei propri figli, dovrei dire la mamma per l'affetto che mi spinge,  ma potrebbe sembrare improprio. Però è proprio così avverto viva l'esigenza di uscire dagli ambienti parrocchiali rigidamente parlando e percorrere la parrocchia circondato dai parrocchiani anonimi che tante volte incrocio ma dei quali conosco poco della loro vita, delle emozioni che li animano, insomma avverto l'esigenza di stare di più insieme.

     Voi direte, va bene tutto questo, ma gli altri avvertono la stessa esigenza? La domanda è un pò intrigante, ma la risposta è semplice, dovete chiederlo agli altri non a me. Devo ammettere che non è facile, comunque ne vale la pena, verso dove? Lo sà il Signore. Con chi? Con coloro che corrispondono alla chiamata del Signore. Certo noi siamo deboli e fragili anche per questo è importante non ditrarsi dalla volontà del Signore per il bene delle anime. Tra le anime più bisognose di accoglienza e di fraternità abbiamo certamente i numerosi Ucraini che abitano in questa fase della loro martoriata storia accanto a noi, fin dagli inizi come parrocchia siamo stati per loro un punto di riferimento e di sostegno. Per questo posso affermare che, dopo due anni di guerra,  anche in mezzo a loro va crescendo lo scoraggiamento.

     Infine i doni del quartiere Cutura portati durante la Celebrazione festiva, inutile dire che il dono più bello sono i fedeli, ritengo di poter affermare che non erano in molti, questo conferma l'importanza di dover continuare con la preziosa collaborazione di tutti. Non è facile restituirci alla gioia della vita comune, ma è quello che il Signore ci chiede e noi cercheremo di non deluderlo. Come sempre, sono tante le attività che ci accompagnano, incontri di riflessione, momenti di comprensione di consocenza, i ragazzi che instancabilmente cercano la gioia della vita comune negli ambienti parrocchiali. Tutto questo dona speranza per la crescita della gioia della vita comune.

     Certo è importante essere vigilanti e zelanti nell'amore e nel rispetto vicendevole, per non vanificare il dono della grazia di Dio che continua a sostenere, nei modi più variegati, la vita della comunità. A tutti auguro una buona chiusura, con le proprie famiglie, della Domenica della Trasfigurazione, possa il Signore che contempliamo e ascoltiamo come Figlio di Dio essere sempre la luce che guida il nostro cammino. Solo Lui è la speranza dei più abbandonati, anche per questo abbiamo molto da imparare cercando di non deluderlo troppo, coraggio il cammino da percorrere per conseguire la meta è ancora lungo, ma Lui ci precede con serenità e gioia.

23 febbraio - Tra un impegno e l'altro, mi sono concesso una pausa per i ricordi e gli affetti relazionali. Ecco perché, dopo il momento di relax con il gruppo delle pulizie, mi sono portato al Ducato per una visita di cortesia. Per cui, con un pò di nostalgia nel cuore, o ripercorso serenamente la strada che per anni mi ha visto pellegrino gioioso e disponibile. Arrivato in piazza, mi sono aggiornato sui decessi e tanti compagni di piazza sono tornati al Signore. Poi mi sono portato in Chiesa per un momento di preghiera e di rilettura degli albun fotografici che per adesso riesco ancora a custodire nel mio cuore. In questo atteggiamento lo ammetto mi ha assalito un pò di emozione, ripercorrendomi nella Chiesa che mi era stata affidata agli inizi del mio ministero sacerdotale.

     Quindi mi sono portato a casa dell'amico ammalato, motivo centrale di questa escursione e ci siamo intrattenuti al caminetto, sui sacrifici e le speranza che devono accampagnare la vita sempre, anche nelle situazioni di sofferenza e di malattia. Tutto è stato vissuto nella cordialità dei tempi vissuti in comunione e anche ripercorrendo alcune difficoltà. Mi sono portato nuovamente in Chiesa, per respirare la vita spirituale della comunità e sono rientrato a Scalea per accogliere gli operatori della Mensa Caritas. Tutto è dono del Signore, per cui non posso che cercare, con tutti i miei limiti, di ringraziarlo  sempre per la Sua benevolenza.

21 febbraio - E' un tempo particolare nel quale ci viene chiesto di mettere Dio al centro della nostra vita. Che non vuol dire trascurare tutto ciò che ci è necessario per guardare avanti e sostenere la famiglia, ma vivere ogni cosa avendo la certezza che tutto ha un traguardo e va perseguito con umiltà nella crescita spirituale, che poi significa vivere bene la vita con gli altri. Nell'armonia, in un sincero spirito di fraternità, nella gioia di essere un dono per tutti.Tutto questo si ottiene vivendo con semplicità la propria vita e cogliendo nel bene che è presente in ciascuno di noi, l'energia per affrontare le tante difficoltà che la vita ci propone ogni giorno. Allora procediamo sempre con impegno, guardiamo con fiducia al nostro cuore che è visitato e animato dalla Grazia di Dio che dona pace.

19 febbraio - Siamo entrati nella Quaresima, come al solito in semplicità di azione ed in intenstà di contenuti, l'obbiettivo è quello di recuperare il rapporto con i Quartieri leggermente sfilacciato. Diciamo così, siamo ancora in clima relazionale di pandemia, ma anche perché non sempre ci si impegna seriamente a superare gli ostacoli. Insomma noto un po' di impigrimento su se stessi, in coloro che dovrebberro veicolare i contenuti aggregativi della comunità. Per cui è importante cambiare rotta per evitare narcisismi spirituali o carismatici. Prima settimana ritengo abbastanza positiva per i numeri, gli animi li legge il Signore per cui è un impegno che non ci compete, ma il Quartiere Arenile ha corrisponsto bene alla volontà di incontrarci attorno all'Altare del Signore.

     Per cui adesso si procede con gli incontri nel Quartiere Cutura. Nel pomeriggio altro turno di distribusione degli alimenti, per cui coinvolgimento dei laici, anche in qeusto caso molto diversificati e ancora una volta è l'azione del Signore, noi non possiamo fare altro che contemplare e ringraziare per la Sua generosa donazione. In serata mi sono portato in quel di San Marco per vivere con il Presbiterio la festa del primo anno di ministero episcopale con il nostro Vescovo. Diciamo così abbiamo pregato, abbiamo goduto nel ripercorrere i luoghi di tanti anni di sacerdozio e infine siamo rientrati relativamente stanchi ma sotanzialmente gioiosi. La comunione con il nostro Pastore è un dono da non svilire.

     Sapete bene che io essenizializzo queste manifestazioni anche quando mi coinvolgono direttamente, diciamolo pure sono un solitario e per alcuni aspetti in stile monacale, ma alcune volte devo superare le mie riserve e devo sposare, pro bono pacis, gli orientamenti che vengono perseguiti e incoraggiati nella linea pastorale del nostro Vescovo. E' evidente che il suo maggiore impegno, in questa fase iniziale, è quello di genrare la gioia della festa che deriva dallo stare insieme e dal condividere, anche attraverso i social, ogni momento della vita della comunità diocesana. Se vogliamo è un aspetto fondante il nostro crescere come presbiterio. Ma che volete, ognuno ha i suoi carismi e il mio ritengo sia quello di lavorare senza feste, senza fronzoli e senza distrazioni, scusate anche senza ringraziamenti, si lavora per il Signore, per cui è tutto un dono di sé. Il ringraziamento consiste nel riuscire ad essere un dono per gli altri.

17 febbraio - Da alcuni giorni siamo entrati in Quaresima, per cui come sollecita il Santo Padre, cerchiamo di dedicare più tempo alla preghiera. Alcune volte ci si riesce altre volte non bene, tutto è più difficile per gli impegni pastorali che dovrebbero essere alleggeriti e invece diventano più intensi e bisognosi di essere sostenuti. Intanto abbiamo iniziato con la Giornata Eucaristica e l'Imposizione delle Ceneri, Tutto molto diversificato e partecipato, certo è importante aiutare a cogliere il valore dei segni, che non sempre ai nostri giorni sono leggibili. Sembrerebbe che parlare di croce, di mortificazione, di penitenza sia da rigettare eppure sono situazioni molto presenti in ogni famiglia, per cui certamente vanno colti nella loro positività di valori e situazioni che concorrono a generare solidarietà, spenza, fraternità.

     Insomma non sono atteggiamenti da vivere finalizzati a una forma di rifiuto della gioia, ma come necessari per generare e condividere la voglia di festa che abita la nostra vita, ma non la vita di tutti.La sintesi di tutto questo possiamo leggerla nella Via Crucis che celebraiamo e percorriamo il vernerdi, cercando di cogliere quali sono i valori che Gesù ha vissuto e in che cosa siamo chiamati a completarli. Quest'anno in particolare siamo incoraggiati a fare nostri i desideri del nostro Vescovo, che ci ha donato gli aneliti del suo cuore per il bene della Chiesa diocesana a lui affidata. Insomma preghiamo sentendo più viva la sua presenza accanto a noi, e questo certamente dona tanta serenità.

                  

     Per il resto, continua questo clima sfacciatamente primaverile che egoisticamente potremmo definire tempo benedetto, ma in riferimento alla natura non può che alimentare preoccupazioni, sia per la gemmazione precoce che per la mancanza d'acqua. Ma per adesso è così, per cui ringraziamo Dio e cerchiamo di non svilire il dono della natura che mostra con entusiamo la sua bellezza, donandoci la possibilità di poterne godere pienamente i colori e gli odori. Certo poi potremmo rattristarci per tutti i drammi che si accompagano al nostro tempo, ma come sempre preferisco pregare per essi, poiché questo ci è dato di poter vivere in modo positivo. Ci facciamo coraggio e cerchiamo di generare entusiasmo e gioia nel futuro, questo è il nostro impegno e per quanto è possibile lo portiamo avanti.

    Al centro della vita quaresimale, necessariamente vanno messi i poveri nelle tante categorie che la nostra società genera. Quelli materiali e sociali non sempre evidenti e visibili, quelli spirituali non meno gravi, quella più diffusa e anonima è certamente quella relazionale che coinvolge un pò tutti. Dovremmo avere tutti tanto tempo in più e tanta attenzione, della serie si fa quello che si riesce  e come sempre il più appartiene al Signore. Perché devo ammettere che per quanto possa impegnarmi, non riesco a vivere molto questa dedizione alle emergenze. Non posso che ringraziare tutti i  volontari, giovani e meno giovani, per la preziosa dedizione che viene incontro e supplisce alle mie tante defezioni e fragilità. Dobbiamo pregare e sperare perchè l'amore di Dio prevalga sempre e ovunque.

12 febbraio - E' proprio così, la Madonna di Lourdes ci ha donato di vivere una emozione nuova, pregare con alcuni ammalati e per gli ammalti, ma anche leggerci destinatari della missione di essere altro per coloro che possono avere bisogno del nostro aiuto. Diciamo pure che Don Michele era da un po' che chiedeva di dare più rilievo a questa ricorrenza, ma ogni volta facevamo fatica a viverla, per cui anche lui sarà contento. In realtà questa devozione ho avuto modo di conoscerla con Don Tolentino che ogni anno, in luglio, chiudeva per una settimana e insieme alla sorella Aurora si incamminava come un pellegrino ai piedi della Grotta. E tutti noi aspettavamo il suo rientro con il dono immancabile della Madonnina piena d'acqua. Quest'anno la ricorrenza ci ha fatto celebrare insieme più appuntamenti e anche per questo è stata vissuta in modo più intenso.

     La vigilia abbiamo concluso il cammino di riflessione sul mese della pace e come ogni anno abbiamo vissuto con i ragazzi un momento di gioia che ha visto anche la partecipazione di tante famiglie. La presenza del Vescovo, ha dato una gioiosità suppletiva per come il suo stare in mezzo alla sua comunità, va diventando connaturale in questa nuova fase della chiesa diocesana. Certo non abbiamo avuto i tempi per preparare il tutto in modo ealtante, ma l'obbiettivo era quello di far incontrare in chiesa l'Iniziazione cristiana per riflettere il dono dell'inconto con Gesù, anche per supplire al vuoto natalizio, insomma tutto si è svolto con l'impegno dei catechisti e la semplicietà di chi coglie la bellezza di fare spazio alla volontà della chiesa.

     Nel frattempo altri scout vivevano la prima vera esperienza di strada verso Santa Domenica, anche in questo caso leggermente bagnati, ma fortemente motivati tutto si è completato per come era stato programmato, nella coscienza di chi cerca di andare oltre se stesso alla costante ricerca del proprio domani. Difficile da leggere ma bisognoso di essere perseguito. Abbiamo anche avuto modo di celebrare l'unzione di alcuni ammalati della comunità, gesti semplici di totale affidamento al Signore alla costante ricerca della volontà di Dio, che nella sofferenza diventa ancora più preziosa da testimoniare.

     Certo, voi direte che il mondo percorre vie molto intrise di violenza e di dolore, spesso camminando lontano dal rispetto degli altri e perfino della volontà di Dio. E' vero, io non mi ci soffermo molto, semplicemente perché correrei il rischio di svilire la bellezzza dei tanti sorrisi di coloro che cercano nella parrocchia un momento di fraternità e di pace, intristirei anche il dono della generosità, che si accompagnano alla mia vita sacerdotale. E poi se ne parla dappertutto, per cui per quanto è possibile meglio respirare in modo diverso quando siamo in rapporto con i Signore, per coloro che volgiono rendere presente il dono del suo amore.

    Ancora oggi l'amore supera di gran lunga l'odio, ma per molti è importante seminare disperazione invece di far splendere la speranza che è nei cuori. Che dire, a ognuno la sua missione e che il Signore si accompagni sempre alla nostra vita.

9 febbraio - Ci prepariamo a vivere la gioia della festa della pace con l'iniziazione cristiana, quest'anno ai valori di sempre abbiamo aggiunto un debito di riconoscenza verso Gesù banbno che nel periodo natalizio è rimasto un po' da solo all'interno dell'aula liturgica. Vogliamo dirgli che i ragazzi e le famiglie ancora ci sono e lo cercano, magari non sempre ci si resce ma domani sera, dovrebbe essere bello. Ricordo ancora che la festa consiste del presentare a Gesù i ragazzi e le ragazze che lo cercano anche se in modo incostante, la presenza del Vescovo ci permetterà di tramettete anche a lui un po’ di questa gioia. Tutto è organizzato perché la manifestazione proceda con semplicità e serenità.

                  

     La nostra parrocchia è un crocevia di esperienze e di incontri, per cui c'è solo l'imbarazzo della scelta. Anche la proposta cetechistica è molto diversificatae non smepre facilmente leggibile, d'altra parte la dinamica oratoriale parte dall'esigenza di valorizzare i singoli carismi, per cui nulla di particolarmente innovativo, si tratta semplicemente di dare seguito alla teoria. Quest'anno abbiamo scelto la via della semplicità, quindi nulla di particolarmente attraente che possa distrarre dal sorriso dei bambini e dei ragazzi e dalla loro voglia di stare insieme.

      Quello che vogliamo sperimentare è la bellezza del colpo d'cchio, che con la presenza dei bambini è garantito. Per cui sistemiamo a corona partendo da San Michele con  il Coro A. Manfredi, a seguire le Piccole Orme, quindi nel presbiterio Sorgente di Gioia, poi Angeli in Festa e Scout, chiude presso Sant’Antonio il gruppo Celine. Coraggio spero sia una bellissima festa nell’affetto familiare e nel sorriso dei ragazzi. Anche per noi tutto nella gioia semplice, è una festa del cuore. Ma è vero non sempre tutto procede per come vorremmo, nessun problema, tutto si affida al Signore e si ringrazia per il dono che ogni giorno ci fa sperimentare.

    Magari un giorno o l'altro vi parlerò anche di ciò che non funziona molto, e he a mio parere esige una correzzione di rottà pastorale, però questa sera chiudiamo riflettendoci gioiosi nel Signore. Che nelle vostre famiglie ci sia la stessa gioia che anima i ragazzi che ancora giocano nel campetto, ma adesso li incoraggio a tornare alle proprie case, così daranno gioia ai loro genitori. E' sempre bene non essere egoisti e condividere il dono del sorriso.

6 febbraio - Dopo averne tanto parlato, per aiutare a comprendere il nuovo orientamento dell'impegno della parrocchia, con l'incontro all'Arenile, si parte nei quartieri che diventano così il tema dominante di questa fase pastorale. Come ho già spiegato al Consiglio Pastorale, dobbiamo vivere da innammorati della parrocchia, in tutte le sue componenti iniziando dagli ambienti nei quali il Signore ci pone a vivere ogni giorno, che poi sono le nostre famiglie e coloro che incontriamo ogni giorno negli impegni ordinari che la vita esige. Per alcuni aspetti questo comporta un cambiamento di attenzione, dai praticanti a coloro che vivono in modo più anonimo e occasionale la vita della comunità.

     Insomma nulla di particolarmente nuovo, ma semplicemente ciò che raccomanda il Santo Padre, quando chiede alla Chiesa di vivere l'evangelizzazione in uscita, nelle periferiferie alla ricerca delle tante percorelle smarrite, che poi a guardare bene è la gran parte del gregge affidato alle nostre cure. Questo impegno non è solo del parroco ma di tutti coloro che prendono a cuore l'amore per tutti, non per alcuni, non per gli amici soltanto o ancora per quelli che mio gruppo o di quelli che la pensano come me, ma di tutti coloro che mi camminao accanto, spesso in modo anonimo ma non per questo meno significativo agli occhi di Dio.

     Di certo non riusciamo comunuqe a raggiungere e coinvolgere tutti, ma è una occasione in più per stare insieme con i fratelli e le sorelle che frequentiamo di meno, negli ambienti di vita ordinaria, nella piazza, nei bar e non solo e sempre negli ambienti parrocchiali. Non è uno scompdarsi ma è semplicemente dire a tutti che Gesù non si è dimenticato di loro, che Gesù vuole incontrarli, che Gesù ci ama. Scusate è anche un dire e testimoniare che noi tutti siamo segno dell'amore di Gesù che ha dato la Sua vita per tutti e non solo per alcuni. In questo anelito amante si tratta di ripartire, semplicemente perché non ci si cerca, ci si critica, ci si evita e invece Gesù ci chiede di incontrarci, di essere solidale, di vivere la gioia dell'incontro. Insomma che dire, buon pellegrinaggio di fraternità a tutti.

30 gennaio - Spero domani di scrivere qualcosa... Intanto siano arrivati al 1 febbraio, i giorni scorrono con intensità e non sempre si riesce a trovare il tempo della comunicazione. Ho avuto modo di fare un salto in quel di Sicilì, per salutare mia zia, ma soprattutto per prendere alcuni documenti per mio fratello che soggiorna in ospedale da un pò di tempo. Tornare alle origini è sempre un toccasana, serve anche a riflettere come scorre il tempo e quante persone ci sono state accanto, per la gran parte il Signore ha chiamato a se. Il Paese è sempre lo stesso, sempre meno abitato, resiste mia zia China cha condivide con Giovanni il figlio la vitalità del quartiere, nonostante gli acciacchi è sempre sorridente e accogliente.

 

     Scusatemi, dimenticavo che i nuovi protagonisti sono i gattini che imperversano dappertutto e rendono vivi anche gli angoli più abbandonati dalle persone. Prima di tutto un momento di preghiera ai piedi di San Biagio, un pò di respiro per spirituale, quindi si rientra insomma toccata e fuga. Ma non riesco a fare diversamente, per quanto è possibile ancora si corre da un impegno all'altro. A seguire un momento di festa semplice e stabilizzato il 40° di Ernesto e Irma con l'AC e i nipoti Celeste e Lorenzo. Poi abbiamo gli immancabili ragazzi nel campetto Don Michele, sempre più entusiasti del loro in quieto ed estemporaneo stare insieme. Infine il vero protagonista di ogni azione ecclesiale, l'incontro con Gesù.

 

     Non sempre tutti lo comprendono, ma se vogliamo che le tante attività educative, che vengono portate avanti con dedizione e sacrificio, abbiamo un vero obbiettivo, questo è far incontrare i ragazzi con Gesù. Diciamolo pure l'impegno deve essere del parroco, non perdere di vista questo. Come anche è importante per lui cogliere la bellezza di sostare ai suoi piedi. Tutti si impegnano con dedizione e sacrificio, certo non tutto è vissuto sempre per come il Signore chiederebbe, ma abbiamo imparato da tempo che i tempi del Signore sono diversi dai nostri, per cui affiamo a Lui quello che stentiamo a cogliere nei nostri tempi brevi.

     Nella preghiera il Signore apre spazi sempre nuovi alla gioia del servizio, che non è mai autoreferenziale, ma sempre è orientato a generare speranza e ad aprire alla gioia della vita comune. Dobbiamo essere sempre innammorati di coloro che il SIgnore ci chiede di accogliere nel Suo nome, vi garantisco che aumentano ogni giorno, per cui abbiamo solo bisogno di enrgie sempre nuove disponibili ad amare per come il Signore dona, con tutti i limiti di ogni disponibilità. Altra esperienza che va maturando è quella del Gruppo Celine, che vive con semplice dedizione e attenzione la gioia di stare insime con fratelli e sorelle in difficoltà.

26 gennaio - Come sempre si opera alla frontiera, per cui ogni giorno è una novità da cogliere e da comprendere verso dove è orientata. E' un periodo che si accentuano i furti e le frodi, evidentemente il Signore mi comunica che ci aspettano tempi più difficili, nei quali è imporante vivere una maggiore attenzione e prudenza verso le persone. Chiaramente nulla in contfornto a quanto accaduto  ai nostri fratelli e alle nostre sorelle su Corso Mediterraneo, però incoraggia a cogliere un fatto vero che si accompagna alla nostra vita. C'è gusto nel compiere il male sempre più nel cuore delle persone, alcune volte sono atteggiamenti inutili e gratuiti, però sempre orientati a far valere la libera volontà di operare in libertà nei confronti delle cose degli altri.

     Anche oggi la chiesa è stata oggetto di un furto strano, la cera votiva di San Giuseppe nella lampada e una cartuccia dal candelabro all'altare. Anche nei giorni precedenti purtroppo abbiamo subito incursioni di questo tipo. Un pò dispiace ma obbligheranno a tenere chiusa ancora di più la Chiesa. Fortunatamente ci sono i ragazzi che allietano con la loro spensierata voglia di giocare e ci riconciliano con la gioia di una comunità aperta a tutti coloro che possono aver bisogno di un momento di fraternità. Come sempre confidiamo nel Signore e guardiamo sempre agli altri con fiducia. Diciamo così, è stata una giornata vissuta in modo atipico che ha donato anche alcune sicurezze, insieme a momenti di incertezza e conclusioni abbastanza positive.

     Verso dove camminiamo? Questo lo scopriamo ogni giorno in modo nuovo nell'ascolto della Parola di Dio e nella Sua volontà di accompgnarsi alla nostra vita. Per come riusciamo dobbiamo sempre cercare la volontà di Dio, poi è importante l'abito dell'umiltà altrimenti il male si radicalizza nei nostri cuori, trasformando il bene che il Signore ci affida in disperazione. Comunque sia, intanto ringraziamo il Signore e guardiamo al domani con entusiasmo.

21 gennaio - Anche oggi è arrivato il momento di chiudere, sono le 19:30 tutto ha avuto inizio alle ore 6:30 nulla di particolarmente straordinario, giornata del Signore vissuta con intensità e anche gioia. Vita ordinaria della comunità parrocchiale, gli Esplotatori sono appena tornati dal pernottamento a Salerno, gli ultimi ragazzi hanno appena lasciato il Campetto Don Michele dell'Oratorio per cui ho spento le luci e scrivo qualche pensiero, poiché domani dovremmo cambiare fornitore e non sò come reagirà il computer, della serie meglio prevenire che subire.

    Dopo la tempesta invernale di ieri, che insieme a tanto vento ha donato nel nevischio anche alla nostra Serra, oggi abbiamo goduto di una giornata temperata sia dal punto di vista climatico che da quello liturgico. Dopo di vuoto natalizio di ieri sera, oggi abbiamo goduto di una partecipazione ordinaria della comunità al ringraziamento al Signore. Potremmo dire che è una fase umorale, dove si stenta a dare una stabilità alla partecipazione liturgica. Insomma molto è legato agli impegni altri, oltre al problema più volte sottolineato della fragilità della testimonianza cristana della comunità. Della serie così va il mondo, ma cristianamente parlando non va bene.

    In ordine alla gioiosità devo dire grazie ai ragazzi che sono arrivati nel primo pomeriggio e non hanno più abbandonato gli spazi oratoriali. Aumentano le ragazze che giocano a calcio, aumentano anche gli innammorati, molto belli da vedere nei loro atteggiamenti totalmente innovativi e affettuosi. Età? Quasi tutti dai 13 ai 18 anni, naturalmente non frequentano gli amvbienti liturgici ma non abbandonao gli spazi dell'Oratorio, quello che conta è che si sentano a casa loro, in realtà alcune volte anche troppo. Come dire comunque tutto molto bello, d'altra parte molto di quello che facciamo in parrocchia è orientato allo stare bene dei nostri figli. Altro è per l'accoglienza dei poveri, c'è ancora molto cammino da percorrere.

    Intanto però ringraziamo il Signore per la dedizione di quanti si dedicano alla crescita della comunità e anche per quelli che vivono bene nella comunità. Non ci si deve mai accontentare di come corrispondiamo al dono della Grazia di Dio, non possiamo che ripetere con Gesù: la messe è molta ma gli operai sono pochi. Magari i dirigenti sono tanti, speriamo che maturino una disponibilità da operai. Il dirigente è abituato a fare come ritiene, l'operaio si rende disponibile per come si ha bisogno di volta in volta, instancabilmente. Non è una differenza di poco conto. La strada è chiara, perché la traccia il Signore, che ci chiede di camminare dietro a Lui, però siamo noi a scegliere il come percorrerla.

18 gennaio - Tutto procede con la serenità del servizio al Signore con la preghiera personale e nella liturgia quotidiana,  nei servizio ai bisognosi e alle persone sole, in questo caso l'accoglienza nell'ascolto e la distribuzione degli alimenti. Certo come sempre si cerca di corrispondere alle esigenza della parrocchia. Non sempre ci si riesce, d'altra parte ognuno ha anche altri impegni e bisogna sempre fare i conti con le disponibilità che si riescono a trovare. La parrocchia ha delle esigenze di evangelizzazione che non tutti sono disponibili a sostenere, magari ci si chiude nella propria esperienza del gruppo di appartenenza, il resto è come se non esistesse o come se non fosse parte del mio modo di vivere la vocazione.

     Anche per questo sarà necessario dare più attenzione al lavoro nei quartieri, per sostenere la quotidianità della vita parrocchiale. Altrimenti si corre il rischio di andare per riunioni, che esprimono anche belle emozioni, ma che corrono il rischio di cominciare e terminare con l'incontro stesso. Come è giusto per gli altri, così è anche per me, il tempo non è eccessivo per cui è importante razionalizzare gli impegni di partecipazione a quelli che sono orientati alla vita di comunità. Tutti gli altri momenti di preghiera o formativi, comunque preziosi, devono maturare la comprensione del servizio alla parrocchia, per come il carisma specifico richiede.

     Che giornata è, ritengo molto bella. Il giovedì da circa 35 anni io lo dedico all'impegno della preghiera eucaristica, avendo chiara la comprensione che chi opera e orienta il cammino dev esempre esser e il Signore, che ogni Domenica ci chiede di vivere in comunità l'ascolto della Parola e il nutrimento Eucaristico, il giovedì diventa un momento intermedio di riflessione e di rilancio della nostra fedeltà alla Sua volontà. Questo è un impegno che io devo vivere, poi certamente spero che i fedeli mi seguano in questo anelito, anche se non sempre tutti riescono a trovare il tempo. Il mondo assorbe la vita e alcune volte corre il rischio di sommergerla.

     Gesù ci dona di respirare accanto a Lui, cercando la bellezza della vita di comunione e il dono della speranza del futuro. Tutto questo dobbiamo viverlo come parrocchia, è la missione che il Signore ci affida, avendo la certezza che da soli si procede in modo più spedito ma non in comunità. Come spesso ripeto dobbiamo scoprire, in modo sempre nuovo, la gioia e la bellezza della vita di comunità, nella quale il Signore ogni giorno mi chiede di testimoniare il Suo amore.

15 Gennaio - Tutto va guardato e sentito con i colori e le caratteristiche che assume l'inverno nella sua bellezza più autentica. Per cui neve sulle cime, freddo negli ambienti, abiti pesanti da indossare, pensieri più gravi che si accompagano alla nostra vita. Scusate dimenticavo, Chiese nuovamente piene di fedeli, per la gioia del Parroco e ritengo anche del Signore. Purtroppo ieri sera non ho retto alla stanchezza, per cui mi sono perso la gioiosità delle coppie in pizzeria, ma alcune volte la vita ti obbliga a fare scelte che in altri momenti eviteresti ad ogni costo.

     Oggi siamo alla ripresa della Mensa per i bisognosi, con i volontari che si donano con generosità, il mettere in ordine negli armadi della sacrestia ad opera del Gruppo Liturgico, di là abbiamo gli operatori della Caritas diocesana ad accogliere le marginalità del territorio e infine da non trascurare,  certamente nelle case tante persone che instancabilmente si sforzano di portare avanti con sacrificio la vita di ogni giorno, perché ogni cosa proceda con entusismo e gioia. Questo vale anche per i Catechisti che vivono l'impegno della famiglia allargata ai ragazzi loro affidati, che in questo periodo devono incoraggiare alla riflessione del dono della pace.

     A tutto questo vanno aggiunte le contrarietà e gli imbrogli di chi ama le scorciatoie e necessariamente lascia amareggiato che ne deve subire le conseguenze. Nulla di particolarmente negativo, di certo ne faremmo a meno, anche perché possono far correre il rischio di demotivare coloro che con più entusiasmo si dedicano ai poveri. Ma il mondo ha le sue regole, che è bene non trascurare mai. Questo vale anche per coloro che come me sono continuamente in contatto con i bisogni e le marginalità. Sia come sia, si guarda sempre avanti con fiducia nella certezza che il Signore ci dona la gioia della serenità e anche la capacità di sopportare con pazienza le contrarietà della vita.

10 Gennaio - Giornata climaticamente mite, dedicata ai benefattori della scuola media, i ragazzi. Per cui ne ho approfittato per incontrarli visitandoli nelle aule per un momento di ringraziamento e per aiutare a comprendere la preziosità del loro gesto. Dicamolo pure, anche per godere della luminosità dei loro occhi, fa sempre bene incorciare i loro sguardi, apre alla speranza del futuro. Lo sò non tutti, per questo è importante guardare per comprendere e intervenire per come loro stessi concedono. Le cime della Dorsale Costiera sono tutte innevate, così ci viene ricordato che siamo a gennaio, anche se le rose continuano a fiorire come se fossimo a maggio. Che dire, accettiamo per come il Signore dona.

     Rendere presente il Signore nella nostra vita di ogni giorno, alcune volte sembra un'impresa impossibile. Ed è vero umanamente, vivendo in una società dove tutto è fragile, i cuori corrono il rischio di non aprirsi al servizio. Della serie chi me lo fa fare, la risposta è una sola: Questa è la volontà del Signore tutte le altre motivazioni durano per un certo tempo, vengono anche vissute con grande generosità, ma poi aprono all'abbandono. Nulla di particolarmente negativo, appartiene all'ordine delle cose razionalizzare la propria disponibilità. Certo con l'anelito spirituale tutto cambia e viene rigenerato ma quando non si vive secondo lo Spirito è connaturale alla natura umana, mettere al primo posto  se stessi.

8 gennaio - Intanto, dopo aver percorso in qualche modo il Tempo Liturgico del Natale, torniamo nel Tempo Ordinario. Fare una sintesi sarebbe semplicistico, anche perché, quando si parla dell'opera di Dio, umanamente parlando ne esce una lettura complessa. Ma poiché ogni anali per quanto puntuale non può essere fondante, non posso che incoraggiare a guardare avanti con fiducia avendo la certezza, per come ci incoraggiava ieri Isaia, il Signore non abbandona il Suo popolo. Anche volendo parlare delle attività tutto è difficile, perché non amo guardare alle cose ma alle persone che le le propongono, le vitalizzano e vi partecipano, poiché sono decine e decine ditemi voi come si può analizzare.

     Ma allora non si può mai analizzare una attività? Dipende da che cosa ci si prefigge, se si guarda a come proseguire un impegno educativo è abbastanza semplice perché le cose si possono fare se ci sono persone disponibili a proporle. Se analizziamo il bene che questo comporta alla vita di comunità, diventa tutto più difficile anche perché la nostra è una comunità territorialmente parziale, ma nello stesso tempo cittadina per cui difficile da leggere nelle sue diverse componenti. Avendo sempre davanti agli occhi la continua trasformazione che si vive nel continuo afflusso di extracomunitari che provengono da ogni parte del mondo. Non devono essere trascurati i problemi che si accompagano a coloro che si dedicano al servizio della comunità, che sono necessariamente molti e variegati, questo riguarda anche la mia persone e i miei familiari.

     E allora direte voi, come si procede? Giorno dopo giorno, prima di tutto nella preghiera e poi leggendo le azioni come opera di Dio anche se compiute da persone che possono naturalmente anche demotivarsi, umanamente parlando essere stanche o ancora con difficoltà relazionali e quindi poco orientate alla vita di comunità. tutto questo accade se non sono sostenute dalla preghiera. A tutto qeusto dinamismo si aggiunge la vita dei gruppi, nei quali più immediatamente molti trovano una maggiore rispondenza alle proprie aspettative, ma non sempre tutto questo è orientato alla vita della parrocchia. Potrei continuare all'infinito parlando dei vari responsabili a tutti i livelli, cominciando dai ragazzi e procedendo verso i ministeri istituiti.

     Ma per oggi può bastare. Come sempre ringrazio tutti per la dedizione con la quale si rendono disponibili all'opera di Dio per il bene della vita comunitaria e, come vado sollecitando sempre più spesso, di dedicare più tempo alla preghiera perché l'impegno nasca dalla volontà di Dio e conduca all'incontro con Dio. Queste sono le preoccupazioni che abitano il cuore dei pastori, non è sempre facile pascere il gregge del Signore che ci viene affidato, per cui non posso fare altro che ammirare gli entusiasmi, incoraggiare i delusi e supplire alla stanchezza di tanti. Ci si riesce? Alcune volte si e altre volte no. Nulla di particolare ritengo che appartenga alla dinamica di ogni persona, di ogni famiglia. Ogni papà, ogni mamma vivono le stesse preoccupaziooni. Per cui sempre con coraggio per il bene dei figli, loro sono il nostro futuro e la nostra gioia.

2 gennaio 2024 - Della serie, ancora una volta, passiamo all'altra sponda. Va bene, figli dell'obbedienza, ci imbarchiamo e cominciamo a remare, poi ci assale una perplessità sulla barca c'era ancora tanto spazio. Comunque il vento era favorevole, per cui abbiamo continuato la navigazione, magari all'altra riva c'erano gli assenti. Il Maestro, Lui solo sa quello che fa. Sono stati giorni vissuti con intensità liturgica e tanta preghiera, al punto da non trovare il tempo da dedicare alla comprensione dell'azione di Dio. Il giorno dopo è tutto diverso, anche il cielo incoraggia a guardare con più fiducia in alto e magari anche attorno. Intanto preghiamo, cammin facendo il Signore donerà luce nuova. D'altra parte è un nuovo anno.

     Non ho avuto modo di coinvolgermi nelle tante attività programmate per vitalizzare questo tempo, per cui farei fatica ad esprimere un parere su come è andato il coinvolgimento della città nella gioia sociale di condividere il tempo. Come sempre non posso che apprezzare e ringraziare il Signore per quanti si rendono disponibili a trasmettere i propri carismi per il bene comune, la speranza è che si colga sempre meglio, da parte della città, l'opportunità di valorizzarli. La gran parte del tempo a mia disposizione l'ho trascorsa in preghiera, sia quella comunitaria che quella personale, la mia percezione è che ce ne sia tanto bisogno.

     I ritmi di vita della comunità sono sempre stati molto intensi, soprattutto quelli orientati alla vita di carità, tanti operatori hanno vissuto più intensamente gli affetti domestici, per cui necessarimente si è dovuto supplire al vuoto lasciato, per non abbandonare chi di affetti ne trova pochi in loco. Che è poi quello che il Signore chiede, maggiormente in questi giorni, è il presepe da vitalizzare quotidianamente nel bambino che, nelle tante situazioni di marginalità, ancora oggi nasce nella povertà. Ritengo sia così altrimenti non saprei come giustificare l'assoluta mancanza di tempo che si va accompagando a questi giorni.

     Momenti di festa? Di spensieratezza? Per adesso non molti, oltre le azioni liturgiche che necessarimente devono trasmettere la gioia dell'azione di Dio, per il resto tanta riflessione sulla realtà che viviamo e impegno per cogliere il senso della nostra azione di cristiani impegnati. Un momento di luce vera e inattesa è stata la visione della signora Anna, il giorno di inizio anno a messa. Sono quelle gioie inattese che rigenerano il cuore e lo aprono a una preghiera di ringraziamento più intensa. Dovrei parlare della totale assenza dei ragazzi e dei giovani, che in questi giorni diventa ancora più difficile da accettare, ieri nelle tre celebrazioni solo tre bambini venezuelani e una di Scalea. Nel pomeriggio due bambini sono stati accompagnati a vedere il presepe.

     Ma il mondo cammina in questo modo: la gioia è nelle cose e non nello Spirito, nella vita privata e non in quella comunitaria. L'impegno che il Signore ci affida è quello di cambiare la rotta, ecco perché ci ha chiesto di andare all'altra riva, proviamo e vediamo, sempre animati dalla speranza e dalla certezza che è Lui a guidare il cammino. Buon proseguimento a tutti, camminando ci si incontra. Intanto auguri di ogni bene sempre e comunque. La gioia è un bene troppo prezioso, per cui merita di essere vissuto sempre, per come ci è possibile. La certezza che ci anima è che se la si condivide con i più abbandonati avrà più intensità, altrimenti comunque è sempre gioia di cui è bene arricchirsi.

28 dicembre -  La prima settimana del Natale si può sintentizzare con la parola servizio. Con gli Scout e, precedentemente, con gli Angeli in Festa, presso la Casa di Riposo a sostegno della speranza e della gioia, di questa generazione operosa e adesso sofferente, ma anche per vitalizzare la presenza della  Luce di Betlemme. Si è voluto donare momenti di festa a qeusti nostri amici che hanno condiviso tutto con entusiasmo. poi abbiamo lo spettacolo di Cauteruccio e la sua Band, alcune ore molto intense di musica creativa e diversificata. Infine abbiamo il pranzo per i bisognosi animato dalla Caritas diocesana, attraverso il coinvolgimento degli operatori della Mensa Caritas San Giuseppe e altri volontari. Sono stati convolti tra adulti e bambini 72 ospiti che hanno vissuto momenti di fraternità e di condivisione con il nostro Vescovo e gli animatori.

  

     Questa dimanica e vorticosa sequenza di attività, esprime bene la ricchezza dei carismi e della disponibilitù al volontariato che anima il cuore di tanti scaleoti.  Si aggiunge alla vita ordinaria della parrocchia, che cerca di sostenere il tutto con la preghiera che è la radice di ogni dono di sé e l'accoglienza dei ragazzi e dei giovani. Tutto è sostenuto con grande generosità dai volontari che instancabilmente si mettono gratuitamente al servizio della comunità. Quando si lavora con tante persone, anche molto diverse  nella provenienza e negli impegni sociali e familiari, certamente ci sono sempre tante difficoltà e problemi, per questo si prega sempre e si resta vigilanti. Quello che è importante è che il bene che Gesù ci ha affidato sia vissuto e diffuso nei cuori della comunità, in tutti nella diversità dei modi e delle emozioni.

     Ma è sempre Gesù ad animare le attività, se fosse così saremmo già in Paradiso, Gesù è il Virgulto, al quale ognuno guarda in modo diverso e molto personale. Come ogni realtà educativa tutto viene animato e arricchito dalla diversità dei doni che il Signore elargisce a coloro che si rendono disponibili alle esigenza della comunità. Tutto è affidato alla sensibilità dell'amore che deve caratterizzare la gioia di essere al sevizio degli altri. Si vive per un certo periodo e poi si lascia, la vita ordinaria di ogni famiglia esige la propria presenza e non si può pensare a una disponibiltà volontaria stabilizzata nel tempo. Anche per questo è opportuno ringrazia Dio per ogni disponibilità per il tempo che uno dedica agli altri, soprattuto la disponibilità verso i più poveri

24 dicembre - Con il passo lento del pellegrino, siamo arrivati al giorno del Natale del Signore, intanto sostiamo nella grande vigilia. Devo ammettere che non ci si abitua mai, anche perché è un giorno sempre innovativo. Quest'anno in particolare ritengo che sarà caratterizzato dalla preghiera e dall'incontro con i tanti ammalati della nostra parrocchia, è una presenza silenziosa di sostegno spirituale. Ammettiamolo non ne parlo molto, però sono certamente la linfa della comunità, insomma coloro che ci sostengono con la costante preghiera e la loro sofferenza nei momenti di maggiore difficoltà.

     I giorni della festa devono perciò vederli protagonisti attorno alle nostre tavole, illuminati dai sorrisi dei figli e dei nipoti, generalmente è grazie ai loro sacrifici che oggi viviamo in modo sereno e gioioso questi giorni. Nella loro lunga storia non hanno avuto altro pensiero che quello di lavorare per noi, per farci andare avanti, per guardare con fiducia al futuro. Ai nostri giorni molti sono tornati alla Casa del Padre e continuano a sostenerci da lassù, altri ci sono accanto nella malattia bisognosi delle nostre attenzioni, altri ancora continuano il loro servizio semplice accanto ai nipotini, che trovano nella loro presenza tanto conforto e gioia.

     Nelle tante preoccupazioni sociali del nostro tempo, chiedo a tutti di valorizzare e di riflettere questo dono così prezioso e mai compreso pienamente. Possano sentirsi sempre sostenuti dalla nostra preghiera sia personale che comunitaria. Non possiamo fare altro che dire  a tutti semplicemente grazie, per il dono della loro  presenza. Auguro a tutti giorni di intensa gioia familiare, per me siete voi la mia familglia, per cui la vostra gioia è naturalmente la mia gioia. Io prego perché il Signore si accompagni sempre alla vostra vita, possa donarvi serenità e vi sotenga nei tanti sacrifici che ogni giorno caratterizzano i vostri impegni familiari e comunitari.

     La nascita liturgica di Gesù bambino possa contribuire all'armonia delle vostre famiglie, perché possiate vivere questi giorni sempre nella gioia, ovunque il Signore vi dona di comprendere un valore più vero e intenso della vostra presenza. Contemplando Gesù nel presepe non posso che leggermi in questo cammino di ricerca interiore, che apre al mistero della Sua presenza nella nostra vita.  Lui è la meta sicura e definitiva. Possano la Vergine Maria e San Giuseppe incoraggiargi e sotenerci sempre. Ancora auguri a tutti e sempre festosi nel ringraziare e lodare il Signore.  

20 dicembre - Siamo a ridosso della Grande Festa, per cui tutto liturgicamente e socialmente parla dell'attesa. Liturgicamente ci si prepara a festeggiare Gesù, socialamente si attende il rientro dei figli o dei familiari che tornano per le feste e/o dei genitori che partono per andare a trovarli. IL tutto accompaganto da una ricca coreografia culinaria che di qeusti tempi la fa da padrona, sempre tra una presunta dieta e l'altra.Insomma è tutto in movimento, accompaganto dalla coreografia significativa del sostegno ai più bisognosi delle tante manisfestazioni gioiose che rallegrano i cuori dei familiari nel vedere il protagonismo dei figli, e poi i tanti gesti di solidarittà nei confronti delle persone sole o bisognose. Da non trascurare gli incontri augurali e formativi che continuano ad essere la colonna portante della vita di comunità.

   

     Insomma, l'aria del Natale va imponendosi, anche climaticamente con la stabilizzazione della neve sulle alture e un'aria fresca che catratterizza le nostre serate, mentre durante il giorno ci si intrattiene volentieri per le strade o nei locali per socializzare o più semplicemente per relazionarsi in modo gioioso. Necessariemte tutto questo non è per tutti, altri continuano il loro impegno di lavoro nelle sue vaire sfaccettature del tran tran quotidiano. Senza questo impegno velato ma prezioso tutto si fermerebbe, per cui buon proseguimento di giornata a tutti coloro che operano per noi nel nascondimento ma sempre con gioia.

     In tutto questo agitarci il vero protagonista ci osserva e ci sostiene. Come racconta il Piccolo Principe: l'essenziale è nascosto agli occhi. Allora è importante trovare il tempo di leggere il cuore e la mente, per far emergere le potenzialità che si acompagano alla nostra vita e che spesso restano soffocate nella sfera dei desideri inevasi, belli ma soffocati dall'ansia del fare, che sembra spadroneggiare nel nostro tempo e anche nella nostra vita. Lo sguardo, anche se distratto, rivolto comunque alla grotta di Betlemme ci apre a una ocmprensione diversa dell'esistenza dove si evidenzia che ciò che è importante è l'attenziane alle tante fragilità che abitano la società di ogni tempo di ogni ambiente e che in questo caso è ka condizione di povertà che abita nelle tante periferie del nostro mondo.

     In qusto caso è mostrata ai nostri occhi una situazione di marginalità, in un momento di estrema fraglilità che è quella della nascita di un bambino. Tanto affetto familiare, tanta attenzione, ma anche tanta povertà. Ammettiamolo è una situazione he si accompagna ai tanti campi per rifugiati e profughi che percorrono i continenti alla costante ricerca di una nuova stabilità sociale e che spesso trovano chiusi i cuori di chi dovrebbe accoglierli e sostenerli. Il Natale si per tutti noi n incoraggiamento a guardare con più attenzione attorno a noi, nella costante ricorca del fratello che ha bisogno del nostro sotegno e della nostra preghiera. Allora mettiamoci in cammino, il Signore ci dona una giornata luminosa da vivere intensamente. Che ci sia pace e gioia nei cuori di tutti.

11 dicembre - Cosa volete che vi dica, appena trovo il tempo, qualcosa scriverò, ma per adesso si procede di corsa. Intanto il giorno è passato senza riuscire a trovare il tempo di sedermi per comunicare qualcosa, per cui siamo arrivati al 12 dicembre, come potete intravvedere nelle foto tutto si svolge in modo intenso sempre con la parteicpazione di tante famiglie e dei nsotri ragazzi. Insomma, per come riusciamo cerchiamo di mantenere dinamica la vita della comunità. Importante lo sviluppo dei Centri di ascolto nei Quartieri, che permettono di incotrare tanta parte della comunità che ordinariamente non vivono la partecipazione liturgica. Sono momenti di intensa vita cristiana familiare, che permettono di ascoltare anche come vive la fede chi è alle prese con le difficoltà esiteziali. Inoltre si va creando uno scambio interessante di opinioni su come animare la vita della comunità.

    Come sempre tutto è grazia per cui non posso che ringraziare il Signore per la gioia dell'incontro. Proseguono le celebrazioni animate dai gruppi di formazione catechistica, sempre in modo più innovativo e coinvolgente. Questa Domenica è emerso con vigore il ministero di Commentatore, a colclusione tutti ai piedi dell'Immacolata per un ricordo e un arrivederci. Abbiamo anche vissuto la benedizione dell'albero contro la violenza alle donne, tutto si è svolto con semplicità nel nuovo Centro Commerciale il Mulino, della serie la Scalea che produce ha creato un ambiente di accoglienza inimmaginabile e festoso. E' stata anche una occasione per ricordare la cara Ilaria, che tanta gioia a donato alla nostra comunità. Che io ho ricordato per come segue.

 

     Carissima Ilaria, ancora una volta ci chiedi di stare con te, come sempre hai bisogno degli amici e, anche noi avvertiamo l’esigenza di starti accanto. Lo ammetto mi ero troppo abituato a incontrarti in Oratorio, sempre gioiosa in mezza ai ragazzi e ai giovani, oppure al Parco degli Angeli con i tuoi cari. E’ un po’ di tempo e anche questa sera, ci chiedi di incontrarci nei luoghi più strani e nei modi più strani, ma poiché ce lo chiedi siamo qui. Questa volta ci hai convocato per benedire questo segno del Natale, tempo di festa e di gioia semplice e familiare.

     Come sempre tanti gli amici che fanno corona all’incontro con te, mi chiedo quale potrebbe essere il messaggio che vuoi trasmetterci. Io dico così, in questa benedizione cogliamo la bellezza di sentirti ancora accanto, semplice, sorridente nella esigenza di condividere la tua voglia di vivere. Ma questa volta il messaggio è più complesso, tu chiedi a tutte le fanciulle e le ragazze di essere attente, per come è possibile, a come vivono l’amore per gli altri, tu ci dici che tutto è bello ma anche particolarmente fragile. Chiedi ai ragazzi di rispettare sempre la persona amata, anche quando non tutto procede per come si vorrebbe.

     Guardando quest’albero ciascuno può riflettere che la vita è bella ma è anche fragile, basta un momento è tutto diventa difficile da comprendere e soprattutto trasforma la vita di quanti hanno avuto la gioia di stare con te.  Donaci sempre di poter conservare il tuo ricordo nel nostro cuore e il tuo volto continui ad essere un sorriso per tutti coloro che hanno bisogno di dire: ti amo, senza la paura di poterne determinare delle conseguenze violente. Continua ad essere un segno di fraternità e di speranza per tutti coloro che conservano il ricordo della tua presenza, ti sentiamo sempre presente nella nostra vita.

     Benediciamo questo albero + avendo la certezza che tutti coloro che lo guarderanno si sentiranno amati da te e incoraggiati a guardare sempre avanti con gioia e con fiducia, abbracciandosi e tu li guarderai e li incoraggerai a costruire la speranza in un mondo dove possa sempre trionfare l’amore verso tutti. Grazie per il tuo sorriso e la tua presenza che non ci lascia mai. Poi abbiamo la presenza di Don Luca che comincia ad inserirsi nelle attività dei ragazzi e dei giovani. Infine merita di essere ricordato il pellegrinaggio della carità, che hanno vissuto alcune classi delle elementari, portando i doni a Gesù Bambino da distribuire a coloro che hanno bisogno di aiuto per viver meglio il Natale del Signore. Chiudo cos': l'Immacolata ha accompagnato e benedetto questi giorni di fraternità e di pace della comunità. Ringrazio di tutto il Signore.

7 dicembre - Ci incamminiamo sereni verso il Natale del Signore, abbiamo celebrato Santa Claus con la sua attenzione ai poveri e agli ammalati, adesso ci prepraiamo a vivere la festa dell'Immacolata vera luce che orienta l'orienta attesa della nascita di Gesù, incoraggiando a guardare con più attenzione al cielo. Metaforicamente parlando è il punto di riferimento della nostra speranza ed è la meta finale del cammino della nostra esistenza terrena. Questa attenzione incoraggia a vivere pienamente le cose del mondo nel quale viviamo, ma ci chiede di orientarle alla ricerca e all'incontro con Dio. Come sempre tutto uesto deve essere vissuto con una serenità interiore che trasforma ciascuno di noi nella grotta di Betlemme, ciascuno di noi deve trovare lo spazio nel proprio cuore ove Gesù può incarnarsi, diventando per ciascuno la radice della pace e del bene che siamo chiamati a testimoniare nella vita di ogni giorno.  

     Tutto procede con le difficoltà piccole e grandi di ogni giorno, secondo la volontà di Dio. molte cose sono contrassegnate dal male, ma anche questo appartiene alla dinamiche della libertà, per cui non si possono eliminare, visto che il Signore lo ha concesso.  Questo esige una perenne attenzione alle parole e agli atteggiamenti, il male è sempre in agguato, anche nelle situazioni più immediate e di sembianze positive. Il compito del pastore è sempre quello di vigilare, onde evitare di dover poi rimediare. La vigilanza permette a tutti di vivere con entusiasmo le proprie potenizlalità senza correre il rischio di incappare nel lupo di turno, che potrebbe disperdere il gregge. Anche negli incontri di quartiere tutto questo emerge con naturalezza, la difficoltà di accettare gli altri, non dappertutto, la voglia di non uscire, il timore di confrontarsi.

     Ma emerge anche, la gioia di stare insieme, la voglia di vivere in modo diverso e anche la gioia di pregare insieme, cosa che non sempre si riesce a fare anche nelle proprie famiglie. La nostra è una società che tende a riempirci di cose e a svuotarci dei valori spirituali. Per cui anche lo spazio della preghiera ha bisogno di cattadinaza nuova, altrimente non si riesce a viverla. I valori del Natale tendono a rendere più visibili i segni che aiutano a incontrare Dio, ma anche questo non è automatico, ha bisogno di preparazione ed esige la gioia dell'incontro. Richiede anche la dedizone alla vita di carità, che significa attenzione ai poveri, la condivisione di ciò che abbiamo, il senso del ringraziamento, che ci permette di guardare con fiducia al Signore e agli altri. Non deve sembrare difficile anche perché tutto questo è già nel nostro cuore, se non è visitato dal male. Buon cammino incontro al Signore.

30 novembre - Al di là del fatto che la vita della comunità ha continuato il suo cammino con regolarità, sia nel servixio ai ragazzi che nell'accoglienza dei bisognosi, certamente ciò che ha caratterizzato questi giorni è stata la presenza del Gen Verde in mezzo a noi. Sono stati giorni segnati da una esperienza unica di testimonianza di fede e di gioisità nelle relazioni estemporanee e rasserenanti, per cui diffice da analizzare nei suoi valori,  che sono sempre molto individuali, ma certamente qualche emozioni si può narrare. Tra le tante immagini presenti nel cuore e nella mente, quelle che più immediatamente esprimono il senso dell'esserci, certamente sono quelle che seguono.

 

     I colori, i sorrisi non di circostanza, la voglia di comunicare e l'esigenza di farlo facendosi ascoltare e capire e quanto certamente ciascuno ha potuto sperimentare e incamerare come un tesoro prezioso da conservare e da trasmettere a chi, per i più svariati motivi, non ha potuto partecipare. Questi sono i frutti, ma abbiamo imparato da tempo che per raccogliere occorre lavorare a lungo e con pazienza, e anche in questi casi non tutto procede per come si vorrebbe, ma in questa occasione il lavoro del Movimento Focolari per i contenuti e il Direttivo ANSPI per gli aspetti tecnici, coordinati in modo spericolato, dovrei usare un'altra parola ma la evito,  da Giuseppe ha certamente conseguito il risultato che ci si prefiggeva, dare alla nostra Città alcuni momenti di serenità e di gioia spirituale da vivere come comunità che cerca, non sempre in modo lineare il senso vero della propria vita che è fare la volontà di Dio con la serenità del servo che si rende disponibile alla volontà del padrone anche quanto non tutto è comprensibile, lineare.

     Tutti gruppi e anche individualmente, in vari modi sono stati coinvolti, per creare una disponibilità reale e una coralità di intenti, al bene che il Signore ci ha donato di poter vivere. Potrei continuare a lungo, ma non è opportuno, quello che è importante è che tutto è stato realizzato ocme volontà di Dio e i frutti che ne conseguono, che solo Lui conosce, si sono diffusi nei cuori alimentando fraternità, gioia e voglia di pace. Ma allora questo Gen Verde? E' uno spettacolo da contemplere nella semplicità della loro vita consacrata al Signore, nella esigenza di trasmettere a tutti coloro che incontrano questa verità: l'uomo ha bisogno di Dio, nella certezza che solo nell'incontro con Lui è la vera gioia, da vivere con semplicità ogni giorno per come Lui stesso dona. Volti sereni, a volte riflessivi, altre volte in ascolto, sempre attente a coloro che il Signore dona loro di incontrare, sempre aperti al dialogo e alla ricerca del significato di quella presenza nella loro vita.

    Tutto portato avanti con umiltà mariana e con la semplicità della casa di Nazareth, dove ognuno ha un suo compito da portare avanti per generare il bene verso tutti. Sono stati giorni necessariamente diversi dagli altri, caratterizzati da questo dono che ritengo resterà a lungo come momento positivo di esperienza cristiana, in tutti coloro che ne hanno condiviso anche se per alvuni brevi momenti la presenza. Non possiamo che ringraziare il Signore, per questo dono, ci ha ricordato che si può vivere in modo più conforme al suo progetto di salvezza, restituendo al creato la bellezza dei colori, la coscienza di una fraternità universale, una maggiore disponibilità al sorriso per come Lui ci aveva pensato e per come Lui ci chiede di vivere. Grazie a tutti per la generosità con la quale avete corrisposto a questo dono di Dio,  che il SIgnore possa donare sempre gioia a voi, alle vostre famiglie, alla nostra città e al mondo, tutti insieme: accendiamo la pace.

27 novembre - E' proprio così, i giorni si susseguono con grande intensità, i nelle tante attvità che li caratterizzano, ma ritengo che in ogni parrocchia tutto si svolga nello stesso modo, d'altra parte al punto da esigere di essere inseguite le persone sono tante come anche le aggregazioni, mentre il parroco è da solo a dover coordinare ogni cosa, perché tutto si svolga in armonia. Lo sò, non sempre tutto procede per come si vorrebbe, ma bisogna sempre mettere in preventivo che non esiste la comunità ideale se non nei progetti concettuali, mentre la realtà è fatta degli equilibri legati alla maturità spirituale dei partecipanti, che fin dai tempi di Gesù, non sempre tende verso l'alto.

     Per cui è importante imparare a godere i tanti momenti e i volti che il Signore in quel momento ti dona di incontrare e di vivere nell'autenticità del dono di sè; il resto è affidato, come sempre affermiamo, alla misericordia di Dio e alla Sua determinazione nel sostenerci nonostante tutto nel cammino di santità. Ecco perché dobbiamo essere sereni e vivere la serenità che deriva dalla vita di fede e dalla gioia della fraternità che non è il prodotto di simpatie vicendeloli ma nasce e si corrobora attorno all'Altare del Signore nutrendosi di Lui. Quando manca questo anelito tutto diventa più personale e fragile.

     Sabato sera abbiamo accolto il dono del Complesso Bandistico di Scalea che ha celebrato Santa Cecilia, rallegrandoci con la loro presenza artistica, che continua con sacrificio ad accogliere e a donare armonia. Ciascuno di noi, soprattutto nell'infanzia ha colto nella presenza dei musicanti una gioia innata che caratterizzava le nostre feste di paese. Poi in serata, ho condiviso con una visita a casa il dolore con la famiglia di Rita, che il Signore ha chiamato a se. Nella vita del sacerdote, la gioia e il dolore si coniugano sempre e vanno necessariamente armonizzati, altrimenti si corre il rischio di svilire o l'uno o l'altra emozione. Il cuore è indiviso per cui deve essere pronto a ogni esperienza.

     Ieri sera abbiamo fatto esperienza di fraternità con le famiglie alle quali abbiamo chiesto la pazienza di accettare una sensibilizzazione al sostegno della Chiesa, avendo coscienza che alcune di loro sono sostenute dalla Chiesa. COme sempre tutto è stato vissuto nella disponibilità all'ascolto paziente e rispettoso, prima di aprirci tutti alla gioia più sincera di verdere i propri figli nel protagonismo del lucernazione di Avvento. Nella vita di comunità il gruppo dei ragazzi dell'Eucaristia rappresenta il momento di una maggiore coscienza dell'esigenza di vivere ringraziando il Signore. Dopo il cammino dell'Accoglienza viene quello della proposta che li vede più protagonisti, sempre molto timorosi ma già più propositivi per come gli è possibile.

      Tutto è dono, e i doni non si posseggono ma si contemplano e si rispettano, questo è il nostro atteggiamento con i ragazzi, che è sempre in divenire, nel senso che non impareremo mai abbastanza a valorizzarne la presenza. Di certo quando ci sono loro cambia il volto della parrocchia, tutto diventa luminoso e tutto è orientato all'affettuosità e alla gioia degli abbracci. Adesso ci prepariamo a questa esperienza di fraternità universale che ci sarà donata con la presenza a Scalea del Gen Verde, chi li conosce non può che goderne la presenza, chi non li conosce avrà modo di valorizzarl e di accogliere nella gioia un altro dono del Signore.

19 novembre - Da alcuni anni il Santo Padre incoraggia, in questa settimana a dare maggiore attenzione alle persone più bisognose, per come ho già ampiamente spiegato, in quelche modo lo siamo tutti. Viviamo in una società che cosifica le relazioni, per cui avvertiamo tutti un grande bisogno di maggiore attenzione alla nostra vita. Tra le tante parrocchie dove ho vissuto il ministero di parroco, certamente questa comunità è quella che presenta più vuoti sociali da colmare. Un poco l'esosigenza nasce dalla conformazione del terriotrio che è di suo molto dispersivo, a questo si aggiunge la estrema eterogenità degli abitanti.

      

      Per cui la dinamica ordinaria delle relazioni, è quella di stare insieme senza mai conoscersi seriamente. Tutto questo determina una grande povertà, che possiamo chiamare solidudine, alla quale la vita della comunità cristiana deve cercare di sopperire in virtù del carisma che le è proprio quello della fraternità universale e dell'amore gratuito verso ogni altri che il Signore ci pone accanto. Devo ammettere che oggi la celebrazione è stata veramente molto coinvoglete e partecipata, insomma ha corrisposto pienamente alla volontà del Santo Padre che è sintentizzata nello slogan: non dimenticare il povero. Su questo fronte non ci siamo mai risparmiati, sempre sotenuti dai fedeli la parrocchia ha cercato di non trascurare l'attenzione verso i poveri nelle sue varie esigenze.

    E' stata una settimana vissuta all'ombra della benevolenza della nostra Patrona, la Vergine del Monte Carmelo che nella sua peregrinatio cittadina ha sostato per alcuni giorni nella nostra parrocchia. Tutto molto bello e inteso dal punto di vista spirtuale, dicamo pure che avvertivo un gran bisogno di solitudine e di preghiera. Abbiamo pregato, lungamente, per come la Vergine Santa chiede in ogni sua apparizione e ritengo che coloro che si sono coinvolti possono averne trovato un grande giovamento per la vita interiore e per l'armonia spirituale. Molto bella anche la celebrazione della comunità polacca e la loro partecipazione gioiosa e stabilizzata alla vita della nostra città.

    Come sempre in ogni attività cerchiamo di coinvolgere le nuove generazioni, con i giovani sembra essere più complesso, con i ragazzi diventa più agevole anche per gli itinerari sacramentali che stanno vivendo, si prova poi come sempre il resto, cioè la gran parte,  è affidato all'azione del Signore che non si allontana dall'opera degli animatori e li sostiene con la Sua presenza e la Sua benedizione. Il vociare gioioso dei ragazzi al campetto mi ricorda che lo stare insime è una gioia legata al gusto di divertirsi e loro cercano gli spazi parrocchiali perché hanno la certezza di essere accolti in queste loro esigenze, poi magari sopportano e accettano anche il resto, ma la molla che fa scattare la loro gioia e la possibilità di incontrarsi e di giocare, diciamolo pure, indisturbati.

     Adesso è ora di rispedirli alle rispettive famiglie, sono le venti, loro starebbero ancora ma è meglio restituire loro la possibilità di gioire con i propri cari e di far gioire i propri cari che li attendono con ansia, tanto per dire. Come sempre la parrocchia ha una sua dinamica intensa, sotto abbiamo l'itineranio per i fidanzati che si preparano al matrimonio. In chiesa qualche anima cerca un momento di intimità con il Signore. Molti avvertono il bisogno della preghiera solitaria e silenziosa e questi sono i momenti più preziosi. Una settimana bellissima, che va completandosi in modo sereno , semplice e con la gioia nel cuore. Sono i ricordi dei tanti giovani che sono cresciuti in parrocchia, adesso accademici ai vari livelli, e che ogni tanto avvertono l'esigenza di incontrare con il pensiero il loro parroco. Tutti pensieri bellissimi. Buona notte.

11 novembre - Oggi è la memoria di San Martino, che per antica tradizione è legato al mosto che diventa vino e all'estate sua propria. In realtà si è sforzato di dare dei barlumi di luminosità, ma tutto si è sviluppato secondo il clichè autunnale, begli acquazzoni e anche la temperatura va irrigendendosi. Insomma siamo a buon punto per accogliere le prime nevi sulle cime della Dorsale Costiera Appenninica. Tutto è scivolato in modo variegato e bello, nella diversità dei momenti e delle situazioni che i diversi gruppi hanno avuto la volontà e la capacità di creare e di proporre per la gioia del parroco e della comunità. Di certo non mancano le difficoltà, legate alle singole persone, che meritano di essere affrontate con dedizione e sensibilità, ammettiamolo non tutto è alla portata delle nostre possibilità.

     Però tutto sembra scorrere nella ordinarietà dei doni del Signore per coloro che confidano in Lui. Come sempre ci prepariamo a vivere una Domenica molto impegnativa, che per quando mi riguarda comporterà un supplemento di fede nella mia presunta instancabilità, diaciamo così dalle ore otto alle venti in no stop. Ce la farò oppure cederò le armi? Poi vi dico, se non scrivo più vuol dire che sono crollato, altrimenti sono sopravvissuto. Di innovativo rispetto ai ritmi ordinari, oltre la partenza di Don Francesco alla quale dobbiamo ancora abituarci, c'è l'impegno delle celebrazioni, quindi la puntata con le famiglie ad Avena per un momento di fraternità inteso in senso ampio. Loro godranno della spiritualità basiliana di Padre Generoso che li introdurrà all'Avvento ormai imminente.

     Io arriverò per il momento più intenso che è quello del pranzo, poi escursione culturale in quel della Grotta del Romito. Poi si rientra e ancora celebrazione e infine preparazione al matrimonio, che sostanzialmente va collocata tra le attività di relax che il Signore mi dona per riprendermi dagli impegni. Purtroppo ho dovuto rininciare alla festa di Giulia, alla quale vanno i più calorosi auguri per la sua magistrale. Dovrò rinunciare anche all'Assemblea regionale Scout, un tempo qeusto non sarebbe mai accaduto, ma con gli anni non è facile recuperare la stanchezza del viaggio e poi, dicamolo pure, una volta si poteva camminare spensierati, adesso devi stare attento perché ti sparano una multa in ogni rettilineo. Insomma anche viaggiare per un servizio ecclesiale, comporta dei gravi rischi per la borsa.

     Breve visita in sede per vedere i ragazzi al lavoro di riqualificazione, un momento di confronto con il pellegrino iraniano che ci ha raccontato qualcosa del suo soggiorno in quella terra. Ho avuto anche modo di intravvedere prima della celebrazione i ragazzi della Confermazione operativi sul tema della Domenica  dei poveri. Di là ci sono ancora i Talent&Art ad elaborare la gioia da trasmettere valutando la voglia di farlo. Di qua alcuni ragazzi che giocano e lo farebbero ad oltranza, ma fra poco chiudo per la pace delle loro famiglie. Sono qui dalle quattro, resterebbero qui, ancora per molto tempo d'altra parte sono lo zoccolo morbido della fascia atletica, i più energici sono la Domenica sera, comunque sotanzialmente rispettosi e disponibili.

8 novembre - Effettivamente è una giornata pensosa, di quelle che aiutano ad elaborare riflessioni immerse, fino ad essere sommerse, e anche suscita l'esigenza di trasmetterle. Ma poi prevale il senso della prudenza e allora uno evita e si prepara a vivere la serata nella gioia familiare, nel senso di stare bene da soli. Fa freddino ma non è opportuno accendere ancora il caminetto, troppo presto anche se non starebbe male, per genrare il senso dell'armonia domestica. Insomma sono gli espedienti che caratterizzano la mia vita, quando non sono coinvolto in attività formative. Chiaramente è una scelta esistenziale, durerà non durerà, ai posteri l'ardua sentenza, direbbe qualcuno. La solitudine non è per tutti, d'altra parte non è neanche esigita sul piano vocazionale, per cui cambiare non comporta destabilità particolari. Però possiamo affermare, senza temere smentite, che è la prima serata, relativamente fredda di novembre.

    Che giornata è stata? Intensa e bella, sia dal punto di vista relazionale che pastorale. Mentre sul piano della preghiera, ritengo di aver coperto gli standard ordinari senza vuoti interiori o dimenticanze, alle quali Dio non sia abituto, voglio dire che su alcuni atteggiamenti o  Dio mi perdona, oppure sono condannato in semicoscienza. COme attività abbiamo avuto il team delle Piccole Orme, quindi il momento festoso della Mensa Caritas, abbiamo avuto il pienone degli ospiti, forse a motivo della piogge, perfino un gattino ha inteseìo chiedere il nostro aiuto per sopperire al pranzo quaotidiano. Nel pomeriggio i pargoli di Sorgente di Gioia 1, la celebrazione con tanti penseri che si sono accompagnati alle intenzioni, alla fine un momento di preghiera gioiosa con i pargoli, quindi Centro di Ascolto Dely Caputo sulla giornta dei poveri, e relax al Bar.

     Poi abbiamo avuto i momenti di crescita relazionale, molto intensi e non necessariamente risolutivi, anche in questo caso devo segnalare una certa distrazione passiva che si accompagna alla mia vita. Ma il dato acquisito è  che nelle relazioni se non si incontrano i protagonisti si può solo interloquire. Tra i tanti che anche oggi il Signore ha donato di incontrare, ho avuto modo di dialogare con una ucraina che si offre come interprete nell'accoglienza, anche per i russi. Il che, in assoluto, non è un esercizio noioso ma intenso, però sollecita sempre l'esigenza del passo successivo. In una società come la nostra, spesso contrassegnata da velature è proprio quello che manca, in questo anche i social contribuiscono sia in ordine alla comfusione relazionale, sia in riferimento alla disponibilità dell'incontro frontale. In molti si è generata l'illusione che i messaggini possano sostituire l'incontrare l'altro, al punto che molti ritengono di aver dialogato perché hanno messaggiato.

     Personalmente ritengo, essendo un immigrato del web, che nella dinamica cristiana sia assolutamente illusorio. D'altra parte è evidente che Dio ha scelto di incontrarsi personalmente con le nostre miserie, ancora di più ha scelto di farsene carico diventando carne in Gesù e poiché sembrava non sufficente, ha dovuto donare la Sua vita, altrimenti sarebbe bastato mandare degli angeli per comunicare le sua volontà di salvezza. In qeusta scansione veloce di sequenza salvifica cosa manca nella mia vita perché io sia totalmente partecipe della missione salvifica che il Signore mi chiede di incarnare per coinvolgere i miei fratelli e le mie sorella nel Suo progetto di salvezza. Ritengo che la risposta non sia difficile, forse non sono disponibile a fare come Gesù fino in fondo e mi accontento di emulare alcuni suoi momenti eistenziali.

     Poi, in coda, tante notizie belle riguardanti i traguardi conseguiti da alcuni nostri giovani, sul piano dello studio e del lavoro. Cosa volete che dica: Deo gratias. Diciamolo pure, scrivere di sera, genera un appesantimento dell'elaboraione pensante, maglio la mattina con la mente più libera. Buona notte a tutti e sempre avanti con la gioia di costruire un futuro più giusto ed esuberante.

4 novembre -  Abbiamo vissuto giorni di fraternità molto intensi nella diversità delle esperienze che caratterizzano la vita della nostra parrocchia, naturalmente sono solo alcune immagini delle tante possibili. Primo fra tutti il pensiero ai nsotri cari che il Signore ha chiamato a se, che naturalmente abitano ancora ogggi la nsotra vita e ci accompagnano con il loro esempio e la certezza della vita eterna che caratterizza il loro stato attuale. Come sempre dovrei aggiungere i tanti volontari che alleviano la vita della comunità con la loro disponibilità velata e umile, ma indispensabili perché tutto si svolga con ordine e dignità. Anche la celebrazione comunitaria è stata vissuta con raccogliemento e la gioia di pregare insime con i confratelli nel sacerdozio.

     Il Camposanto rimane un luogo del mistero, dove ogni realtà assume una dignità diversa, ma va cercata, riflettuta e vissuta con calma, altrimenti viene vanificata nella sua bellezza esclusiva. Poi abbiamo il valore della formazione e della fraternità,che il Movimento dei Focolari ha vissuto in vari luoghi legati alla spiritualità del movimento e in ascolto di testimoni dell'opera di Chiara Lubich. Tutti avremmo bisogno di più tempo, ma quando è possibile è bene partecipare e condividere.  Anche l'esperienza del pernottamento scout in occasione dei passaggi è stata significativa e vissuta con impegno sia nella preparazione, sia nel coinvolgimento delle famiglie. Passare implica la disponibilità al distacco anche degli affetti, come anche la bellezza della ricerca della novità di ciò che il Signore ci chiede di viviere in modo nuovo.

   

 A tutto questo dobbiamo aggiungere la partecipazione alla vita ordinaria e quotidiana della parrocchia, alle celebrazioni, nel servizio alla mensa dei bisognosi, alla igienizzazione dell'aula liturgica, per non parlare dell'impegno di trasmettere la fede che soprattutto in questi giorni merita di essere vissuto con impegno e gioia. Nella vita di comunità nulla è inutile e tutto deve essere vissuto con grande generosità interiore. Anche il gesto dei bambini che puliscono il cortile merita attenzione e incoraggiamento, per non parlare della dedizione familiare che permette alle famiglie di leggrere la preziosità della loro presenza per la costruzione della vita sociale.

 

     Ogni cosa va espressa con un proprio protagonismo e anche quando visitiamo il Camposanto non dobbiamo trascurare mai il protagonismo di coloro che ci hanno preceduto e ci donano di vivere in una sicietà più serena e nella pace, oggo ci viene ricordato il sacrificio di migliaia di fratelli e di sorelle che hanno dato la vita per la nostra serenità. Certo dovremmo sempre ricordare per vivere ringraziando e con l'umiltà di chi ha ricevuto molto, anche da persone che non abbiamo mai conosciuto e che non dobbiamo dimenticare nelle nostre preghiere. Un lumino in mezzo ai fiori, quanti ricordi, quanto affetto, quanta emozione, o anche più semplicemente nulla, perché dobbiamo fare altro. O peggio, non abbiamo tempo.

     Necessariamente la vita continua, ma perdiamo di vista ciò che è essenziale per costruire una società che pone al centro la vita della persona, di ogni persona. allora diventa importante ricordare Valentina, cercando di cogliere ciò che è ancora presente della sua vita donata nel nostro cuore, davanti ai nsotri occhi. E' anche bello guardare i bambini che portano un regalo, il cuore della comunità che si mette in cammino, per ringraziare. Ogni cosa ha un suo valore, molto dipende dal tempo e dall'attenzione che dedichiamo alle cose che facciamo. Beh, dciamo così, è una ripercorrenza per come è la giornata di oggi, fatta di luci e di ombre, di pioggia e di raggi di sole. Tutto questo in attesa di una gioia infinita, che oggi si rende attuale. E' propio così, il parroco ha troppi motivi per ringraziare il Signore.

31 ottobre - Iniziano i giorni della meonoria e della riflessione sugli affetti che hanno accompaganto e animato la nostra vita. Sono giorni da vivere con intensità, cercando di cogliere in ogni ricordo un tassello indimenticabile. Ognuno di noi ha molti ricordi che non sempre riusciamo a far emergere, la nostra è una scoietà che esige il nostro tempo al punto da non farci più vivere neanche gli affetti. Tutto è legato al fare, ed è sul fare che noi ci sentiamo vivi. Ma allora chi sono i morti? Sono coloro che continuano a fare, ma poiché vivono e operano in modo totalmente diverso dal nostro, che non li avvertiamo più presenti. Nel frattempo salutiamo Don Francesco che ci lascia per vivere un modo nuovo la responsabilità sacerdotale, ci godiamo la gioiosità inarrestabile dei nostri bambini, preghiamo e digiuniamo per la pace e la fraternità nel mondo. Don Cono ma siete sicuro che tutto viene vissuto in questo modo? Io sono sicuro di poterlo vivere in questo modo e devo essere contento di averlo capito, poi ognuno con la sua maturità.

          

     Certamente anche noi, quando vivremo al cospetto di Dio, guarderemo i nsotri amici che non ci guardfano più e ci potremo chiedere perché, ma probabilemnte avremo altro a cui pensare, per cui intanto cerchiamo di comprendere meglio il senso della vita e di viverlo con intensità spirituale. E' vero, anche questa parola corre il rischio di non appartenere più alla dinamica della nostra esistenza.Tanti valori vengono deformati, sempre a favore della materialità. Per cui spirituale non è più ciò che apre a una comprensione più intensa della vita, ma ciò che ti isola. Insomma viene snaturalizzato ed è per questo che molti stentano a comprenderne la bellezza per la speranza che ne deriva. Insomma è il nostro tempo, nulla di particolarmente negativo. Però molte cose hanno bisogno di essere comprese meglio leggendoci nella dinamica della riflessione e della ricerca di senso.

        

    Quantri pensieri, quanta profondità negli sguardi dei nostri ragazzi, quanti desideri inevasi. Nel frattempo abbiamo anche modo di sperimentare la vita che ci scorre davanti agli occhi e orienta le scelte dei nostri ragazzi verso altre mete, per alcuni aspetti note e protette dagli affetti familiari fino ai diciotto anni, ma poi anche loro  si aprono all'immensità dell'ignoto e del globale. Quandi bambini ci sono cresicuti accanto e ad un tratto non abbiamo più incrociato nel cammino della vita, se vogliamo ogni giorno è quello giusto per intrapprendere strade nuove e indefinite lungo le quali percorrerci e incamminarci per incrociare altri che si cercano e ci incontrano. Quewsti sono i giorni dell'uscita da se stessi e i tempi giusti per intrapprendere in modo nuovo il cammino della vita. Sono i giorni della ricerca di chi da tempo non avvertiamo accanto a noi e che finalmente riscopriamo nella bellezza dell'esserci, di chi non ci ha mai abbandonato.

26 ottobre - Dopo tanta attesa, finalmente è arrivata la tanto desiderata pioggia. Non è ancora quella che dura alcuni giorni, insomma quella che riempie le falde acquifere, ma ritengo che sia sufficente certamente per irrigare i campi, insomma ci aiuta a guardare con più fiducia al futuro della campagna. Cosa volete ogni tanto riemerge l'anima del contadino e leggo la realtà in modo più complessivo rispetto alla lettura esclusivamente turistica che molti mettono in risalto. Ci si copre in modo più prudente, si tengono gli ombrelli a portata di mano, e ogni tanto si cercano nel cielo i segni per capire come avviarsi. Insomma possiamo stare sereni, la lunga estate è terminata. Tutti abbiamo imparato sin da bambini che l'autunno è il tempo della semina, anche pastoralmente è così, vanno stabilizzandosi i ritmi degli incontri formativi e si cerca di capire come fare in modo che l'azione della Grazia di Dio possa penetrare in profondità nel cuore dei fedeli.

      Siamo tutti coscienti che ciò che conta è la Sua presenza nel cuore dei credenti, quando opera Lui tutti diventa più connaturale al bene, a noi rimane il compito prezioso e discreto di comprendere meglio, di orientare e di stabilizzare l'opera di Dio. In questo progetto operativo è importante la comprensione della preziosità della vita di comunità, per uscire dal particolarismo e dalla presunzione di essere al di sopra degli altri. Si cammina insieme e, per quanto è possibile, emancipando le situazioni più deboli e bisognose di sostegno. E' vero non sempre ci si riesce, il rischio è creare dei primi della classe che guardano da lontano gli altri, purtroppo può accadere ma nulla di grave, ciò che conta è mettere il bene davanti a noi nella certezza che, al di là di come noi lo valorizziamo, questo dono di Dio si diffonde.

     Certo per quanto è possibile dobbiamo cooperare al bene, ma anche il demonio trova spazio nei nostri cuori e non sempre ci rende collaborativi. Insomma dobbiamo pregare di più, perché dobbiamo essere vigilanti. Per il resto la vita di comunità scorre tra le fragilità umane, segnate dalla malattia e dai malesseri spirituali e la gioia di essere segno dell'amore di Dio, nella nsotra città. E' importante che si colga la bellezza dell'amore e lo si viva in modo festoso. Scalea ha bisogno di sentirsi amata, la gente vuole essere accolta e incoraggiata ad accogliee gli altri con fiducia. Quando ci si riesce viviamo più sereni e guardiamo alla vita di comunità con entusiamo, quando non ci si riesce diventiamo più cattivelli ed egoisti, insomma ci si arrocca sul mio modo di pensare, il mio voglio. Dimentichiamo di dover essere un dono di Dio per gli altri.

22 ottobre - Cosa volete che vi dica, ieri sera abbiamo vissuto un momento bellissimo accanto al nostro Vescovo, per l'incontro diocesano dei Catechisti. Ritengo che era un po' di anni che la chiesa parrocchiale non era valorizzata in modo così significativo a livello diocesano, per cui necessariamente un grazie va a chi ha pensato a noi, per dare inizio al cammino di evangelizzazione di quest'anno. L'altra emozione che abita il cuore di tanti è la nomina di Don Francesco a parroco di Santa Maria del Popolo e SS. Giacomo e Nicola in Belvedere marittimo, per cui dopo quattro anni lascia la nostra parrocchia e da inizio al suo ministero di parroco. Facile a dirsi, ma il divenire esige una trasformazione di tante priorità personali che vengono mortificate per andare incontro alle esigenze della comunità.

     Per il resto tutto prosegue in modo entusiasta, grazie alla generosa dedizione di tanti dìfedeli. Nulla si riesce a fare senza il coinvolgimento di tanti, che oltretutto non sono mai sufficenti per far fronte alle esigenze della parrocchia, fortunatamente lo spirito santo viene incontro alle nsotre povertà e ci sotiene con sempre nuove disponibilità, per come il Signore ritiene. Anche la celbrazione di questa Domenica è stata caratterizzata dalla gioia dello stare insieme con i ragazzi, anche se ammettiamo lasciano un poco a desiderare nei numeri. Insomma un impegno maggiore dei genitori non guasterebbe per corrispondere meglio alla voglia di gioire insieme nella vita parrocchiale. Ma è bene non lamentarci per cui, grazie a tutti coloro che restano emozionati dallo stare insieme, preghiamo per coloro che ritengono di vivere con più gioia lo stare altrove.

      Oggi, per vari motivi,  erano assenti sei catechiste, insomma un buon numero, perà sotanzialmente tutto è andato avanti in modo lineare, semplicemente perché l'Eucaristia non è fatta da noi, ma dal Signore e noi cerchiamo di corrispondere alle Sue attese. Lui ci invita e noi aderiamo all'invito per come riusciamo. L'animazione è stata del Movimento dei Focari per cui è stato messo in risalto la gioia dello stare insieme nel Signore e l'internazionalità dei valori della pace. Ogni DOmenica un messaggio proposto in mdo diversificato, ma ugualmente meritevole di essere accolto semplicemente perché esprime  la dedizione di chi lo vive e avverte l'esigenza di trasmetterlo agli altri.

     Certamente non mancano i momenti più aridi e istituzionali, ma tutti sappiamo che ogni casa è bella perché ha delle fondamenta che la sorreggono. Certo nessuno le vede, ma tutti ne avvertiamo l'importanza, per cui anche i momenti rituali meritano la propria attenzione e la dedizione perché ogni cosa abbia a perfezionarsi e corrispondere così meglio ai motivi per i quali il Signore ci chiede di renderli presenti. Non meno importanti sono i momenti di agape fraterna che caratterizzano quotidianemnte la vita del parroco, certo tutto va vissuto on prudenza, ma sempre nella gioia vera che apre alla gioia della condivisione dei pasti con coloro che ci collaborano.

     Ogni incontro è un dono insostituibile, soprattutto i sorrisi dei bambini, non meno importanti sono anche i doni materiali, venerdì ho ricevuto un Gesù bambino belissimo, che certamente darà gioia e  farà bella mostra in occasione del Santo Natale. Nel frattempo cerchiamo di coinvolgere maggiormente le famiglie nella dinamica catechistica della trasmissione della fede. Della serie facile a dirsi, più complesso nel farsi. In molte famiglie il clichè ordinario rimane quello di affidare alla parrocchia questa grave responsabilità personale, spesso rivendicando attenzioni particolare che non hanno riferimento nella rivelazione ma nelle esigenza del nostro tempo. Della serie mio figlio non si tocca. Intanto ci si prova e non è poco.

16 ottobre - Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati dalla preoccupazione per lo scontro armato tra Ebrei e Palestinesi. Questi sono i contendenti ufficiali, come sempre è importante comprendere chi chi sono coloro che  operano dietro le quinte per fare in modo che popoli che convivono armati pacificamente possono ad un tratto decidere di addivenire alle vie di fatto. Pur sapendo di non conseguire alcun risultato pratico se non la morte di centinaia di civili, tra i ceti più deboli della popolazione. Ma ormai il mondo cammina in questa direzione, c'è l'esigenza di mostrare i muscoli e, per farlo, si utilizzano le frange più deboli dell'umanità. Siamo incoraggiati a pregare per la pace, ed è quello che facciamo perchè la violenza abbia a terminare, per dare spazio a una vivibilità pacifica tra i popoli che si relazionano, anche se sempre più in armi per paura di essere nuovamente attaccati.

     Nel frattempo operiamo per una pace attiva nei nostri ambienti, tutto è orientato al coinvolgimento dele nuove genrazioni. Attraverso la catechesi, ma anche in questo caso lo strumento più coinvolgente è lo sport. Si vanno articolando meglio le risorse e anche le intenzioni, tutto per la gloria dei Dio e per la gioia della vita comune. E' stato un fine settimana molto travolgente che ha coinvolto molti ragazzi e giovani, anche meno giovani, della parrocchia. Però la dinamica è stata per tutti quella giovanile del rilancio della gioia di esserci e di operare per un esserci sempe più attivo. Anche la celebrazione festiva ha avuto dei risvolti totalmente innovativi, che hanno fatto respirare meglio tutta l'assemblea liturgica. Si cercano vie nuove per generare emozione e aprire il cuore alla gioia di ringraziare il Signore, nella vita di comunità.

     Poi arriva il lunedì, che sarebbe oggi. Il campanile ha suonato le otto, come sempre i ragazzi si avviano verso la scuola accompagnati dai genitori, buona parte dei fedlei sono all'opera già da tempo. Tutti al lavoro. E' vero, tutti lavoriamo per portare avanti la nsotra società, la nostra famiglia o, nel mio caso, la parrocchia che mi è stata affidata. Nel frattempo la vita scivola, adesso sono ai settanta e qualche mese. Se rifletto ho sempre lavorato da quando avevo diciotto anni , cominciai in Lombardia in quel di Minoprio, Cermenate, Lomazzo e fino ad oggi non ho mai interrotto. Lo sò, molti dicono beati i preti perché non fanno niente, ma vi posso garantire che in realtà non è così. Lavoriamo come tutti e per molti aspetti più di tanti altri.

     Intanto abbiamo avviato le attività della mensa per i bisognosi, nel frattempo delineiamo meglio i confini della parrocchia per salvaguardare gli spazi per le attività sportive per i giovani, ci avviamo a una ripresa più piena i ordine alla formazione liturgica e pastorale che non si interrompe mai. Senza trascurare l'accoglienza della fascia più gioiosa della catechesi, le Piccole Orme, che naturalmente vivono di sorrisi e di gioia di stare insieme. Intanto le centinaia di ragazzi e bambini confluiti nelgli spazi educativi della scuola sono nella fase di immersione, non si sente nessuno, poi passeranno alla fase esplosiva, La stanchezza è per tutti. Coraggio.

8 ottobre - Il mese missionario continua il suo cammino e, questa Domenica, ci incoraggia ad essere fecondi nel dono della fede. Il che significa, per come ci incoraggia il Vangelo della vigna, a operare secondo la volontà di Dio e a consegnare i frutti, altrimenti corriamo il rischio, come accade ai fattori, di scadere nella sete di dominio e nel deisderio di prevalere, il che spesso comporta il disprezzo dell'altro e anche la distruzione dell'altro. Le giornate sinodali volute dal nostro Vescovo ci dona di vedere una Chiesa diocesana che ha voglia di camminare insieme e di cooperare per il bene, sostenuti dalla preghiera dobbiamo fare in modo che questo anelito dello Spirito possa essere sempre vivificato e coraggiosamente portato avanti con entusiasmo.

     Possiamo dire che la parrocchia ha riavviato quasi tutte le attività formative e i servizi legati alla vita di carità, tutto è ripartito con l'entusiasmo degli operatori, anche se anocra abbiamo bisogno di altre disponibilità per orientare in modo positito e stabile la gioia di accogliere tutti coloro che in vario modo avvertono l'esigenza di incontrare Gesù. In una società fluida come diceva qualche sociologo non si può ipotizzare un impegno stabile, anche per questo è opportuno avere numeri sempre alti di dedizione. Nulla che generi ansietà solo prudenza educativa che orienta all'impegno libero da ogni stress legato all'esigenza di esserci a tutti i costi, ogni persona, ogni disponibilità è un dono insostituibile del Signore che merita di essere accolta e valorizzata per il tempo nel quale viene vissuta.

    Tutto questo merita di essere vissuto per come l'Apostolo Paolo oggi comunica: n conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri. In poche parole l'Apostolo ci chiede di mettere al centro della nostra vita le tante cose belle che il Signore ha posto dentro di noi e che tante volte restano ai margini, soffocati dai problemi di ogni giorno che non mancano a nessuno. I problemi certamente restano e vanno affrontati però occorre farlo avendo la certezza della presenza del Signore e questo ci permette di vivere sempre con serenità anche le cose e le situazioni più difficili che alcune volte siamo chiamati ad affrontare.

     Intanto ci si prepara a vivere un'altra Domenica climaticamente estiva, per cui non possiamo che pregare per coloro che vivono dei frutti della terra e anelano l'acqua dal cielo che irrighi e saturi l'aridità dei terreni, ma sembra che le cose andranno avanti per un po'. Per cui ci prepariamo ad accogliere i nostri ragazzi attorno alla mensa del Signore avendo la certezza di poter vivere una Domenica molto bella sostenuti dai loro sorrisi e dalla loro gioia stare insieme. Tutto è dono dicevamo, ma il dono più bello è certamente la presenza attiva del futuro della comunità e di questo non possiamo fare altro che ringraziare il Signore. Buona Domenica a tutti.

6 ottobre - La volontà della Chiesa è di cambiare, anche nella coscienza la Chiesa comprende che deve cambiare, non sempre noi praticanti la Chiesa amiamo il cambiamento, spesso lo vediamo destabilizzante. Tutto sommato una Chiesa che celebra e pontifica non dà fastidio a nessuno, per cui perché parlare della povertà, degli immigrati, della malavita, degli ammalati e via a seguire, facciamo le nostre preghiere e riprendiamo sereni il cammino di ogni giorno. E' vero tanti non vivono più la vita della comunità, ma peggio per loro che si sono allontanati. Molti riagionano in questo modo ed ecco che si articola una diversa interpretazione del modo di essere Chiesa, anche per questo è importante il confronto, l'ascolto e la conversione pastorale.

     Facile a dirsi, difficile da vivere nella pratica, d'altra parte i cambiamenti ci sono sempre stati alcune volte in modo larvato, altre volte in modo più vistoso. Chi frequenta non sempre se ne rende conto, ma adesso viviamo il tempo dei social per cui siamo invasi dalle informaizoni e conseguentemente dagli schieramenti di parte. Un problema determinato sdall'uso dei social è che nessuno legge più i documenti per esteso, per cui spesso se non semre i si ferma ai titoli che come sappiamo sono dettati dalla tendenza politico/sociale del giornale che li propone, per cui si genera una disinformazione vera. Per cui incoraggio a fermarsi maggiormente sulle pagine dei documenti e meno sui titoli delle home.

      Questo permetterà a tutti di collaborare realmente alla costruzione di in modo diverso di essere la chiesa dell'ascolto, dell'accoglienza, del servizio, della riflessione insomma la chiesa dei santi auspicata da Gesù che diffonde nel mondo l'anelito all'incontro con Dio. Nella dinamica del cambiamento ordianrio e sotanziale della vita della CHiesa, oggi ricordiamo la festa di San Bruno di Colonia monaco ed eremita, ma anche custode e testimone con i suoi monaci nella Certosa di Serra San Bruno, della tradizione latina in una realtà che fino ad allora era stata totalmente greco/bizantina. Non dico di più perché sono stato abbastanza pesante, come contenuti di prima mattina.

     Per compensare in parte comunico, qualora non ve ne siate ancora accorti,  che climaticamente continua la stagione estiva, per cui chi può va a mare spensierato, può passeggiare leggiadro e spensierato. Per tutti gli altri, la gran parte, riprende la classica giornata di lavoro intenso e faticoso per affrontare e sotenere, in modo cosciente o inconsciente, il peso di tutti gli altri. Raccomando di vivere il tutto comunque con gioia e leggiadria come si conviene a persone animate dalla fede e dalla voglia di costruire il futuro per se stessi e i propri figli. Tutto è particolarmente luminoso, nel frattempo sono arrivare le gazze ladre che fanno fatica ad ambientarsi con questo caldo, ancora molte rondini hanno rinviato la loro migrazione verso i paesi caldi, insomma oggi è così, buona giornata.

4 ottobre - Si comincia ricordando San Francesco, una presenza amica nella vita spirituale di tanti battezzati. La sua vita è un vero mistero dell'opera di Dio, nella semplicità della sua dedizione al Signore radicalizza gli atteggiamenti orientandoli alla dedizione fraterna e alla gioia verso il creato. Tutto vissuto senza presunzione e senza grandi attese, solo nella certezza che questa era la volontà di Dio. Questa sua gioisità semplice gli comportò tante incomprensioni e ulteriori ricerche spirituali, da vivere anche in una rigorosa solitudine, dove si entusiasmo per l'armonia e la bellezza del creato. Il resto appartiene alle tantissime persone che nel corso dei secoli nei modi più diversi si sono ispirati alla sua vita, orientando la propria sulla strada da lui tracciata. Possa la benevolenza di San Francesco accompagnare ogni nostra giornata, donandoci sempre la gioia di viverla in onore del Signore nella semplicità e nella pace.

3 ottobre - Cosa volete che vi dica, comincio la mia giornata con una distrazione grave, a motivo dei tanti pensieri, avevo di dimenticato di dover celebrare la Santa messa, fortunatamente in tempo utile i familiari mi hanno cercato e così abbiamo ringraziato il Signore per il dono di Antonio. La nostra è una parrocchia particolarmente articolata e complessa, semplicemente perché ciascuno si sente nella possibilità di donare qualcosa dei se stesso al Signore e lo vive con generosità. Questo però significa che, per quanto è possibile, il parrocco deve coinvolgersi in tutte le esperienze, cosa che vivo sempre con grande gioia. Ma devo ammettere che alcune volte le energie vengono meno, insomma devo stare leggermente più seduto che in piedi.

      Le giornate sono lunghe e intense nella diversità dei carismi da discernere e da valorizzare, quali doni del Signore per gli altri. Io non posaso fare altro che accogliere e incoraggiare al dono, il resto è affidato alla volontà del Signore di fare della parrocchia un crogiuolo inesauribile di esperienze e di doni da condividere. Come sempre non possiamo fare altro che ripetere l'insegnamento del Signore, la messe è molta ma gli operai sono pochi.  Sappiamo tutti bene che più si complessifica l'azione educativa, più è importnate la collaborazione di tutti, di questi tutti riusciamo a coinvolgene un venti%, gli altri generalmente apprezzano, ma fanno fatica ad emozionarsi nel dono di se. Anche la manifestazione di ieri sera contro la violenza alle donna, è stata vissuta con una buona partecipazione, ma non coinvolgendo e orientando il valore che si è inteso sottolineare.

     D'altra parte l'esperienza insegna che ogni cosa esige grande dedizione da parte di alcuni, nella speranza di convolgere qualcuno, senza avere la presunzione di una partecipazione corale, quaesto è accaduto anche con Gesù, grande emozione in alcuni momenti e totale abbando in altri. Insomma chi ha fede si impegna nel dono di sé, non tutti hanno l'esigenza di cogliere il bene con la stessa intensità. Quello che conta, è che non deve mai mancare l'entusiasmo nel proprio impegno, certamente si guarda agli altri con attenzione ma mai con la presunzione di un coinvolgemento generale altrimenti ci si apre alla delusione. Che dire, mai i risultati devono essere la molla che spinge all'impegno. L'immagine generante la gioia che apre all'impegno per gli altri è sempre quella di Gesù che dona la Sua vita sulla Croce per tutti. 

26 settembre - Intanto una buona notizia, sembra che pioviggi e dalle nostre parti è un avvenimento raro. Non è una vera e propria pioggia, però ci si accontenta, perché innaffia i fiori e soprattutto purifica l'aria. No, Non sono le prove di autunno, ma comunque genra sensazioni nuove. Per cui buon giorno. Poi uno sguardo sul microcosmo che ci accompagna e ci circonda,prima di tutto: I Cristiani dell'Oltre, che il nostro Vescovo ha scelto sulla scia degli insegnamenti di Papa Francesco come linee programmatiche del suo impegno pastorale. Lo so, dovrei dire del nsotro, ma l'esperienza ci dice che da Gesù in poi, una cosa è ciò che pernsa il Pastore, altro è ciò che le pecorelle ai vari livelli riescono ad incarnare. Ma, finchè il Pastore si accompagna al gregge come sta accadendo, tutto procede in modo innovativo e festoso. Attualmente è proprio così, sembra il viaggio di Gesù verso Gerusalemme per come lo trasmette l'evangelista Luca. tutto è lode, tutto è gioia, tutto è festa. Per cui rallegriamoci nel Signore.

  

     Poi abbiamo la riserva permanente della gioia, che è rapprestata dall'esuberanza dei ragazzi, una vera riserva di energie che spendono con grande esuberanza in modo sempre innovativo e festoso, insomma purchè ci siano loro e tutto il mondo si rinnova nei mille colori della festa che non devono mai abbandonare la nostra capcità di condividere con loro la vita. Questo ci permette di essere sempre incapaci di tristezza, poiché incrociando i loro sguardi dobbiamo rileggerci nella voglia di essere festosi. Osservando le foto ci si rende conto che la gioia nasce anche dalla coscienza di essere persone nuove o comunque dalla coscienza di poter vivere in modo nuovo la speranza, una virtù che ci accompagan verso il Giubileo del 2025.

 

      Ritengo che tanti siamo nella convinzione di dover cambiare, che così le cose non vanno bene, che dovremmo viviere dando più spazio agli affetti anche familiari, il che significa la serenità di base in ogni relazione. Ma quanti sono nella condizione di poterlo fare? Anche tra coloro che sembra vivano in modo più relaizzato, in realtà ci troviamo di fronte a tanta aridità, proprio perché manca il tempo della vita comune e alcune volte anche dell'innammoramento interiore per le cose che si portano avanti. E allora? Come procediamo. La via più semplice è quella indicata da Gesù: andiamo dall'altra parte; in modo nuovo e alla scoperta di nuove esperienze, o più semplicemente di un modo nuovo di viverle.  Ci vuole coraggio e determinazione, ma anche Gesù ne ha avuto bisogno, anche Gesù è andato incontro a molte delusioni.

 

     Però nel convincimento del bene che gli era stato affidato ha cercato sempre di guardare avanti e agli altri con fiducia. Questa è l'unica via che apre alla speranza del futuro, altrimenti abbiamo mille motivi per restare chiusi in noi stessi e disinteressarci di tutto ciò che ci circonda. Dimenticavo anche i ricordi concorrono alla serenità e alla gioia della vita, periò è importante conservarli nel cuore, ogni tanto riemergono naturalmente e ci aprono all'euforia della vita che continua.

20 settembre - E' bello riflettere oggi alla bellezza della riconoscenza. Non sempre ci si pensa, ma accanto a noi abbiamo persone alle quali guardiamo naturalmente con fiducia, con le quali litighiamo spesso, sono quelle che ci sono più vicino. Nel corso della vita, quante persone ci sono cresciute accanto, è verso di loro che guardiamo con attenzione ni momenti di difficoltà e nelle situazioni di malattia o di emergenza. Generalmente non si resta mai delusi, anche perché siamo stati insieme nei momenti spensierati, ci siamo sostenuti nei momenti di sofferenza e di dolore, abbiamo cercato di stringere i denti nei momenti di bisogno. Insomma ci sentiamo parte della stessa famiglia e magari anche di più, perché compagni di viaggio. Scrivo tutto questo, mentre sono disteso sul lettino dal mio dentista, che rivedo nella tante situazioni esitenziali che abbiamo condiviso. Perciò riprendiamo a dire  grazie più spesso, Tante persone ci hanno aiutato nella vita e ancora non è vietato.ringraziare.

19 settembre - Siamo praticamente entrati nel ritmo ordinario della vita di comunità e tutto sembra procedere per come il Signore ci dona, con la collaborazione attiva degli operatori che donano con il cuore il proprio impegno.Il resto dell'opera la compie il Signore, che è proprio la parte più importante perché riguarda la serenità dei cuori e la gioia di vivere in fraternità al servizio del Signore nel sotenere i fratelli e le sorelle nelle loro necessità materiali e spirituali. Di certo non mancano gli aspetti più aridi e istituzionali, ma sappiamo bene che ogni struttura si sostiene anche con le adesioni e le articolazioni istituzionali. La mia percezione è che ci sia una buona disponibilità al bene da compiere e alla gioia di poterlo vivere insieme.

      Domenica timidamente si sono resi presenti alcuni ragazzi della confermazione e dell'eucaristia, come sempre la primavera non inizia all'improvviso ma i germogli la rendono presente con gradualità. La cosa importante e non essere distratti o tatalizzanti, per cui è opportuno essere attenti a ogni volto e accoglienti verso tutti. Questo esige anche il non vedere pienamente ma con la tensione al bene, altrimenti si corre il rischio di svilire la gioia del racconto che ogni vita rappresente dando maggiore spazio agli aspetti negativi. Questo non è opportuno quando si opera con centinaia di persone e si devono raggiungere migliaia di persone. E' sempre opportuno emancipare il bene, anche quello velato, in questo modo ogni persona diventa preziosa, e viene colata come un dono che non ci appartiene ma ci è affidato per un bene più grande che non è solo il nostro ma quello di tutti.

     Per fare questo, occorre darsi il tempo di osservare, di ascoltare, di camminare insieme. E se non si riesce proprio, almeno occorre darsi il tempo di pregare, cercando di cogliere nella volontà di Dio quello che manca alla nostra azione di ogni giorno. Che dire, continua contemporaneamente il tempo estate, per cui non nascondo che mi capita di andare a mare nella bellezza che riesce a comunicare in questo mese, aiuta a riflettere ma sostanzialmente è tutto più armonionoso in riferimento alla frenesia dei mesi precedenti. Questa sera avrò modo di immergermi in Verbicaro terra dei ricordi pastorali giovanili, ma anche più semplicemente motivo di gioia per i tempi che scorrono accanto agli amici che non dimenticano e vogliono leggerti ancora compagni avventura.

13 settembre - Come sempre ogni cosa è affidata al Signore, nella sincera disponibilità del cuore e delle braccia camminare facendo la Sua volontà. La parola cambiamento esige uno stile di vita disponibile a rileggere la propria via nella diversità delle situazioni, rimuovendo ogni atteggimento di staticità, e aprendosi conseguentemente alla novità perenne dello Spirito Santo. Ritengo che non sia facile per nessuno rileggersi in qeusta disponibilità. Anche per questo raccomando sempre la preghiera, la sola energia che fa comprendere la preziosità della propria dedizione al Signore e anche l'importanza di cambiare il proprio stile di vita se non è conforme alla volontà di Dio. Per cui con semplice coraggio e grande gioia viviamo questo tempo di rilettura e di impostazione come la novità che il Signore ha pensato per noi e per il bene della comunità.

5 settembre - Signore miei, siamo nuovamente operativi, anche se ci vorranno le istiruzioni adeguate per usare in modo spensierato il nuovo programma, diciamo che che per adesso mi muovo in modo circonstanziato, con molta prudenza. Certo non posso sommergervi di informazioni, anche perché sno stati giorni straordinariamente significativi che hanno coinvolto tante persone, qualcosa dirò altro è da immaginare. Per quanto riguarda le tante immagini che riguardano il 70°anno della mia vita e, soprattutto, il bellissimo pellegrinaggio ad Assisi, dovrete saspettare perché non è caricato il programma di riqualificazione e di adeguamento. Per cui tutto viene rinviato a domani. Intanto abbiamo interagito, Tutto è stato bellissimo però preferisco aspettare la possibilità di narrare avendo le foto davanti agli occhi, perché io posso immaginare ma se voi non vedete acvreste solo la mia descrizione che non sempre riesce a tramettere le emozaioni necessarie. Ancora un po' di pazienza,

     Pochi momenti di pausa e si riparte con l'entusiasmo di andare nella CIttà di San Francesco, tutto vissuto con gioia e anche nella ricerca di un modo sempre nuovo di stare insime e di comprendere se stessi in modo più ampio, Eravamo diversifica nell'età, per cui necessariamente l'esprienza è stata proposta e vissuta in modo diversificato. senza presunzione ritengo si possa affermare che si è riusciti a far quadrare il cerchio, per cui alla fine dell'espeirneza siamo tutti toranti a casa in un sincero clima festoso.

     

  Come dicevo ieri sera le immagini parlano da se e non hanno bisogno di molte parole. Per cui voglio solo ringraziare quanti si sono adoperati perché la ricorrenza dei 70 anni fosse vissuta nella gioia di stare insieme, con relativa semplicità  e con la collaborazione di tutti. Soprattuto privilegiano l'accoglienza di quanto hanno inteso vivere con me, questo appuntamento dicamolo pure, irripetibile. Come sempre la comunità ha corrisposto alle richieste del parroco sia in ordine alla celebrazione che era il momento centrale, sia in riferimento alle offerte per le famiglie bisognose che era la richiesta specifica, sia nell'accogliere quanti hanno inteso lascire le loro attività per condividere un momento di gioia.  Certo quelli che sono nel mio cuore, poiché il Signore mi ha dalto la gioia di servire tante comunità, sono molti di più ma erano ben rappresentati dagli ultras che non mancano in nessuna esperienza pastorale.  

  

Però è la ricorrenza del 70° tutti vissuti in modo nomadico, 7 anni da ragazzo a Sicilì, 4 anni con le elementari a Mezzana, 2 anni in seminario a Policastro, 7 anni medie e liceo a Scalea, 4 anni lavorativi a Cermenate, 5 anni teologia a Catanzaro, 2 anni tra Napoli per la licenza e Cirella come vice parroco, poi come parroco 4 anni a Verbicaro, 4 anni Direttore Spirituale a San Marco, 9 anni parroco a Cirella, 9 anni parroco a Belvedere Marittimo, 4 anni a Diamante e quesyto è il 10 anno che vivo il ministero a Scalea. Per cui ringrazio il Signore per il dono della comunione, ma anche di poter continuare a vivere il servizio per come Lui vorrà donare. Ritengo inutile sottolineare che ovunque ho incontrato benevolenza ma anche resistenze per cui non bisogna stupirsi delle difficoltà di cui parla l'apostolo delle genti per il suo impegno apostolico, Ci si relaziona sempre con migliaia di persone e ognuno vuole continuare per come ritiene opportuno per cui l'azione educativa deve essere sempre guidata dalla pazienza e dalla convinzione del bene che ne deriva con tutti i limiti che si accompagnano anche alla mia vita. Insomma, grazie e si volta pagina.

  

 

 

20 agosto - Come sempre i momenti più belli in questo mese, sono i tanti momenti di poter incontrare tante persone, tanti volti e conseguentemente tante vite che si spendono in modo totalmente diverso dal nostro. Questo in nulla distrae dalla vita della comunità parrocchiale, anzi in questi giorni mi sono concesso un po' di tempo per visitare alcuni ammalati o persone sole della parrocchia, ma comunque siamo sollecitati a comprendersi depositari di un missione più ampia del normale, questo non può che arricchire l'entusiasmo del servizio che ci viene donato di vivere. Non ci sono meriti umanamente parlando, ma è tutto e solo dono della Grazia di Dio che non dobbiamo sciupare, né trascurare. 

     D'altra parte siamo quasi alla conclusione di questo movimento innovativo della vita di comunità, poi proviamo a riprendere in modo totalmente nuovo gli impegni ordinari. Totalmente nuovo? Dirà qualcuno, con lo sgomento di dover cambiare abitudini e impegni, certamente il tempo non passa inutilmente e trasforma necessariamente il nostro modo di comprendere e di vivere la missione che il Signore ci chiede di testimoniare ogni giorno nell'oggi dell'esistenza. Necessariamente il cambiamento è interiore, una maturazione spirituale che è inarrestabile e che si accompagna alla vita di ciascuno in modo cosciente o incosciente, quanto più ne maturiamo la comprensione tanto più cercheremo di corrispondervi.

     Comunque sia, in modo cosciente o incosciente, si cambia, come cambia il mondo, cambiano i nostri figli, cambia tutto ciò che noi ci sforziamo inutilmente di stabilizzare, è la caratteristica di ogni tempo, ma forse ai nostri giorni accade più stabilmente, senza grandi scossoni in modo più connaturale ai ritmi della vita. E noi trasmettiamo la fede in Gesù, con tutto ciò che questo comporta, perché tutto si svolga con serenità e armonia, senza generare traumi insostenibili e nello sforzo di rasserenare gli atteggiamenti. Non sempre ci si riesce, ma la tensione a realizzarli è costante. Insomma allora salviamo le intensione e guardiamo con fiducia al futuro, che è sempre da vivere con il sostegno dell'amore misericordioso di Dio.

     In tutto questo, nella dinamica del mio cambiamento anche Frère Roger ha dato il suo contributo. Avevo 20 anni, lavoravo a Cermenate in Lombardia, quindi circa cinquanta anni fa, quando per la prima volta andai sulle colline di Taizé per vivere una esperienza di fede nella dinamica ecumenica. Lì per la prima volta mi capitò di vedere una chiesa piena di giovani che pregavano e si confrontavano in libertà di spirito e di idee, potrei dire che lì ho imparato a vivere e a far vivere una chiesa per alcuni aspetti innovativa e non sempre di moda, dove tutti sono protagonisti nel Signore e dove ognuno deve poter esprimere se stesso imparando in modo sempre nuovo a rendere presente il Signore anche con i propri limiti che deve imparare a non nascondere per mettersi in vista, ma riuscire a mostrare per correggersi e vivere con umiltà. Frère Roger dedicò tutta la sua vita ad accogliere i giovani credenti e non credenti, poi all'età di novanta anni fu ucciso durante la preghiera della sera. Nulla di particolarmente nuovo, il mondo è così, spesso uccide chi ama.

    In questa dinamica di cambiamento interiore si inserisce il pellegrinaggio di Assisi che ognuno vivrà in modo personalizzato a secondo delle esigenze e nella maturità anche in riferimento all'età. Cambiamo noi adulti, cambiano i giovani, non faccio i nomi ma alcuni cambiamenti sono davanti agli occhi di tutti. Ma stanno cambiando anche i giovanissimi, potremmo dire sono già cambiati in modo vistoso anche in virtù del lavoro che portano avanti con impegno e che ne responsabilizza gli atteggiamenti e la coscienza della vita. Ma spiritualmente a che punto sono? Questo lo sa solo il Signore, ritengo che nessuno vedendomi sulla collina di Taizè, molto trasandato con zaino in spalla e via a seguire,  tanti anni fa avrebbe ipotizzato una mia vita orientata al servizio sacerdotale. Quello che conta è lasciare spazio al Signore, anche poco il Signore non è invasivo ma affettivo, nella loro vita.

     Un impegno ineludibile in questi giorni è quello di innaffiare le piante, lo chiedono con insistenza, certo bisogna imparare il linguaggio delle piante altrimenti loro chiedono e noi ci relazionismo in modo distratto, poi muoiono e la colpa è la loro perché noi non siamo stati attenti alla loro invocazione di aiuto. Se ci sono fiori è facilissimo perché abbassano immediatamente il livello di postura, altrimenti occorre guardare con più attenzione alle foglie che ordinariamente diventano più affusolate. Rimane il problema di dare troppa acqua, questo rischio si corre avvertendo l'intensità del caldo. Come sempre e in tutto, anche in questo caso vige la regola inesistente della prudenza e dell'ascolto delle piante che ci osservano e chiedono di essere amate.

     Dai don Cono, pure le piante? Vedete voi, io le cose ve le dico, poi ognuno si regola per come riesce e ritiene.

16 agosto - Della serie televisiva: tutto è passato come in un vortice fumigante lasciando una scia di armonia e di benessere spirituale. Tutti hanno acclamato con gioia: il Signore ha visitato il suo popolo e gli ha dato pace. Amen. Effettivamente sono stati giorni intensi di vita spirituale e di ricerca di orientamenti nuovi da dare alla vita di comunità, tutto è stato vissuto cercando nella premura della Vergine Maria la gioia di vivere al servizio del Signore e la disponibilità a mettersi in pellegrinaggio per fare esperienza dell'amore del Signore che sempre sostiene e dona pace ai cuori. Il popolo di Dio ha vissuto con enfasi il Suo invito e si è messo in cammino per celebrare comunitariamente il ringraziamento per i doni ricevuti. Abbiamo avuto una partecipazione intensa e festosa, per gli anni della mia presenza in parrocchia, forse è stata la più intensa nel cuore dell'estate.

     Nulla di particolarmente esaltante per me, ma occorre dare merito al Signore che la Sua presenza nel cuore dei fedeli è percepita come una forza capace di scuotere nelle difficoltà e che incoraggia la vita di fraternità. Insomma ci dona di guardare avanti con fiducia. Rimane il distacco liturgico del mondo dei giovani, sono convinto che quello affettivo è ancora vigoroso, ma manca da parte nostra una maggiore attenzione a questo mondo, così diverso dal nostro modo di vivere, anche la proposta di fede dovrebbe essere più attenta ai suoi aneliti e ai suoi entusiasmi. Ci riusciremo, non ci riusciremo questo è affidato alla preghiera personale e al dono della Grazia, che il Signore dona  sempre a coloro che la invocano. Questa convinzione genera la serenità nei nostri cuori, ci apre alla speranza del futura e all'amore verso tutti. Il fare la volontà del Signore è la nostra pace.

     Voglio anche esprimere il mio compiacimento per la tanta gente che sceglie Scalea per vivere le vacanze, abbiamo migliaia e migliaia di fratelli e sorelle in più che il Signore ci pone accanto, questo esprime la gioia per loro di stare in questi luoghi bellissimi, che necessariamente per la gran quantità delle persone non riescono ad esprimere pienamente i suoi doni. Di certo manca chi difende la nostra città dalla superficialità con la quale i social trattano le naturali difficoltà della vita comune che ne conseguono, criminalizzandola invece di emanciparla e di lodarla. La città di Scalea accoglie con grandi sacrifici ed entusiasmi coloro che vengono in mezzo a noi, prima di tutto sono i giovani che, per la gran parte, lavorano instancabilmente per vitalizzare i servizi dei quali ciascuno avverte l'esigenza. Che qualcosa non proceda per come dovrebbe, ritengo appartenga all'impossibilità di sopperire alle troppe esigenza. Però di certo l'impegno di tutti è evidente a quanti cooperano per la vivibilità del territorio.

  

     Adesso ci portiamo verso la conclusione di questo tempo particolare che viene definito tempo di vacanza. Come sempre il moto del cuore deve essere il ringraziamento per come il Signore ha protetto il nostro territorio, dalla inclemenza del clima che ha distrutto altre realtà. Insomma invece di lamentarci, dobbiamo ringraziare ed è quello che abbiamo cercato di vivere ai piedi della Vergine Santa la vigilia dell'Assunta nel Parco degli Angeli. Avrei voluto fare due notti all'addiaccio, ma mi sono dovuto accontentare di una, semplicemente perché dovrei essere più attento all'età che si accompagna alla mia vita. Insomma il corpo non sempre reagisce bene alle sollecitazioni del cuore. Però anche in questo caso, semplicemente ringrazio Dio ch continua a sostenere la mia voglia di servirlo anche negli atteggiamenti estemporanei e prego perché la Sua benevolenza continui a sostenere il mio amore per la comunità che mi è stata affidata.

12 agosto - Siamo arrivati nel cuore del mese, nella diversità dei modi ciascuno si prepara a vivere il ferragosto con impegno, chi nella preghiera, altri nell'attività lavorativa, altri ancora nella gioia di divertirsi e via a seguire ognuno con il proprio modo di leggere questi gironi in modo diverso e, comunque da vivere con intensità. Questa specificità, molto personale, chiaramente vale anche per me. Al primo posto vengono gli ammalati e le persone sole, sempre nel mio cuore e nelle mia mente, alcune volte anche nelle mie azioni, per quanto è possibile cerco di stare con loro sono momenti intensi di dialogo che aiutano a capire come la vita h anche dei risvolti inattesi e improponibili, però deve comunque essere vissuta con gioia e determinazione. Ogni giorno dobbiamo trovare del tempo per essere la presenza amante di Dio accanto al fratello solo e, spesso, abbandonato dai propri cari.

     Anche ieri pomeriggio, durante le esequie di Piuccio, ho riflettuto su come la vita spesso esige un cambiamento di rotta proprio per mettersi al servizio di coloro che il Signore ci ha affidato. Anche se non sempre si riesce a comprendere, però spesso occorre annullare totalmente se stessi per permettere all'altro di vivere con dignità. Ma allora io quando vivo? La domanda è pertinente, la risposta è semplice, la tua vita va configurata come un dono permanente all'altro. Quando si riesce a cogliere tutto questo come un dono non si hanno rimpianti o eccessi di nervosismo, altrimenti ci si ribella e marginalizza il più debole. Questo ai nostri giorni purtroppo accade spesso. Mettere da parte i propri sogni per servire l'altro è una vera vocazione e va vissuta come un dono del Signore che ci chiede di camminare nell'amore dietro a Lui sulla via della Croce.

   

    Abbiamo necessariamente anche gli avvenimenti della gioia che meritano di essere vissuti intensamente, così è per il 50° di matrimonio, che in brevi momenti di preghiera e di gioia familiare viene affidato al Signore perché tutto possa procedere facendo la Sua volontà. Da non trascurare è la cura delle piante e dei fiori che il Signore ci affida, dedizione delicata e puntuale che non manca di far crescere la sensibilità verso il creato e verso gli altri, non dobbiamo dimenticare che anche le piante sono creature di Dio e vanno amare come nostre sorelle, insomma come parte costitutiva, molto fragile e determinante l'equilibrio della nostra vita. Poi abbiamo la variegata esperienza dei giovani nella diversificazione necessaria tra coloro che hanno intrapreso il cammino di autonomia e quindi universitari e coloro che ancora abitano stabilmente in famiglia.

     Tanto per fare una semplificazione generale. In realtà ogni giovane è un mondo a se stante, per cui non dovremmo mai stancarci di cercare gli elementi dominanti che li portano a scommettere sulle proprie energie, per tentare vive sempre nuove e relazioni sempre diverse. Poi generalmente noi assolutizziamo i giudizi e necessariamente ne impoveriamo la ricchezza personale, semplicemente perché dovremmo dedicare loro molto tempo e in questo prevale quanto affermato in riferimento ai sofferenti. Capita spesso di voler mettere al centro i propri a discapito degli altri, è sempre un problema di maturità ma come lo spieghi a una mamma che per i cristiani le persone sono tutte uguali nella bellezza della loro diversità. Per cui come sempre ognuno segua la propria strada in modo semplice, nella disponibilità ad accogliere  in pienezza il dono che il Signore mi ha messo accanto.

     L'estate ci permette anche di vivere momenti estatici di contemplazione del creato, dovrei usare il condizionale, ma ogni tanto è anche bello pensare che tutti riescano a cogliere ciò che il creato è in se e non solo ciò che è per me. Ieri sera ho avuto modo di vivre pochi momenti di intensa immersione umorale, insomma di assorbimento ambientale in un momento della giornata che raramente mi appartiene perché sempre impegnato in altre cose. Poiché dovevo aspettare, ho cercato oltre l'immediato e come sempre ho avuto modo di scoprire che purtroppo valorizziamo poco quanto il Signore di ha donato in ordine al silenzio, ai colori, all'armonia dell'insieme che ci circonda. Poi sono arrivati i giovani con la loro gioiosità, la voglia di esserci, l'esigenza di stare insieme. E' inutile parlare ancora della spettacolarità del loro vestire, sempre molto avveniristico ed esuberante, insomma sono i giovani. Per cui non potevo fare altro che salutare in modo educato e andare via.

     Ho fatto una lunga camminata, rendendomi conto che la gente prima delle ventidue la sera non esce, per cui tutto quello che proponiamo liturgicamente necessariamente coinvolge alcune face di persone ma non può aggregare passivamente quanti ci abitano attorno. Insomma o si cambiano gli orari o non ci si lamenta. Ho preso il classico per me, cono al limone, e via negli ambienti di ricerca interiore e di riposo fisico. Guardiamo ai giorni che il Signore ci dona di vivere con grande entusiasmo, sono i giorni dell'Assunzione, insomma siamo incoraggiati a guardare con più fiducia al cielo, certamente senza trascurare il dono delle cose e delle persone che ci sono accanto, ma sono in questo modo ne cogliamo pienamente il senso e anche la perfetta fragilità di ciò che abbiamo ma non ci appartiene del tutto. Insomma siamo educati a valorizzare meglio il nostro tempo e anche a dar valore più autentico a tutto ciò che è donato di vivere.

     Non posso che augurare  a tutti un bellissimo ferragosto, nella diversità dei modi in cui lo vivrete. Vogliamo sorridere un po' di più?

2 agosto - A presto, spero ... aspettando, aspettando siamo arrivati al quattro, oltre la sperata attesa dell'ondata turistica di agosto per molti operatori toccasana e ultima spiaggia per salvare la stagione estiva e tentare di far quadrare il bilancio familiare, sono anche giorni caratterizzati dall'arrivo di situazioni di estrema povertà. Tanto per segnalare alcune situazioni: oltre i soliti volti noti e affezionati che quotidianamente bussano per essere sostenuti, o i vari ambulanti che chiedono la carità in modo diverso dando in cambio oggetti inutilizzabili, abbiamo accolto  un polacco che viaggia abusivamente senza alcun riferimento o bagaglio alla ricerca del pane quotidiano, una madre con il proprio bambino messa in mezzo alla strada da chi aveva promesso loro accoglienza convincendola a lasciare la precedente situazione familiare. Tanti altri che chiedono per le più variegate situazioni, qui è d'obbligo la frase di Gesù: i poveri li avete sempre con voi. Per come possiamo restiamo a disposizione anche per non deludere Gesù, per cui noi siamo sempre con i poveri. Insomma ci teniamo compagnia.

  

     Posso comunicare che nel frattempo possiamo dichiarare completato il murales: Ora è tempo di gioia. Che come dicevo ha comportato un supplemento di spesa imprevista per la messa in sicurezza, ma che dire, c'è crisi, per cui a ognuno i suoi problemi. Anche questo completamento comunque rasserena e trasmette speranza al di la dei problemi terreni, guardiamo con fiducia al futuro, proprio perché guidato da Dio e orientato a Dio. La nostra vera gioia come sempre sono i ragazzi per cui molto bella la giornata vissuta martedì in loro compagnia, sono i preadolescenti coloro che cominciano a camminare sganciandosi dai familiari, anche se ancora in modo circospetto, diciamo che rasserena e mi permette anche di stare al mare, senza particolari preoccupazioni. Insomma tutto molto sereno e gioioso.

     E' stata interessante anche la serata sul Sinodo, il Cantiere dell'educazione, sono incontri di sensibilizzazione che contestualizzati in estate vogliono incoraggiare la ripresa con uno sguardo nuovo alla realtà della chiesa e all'analisi del cambio generazionale. Insomma esigono una attenzione e una apertura mentale che non sempre si riesce cogliere in questo periodo dell'anno. Però in se è stata bella da vivere e anche interessante nella proposto e nella sua formulazione. Ma e la vacanza? Questo l'ho già detto altre volte, come diceva San Giovanni Bosco è una invenzione del diavolo, che permette al diavolo stesso di insinuarsi nel cuore dei credenti e li ammalia con la distrazione, il parlare leggere, il giudizio gratuito e vi a seguire tutti quelli atteggiamento che generano un modo di vivere leggiadro e molto narcisistico, per cui uno è contentissimo di se ed è scontento di tutti gli altri. Molti lo vivono in modo connaturale al punto da non rendersi neanche conto di non operare più secondo gli insegnamenti di Gesù.

     D'altra parte, diciamolo pure, nulla di particolarmente innovativo, per molti l'estate è così. Per questo, chi ritiene di poter concorrere a costruire il Regno di Dio deve essere ancora più vigilante, deve pregare di più, possibilmente parlare di meno, ma soprattutto deve essere prudente per evitare di cadere nella tentazione, anche se sembra che , come si dice, non c'è niente di male, deve semplicemente cercare di capire qual'é il bene. Per il parroco l'estate è così, maggiore impegno pastorale perché molti lavorano o più semplicemente si dedicano ad altro, più intensità nella vita di preghiera per salvaguardare la comunità dai danni peggiori e poi guardare avanti cercando di comprendere qual'é il bene che il Signore ci pone davanti ma che noi dobbiamo perseguire con l'impegno dell'intelligenza e della perseveranza.

    Ma e il divertimento? Semplicemente lo lascio agli altri che ne hanno voglia e ne trovano il tempo, l'età che vado a conseguire velocemente mi chiede di dedicare il poco tempo che mi rimane a ciò che il Signore mi chiede e vi posso garantire che la vera gioia è nel vivere per come il Signore chiede e dona, al servizio della comunità, nella lode al Suo Santo Nome e nella gioia di abitare nella Sua Tenda nella vita di preghiera e di carità.

30 luglio - "Il Signore ti ha posto sulla nostra strada come un esempio da seguire e tu ci insegni con umiltà e nel silenzio: a sostenere le fragilità con coraggio, a guardare sempre avanti con fiducia, a trovare nella fede l'energia per vivere ciò che umanamente sarebbe difficile da affrontare, e a conseguire i traguardi professionali che premiano il tuo instancabile impegno nello studio e la voglia di esprimere sempre al meglio le tue potenzialità. Auguri, abbiamo molto da imparare da te, che tu possa essere sempre gioioso". Con questa riflessione, ho inteso accompagnare il momento di gloria che Luca ha vissuto insieme ai suoi familiari e a i suoi amici, giovedì 27 in occasione della sua laurea triennale. E' stato un momento di gioia vera, per come è lui nell'autenticità degli atteggiamenti e per la gioia di stare insieme. Per me è stata una occasione per riflettere sui cambiamenti che vanno vivendo i nostri giovani, in questa nuova fase della loro crescita. Parlarne? sarebbe troppo lungo e complesso, per cui evito, di certo non è sempre facile cogliere le tracce del tempo dedicato alla loro crescita, in ciò che oggi vivono come traguardi ineludibili da conseguire con tutte le loro forze. Sono uno più spettacolare dell'altro.

  

     La cosa migliore è guardarli nella loro gioie di esserci, e anche nella bellezza del loro esserci, poi ci sono i tanti pensieri e preoccupazioni che abitano le loro menti che avrebbero bisogno di tanto tempo. Quasi tutti innamorati nella diversità dei modi e delle situazioni, come anche degli obbiettivi di questi affetti,  Si va dall'affettuosità occasionale, all'amore verso la stabilità della coppia. Generalmente non si parla di matrimonio, sembra una cosa lontana o semplicemente di altri tempi. Insomma tutto è vissuto in un modo velato però facilmente svelabile qualora se ne avvertisse l'esigenza e se ne avesse il tempo. E' stata un occasione per incontrare anche tanti altri, giovani e meno giovani, con i quali abbiamo percorso dei tratti di sentiero  che in qualche modo si stenta adesso di incrociare. Di certo è stato un momento di relax mentale e di diversificazione relazionale, una passeggiata e si rientra nei ritmi ordinari di impegno pastorale.

     Come certamente vi rendete conto nel frattempo il mese di luglio va terminando alla chetichella. La gran parte dei nostri giovani lavorano, qualche altro si va preparando alla vita universitaria. Turisticamente non ha avuto grande impatto economico, o almeno per come si spera in ambito di estate breve, parlo chiaramente dei conti da far quadrare per le tante attività commerciali che purtroppo vivono solo di questo. Si spera sempre che le cose migliorino, ma è opportuno vivere con i piedi per terra, insomma si guarda ad agosto con un po' di preoccupazione. Per la partecipazione e la preghiera della vita della comunità tutto procede abbastanza bene, la gente partecipa volentieri alla vita della parrocchia e la parrocchia gode di questo coinvolgimento sereno e gioioso di parrocchiani acquisiti. Abbiamo avuto l'opportunità di accogliere un parrocchiano di lusso, Don Nazzareno, la sua presenza discreta ed entusiasta rimane preziosa per la vitalità della comunità.

     Pastoralmente guardiamo alla ripresa pastorale, senza particolare ansietà, anche perché preferiamo conoscere che cosa ci chiede il Vescovo come traguardo pastorale da conseguire nei nostri impegni parrocchiali. Intanto abbiamo il pellegrinaggio di Assisi che comunque ci permetterà di vivere momenti di fraternità nella diversità dei modi e delle esigenze personali. Poi abbiamo anche la scadenza dei miei 70 anni, che ritengo di poter vivere con serenità nella gioia della vita della comunità. Come ho già comunicato la vivremo nella gioiosa semplicità della partecipazione corale, nel ringraziamento al Signore e nella dedizione alla carità verso chi ha più bisogno di aiuto. Nel frattempo c'è da vivere il mese di agosto, con tutto ciò che questo comporta turisticamente e liturgicamente parlando. Della serie non ci si annoia e si guarda con gioia ai giorni che il Signore ci donerà di condividere, adesso ci percorriamo nella Domenica  che sto vivendo tra campagna e parrocchia insomma senza stress e nell'armonia del contatto con la creazione.

25 luglio - Andiamo a cominciare una nuova giornata, leggermente calda per come potete dedurre dalla foto, scattata alle sei di mattina lascia ben comprendere per come si potrà svolgere la giornata. Come ho sperimentato ieri, si sta bene solamente in acqua, neanche sotto l'ombrellone, ma in acqua posso garantire che decisamente si riesce a trovare refrigerio naturale e  rasserenante. Per cui chi può, la soluzione non è il lamento ma un tutto al mare. Il caldo scoraggia la scrivania, alcuni dicono ma perché non accendete il climatizzatore, semplicemente perché produce calore esterno per cui contribuirei a generare nuovo calore nell'atmosfera con quel che ne consegue per il peggioramento del clima generale. Ma quante ne andate a pensare, lo so, ritengo che lo sappiano tutti, anche se non tutti colgono la propria responsabilità nel generare calore e nella possibilità di evitarlo. Come dire, allora buon caldo a tutti, prima o poi passerà.

  

     La vita della comunità scivola in modo abbastanza ordinario seguendo il ritmo estivo, il che vuol dire che passiamo dalla piccola comunità neocatecumenale del sabato sera con 25/30 fedeli, alla grande assemblea della Domenica sera con 500/600. Senza dimenticare tutto ciò che è importante preparare perché tutto si svolga in modo ordinato e liturgicamente dignitoso per cui il lavoro del Coro, del Gruppo Liturgico e di coloro che fisicamente devono sistemare gli spazi di accoglienza, il che esige circa tre ore di impegno sotto il sole. Come anche sono da ringraziare i custodi e altri volontari che alla fine rimettono tutto in ordine, pronto per il prossimo appuntamento. Lo dico per incoraggiare alla preghiera anche per coloro che in modo invisibile vivono un servizio prezioso alla preghiera perché la presenza del Signore doni conforto a tutti. Anche per ricordare che ogni attività esige la collaborazione e il sacrificio di molti.

  

    La partecipazione dei fedeli è sempre ammirevole, in tutte le celebrazioni. Anche durante l'estate si avverte l'esigenza di vivere il ringraziamento e l'incontro con il Signore. E' vero, come sempre, mancano i giovanissimi, mancano i ragazzi, cosa alla quale non dobbiamo mai abituarci, semplicemente perché sono il futuro. Ma i tempi sono quelli del Signore e non i nostri, per cui nessun problema noi pensiamo ad accogliere coloro che il Signore convoca gli assenti li abbiamo nel cuore e nei pensieri. Diciamolo pure, durante la celebrazione sono più presenti dei presenti. Come sempre molto intensi anche i tempi delle confessioni, per molti questo è l'unico appuntamento dell'anno, insomma è la loro parrocchia di riferimento per riprendere un cammino di fede. Frammentato? Ma come dicevo prima i tempi sono quelli di Dio.

     Anche luglio ci sta lasciando, turisticamente è stato un mese leggero. Qualcosa in più durante i week end, ma nella settimana tutto è scivolato senza particolari patemi d'animo, magari i gestori delle attività commerciali avrebbero preferito qualcosa in più. Ma ritengo che, anche loro, vanno gestendo l'esistente, abbandonando i sogni di gloria legati ad altri tempi. Dobbiamo ammettere che, anche se indirettamente, stiamo vivendo una economia di guerra, dove ogni cosa deve essere valutata anche in prospettiva agli eventuali cambiamenti futuri, sia sociali che climatici. Come dire c'è una emergenza sottesa, della quale nessuno ama parlare ma che pure abita i nostri cuori e la nostra mente.

     Nel frattempo va completandosi anche il Murales Ora è tempo di Gioia, ormai siamo alle ultime pennellate di completamento. Esprime bene la voglia di gioia che è nei cuori e che deve abitare la nostra vita, in questo desiderio la fede è un bene centrale  siamo tanto lamentosi è anche perché si alimenta poco la fede con la preghiera personale. Gesù, la Sacra Famiglia, la comunità dei Santi devono sempre coinvolgerci emotivamente e sostenerci. Anche i tanti amici che il Signore ci pone accanto, donano serenità nel ricordarli li rendiamo presenti nella nostra vita oggi e loro ci incoraggiano a imitarli o più semplicemente a sentirli presenti, accanto a noi, con i loro sacrifici e la gioia che abbiamo condiviso in tanti momenti del nostro cammino.  Ancora oggi, il Signore ci pone accanto tanti fratelli e sorelle, noi solo per un breve tempo riusciamo a cogliere la bellezza della loro presenza. Forse è questa la caratteristica dei nostri giorni, si corre sempre e un po' ci si perde di vista. Avremo mai modo di valorizzare ogni cosa? Certamente no, ma per quanto possiamo perché no.

14 luglio - Anche se la si guarda da lontano e non sempre con spirito di simpatia, per la sofferenza che lascia nella mente e nei cuori delle persone, di fatto sorella morte, si accompagna stabilmente al ministero sacerdotale e ci sollecita a una verifica della nostra fede nella risurrezione perché di questo dobbiamo parlare e incoraggiare ad affidarsi per superare i momenti di solitudine e di fragilità che seguono questo appuntamento che, nella diversità dei tempi, coinvolge tutti noi. Forse qualcosa in più sarebbe opportuno vivere anche come comunità cristiana nell'accompagnamento della famiglia e nella solidarietà spirituale. Capita alcune volte di avvertire la presenza dei soli familiari alla celebrazione esequiale, questo non depone bene in riferimento al sentimento di comunità cristiana che sostiene nel dolore i fratelli e le sorelle della fede.

 

     Il tempo del covid è terminato, ma il modo di vivere la condivisione del dolore forse è rimasto quello della frettolosità, che certamente deve essere rimosso. La morte genera sempre un coinvolgimento emotivo, che riguarda soprattutto i familiari e i conoscenti, ma dovrebbe coinvolgere ordinariamente tutta la comunità. A me sembra che questo passaggio sacramentalmente ordinario esige sempre un supplemento di crescita spirituale, perché diventi naturalmente relazione affettuosa in Cristo. Quelli che viviamo sono giorni profondamente segnati dal dolore di tanti eventi luttuosi, quanto tempo dedichiamo ai familiari che hanno bisogno di essere sostenuti nel loro dolore. Altra attenzione da curare perché cresca e la preghiera e la solidarietà con gli ammalati, le persone sole.

 

     Come vedete luglio, non è solo, per chi riesce, occasione di vacanza o di svaghi ma come sempre, per noi cristiani, è il tempo della solidarietà e della condivisione del bene più prezioso che abbiamo ed è il nostro tempo. E' anche il tempo del lavoro, una attività che riguarda la gran parte delle famiglie di Scalea, che vivono questo periodo totalmente immersi nel lavoro orientato al sostegno dell'economia domestica. Insomma se vogliamo per la gran parte delle persone è un tempo di sacrifici. E' vero anche io riesco ogni tanto a trovare un po' di tempo per andare a mare, ma sono sempre, con il pensiero, alle cose che in questo modo trascuro e che esigerebbero la mia presenza altrove. Insomma coraggio per quanto è possibile viviamo in modo vigilante e il Signore ci doni sempre la forza di essere a sostegno dei più abbandonati, di chi è nel dolore.

 

10 luglio - Ieri sera abbiamo vissuto un momento di fraternità tra le varie parrocchie e gesti di solidarietà con gli ammalati, tutto questo ai piedi della Vergine del Monte Carmelo, nella celebrazione dedicata agli ammalati. Sono immagini che restato negli orecchie e anche nel cuore, perché in molti di loro cogli gli amici di giochi degli anni passati, adesso chiedono al Signore un momento di conforto e di speranza per se stessi e per i familiari. Alcuni son bloccati sulle carrozzelle, altri sono affitti da altre malattie che comunque vietano loro di vivere con autonomia e gioiosità sufficiente la loro esistenza. Ammettiamolo sono coloro che hanno la fortuna di avere accanto a se familiari che li accudiscono, degli altri si sono perse le tracce nelle tante case di riposo che fortunatamente li accolgono, donando loro di poter vivere con la necessaria dignità.

 

     La sofferenza ci cammina accanto nelle sue varie forme, la forma più diffusa è quella mentale che scatta in modo sistematico anche in persone inimmaginabili, ma ormai tutto deve essere colto come un cambiamento d'epoca, dove cioè la persona non riesce più a gestire pienamente le proprie riflessioni e le proprie reazioni. In qualche modo le cose più stabilizzate negli ambienti piccoli, ma quando ci si riferisce all'ambito cittadino tutto diventa travolgente e inimmaginabile passivamente. D'altra parte dobbiamo educarci a un modo dinamico di leggere la vita, che esige una rimozione totale delle categorie interpretative maturate nella crescita. Ogni giorno merita ed esige di essere letto in modo nuovo, per cui è importante non stabilizzarsi in categorie storicizzate, certo ciò che appartiene al nostro vissuto, in qualche modo abita la nostra vita però deve essere ricodificato nel tentativo di applicarlo alla relazione con l'altro.

 

     In tutto questo, al centro della scena era la statua della Vergine Santa, solenne, dominante e nello stesso tempo attenta alle nostre preghiere e anche alle fragilità silenziose che si accompagnavano al nostro sostare silenzioso ai suoi piedi. Oggi tutto merita di essere letto in chiave turistica, la bellezza del mare, la confusione gioiosa dei giovani, la luminosità del sole di luglio. La voglia di immergersi, ci si guarda attorno, tanti giovani con tanta bellezza e anche la volontà di essere al centro dell'attenzione. Poi cogliamo le zone d'ombra, nel senso di coloro che prendono il sole senza altra esigenza che cogliere il dono di questi momenti magici che meritano di essere vissuti fino in fondo, semplicemente perché non durano a lungo.

 

     Poi come necessariamente accade, anche in modo passivo, tanti i ricordi belli e non, vissuti in modo articolato e complesso  questi luoghi di lavoro e di svago, sostanzialmente questa è stata la mia spiaggia dal periodo del liceo a oggi, per cui tante emozioni anche nei periodi nei quali lavoravo come custode del Club Nautico, a quel tempo c'erano solo cinque lidi, tutto il resto era inimmagilmente di tutti. Come spesso accade ogni cosa va cambiando, per cui dicevo già inizialmente è opportuno leggersi in modo dinamico e non statico, altrimenti non si vive costruendo il futuro che poi sono i nostri figli, i nostri nipoti ma inseguendo se stesso e conseguentemente nel passato. Se permettete adesso mi concedo un po' di futuro e mi immergo in modo sempre nuovo nell'immensità del mare di oggi.

 

9 luglio - Anche durante il mese di luglio la parrocchia continua la sua missione ad extra, in forma e modi molto diversificati a secondo dei carismi e delle disponibilità dei battezzati. Qui in sequenza abbiamo l'Azione Cattolica con i suoi incontri nei quartieri (Arenile), gli scout con la foto di chiusura del campo di reparto in quel dell'Abatemarco, infine la chiusura della celebrazione vigiliare della comunità Neo Catecumenale nell'atrio della parrocchia.  Vengono privilegiati gli spazi all'aperto anche vivere nell'ambiente ciò che il Signore ci chiede di trasmettere a coloro che anche occasionalmente possono avvantaggiarsi del dono della Grazia di Dio. Intanto l'estate continua il suo corso con la bellezza della presenza di fedeli provenienti da molte regioni, che cercano e trovano nell'incontro con il Signore,  un momento di fraternità e di gioia comunitaria. Come sempre, per come è possibile, la parrocchia mette a disposizione di tutti gli spazi che ne impreziosiscono la presenza in questa area molto variegata della Città di Scalea.

 

  

 

    Il caldo impreziosisce la bellezza del mare e ne fa anelare il desiderio di immergersi, per quanto è possibile ognuno lo valorizza. Diciamolo pure una cosa è stare sotto l'ombrellone e una cosa molto diversa e restare alla scrivania dell'ufficio per aggiornare il sito, ma i doveri vanno adempiuti, ecco perché sudando anche se non i modo eccessivo, cerco di recuperare alcune idee ed esperienze vissute in questi giorni. Non è meno importante il fatto che per svariati motivi sono riuscito  a tornare al mio paese di nascita, sempre più disabitato ma non per questo non meritevole d essere percorso. Ho avuto la gioia di incontrare mia Zia China, ma ho evitato di mangiare, ormai con il cibo si va creando un rapporto complesso, e poiché non si riesce a creare equilibrio è opportuno che si generi stabilmente un certo distacco.

 

     E' bello da sottolineare la conoscenza ideale, fatta nei giorni scorsi di Giuseppe, non chiedete di più, perché farei fatica a comunicare qualcosa, però ormai è parte della famiglia per cui consideratelo di casa. Molto bella anche la comunicazione di Luca, prossimo neo laureando della comunità, insomma come vedete al di là del lamento di molto per il caldo non mancano le notizie positive capaci di aprire alla gioia e alla voglia di stare insieme per vivere la festa. In tutto questo ci sono anche i pensieri legati alla vita di comunità, alla prossima ripresa delle attività catechistiche e a tutto ciò che concorre a fare della nostra parrocchia un riferimento stabile anche per le situazioni di disagio e ricerca di solidarietà. Non voglio trascurare anche l'avvenimento prezioso per Scalea della novena alla Madonna del Carmine che in questi gironi sollecita un maggiore coinvolgimento di tutti, sia per onorarne la presenza, sia per attingere ai tesori della Grazia di Dio che Lei testimonia e alimenta nei cuori.

 

30 giugno - E' proprio così, alcune volte capita che quando si h troppo da scrivere si finisce con il non scrivere nulla. Diciamo che sono rimasto sommerso dalle tante iniziative parrocchiali, diocesane e nazionali al punto da non trovare il tempo e la testa di memorizzare qualcosa, per quanto significativo e unico, quindi meritevole di essere conservato in memoria. Il caldo ha fatto il resto, facendomi disaffezionare alla scrivania e alla tastiera. Oggi ho indossato la corazza del coraggio di Don Chisciotte e sono qui per dovere di cronaca, anche gli utenti hanno i loro diritti e sono tenuti ad essere aggiornati. Allora andiamo a ritroso, sono da poco tornato dalle giornate di fraternità volute dal nostro Vescovo in quel di Briatico. Sono stati momenti preziosi di riflessione e di preghiera soprattutto nella visita alla Certosa di Serra San Bruno, ma soprattutto esperienza di fraternità della famiglia sacerdotale che ha tanto bisogno di ricucire i legami con la diocesi e con la pastorale.

 

   

 

     Diciamolo pure il Vescovo ha inteso mantenere un clima di dialogo estemporaneo, per cui non abbiamo riflettuto in profondità le cose ma ci è stato donato un momento di ascolto e di condivisione. Questo ci permette di leggere tra le righe quali atteggiamenti e orientamenti intende dare al suo ministero in mezzo a noi, questo permette anche a lui di conoscere meglio i nostri entusiasmi negli atteggiamenti ordinari del nostro stare insieme. Dobbiamo aggiungere tutto ciò che concorre alla vita ordinaria della comunità, dalla pulizia della chiesa  e degli ambienti pastorali. All'innaffiare le piante, il caldo le uccide nella loro voglia di vivere se non viene temperato. Poi abbiamo tutto il mondo della preghiera, nelle sue varie forme sostegno insostituibile di ogni azione orientata a rendere presente Dio nelle azioni di ogni giorno, quelle personali, quelle familiari, quelle comunitarie. Senza la preghiera si corre il rischio di battere l'aria.

 

   

 

    La settimana precedente è stata caratterizzata dalle intense attività del GrEst, una no stop, ricca di entusiasmo e veicolata dalla gioia estenuante dei giovani e di ragazzi. Io ne ho goduto a tratti, per come è stato possibile, sono stati momenti molto significativi che hanno espresso in pienezza la loro voglia di essere ii futuro della parrocchia e di continuare ad esserci, lo hanno fanno sapere con il sorriso, con il gioco e con la gioia e alla fine ringraziando il Signore per tutto quello che aveva loro donato di vivere. Ritengo che abbiano avuto la possibilità di esprimerlo pienamente la loro potenzialità e lo hanno fatto con tutte le energie caratterizzanti la loro età. E quelli fuori quota? Come dicevo, con le energie caratterizzanti la loro età. Nei giorni del GrEst il Signore ha donato forza ed entusiasmo, dopo solite terapie e farmaci di supporto.

 

    In questa fase dell'anno pastorale, necessariamente si comincia a riflettere su come proseguire il lavoro e quali energie il Signore ci dona per portarlo avanti, quali iniziative mortificare, quali emancipare, ritengo sia questo il pensiero stabile sia per l'elaborazione del progetto del futura, ma soprattutto per l'impegno della preghiera che deve concorrere  costruirlo. Per non parlare della emergenza povertà, che riguarda tante famiglie e soprattutto quelle con più problemi sia di malattie che di fragilità sociali. Un problema più complesso è quello  delle famiglie ucraine residenti nella nostra città, che vanno sostenute anche con l'accoglienza dei figli. L'impegno della parrocchia deve essere attento alle tante situazioni di marginalizzazione, questo concerne anche gli ex carcerati, che stentano ad essere accolti e integrati socialmente e i tanti agli arresti domiciliari.

 

     Insomma si guarda avanti senza particolari patemi d'animo, con la certezza di vivere facendo la volontà di Dio. E se è la volontà di Dio non dobbiamo temere nulla. Certamente dobbiamo pregare, su questo è opportuno non essere trascurati, proprio perché il Signore ci chiede di mettere al primo posto le persone e nella preghiera riusciamo a leggere il cuore dell'uomo al di là degli atteggiamenti che che ne trasmettono, spesso in modo falsificato, la presenza. Oggi è una bella giornata, per cui viviamola con intensità e gioia. A tutti, auguri.

 

15 giugno - Anche questa settimana è tutto un susseguirsi di attività e di iniziative, questa volta ai diversi livelli istituzionali, che comunque coinvolgono direttamente gli ambienti e la vita ordinaria della comunità parrocchiale. Per la sua rilevanza istituzionale prima di tutto viene il Convegno Nazionale dell'Ufficio Catechistico che nella dinamica della formazione si svolge al Santa Caterina, ma per quanto concerne le celebrazioni abbiamo la fortuna e l'onere di accoglierle nell'aula liturgica parrocchiale. Nulla di particolarmente importante per quanto concerne la visibilità, che da tempo non mi emoziona, ma bellissimo è unico dal punto di vista spirituale, possiamo dire che la Chiesa italiana per alcuni momenti alimenterà la vita spirituale della nostra Città. Certo è importante comprendere il valore della preghiera, al di là della comprensione che noi riusciamo ad avere. Ritengo sia inutile sottolineare che tutto nasce dalla preghiera, si alimenta nella preghiera ed è orientato alla crescita spirituale.

 

     Anche l'animazione, i giochi, la gioia della vita comune devono aver questo obiettivo, in questo modo è sempre il Signore ad agire ed è nel Signore che viene  realizzato il bene che Lui ha pensato per tutti noi. Oltre l'intenso cammino di preparazione al GrEst che vede coinvolti quotidianamente gli educatori e i giovani, abbiamo completato il cammino formativo dell'Accoglienza con la Tappa della Bibbia, che abbiamo vissuto in quel di Papasidero, alcune famiglie si sono aggregate alla proposta formative, alcuni ragazzi non sono riusciti a partecipare per vari motivi, però certamente è stato un momento molto particolare per l'intensità e la bellezza della realtà storica, artistica, ambientale nella quale ci siamo immersi, ma anche per la gioia con la quale i ragazzi hanno partecipato alle varie proposte vissute durante la giornata. Il lancio in piazza, il percorso a San Costantino, il gioco, la visita a Santa Sofia,. Ad un certo punto è prevalsa l'ansia del pranzo, ma tutto è scivolato nella tradizionale abbondanza anche grazie alla generosità di chi ci ha accolto.

 

    Ultimo momento della giornata la consegna vera e propria della Bibbia che abbiamo vissuto sulla sponda del fiume Lao, è stato preceduto dal pellegrinaggio a Santa Maria di Costantinopoli. Insomma tutto molto bello e partecipato. Ieri ci siamo concessi un momento di gioia condivisa con i ragazzi della Prima Comunione, anche in questo caso l'obbiettivo è semplicemente quello di camminare insieme, anche se troppo spesso questo cammino ci porta attorno ad un tavolo con la crescita del peso forma, che mi abbandonando. Oggi abbiamo la distribuzione degli alimenti alle famiglie che ne fanno richiesta e anche questo servizio merita tutta la nostra dedizione e passione. Magari non tutti sono nell'urgenza di ricevere ma molti, senza questo aiuto farebbero fatica a completare dignitosamente  il mese.

 

     Noi ce la mettiamo tutta, come sempre magari non basta per come sarebbe necessario, ma viviamo una dignitosa solitudine istituzionale nel senso che non sempre abbiamo referenti che ci sostengono, insomma tutto è affidato alla generosità dei fedeli e alla razionalizzazione delle spese della parrocchia. Adesso vi lascio, si comincia a preparare l'accoglienza che è garantita dai volontari che cambiano di volta in volta, ma anche per questo esprimono una dinamicità e una giorn i servire non istituzionalizzata ma che che parte dal cuore aperto all'accoglienza di coloro che non conosco e proprio per questo acquista una gratuità più connaturale alla testimonianza della fede, anche se non tutto parte dalla fede personale, quanto soprattutto dalla generosità. insomma tutto parte da Dio e riconduce a Dio, non dobbiamo fare altro che contemplare al Sua opera e sostenerla con i nostri sforzi.

 

9 giugno - Dopo la giornata memorabile della Confermazione, presieduta gioiosamente dal nostro Vescovo Stefano, il più fotografato in assoluto. La parrocchia si prepara a vivere la esuberante esperienza del GrEst. Già proposto e vissuto molte altre volte in modi sempre diversificati con la valorizzazione dei carismi degli animatori, per molti aspetti è per la prima volta che viene impostato e coordinato in modo lineare e armonico secondo il progetto annuale. Questo significa anche cambiare la veste istituzionale degli ambienti parrocchiali, orientati ad accogliere la formazione dei ragazzi attraverso una maggiore valorizzazione dell'ambiente fantastico e dell'animazione. Tutto questo non elimina certamente gli impegni ordinari della comunità, ma li intensifica e li diversifica. Per cui ancor una volta ci si rimbocca le maniche e si riparte con entusiasmo sempre maggiore. Magari con qualche compressa in più nella borsa, si spera qualche chilo in meno, ma sempre pronti a cavalcare, in questo caso con Don Chisciotte, per trasmettere la gioia e la speranza ogni giorno.

 

    

 

     Questa settimana oltre gi impegni ordinari della Comunità, certamente sarà caratterizzato dalla preparazione e dalla celebrazione del convegno nazionale e regionale dei catechisti, organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana, ospitato al Santa Caterina, renderà Scalea il centro propulsore dell'elaborazione degli orientamenti del nuovo progetto nazionale di catechesi.  Evidentemente è una speranza, poiché abbiamo già molti orientamenti anche molto diversificati, ma in una dinamica di Chiesa sinodale è difficile che vengano fuori piste di lavoro comuni, nel senso classico del termine, cioè tutti fanno le stesse cose con lo stesso stile. Sarebbe un soffocare i carismi delle tante aggregazioni, che nel frattempo sono cresciute come presenza educativa nella Chiesa, contemporaneamente si fa fatica a cogliere l'esigenza di una univocità in una società in profondo cambiamento e complessità.

 

     Nella Chiesa stessa intesa nel suo magistero abbiamo forme di vita molto diverse e orientamenti pastorali totalmente innovativi, spesso caratterizzati e diversificati all'interno delle stesse conferenze episcopali regionale, insomma ogni Vescovo avverte la preziosità di essere tale e intende vivere il suo servizio nella potestà che gli è stata affidata. Questo significa ed è ciò di cui spesso facciamo esperienza, che diocesi limitrofe possano vivere la prassi sacramentale che è quella caratterizzante la comunità in modo molto diversificato. Insomma è la chiesa poliedrica e carismatica di cui tanto si parla ma che stenta a trovare spazio nei documenti ufficiali del magistero. Di tutto questo processo innovativo avremo la fortuna di viverlo in prima persona, per come ci sarà dato di poter partecipare venerdì/sabato e Domenica a Scalea.

 

     La comunità vive l'attesa dell'estate, non nel senso vacanziero del termine ma nella speranza di dare stabilità economica alle proprie famiglie con le tante attività che si mettono in moto in questo periodo. Nel poco o nel molto la gran parte della comunità vive del lavoro estivo, con tutto ciò che questo comporta in tensioni, gioie e amarezze. E' come un lotteria sulla quale molti puntano troppo di se stessi e questo non aiuta a vivere con serenità il tanto lavoro che comunque è necessario per portare avanti le attività e anche la vita familiare. Noi anche per questo non dobbiamo stancarci di pregare, tutti abbiamo bisogno di essere sostenuti dal Signore, anche per questo la processione del Corpus Domini, che vivremo Domenica sera, sarà occasione privilegiata per affidare all'amore del Signore la nostra città di Scalea in tutte le sue sfaccettature ed esigenza materiali e spirituali.

 

3 giugno - Ma allora il parroco come vive il proprio tempo, come passa le sue giornate? Al primo posto necessariamente è la preghiera, poiché questo genera l'anelito necessario per intraprendere ogni attività con l'entusiasmo necessario. Se poi teniamo presente che ogni attività è orientata  generare comunione, vita di fraternità ci si rende ben conto che è un impegno instancabile anche perché siamo tutti coscienti che viviamo in una società legate agli interessi personale, per cui basta poco per interrompere i legami di amicizia e ancora di meno per il dono del proprio tempo gratuitamente agli altri. Se non si prega, se invece il collante è la vita spirituale anche se non tutto procede con l'entusiasmo necessario, però si vive meglio le incomprensione e anche la gioia di vivere al servizio del Regno di Dio, che è Regno di pace e di gioia caratterizzato dalla vita comune.

 

     Vi posso garantire che non è facile far stare insieme le persone, ciascuno si caratterizza in modo forte per cui non sempre riesce a spogliarsi di se per entrare in dialogo con l'altro, ritengo sia chiaro a tutti che questo processo sia ineludibile perché si generi amicizia incondizionata. Ma il problema da superare è anche l'anelito all'incontro on l'altro che è diverso da me e che spesso vive la stessa esigenza di essere in vista, sempre al primo posto, sempre in evidenza. Una sola parola sintetizza questo atteggiamento molto diffuso anche tra i laici impegnati nelle parrocchie, o comunque nelle aggregazioni ecclesiali e non, è la mancanza di umiltà alla base di un impegno che stenta a cogliere la preziosità ineludibile dell'altro.

 

    Alcuni si intronizzano e intronizzano i loro familiari al punto che anche a distanza di decenni sono sempre gli stessi. Che cosa spinge a questa staticità, non è certamente la dedizione all'opera dello Spirito Santo che è sempre nuova, dinamica, esige un andare sempre oltre se stessi. Potrei dire con semplicità che nella dedizione all'amore per come insegna il Signore è importante annullare se stessi per far emergere gli altri, nella bellezza spirituale che è in loro. Certo questo atteggiamento può generare la presunzione dell'altro, di essere il migliore e anche questo sarebbe sbagliato e capita spesso nelle competenze giovanili che poi vanno controllare e rimodificate. Ecco perché chi ha responsabilità e ne coglie il valore strutturale, deve essere sempre vigilante, se non si distrae mai è meglio, così evita poi di dover rimediare agli errori fatti.

 

     Questo sempre se vogliamo costruire la vita di fraternità per come il Signore chiede, altrimenti basta stare solo con i propri amici, non cercare mai coloro che si allontanano dalla vita di comunità e uno si costruisce un vivere la fede che non manda mai in crisi anche dona la certezza che questo è il solo modo possibile di vivere bene l'incontro con Gesù e la gioia di condividere con i fratelli la propria dedizione al Signore. Ma come ho già detto non costruisce la gioia della novità che l'altro vero dono di Dio deve sempre essere colto come un bene ineludibile per il mio stare bene in Cristo. Questa è la via che il Signore ci chiede di percorrere e che noi trasmettiamo agli altri con l'esempio semplice e gioioso  della nostra vita.

     Sono giorni intensi di vita per la comunità, come d'altra parte lo sono per ogni persona. La nostra è una società che chiede molto, quello che conta è non trascurare l'umanità, l'altro nelle nostre relazioni. Altrimenti concorriamo ad essere funzionali a favore di questa iniziativa o di altro e non costruiamo relazioni affettuose. Non è facile, d'altra parte anche nella comunità che gravitava attorno a Gesù le cose non sempre andavano molto linearmente, anche per questo gradualmente ha preso coscienza che il Regno si costruisce con la totale donazione di se stesso agli altri. Coraggio mettiamo Gesù al centro della nostra vita e tutto il resto sarà visto in modo positivo, se mettiamo noi stessi è un guaio, magari anche piccolo però sempre un guaio che qualcuno dovrà risolvere diventa.

 

     Auguri a tutti coloro che si chiamano Cono per il giorno onomastico, monaco venerato  in quel di Teggiano, nulla di particolarmente eclatante, solo un cuore che ama per quanto possibile senza perdersi nel particolare e orientato all'universale per come il Signore ci ha insegnato e vissuto. Oggi è una bellissima giornata, come tale deve essere vissuta, ognuno abbracci le proprie emozioni più intime e stabili e guardi sempre avanti con fiducia. Il Signore h dato la vita per noi, come, nel nostro impegno di vita quotidiana, riusciamo a ripagarlo di tutto questo? Per come ciascuno di voi fa ogni giorno, con la propria vita consumata nell'amore verso la famiglia e per ciò che il Signore ci dona di poter vivere verso gli altri. Ancora auguri e sempre tutti nel cuore e nella preghiera.

29 maggio - E' stato un fine settimana spettacolare dove veramente era difficile poter privilegiare alcune emozioni a discapito di altre. Soprattutto il sabato ha meritato l'attenzione intensa del cuore che ama e si rivitalizza nel dono della fede sperimentata nella comunità che si ascolta, si confronta e che nelle sue tanta fragilità si affida al Signore. Intanto con la Pentecoste abbiamo chiuso il tempo prezioso e insostituibile della Pasqua, basta scorrere il link Foto per rendersi conto di come la presenza del Signore Risorto ci ha donato momenti intensi di gioia fraterna e di dedizione vicendevole nel vivificare e testimoniare la fede nella comunità. E' stata una sequenza ininterrotta di avvenimenti, anche in questo caso pur ripentendomi, devo ammettere che farei fatica a cancellarne qualcuno, d'altra parte tutti doni del Signore sono necessari per gioire pienamente e per proseguire sulla strada che Lui chiede di percorrere.

     Riprendo appena trovo il tempo, buon proseguimento. Intanto è passato un nuovo giorno, ve ne sarete accorti anche voi che i giorni scivolano leggeri, senza neanche lasciarsi vivere. Ma questo è il nostro tempo, momenti brevi e intensi che si susseguono, da gustare mentre sono in atto perché sono seguiti immediatamente da altri avvenimenti ugualmente intensi e meritevoli di attenzione. Ieri sera abbiamo ultimato il pellegrinaggio dei quartieri con il Santo Rosario nel quartiere Cutura, tutto molto bello, d'altra parte quando si mette al centro della nostra attenzione la Madonna i cuori si rasserenano e si aprono ad accogliere la pace che il Signore dona a coloro che si affidano a Lui. Il fine settimana appena terminato ci ha donato di vivere la dinamica diocesana che da molti anni non si riusciva a cogliere come l'humus naturale entro il quale vivere e nel quale crescere  Adesso ci si immerge nel Convegno Nazionale dei Catechisti, organizzato dalla CEI e che parzialmente vivremo anche noi con l'accoglienza delle celebrazioni nella nostra Chiesa parrocchiale.

     Il tempo sinodale è un tempo di cambiamento e questo esige la gioia del confronto, come anche le incomprensioni che possono derivarne, certamente tutto è alimentato dalla preghiera altrimenti non si va molto avanti. Nella catechesi molto si è già scritto per il cambiamento e purtroppo anche il contrario di tutto. Per cui sostanzialmente vive una stasi che non aiuta la dinamica dell'evangelizzazione delle nuove generazioni. Per il resto rimane preziosa e insostituibile il grande lavoro dei volontari che anche in questa occasione saranno chiamati a dare serenità alle tante manifestazioni previste. Contemporaneamente ci si apre al periodo estivo con la chiusura delle attività ordinarie della vita parrocchiale, con le verifiche sommarie, la tappa della Cresima, le attività del GrEst e, infine, la preparazione della nuova fase non meno importante che guarda con attenzione alle tante migliaia di fedeli che accoglieremo durante l'estate. Insomma ci si apre alla ordinarietà dell'impegno pastorale, che non precede il tempo della vacanza. Auguri e buon lavoro a tutti.

25 maggio - Una delle novità pastorali che il Vescovo Stefano ci chiede di vivere con impegno in questo periodo è il ritorno delle attività diocesane nella vita ordinaria delle parrocchie. Per alcuni aspetti suona una novità perché, anche a motivo della pandemia, negli ultimi anni ci si era abituati ai ritmi della vita parrocchiale, diciamolo pure a una pastorale più domestica. Questo ritorno esige una comprensione più ampia del nostro servizio ai vari livelli e nelle varie funzioni, la Chiesa che è nostra madre è quella di San Marco Argentano - Scalea suddivisa nelle tante comunità parrocchiali che insieme animano la evangelizzazione per come il Vescovo orienta e sostiene. Tutto questo per svariati motivi, in questi ultimi anni  è venuto meno.

     Un po' ha impoverito le energie spirituali di cui la Diocesi è ricca, ma è anche servito a rinvigorire il tessuto ecclesiale del territorio nel quale la parrocchia è immediatamente posizionata, come sempre il diavolo divide ma il Signore reimposta, rigenera e vitalizza la vita di comunione nella comunità.  Come mai questo discorso? Semplicemente perché essendo una giornata luminosa di primavera non dobbiamo trascurare che anche per tutti noi si apre la stagione della riscoperta di ciò che era nascosto e in attesa di sbocciare in pienezza. E' necessario uno sguardo diverso sulla propria vita e una comprensione più ampia della propria disponibilità. Se ci si apre al dono dello Spirito si coglie l'ampiezza dell'azione di Dio e come noi possiamo immediatamente cooperare per renderla più presenta nella quotidianità della nostra vita. Certo è importante aprire in modo più ampio la porta del cuore, guardare con più intensità e attenzione attorno a se, rimboccarsi le maniche stabilmente e per quanto il Signore dona rendersi disponibili alle esigenza della Chiesa.

    E' necessariamente importante vivere con più intensità la preghiera, nella certezza che in questa dedizione interiore troviamo tutte le energie che altrimenti la vita di ogni giorno, con le sue preoccupazioni, corre il rischio di soffocare. Sono i giorni dello Spirito Santo, che ci orienta alla chiusura del Tempo di Pasqua, proprio per questo sono i giorni dell'affidamento all'amore di Dio. Capita che nella vita non tutto riusciamo a comprenderlo nella sua positività, ma forse accade perché non leggiamo più l'esistenza orientata alla realizzazione del progetto che Dio a su di noi, ancora di più capita di percorrere vie che allontanano da Dio ed esserne soddisfatti. Insomma, se rettifichiamo le devianze che possono trovare spazio dentro di noi o meglio dire hanno un loro spazio naturalmente  dentro di noi, tutto cambia in meglio.

    Questo esige anche un mettersi più spesso in cammino pr rendere testimonianza alla vitalità della comunità o più semplicemente per renderla presente nella dinamica dei cambiamenti permanenti della Chiesa, insomma si tratta di uscire dal pensiero che tutto possa continuare in modo abitudinario senza cambiare, senza scomodarci troppo. Questo esige anche sempre nuove energie, questo è il tasto debole della nostra vita parrocchiale in questo periodo. C'è bisogno di persone che si mettono letteralmente in gioco, insomma si viene in parrocchia con la tuta per giocare insieme ai ragazzi e per condividere con loro l'entusiasmo del correre e del lottare dietro a un pallone. Come ho già detto altre volte, a me non riesce più con naturalezza, ma chi può perché no? Pr cui tutti in preghiera il Signore deve donarci più energie ricche di entusiasmo e gioia di vivere al Suo servizio nella comunità e anche oltre.

20 maggio - Camminiamo, con la solennità dell'Ascensione del Signore, spiritualmente verso la chiusura del Tempo di Pasqua che sarà completato Sabato e Domenica prossima con la Veglia di Pentecoste in quel di Belvedere e con il Mese degli Incontri dell'AC qui in Scalea. Forse anche a motivo del clima leggermente inquieto, tutto procede leggermente sottotono, certamente non dipende dagli educatori ma manca quella gioiosità di essere partecipi di un gioco nuovo che il clima primaverile riesce a creare di suo. Questa è la mia impressione, ma abbiamo imparato che nel bene e nel male il clima deve essere  accettato con serenità  e pazienza. Per cui si guarda aventi con entusiasmo e si cerca di affrontare le difficoltà soprattutto sociale con il necessario entusiasmo e nell'attenzione alle persone che, purtroppo sempre più numerose, chiedono di essere sostenute nelle loro necessità.

     Alcuni ragazzi della confermazione sono già qui, dovrei dire quelli della pallavolo, la settorialità degli interessi, a quest'età prevale sul corporativismo e sul senso del gruppo, però il clima relazionale è molto positivo, nel senso che si cercano e si incontrano con naturalezza e gioia, il che non guasta. Posso affermare che si lasciano anche interpellare con naturalezza,  loro stessi cercano il dialogo per come le loro problematiche esigono. Insomma almeno quelli che frequentano con una certa continuità si sentono interpellati positivamente dalla proposta cristiana, poi certo il mondo adolescenziale è molto più ampio e composito, ma naturalmente si parla di ciò che si conosce. Posso anche affermare che al di là dell'influsso dei social un certo vuoto educativo dovuto alla non presenza stabile delle relazioni familiari, certamente non manca di concorrere alla conflittualità generale in questa fase della loro crescita.

     Tanto per smentirmi in tempi brevi, intanto per i ragazzi non esiste il brutto tempo e la pioggia, ma se c'è il pallone e se possono giocare nel campetto. Ah, dimenticavo, quando metterete un canestro per la pallacanestro. E giocano con passione spensierati anche se secondo noi adulti piove e fa freddo. Insomma molto delle analisi, sono anche determinate dall'età degli utenti il tempo. Non per caso a spalare il fango durante le tante calamità, viene più connaturale ai giovani che non agli adulti. Insomma per affrontare le contrarietà climatiche è necessario anche avere una energia interiore che permette di vivere il tutto con naturalezza e in un sincero spirito di solidarietà e di condivisione. E allora bene arrivati ai ragazzi che mi spingono con entusiasmo ad andare incontro ai ragazzi che stanno percorrendo le strade da Santa Domenica fino a Scalea, alla ricerca di una migliore comprensione di se stessi.

16 maggio - Decisamente è la pioggia la nota più caratterizzante questa fase del mese di maggio, con quel che consegue in riferimento alla vita della campagna: i fiori non vivono bene la bellezza della fioritura perché appesantiti dall'acqua, i frutti cadono dai rami perché ancora troppo deboli conseguentemente quest'anno avremo poco da raccogliere, la terra è inzuppata d'acqua per cui non la si può lavorare. Diciamolo pure, tutti speriamo che il classico raggio di sole faccia capolino in modo più stabile tra le nuvole. Questo darà modo anche ai bambini di esprimere pienamente le loro potenzialità esuberanti e la loro gioiosità contagiosa.

  

     Sembrava un giornata terminata, ma dimenticavo l'attività culturale programmata con la Compagnia del Piatto, come si evince dalle foto è una partecipazione che esige una certa predisposizione mentale e un taglio culturale specifico che io certamente non posso avere. Ma nonostante questo mi sopportano, nel contempo va sempre più qualificandosi per la dinamica dei contenuti e per il conseguimento dei gradi accademici, vi posso garantire che gli esaminatori sono molto rigidi nella selezione dei candidati da premiare, insomma occorre un impegno intenso e una partecipazione costante. Dai volti intensi e consapevoli del loro ruolo vi potete rendere conto del senso di appartenenza e della responsabilità che guida il loro agire. Nulla viene lasciato al caso.

  

     Questa celebrazione serotina è stata introdotta da una lunga disquisizione sulla valorizzazione dei vini, insomma  il modo da sommelier che occorre maturare per degustare dignitosamente la qualità di ciò che banalmente noi chiamiamo bere un bicchiere di vino. Il tutto è stato comunicato a un livello molto elevato. Non mi dilungo perché semplicemente occorre una certa predisposizione come dire dell'assunzione degli odori e dei sapori, insomma uno stomaco buono e paziente nell'accogliere.

     A questo punto voi chiederete ma Don Cono perché questa accademia formativa non figura tra le attività di formazione della parrocchia? Come ci si iscrive? Quali sono gli impegni che ne conseguono? Domande alle quali è difficile dare una risposta lineare e completa. Io stesso me ne rendo conto annusando l'aria e dagli odori, non vi elenco quali, mi rendo conto che è il momento dell'Accademia. Di più non saprei dirvi.

14 maggio - Della serie piove terra, è un frase che ho sentito spesso sin da bambino, effettivamente è un fenomeno che periodicamente si accompagna alla nostra vita. Però ne ho compreso la dinamica solo da alcuni anni, nel mio viaggio in Africa, quanto ho potuto dare corpo a un'altra parola che ho sentito spesso, ed è il deserto. Difficile da immaginare ma è proprio così il deserto di sabbia gialla, si estende per migliaia di chilometri in vaste aree delle nazioni africane, poi a motivo dei fenomeni meteorologici il vento la solleva e la fa depositare nei nostri ambienti che vengono così caratterizzati da questo dono che l'Africa fa, ricordandoci della sua esistenza accanto a noi. Insomma come l'inquinamento, o altri fenomeni nulla rimane assolutamente dove si crea ma ogni cosa si diffonde dappertutto. Sono quei fenomeni che trovano poco spazio nella comunicazione ufficiale, sembra che l'obbiettivo centrale sia quello di rabbonire, di instupidire l'uditorio per cui non è opportuno che la gente si chieda che cosa accade quando alcune situazioni che non ci appartengono le dobbiamo subire.

    Anche sull'inquinamento del pianeta si accennano brevi flash ma poi si parla d'altro e si continua come se tutto procedesse senza eccessiva gravità per l'umanità intera. E' un mondo così, si conoscono i problemi ma è opportuno non dare loro troppo spazio nelle riflessioni ordinarie, altrimenti la gente non si diverte, non spende e corre il rischio di impegnarsi socialmente. Effettivamente anche io faccio in questo modo, quando mi rendo conto di essere eccessivamente pesante nelle omelie, invece di approfondire alleggerisco, pur sapendo che sarebbe opportuno aiutare a comprendere meglio ciò che si comunica, ma la gente non è più abituata ad elaborare in modo troppo articolato e, allora, o si trova il tempo della fraternità relazionale o ci si rasserena con i tempi del Signore, che esigono l'attesa, il rispetto e la gioia della vita comune.  Temi sui quali si riesce ancora a costruire una disponibilità all'ascolto paziente dell'uditorio, potrei dire perfino un consenso, salvo poi traslarlo sugli altri e non impegnarsi personalmente.

 

     Potrei anche continuare inseguendo i pensieri che il Signore mi ha suggerito durante la celebrazione del secondo turno delle prime comunioni, questa mattina,  peraltro molto originali, ma poiché sono stato abbastanza intenso, nella foto vi propongo il dono della gioia che trasmettono i ragazzi, è quella del primo turno perché non ho ancora ricevuto nulla sulla celebrazione di questa mattina. Abbiamo a che fare con ragazzi molto energici che guardano con fiducia a se stessi e al loro futuro, insomma è bello ascoltarli e perfino stare con loro, per il tempo che si riesce. Ci vuole sempre energia che non sempre riesco poi a recuperare. Nonostante le tante difficoltà familiari che si accompagnano alla loro vita, per cui la loro presenza genera la gioia di stare insieme e la capacità di sorridere in modo sempre nuovo anche a noi adulti. Certo poi si accumulano tanti convenevoli tra adulti e qualcosa della originalità di questo giorno si mescola ad altri appuntamenti ugualmente preziosi e insostituibili, insomma una giornata così merita di essere vissuta fino in fondo, anche nei momenti più profani che seguono alla celebrazione.

    Oggi come oggi non sempre troviamo il tempo di stare insieme e questa è una di quelle rare occasione che ci viene donata dal Signore. Poi abbiamo continuato la celebrazione, con la stessa dignità e la stessa intensità, nella sala inferiore con la distribuzione degli alimenti alle famiglie che ne avvertono l'esigenza. I due appuntamenti non sono da scindere in modo assoluto, perché meritevoli comunque della benedizione del Signore o orientati comunque a rendere presente l'amore con il quale Lui ci ama e che chiede di testimoniare per renderlo presente nella nostra vita ai nostri giorni. Non sempre ci si riesce con l'amore che è necessario, ma fino ad oggi nella diversità della formazione dei disponibili, non è mai mancata la dedizione dei volontari e, come mi capita di affermare spesso, aiuta a leggere una vita a Scalea molto diversa da come ordinariamente siamo abituata a commentare nel chiacchiericcio quotidiano della piazza.

     Oggi è la ricorrenza sociale della festa della mamma e non posso che affidare alla Vergine Santa tutte coloro che hanno generato dei figli, la vita del mondo è affidata alla missione che Dio ha donato alla donna quella di essere Evah, la Madre dei viventi, coei che più immediatamente partecipa con il creatore alla presenza dell'uomo sulla terra. In modo sempre nuovo, spesso in modo totalmente innovativo, però possiamo affermare al di la dei tanti luoghi comuni che la donna merita sempre e comunque una benedizione particolare del Signore, e come tale merita di essere sempre ringraziata anche per i tanti sacrifici che poi si accompagnano, generalmente nel nascondimento, alla sua vita di ogni giorno. Insomma auguri a tutte le mamme. E per coloro che non hanno avuto la possibilità di avere figli rimane la gioia  di ricordare al Signore le loro mamme, cosa che certamente non mancherà di alimentare un ricordo gioioso nel loro cuore. Buon proseguimento di serata a tutti/e.

9 maggio - Come sempre, sono tante le emozioni che il Signore dona di vivere al Suo servizio e alla Sua presenza. In questi giorni certamente meritano attenzione e ringraziamento la celebrazione del primo turno di Prima Comunione per la gioia con la quale i ragazzi hanno partecipato all'incontro con Gesù, e la preghiera della Supplica alla Madonna di Pompei che ha raccolto tanti fedeli in silenziosa preghiera. Il modo in cui Dio si rende presente nella nostra vita, sono sempre diversi e ugualmente meritevoli di attenzione perché unici e ogni volta donano di vivere emozioni inenarrabili. Proprio perché inenarrabili, le parole sarebbero superflue, perché alle mie potreste aggiungere tante delle vostre ugualmente preziose e personali. Insomma ad alcune esperienze si partecipa e ognuno custodisce nel proprio cuore tutto ciò riesce a percepire importante di ciò che il Signore trasmette.

     Poi ci sono le difficoltà, alcune insuperabili e per le quali si può solo pregare e sperare nell'aiuto del Signore. Le preoccupazioni che la vita ogni giorno dona e che vanno affrontate con sensibilità e attenzione. Infine anche situazioni di particolare disperazione psichica che esigono dedizione ma che che forse avrebbero bisogno di un sostegno diverso oltre quello spirituale. Fortunatamente il mese di maggio incoraggia a vivere la familiarità della Vergine Santa che si accompagna ai nostri passi e ci dona di affrontare le difficoltà della vita con la certezza della Sua presenza di Madre affettuosa e premurosa attenta alle nostre fragilità. Intanto sono partiti accompagnati dalla pioggerellina due francesi che questa notte abbiamo accolto in canonica,  hanno come meta la gioia di costeggiare il mare fino al rientro in patria in quel di Tolosa.

    La vita della comunità è contrassegnata dalla gioia dell'impegno per la costruzione del Regno di Dio, da alcune situazioni di stanchezza, dalla volontà di essere disponibili per come il Signore dona. Alcune volte emergono immaturità relazionali, ma tutto sommato colte nella coscienza del limite personale. Insomma non sempre c'è la disponibilità all'umiltà e se  non si prega, i margini di perfezione rimangono comunitariamente deboli, anche se personalmente euforici. Si lavora, come sempre, avendo il Signore nel cuore e la vita di comunità nella mente. Tutto quello che facciamo è orientato alla crescita della comunione, non sempre tutto prosegue per come si vorrebbe, ma sappiamo bene che il peccato si accompagna alla vita dell'uomo ogni giorno, per cui dobbiamo pregare di più.

     In qualche modo, abbiamo ultimato la vita di Pasqua alle famiglie, anche questa attività esigerebbe una analisi approfondita, ma i tempi della visita meriterebbero più tempo, andrebbe vissuta  nella dinamica della evangelizzazione delle periferie. Ma anche in questo modo ci ha permesso di entrare in contatto con tante famiglie, con le conseguenti difficoltà che si accompagnano alla vita delle situazioni più fragili, magari perfino non pienamente praticanti ma con tanto affetto e spirito di sacrificio nei cuori. Il Signore deve dare pace ai cuori, alla vita si accompagnano tanti problemi e non sempre abbiamo le energie necessarie per poterli sostenere, almeno li accompagniamo con la preghiera, con il pensiero e con l'umiltà del silenzio. E' vero alcune volte i giudizi li esprimiamo, ma almeno abbiamo maturato la coscienza di sbagliare. La gente periferica ha bisogno di sentirsi amata e non giudicata.

3 maggio - Passati i giorni intensi, vissuti in modo solenne, coinvolgenti ed emozionanti della festa patronale, è adesso la volta delle tappe sacramentali. Anche questo sarà un lungo periodo di intenso lavoro pastorale, la vita sacramentale ci dona di incontrare tanti fratelli e sorelle, che riscoprono la volontà di vivere la gioia per le ricorrenze spirituali dei figli. Anche in questo caso non dobbiamo pensare tanto e solo ai festeggiamenti esterni che pure molto vorranno vivere ma soprattutto alla festa domestica che vede ricomposta la vita familiare in una dinamica di gioia dei cuori che si incontrano. Ritengo inutile sottolineare che noi dobbiamo generare l'anelito della gioia liturgica che deriva dall'incontro con Cristo e conduce all'incontro con Cristo.  So bene che non tutto si svolge secondo questi orientamenti, ma dobbiamo ringraziare il Signore perché dona di convocare la comunità con gli abiti della festa.

     In tutto questo la Prima Comunione rimane il momento più intenso ed emozionante dell'incontro con Gesù, ancora ai nostri giorni i ragazzi si preparano con grande dizione e gioia a questo appuntamento. Lo si comprende da ciò che scrivono nelle loro riflessione e da come si coinvolgono nelle tante attività formative che la parrocchia propone sia ai ragazzi che alle famiglie. La Tappa della Confermazione è vissuta in modo totalmente diverso, ci troviamo di fronte a ragazzi che vivono un certo distacco dalla vita religiosa, per cui anche per gli educatori è importante sollecitare altre attenzioni che riescano a penetrare nella loro vita emozionandoli verso i valori che derivano dalla fede, la vita di carità la gioia del dono di se e tante altre attività orientate al servizio e alla socializzazione che vedono i preadolescenti operativi e attivi nel dono di se. La nota costante ai due momenti sacramentali e che concorrono a una migliore comprensione della propria crescita e del ruolo che sono chiamati a riscoprire nella vita sociale.

     Le altre tappe di approccio e di orientamento a questi appuntamenti non sono di valore minore ma vanno colti nella loro bellezza di itinerario intermedio di valorizzare e da proporre per quanto riusciamo valorizzando il protagonismo dei bambini e dei ragazzi. L'iscrizione del Nome, la Consegna della Bibbia, il Credo, la Prima Confessione, la Tappa del Padre Nostro sono i contenuti di avvicinamento per far maturare una migliore comprensione della presenza di Gesù nella propria vita. Mentre le tappe della Carità sono orientata a maturare il proprio protagonismo nello Spirito Santo per vivere al servizi della Comunità Cristiana e della missione della Chiesa. A tutto questo si deve accompagnare la presenza dolce, costante e premurosa della Vergine Santa che proprio in questi giorni del mese di maggio, invochiamo con più insistenza che abiti i nostri cuori e le nostre case. Allora che dire, guardiamo avanti con gioia e fiducia il Signore prepara per noi cose grandi e apre alla vitalità della speranza.

30 aprile - Il Signore ci dona di vivere questi giorni di festa immersi nella gioia di tanti incontri, certamente non tutti segnati dalla esigenza della preghiera, ma anche incontrarsi per vivere la fraternità deve essere colto un dono grande del Signore, che apre alla speranza di tempi nuovi segnati comunque dalla Sua presenza. E' certamente importante comprendersi destinatari di una grande benedizione essere testimoni e annunciatori della gioia che deriva dall'incontro con Lui. E' una festa particolare perché mette al centro i lavoratori, ponendo come riferimento San Giuseppe. Anche questo aspetto non è marginale ma fondante la vita e la speranza che è nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia. Molto della vita di ogni giorno è vissuto nel lavoro e attraverso il lavoro, anche per questo è importante affidare quanta iniziativa dell'uomo alla protezione di Dio, perché ogni lavoratore possa vivere la propria attività come una vera vocazione e un vero servizio mediante il quale corrisponde al progetto che Dio ha su di lui. Per cui vi invito a vivere questi giorni con la gioia nella vita familiare e con la gioia dell'incontro con Dio. Auguri a tutti.

29 aprile - Percorrendo con intensità il cammino di preparazione, siamo arrivati alla Festa Patronale. Sono stati giorni pieni di attività orientate alla carità e alla evangelizzazione. Molto bella e partecipata anche la giornata eucaristica vissuta a sostegno delle vocazioni. Molto bella e significativa anche la visita alle famiglie che ancora una volta ha permesso di percorrere le vie della comunità e di entrare nelle case di tanti fratelli e sorelle che hanno avvertito l'urgenza di accogliere la pace del Risorto. Per non parlare della trepidazione presente in tutti i bambini e ragazzi che devono vivere le Tappe sacramentali, insomma un periodo pastorale euforico che mette al centro dell'attenzione il Santo patrono nel titolo di lavoratore, proprio per sottolineare l'impegno centrale di ogni battezzato che avverte l'esigenza di valorizzare i propri carismi nel portare avanti le proprie famiglie con perseveranza e con sacrificio.

     Fortunatamente in tutto questo tran tran ininterrotto di iniziative c'è anche la sera, arriva ogni giorno con il suo silenzio sacrale e il buio rasserenante orientato a dare pace alle coscienza e ad aprire nuovi orizzonti di fraternità familiare, restituendo attenzione alle cose di ogni giorno essenziali per riprendere sempre con più entusiasmo la vita sociale. La notte è incontrollabile, con i suoi sogni, i ripensamenti della vita giornaliere le attività irrealizzate che diventano primarie. Insomma è un'altra vita che chiede di essere colta nella sua bellezza. Questa notte novello Indiana Jones, mi sono lanciato da un rupe insieme ad alcuni amici nella zona di Papasidero, per atterrare su alcune zattere che transitavano in basso sul fiume Lao, e che portavano del legname a mare. Superando le tante difficoltà della navigazione abbiamo attraccato nella zona del fiume Lao e abbiamo aspettato... Non saprei dirvi cosa o chi, perché nel frattempo è arrivata l'alba e tanti saluti a tutti.

     Come sempre tanti i pensieri che si accompagnano alla vita di ogni giorno. Prima di tutto la visita alle famiglie aiuta a cogliere più intensamente le difficoltà nelle quali navigano tante famiglie, spesso in perfetta solitudine, insomma non li aiuta nessuno, altre volte sostenute da parenti e amici. Malattie, difficoltà economiche, relazioni con i figli, relazioni complesse tra i coniugi, la casistica è molto variegata, d'altra parte ogni persona è un mondo che merita sempre grande attenzione e rispetto. Per il resto tanta ricerca della serenità e della pace del cuore, questo si vive nella disponibilità alla preghiera da vivere e da testimoniare dedicando il proprio tempo alla ricerca del bene che ha la su sorgente nel Signore, per cui si può attingere solo in Lui. Perciò viviamo con serenità questi fiìgiorni di festa che ci sono donati e cerchiamo sempre di cogliere la bellezza del bene che viene dal Signore, tutto concorre alla crescita della comunità dei credenti.

23 aprile - Oggi siamo incoraggiati a riflettere il dono dell'amicizia di Gesù, che si accompagna ai dubbiosi, agli insicuri o più semplicemente si accompagna a coloro che ne avvertono l'esigenza. E' uno stile pastorale che oggi viene sostituito con frequenza dai messaggini o con altri strumenti mediatici, ma evidentemente non possono sortire lo stesso effetto. Il tempo della visita alle famiglie aiuta a cogliere la preziosità del cercare l'incontro con le persone, anche se purtroppo il tempo della disponibilità non è mai sufficiente. Soprattutto nelle realtà visitate dalla sofferenza e dalla solitudine necessariamente il tempo dovrebbe essere più lungo perché il dialogo si fa più intenso, quello che è importante è prendere coscienza che il distacco e le difficoltà di vita nella comunità è anche perché non si corrisponde alla propria vocazione che è quella indicata da Gesù: la ricerca dell'altro, la disponibilità all'ascolto, il dialogo, l'accompagnamento spirituale. Qualora ce ne fosse bisogno è una cosa della quale faccio ampiamente esperienza in questo periodo poiché mi rendo ben conto che le famiglie vorrebbero avere per più tempo il parroco in casa.

     Ma come sempre dobbiamo fare i conti con le esigenze della vita di tutta la comunità, per cui il tempo deve essere razionalizzato, per vivere la disponibilità verso tutti. Però certamente è così, è indispensabile trovare il tempo per stare insieme e non solo e tanto per fare riunioni e attività, quanto semplicemente per vivere la gioia di stare insieme e di concorrere in questo modo allo stare bene dell'altro. E dove se ne avverte l'esigenza condividere le difficoltà e concorrere a superarle per quanto ci è possibile, aiutando a condividere la solitudine, il senso della fragilità. Insomma la nostra presenza, intesa in senso sinodale quindi di tutti, è la presenza di Gesù che si accompagna alla vita della comunità e l orienta alla luce della Parola e attingendo alla fede presente in ciascun fratello o sorella che ci viene donato di incontrare. Nelle visite, si ha comunque modo di incontrare tanti che altrimenti si incontrerebbero con difficoltà, si ha anche modo di stare accanto a tanti nelle loro difficoltà presenti, si ha anche modo di dialogare e di confortare. Come anche di gioire e di ricevere conforto.

     Non nascondo la fatica che comporta, ma ritengo sia necessaria se il parroco vuole rendersi conto della vita della comunità e camminare insieme al gregge che gli è stato affidato. Certo a tutto questo si devono aggiungere le tante attività dei gruppi formativi, che rappresentano una risorsa stabile della vita spirituale della comunità, molto diversi tra loro e anche per questo tutti necessari perché la parrocchia viva pienamente i carismi che le sono donati. Ma capite bene che ogni esperienza esige tempo, che però è lo stesso per tutti per cui sempre difficile da trovare per venire incontro alle tante esigenze. E allora. Per come è possibile si gode del dono e si condivide la gioia dell'incontro, tutto il resto deve essere vissuto con entusiasmo dai responsabili altrimenti non si riesce ad andare avanti con l'energia necessaria alla vitalità delle singole esperienze formative e spirituali. Deve maturare l'energia e il protagonismo sinodale, ogni battezzato deve sentirsi protagonista nella missione e deve viverla con la gia di chi incontra Gesù e avverte l'esigenza di condividere questo incontro con tutti coloro che Gesù dona di incontrare.

     Certamente è importante privilegiare la gioia dell'incontro con Gesù non tanto con la propria esperienza dell'incontro con Gesù, che necessariamente è limitata e non può mai essere onnicomprensiva, questo non sempre è facile farlo comprendere ma anche Gesù non sempre è stato compreso in questa missione di dare la vita per tutti, è importante non scoraggiarsi e vivere sempre tutto con sincera dedizione il resto è affidato all'amore del Signore, D'altra parte Lui conosce bene i nostri limiti ed è pronto a sopperire alle tante nostre carenze. Però dobbiamo donare tutto ciò che riteniamo possa essere affidato a noi e possiamo portare avanti con entusiasmo. E' una cosa che ho già trasmesso in diverse occasioni, questo ritmo della pastorale esige la energia necessaria che non sempre riteniamo di avere per cui è importante leggerci nei limiti che si accompagnano alla nostra vita e alla fede che il Signore ci dona per non scoraggiarci e non sentirci troppo stanchi anche se alcune volte corre il rischio di prevalere la coscienza del limite. Quello che so e che bisogna continuare con entusiasmo, per quanto il Signore sostiene. Per cui camminiamo, dialoghiamo  e ascoltiamo Gesù, buona Domenica a tutti/e.

17 aprile - L'Ottava di Pasqua, quest'anno, è stata una settimana molto intensa sia dal punto di vista liturgico che caritativo. Quando non scrivo non è perché non c'è nulla da dire, la vita di comunità merita sempre di essere narrata ogni avvenimento è bellissimo, ma semplicemente non c'è neanche il tempo di respirare. Conseguentemente restano sempre dei vuoti narrativi, d'altra parte ritegno impossibile narrare tutte le emozioni che il Signore ci dona di vivere ogni giorno nei tanti incontri con le persone e nelle tante attività orientate all'accoglienza delle persone che cercano negli ambienti parrocchiale serenità materiale e spirituale.  Tra le tante attività animate dall'amore della comunità verso coloro che avvertono l'esigenza di essere sostenuti nelle loro esigenza basilari, nella settimana abbiamo avuto modo di accogliere oltre cento nuclei familiare, potete immaginare quante storie si nascondono dietro ai loro volti e dentro il loro cuore, Come trovare il tempo di ascoltare le loro esigenze interiori e non solo i loro bisogni? Diciamolo pure è solo una riflessione, ritengo che la risposta sia evidente: E' impossibile. Ma allora? Noi facciamo tutto il possibile, il resto appartiene all'azione nascosta del Signore che legge i cuori nel bene  e nel male che vi si cela.

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    Le immagini che vi propongo vogliono essere semplicemente una sintesi visiva di una giornata inenarrabile. Troppo contenuti anche molto diversificati, troppi volti, tante emozioni e poi la gran voglia di essere operativi per la crescita del territorio e soprattutto per l'accoglienza di coloro che si sentono esclusi. Ma non solo anche la gran voglia di creare relazioni sempre nuove anche nella dinamica del volontariato che caratterizza queste associazioni. Stiamo parlando dell'ANSPI e dell'AGESCI, realtà educative nazionali che capillarizzano gli sforzi educativi nel territorio, d'altra parte tutto ciò che è grande si caratterizza nella volontà di essere presente nelle cose piccole e frammentate. L'attenzione alla persona, il rispetto dell'ambiente, la costruzione di un futuro di pace, generare la gioia della vita di fraternità, la capacità di include e non di escludere, sono alcune delle tematiche che hanno caratterizzato questa giornata di fraternità operativa. Dimenticavo che la terza foto è la naturale conclusione della festa con la gioia di stare insieme con i chierichetti, sono solo alcuni, che condividono la gioia di servire in qualche modo il Signore.

     Diciamo pure che è un modo creativo, ma certamente interattivo e inclusivo. Insomma sono tutti inclusi escluso io, certamente non si nota, che non vedevo l'ora di andare a riposare.  Merita una attenzione particolare anche la presenza del Vescovo che ha presieduto la celebrazione con gli scout nel pomeriggio e ha inteso portare il suo saluto a sostegno delle attività degli educatori dell'oratorio. Ritengo che la sua presenza ormai connaturale agli avvenimenti ecclesiali ci aiuta a leggere meglio la preziosità della presenza del Vescovo come primo responsabile della vita diocesana. Oltretutto è una presenza gioiosa, per cui molto positiva e attesa. Oggi abbiamo avviato l'avventura della visita alle famiglie, dai Quartieri Madonnina e Calvario, è un momento insostituibile epr la pastorale parrocchiale, che permette anche se solo per alcuni momenti di entrare in contatto con gli spazi di vita dei battezzati della comunità. Sono momenti preziosi con scambi di esperienza nelle quali cerco di comprendere la loro situazione attuale e che cosa l'humus spirituale della comunità riesce ad esprimere.

     In realtà mi aiuta a comprendere anche il passare degli anni, ripercorrendo gli stessi ambienti e non incontrando le stesse persone o più semplicemente le stesse persone che però vivono in modo totalmente diverso la loro loro vita con le famiglie. Insomma è uno scoprire realtà sempre nuove di contesti sociali, che aiutano a guardare in modo sempre nuovo anche il modo di vivere la comunicazione della fede. Beh, avrei tanto da dire ma preferisco interrompere così. Le giornate sono sempre particolarmente intense ed esigono una attenzione sempre nuova alle varie realtà conosciute e ignorate, io non li conosco ma mi conoscono loro, io non sempre li cerco ma mi cercano loro. Orientare la ricerca a Gesù, non sempre cercano Lui, ma sperano certamente di trovarlo nel modo solidale e attento alle persone,  con cui io cerco di vivere come Lui.

10 aprile - Il giorno dopo o, come dir si vuole, la Pasquetta intendendo con questo termine tutto ciò che concorre a donare nella dinamica degli amici tutto ciò che liturgicamente è stato celebrato. Lo so, non tutto si svolge in questa dinamica di relazioni salvifiche, ma come sempre facciamo il possibile per salvare il salvabile. Questo giorno rimane caratterizzato per tanti dalle scampagnate o comunque dallo stare insieme in modo diverso con i familiari, tutte cose auspicabili e molto bello, perché anche nella vita della comunità domestica non mancano gli scollamenti eccessivi tra i vari componenti. Per me si tratta di riordinare, di riflettere oppure più semplicemente di godere momenti di silenzio e di comunione interiore con i tanti che non incontro da tempo e/o comunque mi hanno preceduto nell'incontro con il Signore. Insomma un giorno di pace e di comunione da dedicare nei diversi modi agli affetti più cari. Nel pomeriggio di ieri, dopo la celebrazione delle esequie alla cara Maria Pia, mi sono dedicato al fuoco del Sabato Notte, attizzandolo con altra legna fino alla serata, quando ormai era quasi totalmente terminata la legna. Il fuoco arde se è alimentato, questo permette di leggersi nella esigenza di dover sempre alimentare ciò che il Signore ci affida.

  

     Intanto devo comunicare che al Parco degli Angeli sono arrivati i Puffi, dovrei aggiungere che è finita la pace anche perché litigano continuamente, comunque speriamo che si rasserenino altrimenti devo vedere cosa fare. al Parco c'è bisogno di silenzio per cogliere meglio gli schiamazzi dei bambini gli unici che hanno il diritto di gridare. Nel frattempo merita attenzione anche il ritorno di Biancaneve che ha ripreso il suo posto nella corona dei nani, è stata via dei mesi per adesso non ha inteso comunicare né il perché, né il dove. D'altra parte i nani non le chiedono il motivo forse perché manca ancora Gongolo, E' tutto un mondo loro, difficile da comprendere. Oggi nella mattinata sono stato un poco con loro e con gli angeli che continuano a chiedere attenzione alla loro vita e alla loro presenza attuale. Il murales della Gioia o vedete tutti per cui anche se incompleto, aiuta già a comprendere che la mia dinamica della vita è leggermente metafisica, insomma un po' di qua e un po' di la, ho amici affettuosi da tutte e due i versanti per cui ho solo l'imbarazzo di trovare il tempo da dedicare.

   

      La Settimana Santa è stata uno spettacolo, per chi ha trovato il tempo di viverla integralmente, ritengo ne abbia trovato anche giovamento interiore, per coloro che hanno partecipato solo ai momenti più intensi e conclusivi ritengo che abbia avuto modo di comprendersi nel dono della grazia di Dio da accogliere e da condividere. Come l'ho vissuta io? Per me è stata una settimana spettacolare, tante le confessioni tutte molto ricercate nelle motivazioni. Ogni celebrazione ha trasmesso tante emozioni ugualmente meritevoli di essere interiorizzate, per cui dopo i saluti iniziali ho sempre cercato di estraniarmi dai pensieri distraenti e di immergermi nell'azione della grazia di Dio. Questo non mi ha vietato di perdere di vista i tanti pargoletti che si rilassano nel fare i chierichetti e che mi trasmettono tanta gioia nel loro modo di servire il Signore. Veramente tutto molto bello, ritengo possa esserlo stato anche per chi non ha mai partecipato a una liturgia di Pasqua. Necessariamente dobbiamo ringraziare il Signore per tutto questo, senza dimenticare i tanti cooperatori della liturgia che nella diversità dei modi si coinvolgono con passione e cercano di generare emozioni in coloro che vivono la presenza del Signore nei Segni della liturgia eucaristica.

    

   Ma il pensiero dominante e festoso di questa mattina è stato rivolto ai tanti giovani che, cresciuti in parrocchia vivono la loro esperienza affettiva nello stare insieme affettuosamente con altre persone, riflettevo che nessuno cerca la stabilità sacramentale o comunque fa riferimento a quanto cerchiamo di trasmettere come chiesa in riferimento alla vita di coppia. La cosa positiva, che dona gioia, è che sono tutti felici, con i loro bambini avuti nella loro relazione non sacramentale, o più semplicemente nel loro stare insieme come giovani che si amano con passione, cercando in questo legame tutto ciò che può concorrere alla loro felicità. Per dirla tutta o quasi nessun ha chiesto di sposare sacramentalmente, mentre partecipano anche stabilmente alla vita di comunità,  chiedono il battesimo per i loro figli, fanno regolarmente da padrini e madrine e via a seguire. Pensieri tortuosi? Sapete bene che i giovani sono la mia passione centrale, per cui pensieri gioiosi, educativamente nasce qualche perplessità sullo scollamento totale tra la morale della chiesa e la vita dei nostri figli, sono il nostro futuro e c'è qualcosa che ci sfugge di mano. Ma tutto questo forse esula dalle nostre competenze immediate.

     Il Lunedì dell'Angelo sia una giornata festosa, come piace viverla ai nostri figli e come il Signore ci ha donato di vivere questi giorni. Poi si riprende con gli impegni di sempre e avremo anche modo di rileggerci in quegli atteggiamenti di perfezionamento cristiano che certamente dobbiamo coltivare e realizzare per essere un riferimento credibile prima di tutto a quelli della nostra casa e poi a tutti coloro che il Signore ci dona di incontrare come Sua presenza e di servire ogni giorno, per come Lui ha sempre operato nella Sua vita terrena. Grazie a tutti, per la preziosa dedizione alla vita di comunità e che nei vostri cuori ci sia sempre gioia. La giornata dell'Angelo è scivolata nella serenità e nella quiete, la gente avrà avuto modo di vivere con entusiasmo in compagnia dei propri cari. Io mi sono concesso una lunga camminata e a conclusione ho avuto modo di gustare il primo gelato del nuovo anno. In chiusura di giornata abbiamo accolto un pellegrino francese, da intendere in senso ampio, che dormirà negli ambienti della comunità. Abbiamo anche ricevuto alimenti dalla pasquetta, che mercoledì faranno da base molto ricca al menù della mensa.

5 aprile - Intanto siamo arrivati al Mercoledì Santo e, gradualmente, al di là di come riusciamo a viverli, i giorni santi scivolano davanti a noi cercando di alimentare nei nostri cuori emozioni di altri tempi, legati sostanzialmente alla comprensione dell'amore di Dio che si è manifestato nella donazione del Suo figlio Gesù morto sulla croce per i nostri peccati, per aprirci alla speranza della salvezza eterna. Nel frattempo aprile va esprimendo il meglio di se nelle sue intemperanze climatiche,  che si accompagnano allo scorrere dei giorni e generano leggere trepidazione per lo svolgimento delle manifestazioni esterne legate alla Settimana Santa, oggi le montagne della dorsale costiera si presentano tutte innevate. Per noi nulla di particolare, parrocchia moderna che non ha tradizioni ma per altre comunità, penso a Belvedere Marittimo e a Verbicaro, sono i giorni delle manifestazioni di massa che coinvolgono tanti fedeli e non, che solo in queste occasioni hanno la disponibilità di immergersi nella fede dei padri.

     Per noi tutto è incentrato sulla vita di fede e sulla ricerca del dono della vita spirituale nei nostri cuori, nel senso che tutto è legato all'essenziale che, come viene ricordato da più autori: è invisibile agli occhi, perché parla con il cuore. Effettivamente sono giorni nei quali siamo incoraggiati a mettere, per come è possibile, da parte i tanti impegni materiali e dedicare più spazio alla preghiera, alla vita di carità alla gioia della condivisione fraterna. Insomma che dire, cercare il silenzio nella nostra giornata, guardare di più al Signore e al Suo amore che va pregato e contemplato. Significa anche immergersi nella propria vita, guardare al bene che opera il Signore cercando di comprendere in che cosa noi siamo coinvolti per non vanificarne la presenza. Si, è risaputo il nostro tempo ci assorbe ed esige la nostra attenzione, ma quello che conta è non restare soffocati dalle cose da fare  lasciarci emozionare dalla contemplazione di quanto il Signore ci affida, che oltretutto cambia per ciascuno di noi.

     Insomma è importante vivere tutto con più amore, senza dare troppa importanza alla propria comprensione della vita, ma emancipando per come ci è donato di leggerla secondo la volontà di Dio. Un'opera necessaria è rimuovere il pensare male dell'altro, ma anche il male sedentarizzato nei nostri cuori, le tante gelosie che lo abitano, ma anche un carattere autolesionista che ogni tanto emerge in modo esplosivo ma denota solo una presenza stabilizzata che non sempre riusciamo a rimuovere. Questo il combattimento che ogni giorno siamo chiamati ad affrontare, capita che alcuni partano dalla presunzione di non subire tali tentazioni, allora bisogna stare attenti perché alcuni atteggiamenti possono essere diventati connaturali, per cui non se ne  avverte più la pericolosità nei nostri cuori. Insomma sono i giorni della vigilanza, anche perché sono i giorni della tentazione che si esprimono nelle presunzioni che la Parola di Dio proclamata in questi giorni fa emergere con insistenza: tanti cercavano di ucciderlo, uno di voi mi tradirà, io non ti abbandonerò mai, sono forse io Signore? Allora buona giornata a tutti, ricordando che anche per noi vale l'incoraggiamento del Signore ai suoi discepoli: vegliate e pregate per non entrare in tentazione.

2 aprile - Carissimi, non posso che augurarvi ogni bene nel Signore avendo la certezza, che in questi giorni santi,  il Suo amore si accompagna alla nostra vita e dona a tutti la serenità di camminare sulla via della Croce, verso la gloria della resurrezione. Dobbiamo chiedere al Signore la gioia di sentirlo sempre accanto, soprattutto nelle tante situazioni di fragilità sociale e fisica che si accompagnano alla vita di comunità e nella vita personale di tanti fratelli e sorelle. Come sempre non posso che augurarvi giorni gioiosi da vivere con le vostre famiglie e con gli affetti più cari, il Signore deve donare a tutti la Sua pace. Qualche patema d'animo lo avvertivo questa mattina, ma non ne parlo per non rovinare la festa. C'è sempre un po' la preoccupazione della partecipazione, ma è probabile che siano pensieri tutti miei.

    Poi generalmente ogni giorno scorre ora dopo ora, raramente per come lo si era programmato, potete immaginare la bellezza di oggi Domenica delle Palme, che nella tradizione popolare si colora di gioia e di voglia di fare festa. A tutto questo si aggiunge una certa ansietà dettata dalla preoccupazione che non tutto proceda per come si spera. Insomma non vedi l'ora di cominciare, così come è importante poter terminare per tempo. Insomma tutte cose raramente legate alla persona del sacerdote, ma soprattutto a coloro che cooperano attentamente per la buona riuscita della celebrazione. Coinvolgendo centinaia di persone è normale che non tutto possa procedere senza intoppi, ma per quello si rimedia grazie ai tanti laici che vivono con entusiasmo il loro servizio alla parrocchia.

  

   Oggi l'impegno dell'animazione era dei Talent& Art, i giovani della comunità in questa fase del suo cammino di fede. E come tali abbiamo chiesto loro di creare un modo di partecipare adeguato alla loro età, senza sentirsi imbottigliati dalle tante regole liturgiche che comunque in queste occasioni creano soggezione soprattutto alla loro età. In realtà anche nei più adulti.  E' un gruppo di giovani che vive come tale, se vogliamo, la bellezza della loro presenza è nell'esserci, ritengo che questo debba dare tanta gioia e anche entusiasmo di poter condividere un po' del nostro tempo con loro. Come sempre tutto si è svolto nel migliore dei modi, nel coordinamento contrassegnato da una gioiosità molto bella che ritengo abbia contagiato positivamente l'assemblea, coinvolta più volta a interagire animatamente. Il resto lo ha fatto il coro animando i vari momenti con entusiasmo e anche con tanta pazienza.

     Abbiamo dato inizio alla Settimana Santa per come vuole essere, un vero dono del Signore, ed è così che va vissuta fino in fondo, cogliendo nell'azione di Dio quel protagonismo che la rende sempre unica e insostituibile nella vita dei credenti. Ma il Signore sarà veramente contento di come lo onoriamo? Spero di si, anche perché ce la mettiamo tutta a creare un ambiente festoso, animato dalla gioia dei ragazzi e dei giovani, coinvolgendo i questo anche gli adulti. Certo se veramente Dio è come lo raffigurano nelle stampe d'epoca, sarà dura farsi accogliere, speriamo che sia per come lo immagino io. Altrimenti per come viene, in questa fase dl mio ministero a Scalea, per me è importante vivere anche la preghiera con gioia e trasmettendo la gioia di stare insieme nel Suo nome.

     Certamente non sempre tutto procede serenamente altrimenti, come ho già detto altre volte,  saremmo già in Paradiso, mentre le difficoltà ci ricordano che siamo ancora sulla terra per cui dobbiamo camminare con prudenza, dobbiamo correggerci, dobbiamo soffrire e ogni volta avere anche la voglia di ricominciare in modo sempre nuovo. Sarà una Settimana Santa bellissima, non tanto per come riusciremo a viverla, ma soprattutto per come Lui ci dona di poterla vivere accanto a Lui. Sempre attento ai nostri problemi e alle difficoltà vere o presunte che affrontiamo ogni giorno. Sarà bella perché Lui non ci lascia soli, sta a noi trovare più tempo per stare accanto a Lui. E se non ci si riesce? Niente di particolare, mentre corriamo per inseguirlo, certamente lo troveremo dietro qualche angolo con fare svagato intento ad aspettarci. Perciò sempre avanti, serenamente, con il coraggio e la gioia di vivere al servizio della comunità.

31 marzo - Continua il nostro cammino verso la Pasqua del Signore, oggi avremo modo di vivere l'ultima Via Crucis in parrocchia e nei Quartieri, dopo di che l'appuntamento è per Domenica al Calvario per continuare il nostro pellegrinaggio dietro a Gesù, cercando anche di imparare qualcosa di nuovo, da vivere per la nostra crescita spirituale e per la gioia di sentirci comunità. E' un appuntamento da scoprire passo dopo passo, semplicemente perché non legato a tradizioni particolari, ma totalmente contrassegnato dalla partecipazione della comunità. Nel senso che tutto si caratterizza dal come la parrocchia corrisponde alla sua vocazione di seguaci del Signore. Ma, qualcosa in più? Preferisco evitare, anche perché io stesso ho bisogno di guardare gli occhi dei fedeli, soprattutto dei bambini, per leggermi con Gesù in cammino verso il Calvario e, finalmente, alla riscoperta della gloria della Resurrezione.

     Come ci si prepara a vivere tutto questo? Prima di tutto con un cuore aperto alla vita di preghiera e a tutto ciò che fa emergere nella nostra vita la positività dello spirituale. Molto significativa è anche la vita di carità, l gioia di sentire l'altro parte di se stesso e condividere on lui tutto ciò che ci viene donato. Della serie l'altro siamo noi, per cui non cerco oltre ma cerco dentro e cercandomi dentro mi percepisco oltre quello che immediatamente riesco a cogliere. Non marginale, ma per alcuni aspetti costitutivo è la gioia di concorrere alla crescita e alla vitalità della parrocchia, la Pasqua è sempre un per noi, ed è bello scoprire l'entusiasmo di sentirsi una parte del tutto. Questo ci permette di non essere felici stando per i fatti propri, ma ci chiede di cercare sempre gli altri che il Signore mi pone accanto. In questa disponibilità, che è l'atteggiamento con il quale il Signore ha vissuto la Sua esperienza umana, noi ci comprendiamo Sua presenza e concorriamo a renderlo presente ancora oggi nel cuore dei credenti.

     Allora non posso che incoraggiavi alla gioia dell'incontro, i tanti segni che caratterizzano questi appuntamenti sono tutti orientati a mettere Gesù al centro della nostra vita. Lo scambio dell'ulivo, l'accoglienza degli Oli Sacri, il dono del Pane da condividere, la contemplazione della Croce, il canto dell'Alleluja pasquale. Sentiamoci tutti entusiasti di essere stati scelti quale segno del Suo amore, per trasmettere amore a tutti coloro che avvertono l'esigenza di sentirlo accanto a se e rendiamo disponibili al Suo amore che tutto perdona, tutti accoglie, tutto dona. Magari non ci riusciamo pienamente, ma anche in questo caso abbiamo la certezza che Lui legge la nostra disponibilità a voler camminare con Lui e ci attende con pazienza, nessuno deve sentirsi inutile, tutti siamo cercati in modo instancabile, Lui ci vuole troppo bene. Per cui con coraggio, mettiamoci in cammino e prepariamoci alla gioia di incontrarci in Lui.

30 marzo - Come presentare una giornata diversa, se non attraverso immagini? Ed eccomi a voi, mattina alla scogliera con i bellissimi colori della primavera, che si rispecchiano nella luminosità del mare e nelle infiorescenze tipiche della stagione. Tutte bellezze che non sempre si riesce a gustare donandole del tempo, ma quando si riesce restiamo tutti edificati delle bellezze che il Signore ci ha posto accanto. Purtroppo anche io appartengo alla folta schiera dei distratti operosi, che devono trovare del tempo liberandosi dagli impegni spesso  assolutizzanti di ogni giorno. Devo affermare che pregare in riva al mare non sarebbe male, visto che Gesù lo faceva spesso e anche portando frutti copiosi per se e per coloro che o incontravano, ma per quanto a me possa piacere, devo ammettere che ci riesco raramente. Quest'anno, a motivo della instabilità climatica,  abbiamo avuto una fioritura difficoltosa per le albicocche, speriamo che la produzione non ne subisca eccessivamente gli effetti. Intanto ammiriamo  i fiori che, come sempre, in questo periodo colorano ogni cosa. La primavera va esprimendo con intensità la sua bellezza e incoraggia la gioia della vita all'aperto.

  

     Poi abbiamo la fioritura primaverile dei giovani che si codifica nel conseguimento dei titoli accademici, ieri ho avuto la possibilità di condividere la gioia di Luigi e dei suoi familiari nel conseguimento di questo traguardo, per non parlare del comportamento totalmente partecipe degli amici. Ritengo di non averne vissuti altri negli ultimi decenni, per cui mi ha permesso di cogliere il modo, in cui alcuni giovani vivono il loro mondo reale e affettivo, occasione puntuale e irripetibile semplicemente perché sappiamo tutti che ogni giovane è un mondo a se, che non può essere codificato né proposto in modo tipologico. E' chiaro che tutto questo esige dedicare del tempo, io generalmente partecipo al pranzo, saltando tutti i preamboli che rendono questo appuntamento unico. Ma allora? Beh, devo ammettere che Luigi appartiene a quella schiera ristretta delle persone che, a motivo della famiglia, comunque ti sei trovato accanto in tante occasione per cui, molto alla lontana il rapporto è 24 a 70,  diventa parte della tua storia. In questo caso per non smentirmi del tutto non ho partecipato al pranzo.

     

   Si rientra  ci si prepara ai ritmi ordinariamente intensi della vita di comunità, oggi prevedono il Gruppo Celine per i ragazzi in difficoltà,  il Centro di Ascolto Dely Caputo per le famiglie in difficoltà e il Gruppo Dance per coloro che superano le difficoltà con la musica, che ieri pomeriggio erano arricchiti dalla distribuzione di alimenti e delle Uova di Pasqua per le famiglie numerose. A tutto questo, si è aggiunto il grazioso ricordo di Nonna Maria, che da quel di Bova ha ancora una volta far avvertire la sua vicinanza alla vita della nostra comunità. Ho avuto la sorpresa di  trovare il dono sulla scrivania, per cui ritengo sia per me e non lo condivido, mentre trasmetto a tutti il suo biglietto di auguri che ci richiama a un mondo pasquale poetico non più utilizzato, che è quello delle cartoline augurali, adesso si usano solo messaggini per cui alcune volte tornare indietro aiuta a comprendere e a ricordare la nostra infanzia. 

21 marzo - I giorni sono scivolati, giorno dopo giorno, e così siamo arrivati al fatidico appuntamento con la primavera. Siamo sempre a marzo per cui non tutto climaticamente è lineare, però si lascia gustare nelle sue intemperanze abituali. Insomma ci siamo alzati con una pioggia insistente, ma adesso il cielo va schiarendosi per cui tutto lascia presagire una giornata luminosa, da vivere con entusiasmo e gioia. Intanto ci si prepara alla Pasqua, con le note rituali e sempre innovative della Via Crucis, continua il percorso della Croce nei quartieri della parrocchia, con l'obbiettivo di incoraggiare a riscoprirsi pellegrini nella vita di ogni giorno, alla costante ricerca della presenza di Gesù nel cuore dei fratelli. Come ogni cosa, riprendere esige pazienza e tempi lunghi, per cui intanto abbiamo ripreso, per i tempi, sono quelli del Signore che raramente coincidono con i nostri.

  

     Per cui forza e coraggio si va avanti verso la Pasqua. Che ci prepariamo ad accogliere con l'ovetto che ci è stato donato e che farà bella mostra di se nel giorno del Risorto. Ma Don Cono cosa c'entra la Pasqua con l'Ovetto? Boh, mi hanno detto che è così, magari dentro c'è una statuetta del Signore Risorto, poi vi dico. Di più non saprei dirvi. Intanto l'abbiamo accolto, è piccolo, ma ritengo capace di dare gioia a tanti bambini, il primo dei quali è inutile dirlo ... Ma affermiamolo pure la vera novità di questa primavera è l'arrivo del nuovo Vescovo Mons. Stefano Rega nella vita della nostra diocesi. Ha cominciare a percorrerla e ritengo ne resterà piacevolmente innamorato, la gente sa accogliere, sa gioire e anche condividere il dono del Signore. Lo abbiamo accolto per come meglio riusciamo durante la celebrazione della comunità ed è stato uno spettacolo di serenità e di gioia per tutti, ritengo anche per lui. Dobbiamo pregare perché il Signore gli dia forza e sempre grande entusiasmo nello stare in mezzo alla comunità che il Signore gli ha affidato.

    

    Nella quotidianità l'opera del Signore prosegue con serenità e gioia, certo non mancano le fragilità, vorrebbe dire che il demonio riposa, anche per questo è importante che il custode del gregge non si addormenti e non viva nell'ozio. Devo ammettere che ogni tanto, sommerso dall'affetto della comunità, la stanchezza emerge, ma dopo il necessario riposo anche la voglia di continuare. Per cui continua il combattimento con gioia e semplicità nelle azioni di ogni giorno, il Signore è la nostra forza. Non posso non ricordare il caro Raffaele che il Signore ha chiamato a se in questi giorni, negli anni del mio servizio al Castello mi è stato sempre accanto con grande affetto e gioiosità, laborioso ha partecipato, con la sua famiglia e soprattutto con Orestina, in tutto alle esigenza della parrocchia. Sarebbero tanti i ricordi da raccontare ma basta fare memoria dei suoi tanti sacrifici, del suo sguardo bonario e sornione leggermente orientato al sorriso e che il cuore non dimentichi. Il resto è affidato alla misericordia di Dio che lo accoglie e gli dona  la pace in eterno.

     Adesso si riprende, sarà un'altra giornata per come piace al Signore, ricca di incontri e di pace da ricevere e da donare, ricca di ricordi condivisi e di affetti da esprimere e da accogliere. Insomma una giornata da vivere rendendo presenti i valori cristiani che sin da bambini hanno accompagnato la nostra crescita e che continuano ad abitare i nostri cuore donando amore e la gioia di vivere al servizio della comunità, buona giornata a tutti.

11 marzo - In questi giorni siamo accompagnati dalla pioggerellina di marzo leggera e insistente, incoraggia la riflessione. Nulla di particolarmente invadente, cala con grande discrezione, potremmo definirla leggiadra. La vita della comunità si caratterizza con la celebrazione delle Via Crucis sia in Chiesa che nei Quartieri, che io ricordi le ho sempre praticate negli ambienti della comunità, per sensibilizzare i lontani o più semplicemente per percorrere le vie della parrocchia mettendo al centro dell'attenzione di tutti la presenza della Croce di Cristo. Il nostro è un tempo che ha bisogno di essere incoraggiato a mostrare la parte migliore di se, visto che continuamente e con eccessiva insistenza ci propongono la parte peggiore. Camminare, pregando la Via della Croce ci aiuta a non avere paura di amare, insomma a vivere in mezzo agli altri per come viviamo nelle nostre famiglie, non sempre è naturale anche perché spesso si ha paura di far vedere agli altri la propria bontà.

     Don Cono ma siete sicuro che tutto questo possa accadere vedendo passare la Croce? Queste cose, le dovete chiedere direttamente al Signore, siamo lì per Lui, e solo Lui riesce a leggere i cuori e i pensieri di chi partecipa e prega. Contemporaneamente soprattutto noi Sacerdoti siamo coinvolti nell'emozione della presenza del nuovo Vescovo, per cui tanti pensieri sono rivolti a lui, al suo voler stare in mezzo a noi, alla suo entusiasmo nel rendere presente il Signore attraverso la sua presenza nella vita di comunità, devo ammettere che rifletto anche le difficoltà che dovrà superare, ma anche per questo è importante pregare perché via tutto con gioia. Abbiamo anche pregato per il ritorno alla Casa del Padre di Mons. Lauro, il Vescovo che ha accompagnato i miei anni giovanili e che mi ha sopportato con tanta pazienza affidandomi incarichi che non avrei mai immaginato di dover portare avanti a livello diocesano.

     Poi abbiamo da preparare e condividere la gioia dei ragazzi per la consegna del Padre nostro e Prima Confessione, sono le Tappe che caratterizzano l'incontro con Gesù. Anche in questo caso cerchiamo di far emergere la gioia dello stare insieme avendo la certezza che con Gesù ci riusciamo ancora meglio, per cui nulla particolarmente eclatante ma solo la bellezza di essere sempre con Lui e sentirlo sempre accanto a noi. Diciamolo pure, la vera gioia la trasmettono i ragazzi nella gioia di stare insieme per il loro primo incontro con Gesù. Insomma è tutto un riflesso e uno scambio di doni che ha il suo centro in Gesù e tutto il resto diventa sua irradiazione di luminosità e di festa nei cuori che si cercano e si incontrano. Poi abbiamo anche la processione ininterrotta dei bisognosi che ogni giorno ci chiedono di essere aiutati, per come possiamo facciamo e doniamo, ma effettivamente sono tanti. 

7 marzo - Potremmo dire che un primo risultato importante sul quale abbiamo conseguito dei buoni traguardi è quello di far sentire a casa propria le persone che frequentano la vita della comunità, sia negli ambienti di preghiera coma anche in quelli del servizio. Questo lo si evince dalla spontaneità quotidiana dei loro atteggiamenti, insomma si sentono a loro agio, si comportano come se fossero a casa loro e questo non è male per ambienti generalmente considerati ingessati in regole invalicabili, che non sempre si riescono a spiegare a far capire, anche perché   magari sono legati ad alcuni ambienti o ad alcune categorie di persone, insomma non generalizzabili, ma è così. Quindi i bambini camminano, corrono come gli è connaturale, i ragazzi ciattano continuamente, i nipoti corrono ad abbracciare i nonni, gli ospiti si sentono accolti e valorizzati. Insomma per quanto ci è possibile i carismi sono la vita della parrocchia.

   

     Per alcuni aspetti, questo modo di vivere la comunità genera una indipendenza, una autonomia difficile da gestire, semplicemente perché, se una cosa viene come dono dello Spirito Santo non può essere asservita agli umori del gestore occasionale delle attività, sempre accolte e vissute come dono dello Spirito Santo.  Voglio dire che anche per me, è un continuo esercizio per accogliere l'autonomia e il protagonismo di tutti come un vero dono del Signore che devo accogliere, custodire e valorizzare per la novità permanente della vita parrocchiale. La certezza è che ogni soffocamento,  vissuto o desiderato diventa un impoverimento. Ma allora la comunità è il Paradiso? Certamente no, come sempre il serpente antico non trascura di rendersi presente, per cui è sempre opportuno vigilare e pregare, perché ogni cosa sia vissuta con serenità, con equilibrio, anche negli errori che umanamente sono legati a simpatie e antipatie, cosa che non dovrebbe accadere, ma purtroppo è sotto gli occhi di tutti.

   

    Della serie: non si addormenta il Custode d'Israele. Lo stile è l'immagine antica del pastore che custodisce il gregge che gli è stato affidato. Sempre leggermente lontano dal gregge per osservare tutto senza trascurare nulla. Mai eccessivamente lontano per evitare di arrivare a disastro avvenuto, della serie: non me ne ero accorto. Generalmente questo atteggiamento pedagogico può generare il desiderio di vivere il gruppone, tutti insieme. Penso che il Signore ci abbia insegnato a vivere tutti in comunione, nella diversità dei modi con i quali corrispondiamo alla Sua chiamata anche non vedendoci spesso. E' sempre il Signore il protagonista della comunione, per cui occorre restare uniti a Lui e con Lui camminare per come Lui stesso chiede, nella diversità dei modi ma mai contro altri o al di sopra di altri, sempre al servizio del bene comune anche se individualmente. Quello che conta, è che quanto il Signore ci chiede e ci dona di stare insieme, ciascuno riesca a chiamare l'altro per nome,  tutti fratelli e sorelle in Cristo, parte della stessa famiglia dei figli di Dio.

5 marzo - Con l'accettazione del Ministero Episcopale nella nostra Diocesi, Mons. Stefano Rega inizia una nuova fase pastorale per la  Chiesa che è in San Marco Argentano - Scalea, la nostra Chiesa. So bene che ognuno è più legato alla vita quotidiana parrocchia, o peggio dell'esperienza  di appartenenza, che alla Diocesi, però questa comprensione, se assolutizzata, determina una distorsione della verità e una non corretta lettura degli impegni pastorali che ne derivano. Voi direte ma anche tanti parroci vivono assolutizzando la propria esperienza, la risposta è semplice tutto come prima e ancora più di prima. E' stata una occasione per rivisitare gli ambienti diocesana e fare tanti incontri con persone che negli anni si sono accompagnate ai tanti impegni diocesani. Ma è stata anche una occasione di rinnovata fraternità e di gioia nello stare insieme come Chiesa diocesana nella diversità dei suoi carismi e dei suoi ministeri. Insomma un vero dono del Signore.

     Oggi, Domenica della Trasfigurazione del Signore, volevo esprimere la mia gioia per la presenza del nuovo Vescovo che il Signore ci ha donato come guida delle nostre vite all'incontro con Gesù. Ieri sera abbiamo vissuto un momento di festa, semplice nel suo svolgimento e solenne per la dedizione dei cuori. Insomma un momento di grazia, che deve caratterizzare la presenza di Mons. Stefano nelle nostre preghiere a sostegno del suo ministero, ma anche il nostro impegno a vivere gli orientamenti che lui vorrà donare per la santità e il dinamismo pastorale della comunità diocesana. Possiamo già affermare che sarà una esperienza aperta al dialogo e alla gioia del dono, da vivere nell'incontro con le comunità parrocchiali per rigenerare la gioia dell'incontro con Gesù. Per cui vi incoraggio a inserirlo nelle vostre preghiere perché possa essere sempre sereno nella guida della Diocesi e nella sua voglia di stare in mezzo a tutti. 

2 marzo - Oggi riprendiamo con i segni caratteristici di questo mese, la voglia di fare tempesta e il dono della serenità con l'arcobaleno. Ancora di più in esclusiva emozione suppletiva oggi, dopo un po' di tempo salgo a San Marco e per la prima volta incontro il nostro nuovo Vescovo. Come è evidente, necessariamente sarà un giorno innovativo, non in assoluto, ma in relazione ai nostri tempi certamente si. Per il resto tutto procede come dono del Signore, per cui da accogliere con gratitudine e gioia.  Ieri, così vi aggiorno, mentre io andavo a Paola per incombenze varie, abbiamo vissuto la gioia della nunnata a pranzo, dono della Guardia Costiera alla Mensa Caritas, mentre il Centro Mons. Didona intratteneva gli ospiti. Poi abbiamo ospitato il Gruppo Celine per l'attenzione alle marginalità, quindi il Centro di Ascolto Dely Caputo con l'accoglienza dei bisogni del territorio, mentre la Bottega Russo operava per portare avanti il lavoro al murales Ora è tempo di Gioia. infine, dopo la Santa Messa e la benedizione a casa del Defunto Antonio, la Danza seniores ha chiuso la giornata.

     Così ci siamo ripercorsi in una giornata tipo della parrocchia, della serie cerchiamo di non annoiarci troppo. Nel frattempo per non smentirsi, il signor marzo ha tolto l'arcobaleno ed ha inserito una buona tempesta arricchita con la variante della grandinata, chissà che dice la montagna di Fagnano, ma ormai devo mettermi in cammino, per cui piano piano si ascende verso la Città Santa. Buona ripresa e sempre con grande entusiasmo a tutti.

1 marzo - La vita del parroco, di ogni parroco, ritengo sia sempre abitata dalla sofferenza e dal dolore. La comunità è formata da tante persone che meritano comunque la sua attenzione e la sua preghiera, per cui è veramente difficile che passi un giorno senza qualche notizia di malattia, di solitudine o di un lutto. Per uno che come me ha avuto altre parrocchie, le cose si aggravano con le informazioni che ricevo dalle comunità che precedentemente mi hanno accolto. Anche per questo, occorre sbilanciarsi sul tema della gioia per evitare di intristirsi e di trasmettere attorno a se incapacità di futuro. In tutto questo, quello che conta è la vita spirituale ed è la gioia di essere comunque al servizio del Signore. La consolazione, la speranza non è nel mondo ma in Dio, per cui si prega e si procede con entusiasmo per come il Signore dona. Buona giornata a tutti. 

28 febbraio - Chiudiamo questo mese con la serenità e la gioia donata, nella diversità dei modi e dei contenuti,  dai ragazzi sul tema del mese della pace. Mentre abbiamo intrapreso il cammino quaresimale cercando di leggere la preziosità degli adulti che dedicano parte del loro tempo per la crescita della vita della comunità. Domenica abbiamo celebrato sostenuti dall'Azione Cattolica, la nostra parrocchia è nata ed è cresciuta, soprattutto al tempo di Don Antonio,  con il sostegno educativo, sociale e liturgico dell'AC, adesso i tempi sono cambiati e anche le presenze formative sono diversificate, per cui abbiamo  un gruppo di adulti che in questa fase dedicano e vivono la loro crescita alla formazione sui temi ecclesiali,per gli ammalati e alla gioia di condividere la solidarietà. Insomma una AC in uscita atipica dalle nostre parti, che nonostante i problemi che si accompagnano alla vita di alcuni associati, vivono la crescita spirituale e relazionale in modo stabile e con entusiasmo. La foto? E' l'esperienza vissuta presso la Casa di Accoglienza Residenza del Mare, da un  Gruppo di ragazzi della Confermazione che, come itinerario formativo, cresce nella disponibilità alla vita di carità. Anche in questo caso cerchiamo di far comprendere come crescere e vivere nella gioia e come donarla a chi ne ha più bisogno attorno a noi.

  

     Sempre Domenica, abbiamo vissuto anche l'uscita del Gruppo delle Famiglie in quel di San Daniele in Belvedere Marittimo. Il luogo in se è foriero di armonia francescana e di ricerca spirituale, accolti da Padre Rocco e diventato ancora di più espressione dell'accoglienza del serafico di Assisi che metteva sempre al centro la bellezza dell'armonia con il cosmo e con le creature. Sì, certamente non è mancata la buona tavola che è bastata per tutti, servendo anche per il giorno dopo la mensa del Sacro Convento e la Mensa Caritas San Giuseppe. D'altra parte quando si esce, è risaputo, si va sempre oltre l'immediato. Anche in questo caso la situazione è molto cambiata da quando, circa 15/20 anni fa, ero parroco in quel di Santa Maria del Popolo, insomma i frati sono ridotti al minimo di comunità e il centro storico è quasi totalmente disabitato. Però abbiamo ancora una volta potuto ammirare tutto quanto di bello viene ancora conservato e diventa luogo di stupore spirituale e artistico. Sono giornate di comunità, orientate a stare insieme e a far crescere la gioia di essere animati dal Signore.

     La gioia è il tema del murales che orna l'atrio della canonica, siamo arrivati alla stesura di base dei colori, adesso inizia la fase più elaborata che è quella della cura dei particolari, diciamo che è l parte indefinita nel tempo, poiché ogni cosa ha bisogno di mille attenzioni per cui non potrà mai dirsi completato in senso assoluto. Ma un giorno si deciderà che è finito e va bene così. Come infinite sono le esperienze di gioia che la persona viene invitata a sperimentare nel corso della vita, tutte ugualmente belle e meritevoli della nostra attenzione. Voglio dire che nella chiesa nessuna esperienza è in assoluto più bella dell'altra, sono le fasi della vita e le tante emozioni che uno sperimenta e renderle di particolare attenzione in questa fase. Poi cambiano tante cose e cambiano anche le esperienze che ci donano gioia. Quando si trova gioia solo in ciò che si vive e solo perché ci si stanca di andare oltre se stessi. Insomma è un limite, ma è anche l'esperienza più frequente.

   

     Questo nostro fratello di Bolzano, che abbiamo accolto e ospitato questa notte vive una esperienza di gioia molto esclusiva, fare in bici dalla punta della Calabria a Capo Nord in Norvegia. E' vero, decisamente non è per tutti, ma per lui è il massimo della gioia in questa fase della sua vita. Auguri. Non posso che riflettere con voi anche le tante sofferenze che abitano i nostri cuori, le tante persone di provenienza asiatica morte sulla spiaggia di Cutro sullo Jonio, Le tante guerre e violenze che si accompagnano in tante parti del mondo alle nostre giornate. La morte di giovani che continua con eccessiva frequenza nella vita delle nostre comunità portando lutto e dolore soprattutto alle famiglie e tra i conoscenti. Sempre presenti nei nostri cuori anche i tanti che vivono la fragilità della malattia e l'attesa di ineludibili interventi operatori.

     La vita prosegue con questa dinamica costante che sollecita a sorridere con chi cerca di gioire e di partecipare al dolore di chi vive la precarietà del quotidiano, non si gioisce mai in assoluto, non si piange mai in assoluto è questa la vita del parroco e anche di altri. A tutto questo occorre aggiungere l'attenzione di cui necessitano gli squilibri mentali, legati alla solitudine e alla generale depressione che abita tanti cuori anche persone accanto a noi. Non siamo dei robot ma corpi animati in costante equilibrio tra la gioia del bene e la tentazione al male. Gesù è la via da seguire, quando ci riusciamo diventiamo operatori di pace quando ci allontaniamo dai suoi insegnamenti disprezziamo gli altri, cercando maggiore visibilità per noi. La preghiera costante aiuta a superare le tante fragilità che abitano anche i nostri cuori. Sempre con coraggio contempliamo il Signore che opera ogni giorno e nella nostra vita e chiede di essere ascoltato e seguito con gioia.

22 febbraio - Abbiamo iniziato con gioia il tempo della Quaresima, confidando nella presenza del Risorto che si accompagna alla nostra vita e dona speranza. Continua il clima primaverile, per cui tutto parla di rinnovamento della vita con e gemme che provano ad aprirsi ma prudentemente, per non restare bruciate,  aspettano ancora a donare l'atteso fiore di primavera. Noi ci apriamo al ringraziamento, per tutto quanto il Signore ci ha donato di sperimentare durante il mese della pace e in tutti gli incontri con i fratelli e le sorelle che non mancano mai di dare serenità anche nella narrazione di se e di quanto ciascuno cerca di sperimentare ogni giorno. Abbiamo vissuto la Giornata Eucaristica, con una buona partecipazione di fedeli e anche una piena disponibilità alla preghiera, insomma mi è sembrato che non sia stata una partecipazione passiva. Il dono dello Spirito Santo fa il resto.

    La pace è vivificata dalla preghiera, la fraternità è alimentata con la preghiera. Intanto è importante segnalare la buona partecipazione delle famiglie agli incontri per la pace vissuti con le fasce di catechisti. in tutti gli incontri sono stati coinvolti per incoraggiare ad emancipare il loro protagonismo nella formazione dei figli alla fede. In tutti gli incontri è stata insistente l'esigenza di costruire l'unità, incoraggiare la vita di fraternità e leggersi nel protagonismo dei nuovi tempi. Comprensibile anche l'imbarazzo del coinvolgimento, ma sono da segnalare anche interventi molo belli e significativi. Insomma come in ogni cosa è importante invertire la rotta il resto viene lentamente con naturalezza. La frase che mi resta impressa, tra le tante affermazioni dei ragazzi certamente è questa: Sono contento di alzarmi presto la Domenica, perché vado a Messa.

   

     Nel bel mezzo della penitenza di ieri, che come dicevo è stata vissuto in modo molto bello e intenso, a mezzogiorno è arrivato il dono del compleanno della nonna Maria da Bova, della serie siamo a novantotto e li viviamo con gioia, con quel che ne è conseguito per non svilire il valore significativo del dono. Vi garantisco che ho  vissuto come una vera penitenza da offrire al Signore, sono dolci speciali fatti con il cuore della Calabria, però resta il fatto che ho mangiato con gusto e questo non è un bene. Certo io sono esonerato dall'obbligo della penitenza quaresimale, perché impiegato dell'INPS, insomma ormai è andata. Oggi sarà molto bello, sereno nell'accoglienza dei ragazzi di Sorgente di Gioia 1 e di tutto ciò che concorre alla bellezza della vita di comunità. Buona giornata a tutti.

20 febbraio - Diciamo così, con l'arrivo del lunedì, tante cose cambiano, anche perché si riapre lo scenario delle tante attività da portare avanti. Quindi non più essenzialmente l riflessione sul significato delle cose e della vita m come operare perché le cose abbiano forme e la vita possa esprimersi in pienezza, con la coscienza che tanto è affidato a quanto il Signore ci ha donato per renderlo presente nella vita di ogni giorno. Per cui, riprendiamo il combattimento con coraggio, intanto è una bella giornata luminosa che il Signore ci dona di vivere in pienezza. Apriamo il cuore e la mente, rimbocchiamoci le maniche e buona giornata a tutti.

19 febbraio - Può capitare che alcune volte si debba cambiare? Certo, direte, magari si cambia spesso anche ogni giorno. Beh, a me capita raramente, ma forse questo periodo mi impone un cambiamento sostanziale del mio modo di vivere. Probabilmente io non vorrei, ma è come se qualcuno mi dicesse: è ora di farlo, se non adesso, quando? Frase presa in prestito da non so chi, ma non è farina del mio sacco, direbbero i professori di una volta. Probabilmente non ho detto molto, mi dispiace deludervi, ma di più farei fatica a dire, lo so' ma non riesco a codificare. Comunque sia di certo ve l'ho detto. Meno male che arriva la Santa Quaresima, che certamente mi aiuterà nel discernimento.

     Intanto, come sempre, i migliori auguri di ogni bene a tutti voi. Il Signore deve darvi salute e gioia nel crescere nella vita di fraternità. Deve darci anche salute. semplicemente perché l'impegno esige anche integrità fisica, che alcune volte sembra mancare, in più di qualche compagno di viaggio. Insomma dobbiamo pregare perché tutti stiano bene, vivano con gioia nelle proprie case e nella dedizione a costruire la vita di comunità e una più gioiosa vivibilità nella nostra città. Tutto questo lo possiamo perseguire con la vita di preghiera e la serenità con la quale il Signore deve donarci di camminare insieme e sostenerci nelle difficoltà che necessariamente spesso emergono.

     Questa Domenica il Signore ci chiede di rimuovere tutti gli atteggiamento di astio e di rancore che potrebbero abitare i nostri cuori, nella certezza che un cuore alleggerito si apre con pi più naturalezza all'amore verso Dio e verso gli altri. Ma soprattutto ci chiede di non appesantirci di troppi traguardi terreni e di avere come riferimento il Padre nostro celeste. Questo ci permette di guardare con fiducia a tutti, poiché fratelli e sorelle con i quali siamo invitati dal Signore a operare nella diversità dei modi alla costruzione del Regno di Dio che Gesù ci ha affidato. Il Signore ci chiede di stare con Lui e di invocarne la presenza quando pensiamo di sentirci abbandonati e soli. Coraggio è tempo di ripartire.

15 febbraio - Ieri abbiamo ultimato le celebrazioni con la liturgia in memoria delle nostra sorella Valentina, un caro ricordo per tutti coloro che hanno avuto modo di condividere la sua storia, per alcuni aspetti molto sofferta ma sempre offerta al Signore come modello di dedizione e di testimonianza. Certo, come sempre non tutti colgono la specificità del dono, ma è nella norma delle relazioni. D'altra parte si prega anche per questo, altrimenti non ne avremmo bisogno. Intanto si notano in modo immediato  gli effetti della sua prematura dipartita. E' vero dobbiamo pregare, per evitare che il vuoto determinato, diventi ostacolo alla speranza e alla crescita della fraternità. A guardare bene nella vita di comunità ci sono sempre dei vuoti da colmare con la preghiera, ci sono tante situazioni da affrontare e da suturare con le energie che il Signore ci dona.

    Anche per questo dobbiamo sempre sperare che il Signore apra i cuori ad un amore sempre condiviso e mai solo per se stessi. Adesso ci si prepara all'accoglienza delle oltre cento famiglie che hanno la generosità della parrocchia come riferimento alle loro povertà. Anche in questo caso è importante leggersi nella generosa dedizione alla vita di carità, che è la missione che il Signore affida ad ogni battezzato. La condivisione del proprio tempo con gli altri che ti cercano nasce dalla coscienza di essere strumento del Signore al servizio di coloro che Lui stesso ti pone accanto. Anche in questo caso prendiamo qualcosa da noi stessi, il nostro tempo e il nostro affetto e lo dedichiamo a persone che neanche conosciamo e che neanche conosceremo, sono i fratelli e le sorelle che cercano attenzione e sperano di trovarne nella nostra comunità.

     Sì, è vero, alcune volte mi chiedo ma quale valore vogliamo dare a questo sevizio. Devo ammettere che non sempre riesco  a cogliere delle risposte, ne non quella che è il Signore a chiederlo, per cui noi dobbiamo semplicemente obbedirgli. Certo non dobbiamo pensare ad alcuno tornaconto né materiale e né spirituale, insomma è il dono per il dono, altrimenti i conti non tornano, donare sempre senza ricevere mai nulla in cambio. Anche questa è una vocazione che non tutti e sempre comprendiamo, ma quando ci si riesce ci sentiamo meglio. Per cui, come sempre, con gioia siamo pronti a partecipare all'Opera del Signore.

12 febbraio - Ci si avvicina al giorno della Ordinazione Episcopale di Mons. Stefano, ritengo che ciascuno in modo molto personale stia vivendo momenti di emozione e di naturale attesa, l'arrivo del nuovo Vescovo naturalmente comporterà grandi innovazioni e nello stesso tempo crescita della vita pastorale della comunità. Nel frattempo non possiamo fare altro che pregare, il Signore deve proteggere e sostenere con il Suo Spirito il nuovo Pastore della comunità, tante le attese, è la Chiesa che si ringiovanisce e si rinnova. Pastoralmente, sono giorni di fremente attività sul piano delle relazioni educative, ma anche in riferimento alla stabilizzazione delle aggregazioni, il che significa un positivo maggiore coinvolgimento delle famiglie nella crescita dei figli. Sappiamo tutti bene che non è una azione facile, ma anche per questo merita una sempre maggiore attenzione e impegno.

     Ritengo sia anche importante segnalare, lo zelo di solidarietà che molti avvertono prezioso per la loro situazione personale, ma che comunque diventa occasione di generosa dedizione per la crescita d tutta la comunità. E' un impegno che nasce dalla sensibilità personale e che si caratterizza in gesti di affetto vicendevoli che, ricevuti in occasioni particolari, acquistano un significato totalmente innovativo e rasserenante. Da parte mia, non può che esserci una costante sollecitazione a corrispondere all'opera di Dio, dal punto di vista spirituale, formativo e nella solidarietà. Come sempre tutto è affidato a color che il Signore ha chiamato per pascere il gregge e coltivare la messe, il problema dei numeri doveva essere antico, se già nel periodo apostolico gli operai disponibili non erano eccessivi. 

     Il Signore chiede di avere fiducia, di non scoraggiarsi, di vivere l'entusiasmo dell'attesa e di cercare instancabilmente la novità che nasce da Lui e si dirama in mezzo a noi. A me sembra che tutto questo non manchi, certamente è importante non sentirsi soli, sopratutto quando la malattia abita la propria vita e ci si guarda attorno con più preoccupazione, insomma su chi posso contare. Non sono i problemi del bel tempo, quanto tutto sembra procedere con naturalezza, ma prima o poi albeggiano nella nostra vita e diventano sempre più chiari. Anche per questo è sempre importante che la comunità sia forte e rigorosa nella disponibilità, tutti abbiamo bisogno di tutti ed è anche bello guardarsi attorno e vederli disponibili, magari non tutti ma ci si accontenta di quanti ne bastano.

    Si, sostanzialmente è una Domenica serena nel suo scorrere tra gli impegni celebrativi e le attività formative di educazione alla pace. A tutto questo che è sorgente di serenità e di gioia si aggiunge l'opera degli artisti per completare il murales della Gioia in Cristo e infine, cosa che non manca mai, la possibilità di aiutare bisognosi. Come ho già detto altre volte è l'impegno centrale della vita di comunità. D'altra parte la parrocchia è posizionata in modo da essere immediatamente punto di riferimento per tutti. Non dobbiamo fare altro che aprire il cuore e donare a chi bussa, d'altra parte come ha detto Gesù i poveri li avete sempre con voi.

     Nel frattempo, va scivolando anche il mese di febbraio con una intensità spirituale molto significativa. Adesso ci prepariamo ad accogliere i genitori di Sorgente di Gioia 2 che poi sarebbero i ragazzi Prima Comunione,  che si vanno preparando al loro primo incontro con Gesù, come vera sorgente di gioia  per tutta l'assemblea dei credenti.

8 Febbraio - Oggi, vista la situazione climatica che gravita attorno allo zero, vi incoraggio a restare nelle case, c'è sempre tanto da sistemare attorno ai riscaldamenti o attorno al caminetto rigorosamente accesi. Inoltre raccomando di non toccare acqua, insomma dedicatevi alla preghiera silenziosa, che dona tanta gioia al cuore e incoraggia a leggere la realtà con gli sguardi. Se per assurdo dovete uscire per andare a Messa, questo vi è consentito, ma vi raccomando di coprirvi in modo assoluto. Diciamolo pure non fa freddo in modo rigoroso, come dire non siamo al polo nord, ma non siamo abituati a questo freddo. Non lasciate spiragli aperti, il vento si insinua dappertutto e porta solo aria fresca. Buona giornata a tutti, domani certamente sarà più bello.

7 febbraio - Capita che ci si abitui a stare bene, al punto che quando siamo sollecitati da qualche imprevisto, si faccia fatica ad accoglierlo come parte della vita di ogni giorno. Nulla di esclusivo, viviamo immersi al punto di non riuscire ad andare molto oltre noi stessi. Alcune volte rifiutiamo di andare oltre noi stessi, scegliendo di vivere in un paradiso ipotetico che all'improvviso diventa evanescente di fronte ad alcune situazioni della realtà che ci viene presentata nella sua durezza. Se vogliamo, per noi sono momenti che gradualmente somatizziamo; per altre situazioni, diventa la condizione stabile di chi scegli di vivere con libertà contro i sistemi opprimenti che soffocano ogni espressione di se stessi. Pensiamo alle tante situazioni di violenza sistematica, sociale e domestica, che molti sono costretti  a subire senza che alcuno ascolti o possa fare niente.

     Non è possibile abituarci alle scene di distruzione di ogni armonia e della gioia di poter essere se stessi nelle varie realtà. Eppure è proprio così, per molti nostri fratelli e sorelle ogni giorno presenta una violenza nuova con la quale fare i conti, prepararsi ad accettarla, poi accantonarla e cercare di esprimere le proprie potenzialità, per come si riesce. In tutto questo gli elementi più esposti alle violenza sono certamente le donne, che troppo spesso gratuitamente sono esposte al capriccio degli uomini, i desideri e anche ai giudizi. Troppo spesso si si accanisce, siamo ancora una società maschilista che stenta a cogliere la bellezza, le potenzialità  e la creatività del genio femminile. Diciamolo pure, alcune volte si ha paura di restare scavalcati, troppo più seriamente impegnate a conseguire traguardi nuovi, questo nelle società occidentali. Sappiamo bene che in altre culture viene perseguito anche legalmente lo status di sottomissione e di asservimento.

     Per quanto ci sia ancora molta strada da percorrere, nel 2023 possiamo affermare che anche nella Chiesa, alcune volte con difficoltà, va leggendosi un protagonismo femminile più ampio. Diciamo che, purtroppo, sono ancora concessioni che il più delle volte piovono dall'alto, ma la volontà è quella di vedere più donne nei luoghi decisionali della Chiesa, per cui anche amministratori, segreterie, responsabilità canoniche che prima erano in esclusivi appannaggi degli uomini adesso vengono vissute con grande dedizione e disinvoltura dalle donne e non sono consacrate ma anche laiche. Certo il cammino da percorrere è ancora lungo, ma si arriverà certamente anche alla diffusione ampia dei ministeri ecclesiali al femminile, come già è diffuso nelle altre confessioni e in altre nazioni anche tra i cattolici. In Italia si resiste molto da parte di alcuni ambienti ecclesiali, ma prima o poi sfonderà anche da noi la convinzione  che lo Spirito Santo parla anche al femminile.

4 Febbraio - Giornata climaticamente mite, da vivere con gioia in attesa del freddo previsto per i prossimi giorni. Diciamo così, è un periodo da vivere intensamente sospeso, tra il ricordo del Natale rivitalizzato con la Presentazione di Gesù al Tempio, e in prospettiva l'arrivo prossimo della Quaresima,  tempo che ci apre alla preparazione della Pasqua de Signore. Certo in mezzo ci sono tante attività formative e celebrazioni, ma come sempre tutto viene inquadrato nelle grandi cornici della Pace e della Fede in Cristo da vivere e da rinnovare in modo sempre nuovo. Come sempre ho fatto anche una puntatina a Sicilì il luogo delle origini e dei tanti ricordi dell'infanzia, ma per la prima volta è stato veramente un momento, vissuto come se avessi altro da fare di più importante, o forse sentendomi fuori luogo.

     Difficile da dire, certamente è durato poco, un momento di preghiera in chiesa ai piedi di San Biagio, la visita a mio fratello Peppino accudito dalla OSS domestica, mia sorella Franca e la compagnia di mia Zia China che non ha avuto neanche il tempo di fare il malocchio rituale. Insomma quest'anno è andata così. Per il resto cerco di dedicare più tempo alla preghiera anche perché i problemi da affrontare sono molti, ho ripreso a studiare qualcosa dal punto di vista pastorale per non restare troppo indietro, nel senso che andiamo troppo aventi, per cui devo capire dove rallentare. Dedico altro tempo all'ascolto che caratterizza questa fase della mia vita, non del tutto alcune volte lo vivo in modo distratto. Infine la preoccupazione più intensa è quella di non perdere il ritmo dell'accoglienza verso tutti che caratterizza la pastorale della nostra parrocchia.

     Della vita di carità ho detto altre volte, sembra sia il capitolo più naturalmente trainante in questa fase. D'altra parte aumentano le richieste di aiuto in senso ampio, per cui non dobbiamo fare altro che ricevere e donare. Naturalmente non parliamo solo di cose ma soprattutto di sorrisi, di preghiere, di accoglienza, di accompagnamento e sostegno spirituale. Insomma tutto ciò che il Signore dona, dobbiamo donarlo per evitare di arricchirci di ciò che non ci appartiene. Poi abbiamo le incombenze tecniche, le più gravi economicamente parlando, tutte voci in uscita. Si parte dal campanile che ultimamente è oggetto di continui interventi, senza conseguire ancora  i risultati sperati. poi abbiamo le pompe di sollevamento, dopo esserci allagati si è reso indispensabile il potenziamento dell'esistente, a tutto questo si aggiunge la manutenzione del parco e via a seguire. Insomma la parrocchia ha costante esigenza di interventi strutturali, come ritengo accada anche nelle vostre case, per cui nulla di particolarmente innovativo se non le dimensioni degli immobili e la varietà delle esigenze.

31 Gennaio - La Chiesa incoraggia a vivere la memoria di San Giovanni Bosco, che si inserisce nell'alveo di coloro che hanno dedicato la propria vita ai giovani e ai ragazzi abbandonati. Dobbiamo pregare e operare perché i nostri ragazzi non siano coinvolti dalle nuove forme di protagonismo così presenti sui social, che spesso nell'incoraggiare alla violenza, esigono la soppressione di altri per la realizzazione di se stessi. Come ripeto da tempo, i giovani e i ragazzi non hanno bisogno dei nostri giudizi o delle nostre critiche ma del nostro impegno, hanno bisogno di essere accolti e ascoltati, di sentirsi amati. Ciascuno di noi può essere per molti di loro il riferimento necessario per uscire dalla solitudine e dal senso di abbandono così presenti nel nostro tempo. Perciò lasciamoci contagiare dai santi e imitiamone le virtù. Parlare poco, condividere il poco o il molto che abbiamo, sorridere e incoraggiare alla gioia, rendersi partecipi della vitalità della parrocchia. Può generarsi solitudine e violenza anche tra gli spazi della vita di comunità.

  

     Ai nostri figli generalmente chiediamo di stare insieme per essere costruttori di fraternità e di pace, non sempre è facile anche, perché anche loro spesso crescono nella solitudine e vittime di varie forme di bullismo, per come oggi va dicendosi in ambiente educativo. Ma ritengo sia questo ciò che il Signore ci chiede di testimoniare, un amore infinito alimentato dalla Sua presenza verso tutti i bambini, i ragazzi e i giovani soprattutto verso coloro che sono più soli e abbandonati. questo ci permette di vivere la beatitudine dei costruttori di pace e di camminare nella vita di ogni giorno come testimoni operativi del Regno di Dio, che Gesù ha affidato a ciascuno di noi. Quando più ci si emoziona per il dono dell'essere servi degli altri, tanto più in noi cresce la serenità e la gioia di stare insieme.

     La vita comune è il grande dono che il Risorto ha fatto ai Suoi discepoli: vi do la pace, vi do la mia pace, non come la da il mondo, io la do a voi. Questo dono del Risorto è il primo che riceve la comunità ancora scossa e impaurita dal dramma della crocifissione, un po' come siamo tutti noi, quando siamo messi alla prova delle difficoltà della vita un tumore improvviso, una malattia nei figli, una disoccupazione inattesa, un divorzio non voluto e la casistica potrebbe continuare all'infinito. Certo la sofferenza dei nostri cari, la disperazione che alcune volte si accompagnano alla nostra vita può necessariamente generare disorientamento e scoraggiamento, ma non deve mai abbatterci. La fede è la nostra forza. No, non è illusione è avere la certezza che Dio non abbandona i suoi figli nel momento della prova.

    In tutto questo il Signore ci dona una consolazione permanente nel dono dei bambini che sorridono, giocano, fanno chiasso, corrono instancabilmente e cercano di attirare occasionalmente la nostra attenzione per aiutarci a capire che comuque hanno bisogno di noi. Vogliono essere al centro dei nostri pensieri, cercano una carezza, alcune volte chiedono di essere abbracciati. Sono loro la risorsa di speranza dell'umanità e la gioia del futuro da costruire e da vitalizzare, perché loro possano esprimere al meglio le loro energie e la loro vitalità. Quando questo accade viviamo e costruiamo una società più giusta e aperta al futuro, quando non accade generiamo isolamento, solitudine e via a seguire con quel che ne può conseguire. Insomma lasciamoci contagiare dalla loro voglia di vivere e dal loro modo di vivere.

26 Gennaio - Le immagini mostrano l'idea che aveva Dio quando ci ha pensato e creato Scalea. Circondata dalla bellezza dei tramonti, dalla luminosità del sole nelle sue diverse manifestazioni, dalla maestosità dei monti che la circondano adesso ricoperti della preziosa neve, che rasserena in riferimento alle tante sorgenti che la irrorano. La bellissima scogliera molto severa ed essenzializzata nei colori,  si inserisce in modo forte e sinuoso generando  sensazioni sempre nuove, che completano quelle precedenti. E' impossibile parlare della bellezza dei colori, dei quali contempliamo delle percezioni inenarrabili di armonia e di pace interiore. Insomma una terra benedetta che apre alla speranza e incoraggia a costruire il futuro per se e i propri figli.

 

     Poi arriva l'uomo, si immerge in tutto questo, purtroppo non sempre in modo equilibrato, rispettoso dell'armonia del creato e può capitare alcune volte che tutto questo dono di Dio venga meno. L'opera è spettacolare, ma è affidata a noi perché ne valorizziamo la bellezza e ne attutiamo le deformazione che nel tempo può aver assunto, fino a farle diventare bruttezza. Non è un'opera facile da portare avanti, ma per quanto il Signore ci dona di custodirla cerchiamo di portarla aventi con gioia ed entusiasmo da vivere e da donare. Buona giornata a tutti e guardiamo sempre avanti con coraggio avendo negli occhi e nel cuore la gioia dei nostri figli, che meritano di vivere a Scalea per come ci è stata affidata dal Signore. 

24 Gennaio - Ebbene si, è capitato anche a noi, nei giorni di Domenica e di lunedì il mare è ritornato per alcuni centimetri nei suoi spazi di un tempo ed ha allagato i locali pastorali del Centro di Aggregazione Mons. Didona e dei garage. Ma grazie alla piena e laboriosa disponibilità di tanti volontari, tutto è stato affrontato con serenità e gioia. Ritengo che tanta parte di Scalea abbia vissuto la stessa sgradevole sorpresa, ma lo sappiamo bene che quando si alza il mare corriamo il rischio di restare leggermente sotto il livello. Detto questo posso affermare che comunque è andato bene, tutto è stato vissuto da tutti con grande generosità e dedizione, per cui ancora una volta non posso che ringraziare il Signore per il dono di tanti adulti che amano la comunità e la custodiscono come se fosse la propria casa. Rimane ancora qualcosa da ultimare, ma tutto si è ricomposto in tempi brevissimi, al punto che già ieri sera gli ambienti sono stati utilizzati per l'incontro formativo di AC e per la Scuola di Danza.

   

    Per la cronaca, le pompe dell'acqua continuano ancora adesso a tirare a pieno regime, il che significa che il livello del mare è ancora alto per come sono stati costruiti i seminterrati di tante case e anche i nostri ambienti pastorali. Insomma ancora un po' di pazienza e potremo dire anche questa volta è andata abbastanza bene, ripeto anche grazie al coinvolgimenti di tanti laici che gratuitamente ancora una volta si sono  resi disponibili ai bisogni della comunità. Certo poi abbiamo affrontato l'emergenza della Mensa, preparando gli alimenti e accogliendo gli ospiti in canonica, insomma ad ogni cosa si trova il rimedio per come è possibile. Le altre immagini, ci raccontano la gioia di essere attivamente partecipi alla celebrazione festiva. Mentre l'ultima ci narra della condivisione della tavola vissuta Domenica con il Gruppo Famiglie, dopo aver lavorato per rendere agibili gli ambienti dal'acqua che già aveva cominciato a invadere gli spazi della cucina e del salone.

     Sarebbe bello fare anche qualche foto durante gli incontri formativi, o durante le tante attività sociali che pure vengono portate aventi ma per la privacy e per evitare distrazioni, nessuno si muove, per cui restano le immagini gioiose del mangiare insieme che non sono male da vivere e da proporre. Naturalmente tutto questo è reso possibile anche dai tanti incontri come dire tecnici, orientati a una migliore comprensione dei carismi personali e dei gruppi di appartenenza, alla organizzazione degli avvenimenti da celebrare e alla crescita della persona. Tutte attività insostituibili  per evitare di fare  le cose tanto per farle, oppure semplicemente perché piacciono, senza un progetto di comunità da condividere e da proporre a quanti vogliono mettersi in gioco con i loro doni e la voglia di stare insieme con gli altri. Insomma anche la gioia da costruire e da proporre merita il nostro tempo e il nostro entusiasmo.

17 Gennaio - Dai timidi accenni di cui parlavo prima, siamo passati alla volontà imperiosa di rendersi presente con tutta la sua potenza. Naturalmente parlo del clima invernale che si manifesta con generoso entusiasmo in pesanti acquazzoni e con nevicate a quota mille, insomma ci dona di vivere, anche se leggermente in ritardo, per come è naturale questa fase dell'anno solare. Sono giornate che si vivono nella gioia dell'incontro con i ragazzi che, per quanto è possibile, cerchiamo di orientare con i genitori e i catechisti, alla gioia dell'incontro con Gesù. Poi abbiamo il principe di questo tempo che è il silenzio, lo trovi dappertutto e si insinua dappertutto per cui diventa un elemento relazionale abbastanza diffuso. Insomma è più facile immergersi nella meditazione e nella riflessione delle cose del mondo e nella ricerca delle nuove vie da percorrere.

   

    Anche se uno degli obiettivi dell'impegno pastorale, è quello di evitare che la parrocchia diventi il luogo del silenzio perenne. Insomma la parrocchia vive del chiasso dei ragazzi e della gioia degli adulti che si accompagnano con grandi sacrifici alla loro crescita. Anche per questo abbiamo portato la formazione per i ragazzi che si preparano alla Prima Comunione alla Domenica, questo permette loro di vivere attorno all'altare questo tratto del cammino formativo e alla parrocchia di accompagnarsi stabilmente alla loro vita formativa ed emozionale condividendo la gioia dell'incontro con Gesù, nel giorno dedicato alla Resurrezione del Signore. Poi abbiamo i tanti incontri formativi coordinati dagli adulti che questa settimana hanno visto il protagonismo dell'Azione Cattolica nel convegno dedicato alla dignità della donna elle nostre realtà.

  

     L'itinerario del Movimento dei Focolari che coinvolge in modo riflessivo la dinamica delle relazioni tre la persone alla luce del cammino evangelico. Questo coinvolge anche altri laici di altre comunità mettendo in moto la dinamica della gioia che ci dona il Signore e che diventa più bella e intensa se condivisa con coloro che il Signore ci dona di incontrare. Tutto deve essere contrassegnato dalla gioia di stare insieme e di poter trasmettere ad altri la gioia che ne deriva. Senza mai dimenticare che tutto nasce dal cuore della singola persona, che vive e avverte l'esigenza di condividere ma potrebbe anche tenere solo per se ciò che di bello il Signore dona di vivere. Tutto questo si irradia e diventa gioia collettiva che apre alla speranza di poter vivere in modo diverso anche nel nostro tempo, che sembra caratterizzato dalla individualità e dalla cosificazione di ogni relazione.

     Alla luce di tutto questo possiamo affermare che l'esercizio quotidiano da vivere per non intristirsi è essere sempre attenti all'opera instancabile di Dio che si manifesta nelle mille dedizioni di ciascuno, anche nelle realtà umanamente parlando più insignificanti Dio trasmette un messaggio emotivamente insostituibile. Tutto questo però esige un cuore aperto all'amore verso tutti e la capacità di cogliere l'opera di Dio in tutti, anche nelle situazioni ripetitive di ogni giorno. In questo modo non si corre mai il rischio di annoiarsi o di vivere in modo abitudinario l'esistenza, tutto è sempre novità, nulla è ripetitivo in se, tutto dipende da come viviamo le situazioni e le relazioni con gli altri.

     Oggi è Sant'Antonio Abate, per capirci il Santo con il maialino, per cui auguri a tutti coloro che amano gli animali domestici e non, preghiamo per coloro che hanno paura degli animali non comprendendone sempre la loro preziosità. Preghiamo anche per coloro che uccidono gli animali non per bisogno alimentare ma per divertimento, il Signore doni di maturare maggiore rispetto verso queste creature che Dio ci ha affidato e con le quali dobbiamo condividere l'equilibrio e l'armonia del mondo.

12 Gennaio - Proviamo a godere dei timidi accenni di inverno, mediati da un ritorno di clima temperato primaverile. Insomma per adesso nulla di serio, si è vero anche la neve si è poggiata sui mille metri della Montea e del Cozzo del Pellegrino, ma tutto in modo mediale insomma senza eccessivo impegno per adesso, al punto dal poter affermare che ieri per la prima volta abbiamo assaporato per brevi tratti un po' di tramontana. Lo so', voi direte ma don Cono, del tempo dobbiamo parlare? Anche voi avete ragione. Del resto di saliente abbiamo avuto il 25° di Franco e Rita, si fa presto a dire venticinquesimo ma a raccontarlo dovrebbe essere leggermente più complesso, insomma dovrebbero farlo gli interessati nelle tante gioie, nei sacrifici, nella pazienza e via a seguire nelle tante emozioni di vita familiare che hanno caratterizzato la loro storia legata anche alla vita di fede e al servizio in parrocchia. Ritengo soprattutto alla crescita di Antonio, vero germoglio di Iesse in ordine alla speranza messianica familiare. Ritengo sia stato un dono del Signore per coloro che in parrocchia vivono un impegno pastorale, perché ci ha dato modo di pregare insieme ai loro familiare per condividerne la gioia.

    Per il resto la vita della comunità continua con i ritmi liturgici abbastanza stabilizzati, su una partecipazione non eccessiva e adesso andiamo a riprendere con la formazione catechistica che in parte si è interrotta nel periodo natalizio. Tanto per inserire il lamento da parroco, la famiglia tende nella gran parte a vivere la gioia terrena trascurando la radice di questa gioia che è Gesù in mezzo alla comunità. La parola comunità non è molto compresa nella sua bellezza e si preferisce per vari motivi la comunità familiare, neanche troppo allargata, per cui quella parrocchiale risulta più che dimezzata. Insomma per dirla tutta è il tempo della missione, da vivere con grande entusiasmo e costanza senza concedersi pause, se si riesce le cose vanno meglio, altrimenti si cammina in salita, ma per farlo occorre fiato e non tutti mostrano di averne a sufficienza. Intanto ringraziamo il Signore per quello che dona di vivere, per ciò che si spera si cerca di lavorare per il Regno. Necessariamente un pensiero comincia a percorrermi per quanto concerne il cammino quaresimale, insomma si comincia a guardare il calendario, i contenuti, quest'anno arriva prima e bisogna accoglierla con dignità.

     Dobbiamo ammettere che la realtà sociale presenta molti vuoti istituzionali, nei quali la gente si barcamena cercando di dare serenità ai propri figli e con lo sforzo costante di costruire la speranza del futuro. Non è facile essere genitori, ma forse non lo è mai stato, la difficoltà maggiore ai nostri gironi  è avere a che fare con i social che sono degli educatori molto invadenti, penetrano dappertutto più della Parola di Dio, oltretutto hanno la capacità di entrare in tutti cuori e perfino provano a stabilizzarvisi. In alcuni casi ci riescono e creano dei danni irreversibili in altri vivono un presenza strumentale rappresentando comunque un elemento distrattivo permanente. Le vittime più fragili sono i bambini e i ragazzi, i quali corrono il rischio dell'assimilazione tipologica, per noi adulti dovrebbe esserci solo la devianza temporale e ideale, non è meno grave ma è più immediatamente correttiva. Coraggio, insomma buona giornata sarà molto bella e intensa, per cui vi auguro di viverla con gioia.

7 Gennaio - Con l'arrivo dei Magi, secondo la tradizione del Vangelo di Matteo, termina la scena ancorata alla nascita di Gesù legata a Betlemme, i racconti dell'infanzia  continuano con la fuga in Egitto e, dopo alcuni anni, il rientro della Sacra Famiglia a Nazareth. Insomma inizia il pellegrinaggio fatto da imprevisti, da sacrifici, da gioie condivise e da migrazioni tutte emozioni che appartengono a tante famiglie di ogni tempo e in ogni luogo. Anche per questo la Sacra Famiglia è da sempre modello di ogni famiglia, guidata dalla preghiera e alla ricerca sincera della volontà di Dio da testimoniare con la propria vita. I racconti sulla vita di Gesù peccano di eccessivo miracolismo gratuito che in realtà non si evince nei racconti che ci sono stati trasmessi, che parlano di difficoltà, di incertezze, di ricerca interiore, di disponibilità alla novità che la vita presenta. Gesù è nato in mezzo a noi, ha preso carne mortale, per aiutarci a vivere da uomini e donne la nostra dedizione al Padre. Un Padre che ama, che sostiene e che incoraggia nelle difficoltà che ciascuno è chiamato ad affrontare nella vita.

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     Con l'Epifania è stato anche ultimato il primo livello dell'affresco che andrà ad ornare l'atrio della parrocchia che ha come tema di fondo la gioia da vivere nell'incontro con Gesù. Come ogni cosa esige tempo, dedizione affettuosa, ricerca del vero, la volontà di trasmettere emozioni. Tutto questo viene vissuto e perseguito con grande dedizione dalla Bottega Russo che ne sta curando la realizzazione. La nostra parrocchia ha come sua vocazione connaturale il mondo giovanile, che è da sempre il centro propulsore della sua azione pastorale. In questa realtà i protagonisti e i destinatari dell'azione educativa sono i ragazzi. La preoccupazione principale che si accompagna alla vita del parroco in questi periodi è avere risorse sufficienti per sostenere l'accoglienza di quanti ritengono di poter vivere la loro crescita camminando accanto  Gesù.

     Pur essendo animati da una fede abbastanza vigorosa, almeno a me sembra, alcune volte corro il rischio dello scoraggiamento poiché mi rendo conto che la stanchezza naturalmente abita i cuori dei laici impegnati e i problemi non mancano, per cui dobbiamo leggerci nella possibilità di non poter offrire il servizio per come vorremmo, ma per come possiamo. Come nella narrazione dell'infanzia di Gesù cambiano i personaggi, cambino le scene di vita e cambiano anche gli ambienti. Così accade anche nella vita parrocchiale, dobbiamo sempre fare i conti con le esigenze e le fragilità di tutti, cosa non facile, ma poiché lo chiede il Signore dobbiamo cercare di corrispondervi con entusiasmo e con sacrificio.

     Dobbiamo anche essere prudenti, è importante praticare questa virtù, perché la violenza spesso è vissuta con facilità e irresponsabilità, è un mondo che spesse volte perde di vista la forza della fede per cui corre sempre più il rischio di non corrispondere ai valori di rispetto della vita che pure sono iscritti nei cuori di tutti. Anche le Chiese e gli ambienti ecclesiali non sempre vengono colti come luoghi sacri, ma ambienti dove poter rubare con più facilità, alcune volte anche i sacerdoti sono facili vittime di questa violenza da strada, nulla di particolarmente grave al limite si subisce violenza per pochi spiccioli, ma è il nostro tempo anche pr ruesto dobbiamo operare maggiormente perché si diffonda l'amore e la gioia dello stare insieme, della condivisione, della vita comune.

4 Gennaio - Il nuovo anno scivola con serenità, vanno accentuandosi gli acciacchi di stagione, il non uso della mascherina produce i suoi effetti nefasti. La gente ha bisogno di divertirsi, altri stentano a guardare al proprio futuro con serenità e fiducia. Insomma come sempre si cerca di essere disponibili verso i più fragili e di incoraggiare all'impegno solidale i più energici. In mezzo al guado come sempre con coraggio e tenacia, animato dalla preghiera e nella costante ricerca del bene nei cuori e attorno a noi. Non sempre ci si riesce, d'altra parte è risaputo che ogni cosa esige il suo tempo. Ma quando accade l'opera di Dio è immediata ed evidente agli occhi di tutti. E' vero alcuni vorrebbero primeggiare, ma nulla di particolarmente grave, quello che conta è il bene che si vive e i frutti del bene che si diffondono attorno nella vita di comunità.

     Le celebrazioni incoraggiano a riflettere il dono dell'amore di Dio, per cui non dobbiamo fare altro che avvertirne la preziosità e, per quanto lui stesso ci dona, renderlo presente nonostante i nostri tanti limiti. Vivere amando? Alcune volte sembra difficile, ma certamente dona pace interiore e armonia relazionale, per cui è importante leggersi in questa dinamica. D'altra parte non nasce da noi, ma certamente siamo noi ad accettarla e a renderla presente con la nostra vita e con le nostre parole. Oggi come oggi sono tante le proposte distruttive orientate a parcellizzare l'attenzione delle persone, anche per questo alcune volte si dubita sull'opportunità del silenzio, della contemplazione e si preferisce gridare, o più semplicemente contrapporsi.La via della Croce rimane la via dell'ascolto e del farsi carico delle fragilità dell'altro in modo gratuito, è la via che ci indica il Signore per cui certamente è quella che apre alla salvezza e alla gioia di poterlo rendere presente anche se immediatamente può comportare incomprensioni e disorientamenti.

     Insomma ancora una volta la via da privilegiare è quella della preghiera, senza la quale si corre sempre il rischio di restare disorientati di fronte alla cattiveria gratuita e genera in noi la voglia di rivalsa, solo ella preghiere si legge con serenità oltre le parole e le azioni e si opera non per contrapporsi ma per emancipare. In tutti c'è del bene che stenta ad emergere immediatamente e ha bisogno di accoglienza e di ascolto. Intanto si è conclusa anche questa giornata, in modo lineare e sereno per come era iniziata. I social ci trasmettono molti aspetti della vita di Papa Benedetto in quelle che erano le sue virtù fondamentali, va emergendo qualcosa sulla sua relazione complessa con Papa Francesco. Nulla di particolarmente grave se pensiamo alle relazioni che intercorrevano tra San Pietro e San Paolo, però a qual tempo non c'erano i social che sbirciavano e trasmettevano di tutto e di più. Forse sarebbe utile parlarne di meno e pregare di più, come piaceva a lui.

     Il suo segretario invece ama molto i social insomma ritengo che creerà qualche problema. Intanto vedremo, ma non c'è nulla di strano i due papi erano molto diversi, sia per la formazione scuole di pensiero totalmente diverse, per la vita ecclesiale vissuta uomo di curia e l'altro di vita pastorale, per gli ambienti sociali il centro del mondo e le periferie del mondo, per cui è normale che non tutto potesse essere lineare nei loro rapporti per il loro modo di leggere l'impegno ecclesiale. A me dispiace che siano stati abbandonati gli argomenti sulla lotta delle donne in Afganistan e in Iran, che forse in questo periodo avrebbero avuto bisogno di maggiore sostegno e visibilità dei social.  Per quanto concerne l'Ucraina diventa difficile fare discernimento per gli schieramenti troppo netti delle parti, per cui gli spazi di dialogo sono particolarmente ridotti, dispiace perché intanto la gente muore da tutte e due le parti e la povertà complessiva aumenta anche dalle nostre parti.

     Viviamo intanto questa parte finale dl Tempo di Natale, arroccato attorno all'Epifania del Signore, possiamo dirlo? Tutto si è svolto leggermente sottotono con un gran bisogno di intimità familiare e poca disponibilità alla vita sociale ed ecclesiale. troppo problemi e pensieri fuorvianti la serenità e la festa. Certamente non mancano coloro che vivono in modo più gaudente, ma la gran parte della gente mi sembra assorbita nelle difficoltà del quotidiano. Insomma siamo ancora nella fase del dopo pandemia tra color che stan sospesi sul da farsi. Un po' dispiace ma cerchiamo di non farlo notare troppo per gioire di ciò che il Signore ci dona di vivere senza troppi rimpianti. A provare ci provo, ma non so se ci riesco sempre. Intanto auguro buona serata a tutti nelle vostre famiglie ci sia sempre e comunque gioia e voglia di stare insieme.

1 Gennaio - Giornata luminosa e temperata, così si presenta l'inizio del nuovo anno alle ore 6:30 e ritengo che così si svolgerà, per cui auguri a tutti, di quella gioia che caratterizza così bene questo giorno. Il nuovo anno esige necessariamente una crescita spirituale, poiché dalla vita interiore nasce ogni entusiasmo e ogni virtù, poi si dovrà operare con grande dedizione affettiva nell'impegno pastorale, sarà necessario avere atteggiamenti positivi nelle relazioni interpersonali, sarà importante avere uno sguardo positivo sugli altri. Questo permetterà di valorizzare ogni persona e ogni situazione con lo zelo e la gioia di chi incontra il fratello o la sorella che il Signore ti pone accanto per costruire la speranza del Regno. Insomma per come incoraggia il Santo Padre sarà  importante camminare insieme, rimuovendo dalla propria vita ogni atteggiamento individualista o personalista, quello che conta è la volontà di Dio non la mia. E' vero non sempre riusciamo a dare spazio al Signore, ma è importante sapere che tante cose nella vita di ogni giorno non vanno, semplicemente perché non sono orientate a Lui.

     Secondo lunga tradizione questo è un giorno di solitudine liturgica, poiché il popolo ama trastullarsi in famiglia e questo non è male in assoluto, oltretutto non avremo neanche l presenza dei turisti poiché tutti gli alberghi hanno rinunciato a festeggiare la chiusura dell'anno, insomma ci si prepara a vivere una buona intimità spirituale orientata a cogliere al bellezza della solitudine come ambiente nel quale il Signore manifesta pienamente la Sua presenza. Tutto brutto? No, è la realtà nella quale dobbiamo trasmettere al benedizione del Signore, la gioia della vita di comunità e la bellezza di contemplarsi chieda che vive la gioia dell'incontro nel Signore. Per cui auguri a tutti e buon inizio del nuovo anno. Come lo comincio io? Con serenità, con la gioia nel cuore e tanta voglia di incontrare e accogliere gli altri. Adesso mi faccio un giro in bici, così mi rendo conto meglio della realtà che ci circonda ....

30 Dicembre - > La Sacra Famiglia mette al centro della nostra attenzione, tutto ciò che concorre alla nostra formazione e alla stabilità sociale della comunità cristiana e non. La realtà della famiglia e internazionale e non può essere proprietà di questa o di quella forma di ideologia o credo religioso, anche se necessariamente necessita di una libertà identificativa entro la quale nessuno dovrebbe intervenire per generare violenza o destabilizzare questa microcellula della comunità. Ritengo sia superficiale sottolineare che, mai come oggi, la famiglia è bersaglio di messaggi educativi destabilizzanti, orientati a minarne l'identità dalle fondamenta. Come mai questo orientamento? Tutto ciò che unisce, stabilizza, orienta alla pace delle relazioni fin dalle origini viene destabilizzato dal tentatore, che con il tempo si è attrezzato meglio e ai nostri giorni, entra grazie ai social nelle case e nei cuori di tutti in modo anche più stabile. La formazione cristiana spesso deve animare la comprensione dei valori della fede, anche all'interno delle proprie famiglie, per aiutare i figli a non deviare da tutto ciò che il Signore ci ha donato per vivere la vita di comunione, di rispetto vicendevole, di accoglienza della vita, della gioia dello stare insieme.

  

     Nel frattempo è iniziata l'opera della gioia che caratterizzerà per i prossimi anni il cortile interno della parrocchia, è un'opera complessa che alimenta e suscita tante emozioni, ma soprattutto vuole aiutare a vivere la bellezza della presenza di Gesù e la protezione dei tanti Angeli che il Signore ci ha posto accanto e che ci accompagnano attivamente nelle varie situazioni della vita.  Poi abbiamo la proposta dell'animazione oratoriale che i giovani Talent&Art propongono per animare i vari gruppi che frequentano la vita parrocchiale e anche altri amici occasionali che avvertono l'esigenza di fare festa con noi. Tutto è orientato allo stare insieme, avendo la certezza che la venuta di Gesù deve darci entusiasmo, nel vivere la comunione e la gioia dello stare insieme come famiglia cristiana nelle sue forme più varie e creative che i giovani sanno generare e animare.

  

    Nei giorni scorsi abbiamo celebrato la gioia dei 25 anni di vita matrimoniale per Bruno e Teresa, che con i loro figli hanno inteso donare un momento di fraternità alla comunità. Come sempre in questi casi tutto è stato orientato al coinvolgimento di tutti, anche di coloro che normalmente si siedono e aspettano di essere serviti al tavolino. D'altra parte la fraternità è generata dalla disponibilità alla partecipazione attiva, perché la festa sia veramente tale e così è stato. Al punto che come è accaduto a Gesù nel racconto della frazione del pane e dei pasci ne sono avanzati cesti per dare da mangiare ai bisognosi per diversi giorni. Dal dono condiviso deriva il dono da condividere. Ritengo sia inutile sottolineare che il dono più bello da condividere sia la propria vita per sostenere la crescita degli altri. Cosa che nella diversità dei modi portano avanti da molti anni a Scalea e anche oltre. Allora auguri e sempre avanti con entusiasmo e gioia.

  

     Che dire, alcune volte avverto l'esigenza di variare gli ambienti di vita, allora ieri per alcuni momenti, mi sono immerso nell'ambiente fantastico ripercorrendomi nel territorio dei principi Carafa, che per me significano 15 anni di ministero sacerdotale. Per cui mi sono portato in mattinata al Casale sul Diamante e in serata al Castello del Belvedere. Per evitare di incontrare troppa gente, mi sono detto vado verso le 11:00 così sul Timpone della Zannera non trovo certamente nessuno. Mentre percorrevo i vicoli avvertivo dei rumori strumentali ma pensavo a qualche locale, arrivato in chiesa trovo tantissimi bambini i Canterini, alcuni per come hanno poi detto battezzati da me, che con Claudia facevano le prove per il concerto della sera. Che dire, mi siedo godo un po' di musica, prego, cerco di leggermi osservando l'ambiente attorno. Insomma tutto molto bello, per cui saluto Don Michele che era in sagrestia e ritorna in parrocchia. Come sempre sono dominanti i visi e i ricordi sempre troppi, per essere pienamente rivissuti, ma nella vita ho imparato ad accontentarmi di ciò che il Signore dona. 

     

     Come sempre la vita della parrocchia è molto intensa, oggi  caratterizzata dall'accoglienza dei ragazzi di Sorgente di Gioia, poi abbiamo accolti alcuni bisognosi, abbiamo celebrato per la serenità della vita familiare incoraggiandoci a fare esperienza di amore per rendere presente il Signore nella nostra vita di ogni giorno. Quindi il Gruppo delle Famiglie si è incontrato per preparare l'appuntamento in occasione della Sacra Famiglia. Li ho visti molto animati e partecipi per cui certamente parlavano delle preghiere da esprimere nel pomeriggio i oggi. Dopo di che mi sono incamminato serenamente verso il Castello, attraversata la Porta della Piazza, sono andato dal mio parrucchiere di un tempo che mi ha dato una sistemata e mi sono portato verso la Chiesa di San Giacomo, ho salito la solita scaletta e poi è accaduto di tutto e di più per come le foto trasmettono meglio delle parole.

     Tanti i pensieri tutti orientati alla gioia dell'incontro e alla vita che va avanti trasformando le persone e generando nuove speranze nei figli e negli impegni esistenziali. Quelli che un tempo erano i giovanissimi della parrocchia, adesso vivono chi a Livorno, chi a Roma, chi a Ginevra con i loro gioiosi bambini e la voglia di incontrarsi e anche di incontrarmi. Anche in questo caso non mi sono trattenuto molto, ma questo aiuta a capire che passano gli anni e l'affetto si rigenera, comprendendone il senso nuovo in tutto ciò  che di bello oggi è davanti ai nostri occhi e non solo raccontandoci di ciò che era ed abbiamo vissuto. E' proprio vero che la vita merita di essere vissuta in ogni sua stagione nella diversità dei modi e delle situazioni. Necessariamente un caro pensiero e tante preghiere per chi non è più in mezzo a noi. Poi ripercorrendo le stradine e mi sono restituito all'oggi di Scalea.

28 Dicembre - Oggi come Chiesa celebriamo la festa dei Santi Innocenti, che immediatamente, per come narrano i Vangeli, ci riportano alla strage ordinata da Erode per i bambini di Betlemme, nel vano desiderio di uccidere Gesù, il Messia appena nato. Mediatamente, in questo desiderio di potere ad ogni costo, non possiamo che leggere la sofferenza di tanti innocenti che ogni giorno vengono uccisi senza motivo, come conseguenza di un sistema politico, come vittime della violenza, o più semplicemente per un raptus domestico. Allora oggi vi invito a vivere accanto alla lotta, per alcuni aspetti disperata, del popolo iraniano e soprattutto delle donne contro lo strapotere religioso che vieta di vivere le loro libertà. Ancora di più accanto alle donne afgane alle quali è stato tolto ogni diritto di poter esercitare e valorizzare le loro intelligenze, anche in questo caso contro un potere degli uomini che si avvale di un islam a proprio uso e consumo. Per come facciamo da tempo vogliamo essere accanto al popolo ucraino in questo strazio che sta accompagnando la loro identità nazionale e che va infierendo soprattutto sugli strati più deboli della popolazione gi anziani e i bambini, le prime vittime come sempre in ogni situazione di violenza sono le donne. Non vogliamo trascurare le tante situazioni di sofferenza sociale in Sudan, in Nigeria, in Eritrea afflitti da anni da guerre civili che non hanno risonanza internazionale ma non per questo sono meno sanguinarie. Altri innocenti vivono da anni nella precarietà e nelle tendopoli sono i siriaci, i palestinesi, i curdi turchi, gli indios dell'Amazzonia e tante altre popolazioni dell'America centrale e meridionale con le immense periferie urbane dove non esiste altro diritto, se non quello del più forte. Tra i santi innocenti vogliamo ricordare anche i bambini e le bambine vittime della sessualità, utilizzati spesso dalle stesse famiglie, in tante parti del mondo, per soddisfare i capricci dei ricchi. Che ciascuno possa trovare del tempo per pregare anche per i santi innocenti delle nostre parti che certamente non mancano, anche se la violenza che subiscono e meno eclatante e immediata da leggere e sono i tanti sfruttati, i depressi, gli abbandonati da tutti. Poi ci siamo noi, che incoraggiamo e testimoniamo la speranza che nasce dalla fede, per cui coraggio e sempre con gioia nella preghiera, al servizio di tutti.

27 Dicembre - Con l'arrivo del Santo Natale siamo invitati a vivere giorni più orientati alla gioia della vita comune e aperti all'accoglienza dell'altro. Il bacio del Bambino Gesù nella notte santa è un gesto antico che diventa innovativo nella diversità delle emozioni che trasmette. Quest'anno possiamo legarlo la ricerca di mete nuove da conseguire e di ricordi antichi da rivisitare come parte del proprio vissuto odierno. Insomma c'è una grande voglia di partire e di rivisitarsi negli atteggiamenti di maggiore spensieratezza e gioiosità. Anche per la vita della parrocchia, cambia il ritmo degli impegni, i ragazzi hanno comunicato in modo informale la loro volontà di interrompere le attività formative e di vivere il Tempo di Natale in stile classico, per cui saranno coinvolti con le attività oratoriali. Poi abbiamo tutta una serie di incontri che ci apriranno alla gioia della condivisione e della ricerca di comunione. Insomma, il Natale con tutto ciò che questo comporta nei nostri ambienti è per tutti.

 

     Ieri sera abbiamo vissuto un momento molto intenso di musica argentina con Salvatore Cauteruccio, Roberto Musolino e Enzo Campagna in concerto sulle musiche del maestro di flamenco Piazzolla. Tutto molto bello e intenso, anche la partecipazione è stata caratterizzata da una piena disponibilità all'ascolto di musiche che mi hanno fatto comprendere meglio Papa Francesco, nella sua volontà di trasmettere in modo intenso i contenuti del suo magistero, fatto di atteggiamenti impetuosi e di silenzi profondi, fatto anche di pause riflessive e di momenti di entusiasmo. E' l'anima del flamenco che ci comunica l'ansia di un cuore che ama e che avverte l'esigenza di ricevere amore, tutto in modo armonioso e aperto alla perenne novità di nuove intensità da vivere e da comunicare. Un altro pensiero riguarda i partecipanti, quasi tutti scaleoti con i quali ho condiviso parte della mia vita, gli anni della crescita e della spensieratezza, insomma gli abitanti del centro storico e limitrofi. Anche oggi sarà molto intenso, però prima lo viviamo e poi vi comunichiamo, per cui buona giornata a tutti.

24 dicembre - Questa mattina abbiamo terminato il cammino di Avvento per comprendere e celebrare in modo sempre nuovo, il Natale del Signore, per cui ci prepariamo, per come il Signore dona, a celebrare la Notte Santa della nascita del Signore in mezzo a noi. E' un avvenimento che necessariamente va oltre ogni tentativo di possederne una visuale univoca, è troppo oltre la nostra comprensione per essere omologato, per cui necessariamente coinvolge e sfugge ogni tentativo di impossessarsene. Ma allora in che modo celebrare questo avvenimento così centrale ed esclusivo della salvezza universale dal punto di vista cristiano. ritengo che al di la dei momenti liturgici che vanno curati e vissuti con entusiasmo, senza eccessiva enfasi o narcisismi, ognuno deve imparare a leggere il cuore cercando di cogliere in esso tutto ciò che può essere emancipato in ordine al bene e alla gioia della vita comune. D'altra parte il Signore abita i cuori ed è con il cuore che noi ne cogliamo la preziosità della presenza in ciò che ci dona di sperimentare.

  

     Allora ci rendiamo conto di poter dare gioia a chi non conosco, è questo diventa un dono esclusivo che mi fa il Signore, perché io impari a guardarmi attorno con più attenzione andando oltre ciò che più immediatamente mi lega negli affetti. O ancora un momento estemporaneo di cooperazione a una attività, che prevede un coinvolgimento dei familiari e anche un prolungato sostegno per mangiare senza interrompere il servizio che viene chiesto di essere portato avanti. Poi abbiamo in questa dedizione a 360° uno sguardo alla tante esigenze di fraternità che vanno sempre oltre il cerchio ristretto degli amici e dei conoscenti. Insomma per semplificare dobbiamo imparare a cercare il bambino Gesù elle tante grotte disperse nel mondo e per quanto ci è possibile diventare i pastori, i magi nella disponibilità al dono di sé generato dall'affetto verso le povertà che il Signore ci chiede di contemplare come sua presenza in mezzo a noi.

    Però non si può chiudere il mistero di questo avvenimento in nostre disponibilità, per quanto preziose e insostituibili, semplicemente perché è il Signore che ci chiede di contemplare e di conservare ciò che osserviamo anche se non lo comprendiamo pienamente, ci chiede di andare sempre oltre ciò che gli occhi riescono a cogliere, e questo fa di noi dei ricercatori della carità di Dio da cogliere nelle mille situazioni che ciascuno di noi si trova a dover vivere ogni giorno. Insomma per comprenderci meglio, quello che conta è non essere distratti nelle tante situazioni della vita per evitare di guardare con distrazione Dio che passa accanto a noi, ci chiede di essere attenti ala sua voce e noi non sempre ce ne rendiamo conto. Può accadere, la nostra è una società distratta, che ha bisogno di essere sollecitata e orientata, oltretutto è molto cosificata per cui la dinamica spirituale non sempre viene colta nella sua preziosità.

     Insomma è il nostro tempo che il Signore venendo in mezzo a noi, ci chiede di amare, perché Lui lo ama, con tutti i suoi limiti e le sue devianze. Ecco perché non serve fare dello scandalismo se poi non ci si impegna rimuovere la devianza, diventa materia da homepage tutto ciò che riteniamo deviante ma non viene orientata al bene. Insomma si corre il rischio di fare dello scandalismo gratuito. Comparando sarebbe come se i pastori, guardando la situazione di povertà della grotte di Betlemme invece di essere solidali con questa emergenza, e condividerla per come era loro possibile, si fossero fermati a commiserarla e a memorizzarla, noi magari faremmo anche qualche foto. Auguri di Buon Natale allora significa esserne parte, coinvolgersi in questa avventura, sentire che può aiutarmi a maturare la comprensione positiva del bene e a generare attraverso la mia disponibilità il bene.

    Intanto buon appetito a tutti, questa è l'ora della cena, non dico del cenone perché non ne avvertiamo certamente il bisogno, almeno io. Poi certamente ognuno ha un modo diverso di prepararsi alla veglia della Notte Santa. Auguri sinceri di ogni bene con le vostre famiglie, i figli che tornano dall'università e avvertono l'esigenza di sentirsi coccolati nelle loro case con i propri familiari. Auguri soprattutto nelle famiglie con situazioni di dolore da affrontare con coraggio, questa notte sia vissuta comunque nella gioia. E' il Signore che viene in mezzo a noi e non vuole abbandonare nessuno nel dolore, nella solitudine  o nella sofferenza. Il Signore deve donarci gioia e deve alimentare in ciascuno di noi sentimenti di pace. Coraggio.

18 dicembre - Con l'arrivo della Luce della Pace di Betlemme, possiamo dichiarare chiusi i preparativi, per cui non dobbiamo fare altro che immergerci nella spiritualità del Natale con i suoi valori legati alla vita di fraternità, alla gioia che deriva dalla certezza dell'amore di Dio, ma anche alle tante emozioni determinate dagli incontri con coloro che rientrano nelle proprie famiglie, alla condivisione serena della mensa e ancora tante e tante altre emozioni legate alle attività goliardiche, caritative, agli stare più a lungo con gli amici. Insomma che dire è il Presepe che si mette in movimento e si anima, mettendo al centro i valori perenni che Gesù è venuto a donarci la gioia della vita comune e la pace. Alla stazione tanti Scout, ma anche l'Oratorio, tanti ragazzi e altre persone venute per accogliere e portare la luce della pace nelle proprie case.

   

    Anche il nostro Sindaco, ha inteso rendere omaggio con la sua presenza a questo avvenimento accogliendo e portando la luce della pace per la Città di Scalea. Intanto il Signore ha chiamato a se la nostra sorella Maria Mandato  di 99 anni, alla quale proprio ieri avevo portato la gioia di condividere l'incontro con Gesù, le avevo promesso di caricare la foto sul Sito, il suo volto è molto luminoso, per cui eccola a voi. In realtà sono molte le cose accadute e le emozioni vissute  in questi giorni, basterebbe pensare alle tante celebrazioni e allo spettacolo offerto dal Team dell'ACR diocesana per prepararsi al natale del Signore, alle attività del Centro di Aggregazione Mons. Didona e della mensa San Giuseppe per accogliere i meno fortunati.  Ma tutto è nel cuore di Dio, questo è per tutti noi motivo di conforto e di consolazione.

15 dicembre - Non posso che sottolineare un aspetto importante, anche se ritengo non innovativo in assoluto, la gente vuole parlare di se stesso, della propria vita, delle proprie difficoltà. Ma anche delle proprie esperienze di gioia e della vita familiare, degli affetti familiari e relazionali, insomma si avverte una esigenza di comunicare che troppo spesso è soffocata dall'intensità della vita quotidiana. Il ritmo che in modi diversi soffoca l'anelito naturale alla gioia della vita condivisa,  stare insieme questo a lungo andare, in molti, genera vuoto interiore e difficoltà relazionale, fino a degenerare in opposizione gratuita e volontà distruttiva per se stessi e per gli altri. E' un meccanismo che si vive e si può generare  ad ogni età, l'ambiente che fa da palliativo a questa dinamica di autocoscienza nella positività e negli atteggiamenti reattivi è la dinamica della vita familiare. Al punto da poter affermare che dagli atteggiamenti espressi si coglie il clima vissuto nella vita familiare. Anche per questo è importante comprendere l'importanza di essere missionari della stabilità familiare e dell'armonia che vi deve regnare, perché tutti coloro che la vivono possano ricavarne serenità gioiosa per se stessi e anche per gli altri. Oltretutto ne abbiamo tutti bisogno, la famiglia è depositaria di questi doni: gioia della vita comune, affetto, solidarietà, sacrificio ma sopratutto luogo di speranza per la costruzione del futuro.

14 dicembre - Abbiamo appena celebrato Santa Lucia, che rimane sempre nel cuore di tanti fedeli e lo si avverta dalla partecipazione alla Santa Messa. Cosa volente che vi dica, sono tante le iniziative che ci accompagnano in questo periodo, per cui non si riesce a recuperare sempre le emozioni e i messaggi che ci si sforza di trasmettere. Di certo meritano attenzione gli incontri di Quartiere, che abbiamo ripreso dopo gli anni della pandemia. Quando si ricomincia occorre vestire i panni dell'umiltà, della serie nulla è come prima, per cui è opportuno comprendere che viviamo una situazione nuova, sia per il modo in cui vanno organizzandosi con i delegati del quartiere e non più con le aggregazioni, sia nell'impostazione legata alla vitalizzazione delle relazioni comunitarie nel territorio. Detto questo tutto procede per come il Signore ci dona con l'entusiasmo di chi accoglie, la volontà di esserci di chi partecipa e anche la gioia del parroco che riprende a visitare la comunità negli ambienti di vita quotidiana. Molti hanno bisogno di relazionalità, si avverte anche molta solitudine soprattutto negli appartamenti isolati, non è facile dare calore a chi vive da tempo nella solitudine.

  

    Poi abbiamo le tante iniziative orientate alla sensibilizzazione e alla animazione della crescita dei ragazzi, proposte dai Talent&Art, sono attività che coinvolgono prima di tutto i giovani stessi nel cammino della loro crescita personale e, come servizio, le altre realtà parrocchiali alle quali vengono proposte. L'Avvento, oltre a incoraggiare l'attesa liturgica della nascita di Gesù nel mistero del Natale,  è anche il tempo delle tappe orientate a scandire il tempo della crescita nella comprensione della fede e al coinvolgimento delle famiglie nella proposta cristiana.  Facile a dirsi, molto complesso per l'elaborazione della proposta e per il tempo necessario non sempre sufficiente ad elaborarla. A tutto questo, non male aggiungere la situazione molto problematica di tanti nuclei familiari che necessariamente si esprime bene nell'insofferenza dei figli nel vivere le relazioni e gli impegni formativi. Della serie, noi ce la mettiamo tutta. Per il resto non possiamo fare altro che pregare e sperare che il Signore apra e converta i cuori.

     La vita liturgica della comunità è stata caratterizzata dalla gioiosità delle Domeniche animate, nel canto dal Coro A. Manfredi, liturgicamente sempre in modo diverso e da gruppi diversi, diciamo che ogni appuntamento è stato un messaggio totalmente individuale legato al carisma dell'esperienza e questo ha reso ogni Domenica unica e irripetibile. Questo ha espresso bene anche la vitalità della parrocchia e le tante anime che la abitano, come anche la voglia di esserci con la gioia di donarsi. Sul fronte della carità tutto procede con la generosità e la creatività dei volontari, che in nulla si sottraggono alla gioia di vivere al servizio degli altri. Oggi abbiamo crespelle per tutti, il Natale è alle porte ed è importante farlo avvertire agli ospiti della Mensa e del Centro di Aggregazione, anche nel modo di mangiare.  Dovrei aggiungere anche le tante iniziative e momenti di preghiera che caratterizzano questo tempo, magari un'altra volta con calma. Intanto buona giornata  e buon lavoro a tutti.

10 dicembre - Il cammino verso il Natale del Signore prosegue nella serenità e con gioia, nella continua ricerca dei segni della presenza del Signore nella vita di ogni giorno. Il che significa maggiore attenzione a coloro che il Signore ci pone accanto, accoglienza verso tutti coloro che bussano alla nostra porta, ricerca del bene per come ci è possibile, avendo la certezza che in questo modo Dio si rende presente nella semplicità dei cuori che scoprono amati e avvertono l'esigenza di amare nel Suo nome. Tra i segni che rendono immediatamente presente la spiritualità di questi giorni certamente è da privilegiare il Presepio, che caratterizza la l'attesa e nascita del Signore nei nostri ambienti liturgici e profani. Con i giovani si punta direttamente sull'albero che viene innalzato e ornato valorizzando la voglia di creatività e la gioia di esserci.

     Poi passiamo alla vita spirituale restituendo a questo poi la centralità di chi si prepara a rubare la sena per come riesce e per come è possibile,nella nostra società che è fatto di consumo e di relazioni strutturali. Come sempre al primo posto viene la preghiera personale, quindi mettiamo le celebrazioni della comunità parrocchiali, con particolare raccomandazione di privilegiare il tempo della novena. L'attenzione ai poveri, agli ammalati e agli emarginati ritengo sia entrata nella vita quotidiana della comunità, per cui chiedo solo di continuare a perseguire con entusiasmo la gioia di vivere per come possiamo al loro servizio. Poi abbiamo il tempo che va stabilizzandosi sul clima giusto per raccomandare la vita comunitaria familiare e la gioia dello stare insieme.

     Anche il clima generale degli incontri è abbastanza partecipato e attivo, la gioia di cantare, la voglia di incontrarsi, unite alle tante preoccupazioni che la vita ogni giorno propone di affrontare con coraggio sono l'humus ordinario che caratterizza la voglia di vivere di questo periodo. Mi è sembrato anche di notare degli innamoramenti tra i nostri adolescenti, d'altra parte si esce dalla famiglie e ci si guarda attorno alla ricerca di nuovi affetti complementari alla crescita, per noi educatori tutto normale per i genitori qualche preoccupazione in più. Non posso non segnalare la comunicazione del nostro nuovo Vescovo fatta in Cattedrale alcuni minuti fa, il Signore ha scelto per noi e ci ha donato come Pastore Mons. Stefano REGA della Diocesi di Aversa. Giovanissimo Vescovo di 54 anni, non possiamo che pregare in attesa della sua Ordinazione e del suo ingresso in Diocesi.

     Intanto il Signore dona acqua abbondante dal cielo per irrorare la terra e i suoi frutti, tutto ciò che è da Dio è dono dal cielo, per cui dobbiamo imparare a leggere il dono poiché raramente può essere colto nella sua interezza leggendolo in chiave orizzontale. Ogni dono del cielo è prima di tutto spirituale, recita l'Apostolo Paolo, di certo dobbiamo riabituarci alla comprensione di questo valore non sempre presentato con enfasi nel nostro tempo, ma è il dono che incoraggia a leggere anche gli avvenimenti negativi in modo più complesso e soprattutto orientati alla dinamica eterna per rischiarare di luce sempre nuova.

3 dicembre - Tutto è iniziato secondo il copione invernale, perfino una inattesa nevicata sulle cime delle montagne che fanno da corona all'Alto Tirreno, insomma il clima giusto per accendere i caminetti e restare un po' di più accoccolati  le persone care, nelle proprie famiglie. D'altra parte, è ampiamente risaputo che il Santo Natale si caratterizza per il ritorno delle persone che abitano lontano e che, in occasione di queste ricorrenze, possono restare insieme con i propri cari. Devo ammettere che avete ragione, forse con i pensieri sono un po' troppo avanti e corro il rischio di scavalcare al bellezza del clima liturgico dell'Avvento. Della gioiosità dell'Avvento ho già parlato, per cui non posso fare altro che percorrerlo insieme con voi, incoraggiati dalla presenza e dall'animazione dei ragazzi dell'Iniziazione Cristiana.

     Dopo gli anni della pandemia sembra che quest'anno tutto scivoli con particolare naturalezza, nella bellezza che i sorrisi dei ragazzi  incoraggiano tutti noi a vivere con entusiasmo la gioiosità della loro età e la voglia di comprenderli parte della nostra vita. E' un dono che ci viene fatto da Gesù e che loro sembrano accettare con entusiasmo, vederli insieme per giocare, cantare, ballare, pregare, guardarli negli occhi per attingere alla purezza dei loro sguardi è un dono che ci viene fatto e che non riusciremo mai a ricambiare se non, parlando in stile sinodale, accogliendoli, ascoltandoli non appesantendoli troppo con i nostri problemi e i nostri progetti formativi. Loro sono il nostro futuro ed è bello percorrere la gioia della loro presenza per il tempo che riescono a donarci.

    Nel tardo pomeriggio e in serata, con il Reparto Scout, ho avuto la possibilità di ritornare in quel di Verbicaro, come sempre è il pellegrinaggio dei tanti ricordi degli inizi del ministero sacerdotale, per cui sono salito in preghiera e nei tanti ricordi spunti sempre nuovi per affidare al Signore persone che si sono accompagnate per anni al mio servizio sacerdotale in quella comunità. Poi momenti di gioia semplice e autentica con la compagnia teatrale Bianca Luna e rientro in tempo utile, l'età sconsiglia i tempi lunghi per cui con serenità ho ripreso il mio cammino, nel frattempo ha smesso la piaggia insistente che mi aveva accompagnato nella prima parte della serata.  Adesso ci apriamo al dono della Domenica, che sarà caratterizzato dall'animazione dei ragazzi dell'Eucaristia.

27 novembre - Andiamo a cominciare questo nuovo anno liturgico che il Signore ci dona,  con il tempo di Avvento. E' un periodo che ci apre alla comprensione  gioiosa della nascita di Gesù Bambino  in mezzo a noi. E' vero non sempre questo è al centro dei nostri pensieri, la vita dona ciascuno tante preoccupazioni e impegni ai quali dedicare i pensieri e il tempo, però ritengo di poter affermare che tutto quanto la Chiesa propone ed è vissuto con tutti i limiti in ogni Parrocchia, è orientato ed animato dalla gioia dell'incontro in Gesù e con Gesù. Non sempre abbiamo la capacità di rifletterlo, nel senso che viene vissuto passivamente però è proprio così, Gesù Abita la nostra vita ogni giorno e la anima con la speranza per la quale egli è nato in mezzo a noi. Ecco perché la vita della comunità deve essere colta sempre come una esperienza di festa autentica, semplicemente perché non viviamo e condividiamo cose che ci appartengono, ma  trasmettiamo in modo attivo o passivo, cose che ci sono donate ed è per questo che avvertiamo l'urgenza di donarle a nostra volta, anche a fratelli e sorelle che non conosciamo e che il Signore ci pone accanto.

     

   Noi non li conosciamo ma li conosce Lui, ed è per questo che la nostra disponibilità gratuita suscita una gioia interiore che nessuno può spiegare se non balbettando qualcosa di inenarrabile, per cui spesso ci si ferma alle impressioni e alle cose organizzate, mentre la radice di tutto, la motivazione profonda resta sommersa nei cuori. Tutto ciò che il Signore ci dona di vivere come sua presenza, deve alimentare in noi, con tutti i limiti che spesso appesantiscono la vita, la gioia di esserci e di corrispondere al Suo amore. Il tempo di avvento diventa perciò propedeutico a questo dono di amore che è la nascita di Gesù bambino, tante volte ne abbiamo cantato o recitato canzoni e poesie, ma soprattutto abbiamo aperto il nostro cuore alla comprensione dell'avvenimento e allo stupore per la semplicità nel quale è andato realizzandosi e che ancora si realizza nella nostra vita di ogni giorno.

   

     In ogni celebrazione, in ogni incontro o festa di anniversario o compleanno, o ancora nelle tappe sacramentali, oserei dire anche nei momenti di dolore siamo invitati ad entrare in questo mondo fantastico, nel quale Dio è il protagonista assoluto. Essendo Lui  il Creatore di ogni cosa, utilizza tutte le cose create per farle convergerle verso questo avvenimento, non con la grandiosità ma nella dinamica della semplicità. Certamente non mancano gli elementi spettacolari, la stella, i magi, il coro degli angeli mi insegnate che ogni ambiente fantastico ha bisogno di una sua coreografia per un maggiore coinvolgimento dei destinatari, ma alla fine ogni cosa converge e orienta l'attenzione verso la semplicità della mangiatoia e della Fanciulla di Nazareth che dona la vita a Gesù che,  per come annunciavano da secoli i profeti, è il Dio con noi. Allora non posso fare altro che augurarvi un buon cammino di Avvento e che il Signore benedica sempre tutti voi e le vostre famiglie, donandovi la Sua gioia.

26 novembre - Con la Santa Messa di questa mattina, abbiamo completato il cammino dell'anno liturgico in corso e ci prepariamo a intraprendere il nuovo anno liturgico pastorale con le liturgie di Avvento. Detto così, sembra tutto scontato, lineare in realtà è stato un anno molto intenso e anche caratterizzato dalla solitudine dettata dal fenomeno della pandemia, dal dramma delle tante guerre che si accompagnano al nostro tempo e in particolare, a noi più vicino quello degli ucraini, arrivati e accolti dalla comunità con grande gioia e disponibilità. Ma quello che più immediatamente segna la vita della comunità è l'assenza dei tanti che il Signore ha chiamato a sé e in particolare la violenza subita da Ilaria e la piena partecipazione alla Croce di Cristo di Valentina, mi piace aggiungere anche Dely che in modo diverso è entrata nella mia vita di parroco.

     Tutti nel prosieguo delle tante celebrazioni, durante l'anno, si rendono presenti con la loro vita intensa e generosamente dedicata alla propria famiglia, ma ritengo che Ilaria e Valentina mi accompagneranno per la dedizione con la quale hanno inteso essere al servizio della comunità e per la gioia con la quale si sono sempre resi presenti. Dely è un modello di ascolto e di gioiosità delle emozioni da vivere in silenzio e guardandosi negli occhi. Ritengo sia inutile ricordare sempre che per me continuano d essere compagne preziose di ascolto, di gioia e di dedizione anche se vivono tutto questo in modo diverso, ma restano come presenza di stabilità per la vita spirituale della parrocchia e del parroco.

     Poi abbiamo i tantissimi e inenarrabili momenti di festa, vissuti soprattutto con i ragazzi e i giovani. E' stato anche l'anno della ripresa delle attività in presenza, per cui anche se gradualmente molte cose vanno restituendosi all'entusiasmo di sempre. Insomma il Signore non manca di donare gioia a coloro che vogliono condividerla. E' un tema fragile e delicato, ma ritengo che il Signore non manchi di donare affetto in pienezza, potrei dire in eccesso, a coloro che si donano con il cuore aprendosi all'accoglienza di tutti. Per il resto ci affidiamo alla Vergine Immacolata che apre alla speranza del Natale, per il dono del suo figlio Gesù fratello di tutti noi, e in Lui nel mistero della Croce redentiva tutti figli della fanciulla di Nazareth.

     Insomma riprendiamo, o continuiamo il cammino, per come ciascuno riesce a comprendersi, in questo mistero di amore che abita i nostri cuori fin dalla nostra rinascita battesimale, sempre accompagnati dagli affetti più cari che ci hanno sostenuto e aiutato per arrivare ad oggi. Come sempre il cammino non è facile, ma certamente lo vivremo con l'entusiasmo di chi ha ancora tanto da scoprire e tanto da donare. Soprattutto con la coscienza di non avere nulla da conservare per noi, siamo il dono di Dio per gli altri e vogliamo vivere con entusiasmo fino in fondo. Oggi è un giorno decisamente invernale, che dire il natale comincia a farsi sentire e noi riteniamo di poterlo vivere pienamente.

24 novembre - Giornata di sole che genera armonia nei cuori, soprattutto nelle casalinghe che devono stendere al biancheria,  dopo aver vissuto alcuni giorni di benedizione dal cielo. Abbiamo insomma finalmente goduto di un preambolo invernale, dopo la lunga fase soleggiata, la campagna soffre ed ha urgente bisogno di acqua. Per cui, benedetto il Signore che viene incontro ai suoi figli. Anche io io non posso che elevare ringraziamenti per il sollievo che si accompagna alle tante iniziative dei campi dei parrocchiani, l'autunno deve essere piovoso altrimenti tutto si inaridisce. Per il resto sosteniamo con la preghiera le tante sofferenza che abitano i cuori e le menti dei nostri figli, preghiamo per le anime del purgatorio, accogliamo i più abbandonati nella Mensa e nel Centro di Aggregazione, i ragazzi disagiati nel Gruppo Celine, i tanti che chiedono di essere aiutati nel Centro di Ascolto Dely Caputo, e tutti gli altri con la preghiera personale e comunitaria.

    Se vogliamo la vita del parroco si spende nel sostenere l'armonia della vita familiare, la prima cellula della vita di comunità, quando la famiglia vive nella pace tutta la comunità è in pace. Certamente quando diciamo famiglia, ritengo si debba necessariamente mettere da parte le idee con le quali siamo cresciuti e che abitano ancora la nostalgia delle nostre menti. Oggi si deve leggere come un gruppo articolato di persone che condividono gli stessi spazi, raramente gli stessi obbiettivi, dove ognuno è particolarmente impegnato in interessi propri che occasionalmente li fa incontrare in determinati momenti della giornata, per il resto ognuno ha la sua vita e raramente trova del tempo per interagire affettuosamente nella premura di sostenere l'altro.

     La nostra è una società, sia dal punto di vista lavorativo che da quello didattico e ludico, che assorbe molto del tempo che una volta era destinato alla condivisione e alla crescita della vita di comunione familiare. Anche per questo è importante non vivere da nostalgici, ma cercarci nel bene che comunque ogni famiglia cerca di vivere e di trasmettere ai propri figli e alla comunità, spesso con grandi sacrifici che portano anche all'annullamento di se stessi, di tante proprie ambizioni. Abbiamo di fronte a ogni giornata che il Signore ci dona di vivere, come una frenesia esistenziale nella quale tutti siamo immersi, alcune volte si prova ad emergere, ma normalmente vi si naviga passivamente per come viene chiesto da un modo di vivere collettivo che ritengo nessuno riesca ad analizzare in modo puntuale. La caratteristica dominante ruota nei diversi modi attorno al denaro. Ma la modalità è totalmente diversificata da persona a persona. dai più piccoli ai più grandi.

     Insomma coraggio, anche ogni il Signore ci dona di condividere un momento di lotta, allora facciamolo con l'energia necessaria e lasciaci cullare anche dalla bellezza che ci circonda e ci dona armonia e pace interiore. Auguri di una bellissima giornata da vivere nella propria famiglia a tutti. Intanto il sole continua a rischiarare in modo gioioso ciò che ci circonda e restituisce luminosità ai colori che animano i nostri giardini. Coraggio, anche oggi la vita risplende e trionfa attorno a noi e dentro di noi.

21 novembre - Una Domenica molto intensa vissuta sui diversi fronti degli impegni pastorali comunque importanti da vivere e da animare. Molto intensa e coinvolgente, potrei aggiungere emozionate, la celebrazione animata dai Catechisti. Ho voluto cominciare con gli auguri per i 15 anni ad Ai Vy, un vero mistero della gioia orientale, che il Signore ha trapiantato come un dono di amore nella vita della nostra comunità. Poi il ricordo delle catechiste Ilaria e Valentina che conservo nel mio cuore sempre, ma che ogni tanto è opportuno rendere presenti nella comunità che hanno sempre servito con la gioia e la dedizione del cuore. Infine ma vero cuore di questa Domenica, la presenza corale dei Catechisti, che donano tanta serenità e affetto al servizio del parroco nella trasmissione della fede alle nuove generazioni. A me sembra che anche tra loro vada maturando una comprensione più intesa della preziosità del loro servizio. Tutto è dono di Dio, per noi dobbiamo sempre e solo ringraziare il Signore.

     Poi partenza per Roggiano Gravina, in realtà per la contrada Pianette, per il servizio diocesano alla Zona Scout. Viaggio sotto il temporale, insomma ogni tanto ho dei pensieri legati alla stanchezza, ma cerco di rigettarli così proseguo nel mio impegno. D'altra parte viviamo al servizio degli altri e il Signore ci deve dare la forza, soprattutto quando noi corriamo il rischio di non averla. Tutto molto bello, clima relazionale gioioso e sereno, insomma tutto molto significativo per la crescita della comunità Scout. Nel frattempo in parrocchia i Talent&Art hanno progettato le attività oratoriali per il periodo del Santo Natale e festeggiato Ai Vy. Altra nota positiva, poiché era avanzato molto cibo ne ho caricato per distribuirlo alla Mensa San Giuseppe per il pranzo di domani. Nel frattempo il clima si è rasserenato per cui il rientro è stato vissuto con più serenità in compagnia di Bruno.

    Contemporaneamente alla SS. Trinità si è svolto l'incontro di programmazione del Sinodo, per la nostra Unità Pastorale, iniziato con una rilettura di quanto già  vissuto e guardando al futuro, cercano energie che sembra non riescano ad emergere pienamente. Ma alcune volte le cose più belle si compiono con situazioni di precarietà istituzionali. Come potete capire non corriamo mai il rischio di annoiarci. Oggi abbiamo una giornata soleggiata, per cui tutto necessariamente è più bello e merita di essere affrontato con l'entusiasmo di chi vive e dona la benedizione del Signore. Proprio a Lui affidiamo le pene di tanti della comunità, che si trovano ad affrontare le emergenze per se stessi e per i propri cari. Il Signore è la nostra forza ed è la nostra pace. Coraggio

15 novembre - Come sembrano lontani i giorni della memoria dei nostri cari, con il nostro silenzioso pellegrinaggio alle tombe e l'immersione nei ricordi. Adesso ci si immerge negli impegni pastorali, liturgici, caritativi e non sempre si riesce a respirare in modo più ampio, ma no per questo è meno bello, bisogna solo cercare energie sempre nuove. Quando non si riescono a trovare ci si siede e si scrive per come faccio io adesso. Buon giorno a tutti, spero che il Signore vi abbia donato una buona notte di riposo accanto ai vostri cari e adesso vi prepariate la gioia della colazione, ma in fretta perché gli impegni attendono anche il vostro dinamismo, non solo il mio. Auguro a tutti una giornata piena di gioia e di soddisfazioni. E'  una bella giornata perciò coraggio, si riparte.

12 novembre - Sono giorni di intensa serenità pastorale, che ruotano attorno alla giornata mondiale dei poveri, avendo la certezza che questa attenzione ci permette di vivere l'incontro con Cristo in pienezza e grazia. Gesù ci ha insegnato a donare la nostra vita per gli altri, per cui in queste occasioni ci rendiamo conto di quanta falsità abita la nostra società, che cerca di educarci a mettere sempre al centro se stesso e non gli altri. La vita di fede serve anche a questo, metterci in discussione cogliendo la bellezza di riuscire ad andare oltre se stessi e i propri desideri, non sentirsi mai appagati per i traguardi raggiunti,  vivere sempre con l'anelito di diventare altro immergendoci in coloro che sono altri da noi stessi. Abbiamo anche un piccolo accenno di pioggerellina, a me sembra nulla di particolarmente impegnativo, però godiamo lo stesso di questa umidificazione della terra che certamente farà tanto bene alla campagna.

     Dobbiamo sempre cogliere e trasmettere la bellezza e la gioia di essere protagonisti della propria vita, è un protagonismo che affonda la sua intensità nella gioia di vivere cogliendo l'amore in ogni altro fratello o sorella che il Signore ci ha posto accanto. Questo educarsi alla ricerca della presenza del Signore nell'altro, ci permette di cogliere in ogni altro la bontà della presenza di Dio, incoraggiandoci a rimuovere tutto ciò che potrebbe essere di ostacolo a dare fiducia agli altri compagni di viaggio.  Alcune volte sembra una operazione difficile da compiere, al punto che degli altri generalmente mettiamo in risalto quasi totalmente le azioni cattive vero o falso che sia. Le cose cambiano dopo il ritorno alla Casa del Padre, ad un tratto tutti diventano angelici e meritevoli di essere ricordati e compianti come preziosi e insostituibili compagni di viaggio.

     Questa settimana si raccolgono alimenti per coloro che chiedono, ma quest'anno soprattutto per la mensa, anche perché nell'ultima distribuzioni, per la troppa generosità e per l'affluenza dei bisognosi, siamo rimasti praticamente all'asciutto. Come sempre la gente è molto generosa, m come recita il Signore il numero dei poveri è infiniti e si accompagna ogni giorno alla nostra vita. Per cui prudenza, questo ci permette di vivere la temperanza insostituibile del dare, senza timore di restare senza niente. Dobbiamo sempre ricordare che il numero delle famiglie che chiede di essere aiutato va aumentando, semplicemente perché aumenta il costo della vita, al di là fatto che caratterizza Scalea un numeroso flusso di extracomunitari, praticamente bisogno si ogni cosa. Noi ci proviamo, il Signore deve aiutarci, ma non è facile venire incontro alla richiesta di tutti.

8 novembre - Il Signore ci dona di iniziare con serenità una giornata che si presenta mite e armoniosa. I colori sono quelli tenui dell'autunno e anche il clima si presenta temperato, da vivere in libertà ma con prudenza. Insomma una giornata da vivere con entusiasmo giovanile, ma senza eccedere nell'intensità. Insomma che sia una buona giornata per tutti ovunque voi siate a vivere le vostre emozioni esistenziali. Intanto le rose continuano a donarci la loro bellissima e delicata fioritura. Una novità assoluta è la nascita delle banane accanto alla mangiatoia permanente della parrocchia, è la prima volta che la pianta genera i suoi frutti. Ogni cosa esige il suo tempo per esprimere pienamente se stessa. Poi ci sarebbe il grande libro dei pensieri legati alla sofferenza e ai volti pensosi, ma è un capitolo che preferisco tenere per me almeno per un po' di tempo. Si ho capito, volente delle immagini, perché le parole non esprimono pienamente ciò che scrivo, allora datemi il tempo che le carico.

  

    Intanto ho anche fatto un giro corroborante in bici, per riprendere a pedalare sono caduto due volte ma ne è valsa la pena, è una occasione innovativa per  percorrere la parrocchia e salutare gli operai della prima ora. Immagine del Centro di Aggregazione Mons. Didona con alcuni ospiti, che si intrattengono in modo attivo con gli animatori, in attesa del pranzo. Poi abbiamo una immagine della nascita delle banane, ancora piccoline ma faranno strada nella crescita, così San Giuseppe avrà sottomano, il cibo con cui nutrire la Sacra Famiglia a lui affidata e quindi anche me. Poi il Centro di Ascolto per la prima accoglienza e l'ascolto delle tante persone che hanno bisogno di trovare un momento di confronto e di speranza, è un momento importante che apre alla gioia di guardarsi negli occhi e alcune volte anche per aprire il cuore.

  

    Poi abbiamo un momento di festa semplice per il compimento degli anni di Giovanni, come vedete di anni ne sono passati per tutti, a parte Don Francesco che permette, con la sua presenza, di riequilibrare il gioco dell'età e quindi anche la voglia di vivere e di sorridere alla vita, tutti gli altri, ringraziando Dio siamo parte della grande famiglia INPS. L'eterna passione per gioco che accompagna la famiglia degli scout in ogni attività con la voglia di esserci e di farsi sentire. Poi abbiamo avuto la giornata in parrocchia con I Talent&Art, alla continua scoperta e valorizzazione del loro ruolo insostituibile nella vita e nella parrocchia. E' la fase della crescita più fragile e della impostazione valoriale della vita, per cui lo sforzo deve essere sempre quello dell'attenzione alle loro sensibilità ma anche a comprendere l'importanza di rispettare i valori. Non è sempre facile trasmettere il dono della fede per come noi lo viviamo, ma ritengo che Gesù sia contento di vederli, nella diversità dei modi, comunque presenti nella vita di comunità, ed è questo l'importante.

    

    Domenica abbiamo anche parlato alla comunità dell'importanza di maggiore impegno nel sostenere i sacerdoti della Chiesa Cattolica. Non è certamente un tema facile da affrontare anche perché i luoghi comuni sono poco favorevoli a questa azione di sostegno, fin da bambini ritengo che ciascuno di noi abbia avuto modo di sentire: beati i preti che non hanno pensieri e che la Chiesa naviga nella ricchezza. Per non parlare della formazione didattica molto incentrata sugli aspetti negativi della presenza ecclesiale nella vita della società e nella storia dell'umanità. Per cui comunicare un bisogno impellente a chi si ritiene comunemente che stia bene... aggiungete voi.  Ma la Chiesa ci chiede di essere più incisivi e presenti nell'impegno di sostegno del Clero, per cui ci è stato chiesto e lo abbiamo fatto, i risultati dobbiamo attenderli, poi vi faccio sapere dopo il raccolto che esigerà un po' di tempo.

  

     Contemporaneamente ci godiamo l'abbraccio sereno e affettuoso di  Andrea. Chiudendo posso dire così, grazie Andrea anche perché non sono stato capace di dirglielo per l'emozione di quei brevi momenti, sono queste le gioie semplici e immediate che il Signore dona ai suoi servi inutili nelle difficoltà che ogni giorno siamo chiamati ad affrontare e sostenere con il dono della fede. Intanto cominciamo a tracciare le linee della gioia che si è accompagnato e continua ad animare la vita della comunità. Quante persone negli hanno contribuito e continuano a sostenere la vitalità della parrocchia? Tanti volti, tanti sorrisi, tante energie trasmesse attraverso il proprio impegno e la propria disponibilità  comunica la gioia di stare insieme nel Signore. E' vero tutto è inennarabile pienamente, perché si tratta di emozioni molto personali e difficili da esprimere, però alcune volte l'arte pittorica sopperisce in modo qualificante alla mancanza di parole adeguate. Come sempre ci si prova, vedremo insieme come l'entusiasmo per la vita comune, personalizzerà l'atrio della nostra parrocchia.

2 novembre - Questa non è farina del mio sacco, ma poiché era nel sacco della parrocchia la carico volentieri: Vale....Vale parlare di te non è facile, perché sei tanto....sei mille cose....e in tutti questi anni e abbiamo imparato a conoscerci, ad accoglierci, a volerci bene nelle nostre diverse sfaccettature....se dovessimo definirti, potremmo usare un termine ben preciso....ATTENZIONE....sì perché tu sei sempre stata attenta a tutti...a tutto....alle emozioni, agli sguardi, alle fragilità, alle gioie di chi ti camminava accanto.

     Facendoti carico delle preoccupazioni altrui, ti sei sempre donata senza misura…non hai mai nascosto le tue fragilità, le tue paure, la tua voglia di non deludere mai nessuno, la tua testardaggine e il tuo voler fare sempre la cosa giusta....

     Abbiamo riso, pianto, condiviso la nostra crescita, quella delle nostre famiglie, quella della comunità. La tua collaborazione è stata un dono per tutti, perché attraverso la spontaneità mista alla timidezza arrivavi con grande dolcezza e simpatia rendendo sempre tutto unico e speciale. Ma ciò che ci ha unito ancora di più in questi anni è stata la malattia, la quotidianità che ci portava ogni giorno a condividere, a piangere, a sperare, a cercare di affrontare. Non sempre siamo stati capaci di starti accanto, ma credici abbiamo vissuto ogni attimo con la speranza, cercando di spronarti e ad avere forza.

     Dicevi di non averne, di non farcela e invece hai dato una lezione a tutti, combattendo e affrontando il dolore di cui tanto avevi paura...la malattia non ha spento la tua caparbietà e la tua attenzione...

     A noi tutti resta un gran vuoto, ma anche la speranza e la consapevolezza che sei con Gesù nella pace da te tanto desiderata…a noi resta il tuo esempio e l’amore di cui ci hai riempito...e sappiamo che continui a essere accanto a noi, nelle nostre risate, nei nostri pianti, nei sorrisi dei tuoi figli, nello sguardo di Roberto, in ogni persona che ti ha amata profondamente.

     Noi salutiamo il tuo corpo, ma il tuo spirito resta con noi. Lassù è tutto ordinato, ma conoscendoti siamo sicuri che stai già mettendo altro ordine e lucidando sul lucido… Vale, tu splenderai sempre nei nostri cuori…è stato bello conoscerti…Ti vogliamo BENE!

     La nostra sorella Valentina PERRI, ha vissuto lungamente l'abbraccio alla Croce di Cristo, questa notte il Signore ha inteso interrompere la sua sofferenza chiamandola a se. Sempre entusiasta e partecipa della vita della comunità parrocchiale, ha sempre caratterizzato ogni cosa con il suo sorriso e la sua voglia di vivere. Sempre partecipe soprattutto nella formazione dei ragazzi, in modo velato ma emotivamente intenso, finché il male non ha condizionato fortemente la sua autonomia.  Molto legata alla famiglia, al marito Roberto soprattutto ai figli Michele e Serena che, come mamma affettuosa, ha accudito e aiutato nel cammino della crescita con totale dedizione. in questi ultimi anni, seganti della prova fisica, la famiglia si è stretta alla sua sofferenza sostenendola con la preghiera, con l'affetto e con la gioia di averla presente in casa, sofferente ma sempre con il sorriso, sofferente ma contenta di esserci per dare conforto e voglia di andare avanti con forza.

1 novembre - Quest'anno la ricorrenza della solennità di Tutti i Santi si apre, umanamente parlando, in modo doloroso per il ritorno della nostra sorella Valentina alla Casa del Padre. Ha vissuto lungamente l'abbraccio alla Croce di Cristo, questa notte il Signore ha inteso interrompere la sua sofferenza chiamandola a se. Sempre entusiasta e partecipa della vita della comunità in tante sue forme e iniziativa, ha sempre caratterizzato ogni cosa con il suo sorriso e la sua voglia di vivere. Sempre partecipe soprattutto nella formazione dei ragazzi, finché il male non ha condizionato fortemente la sua autonomia, in modo velato ma emotivamente intenso.

  

     Molto legata alla famiglia, soprattutto ai figli che, come mamma affettuosa, ha accudito e aiutato nel cammino della crescita con totale dedizione, in questi ultimi anni della prova fisica si è stretta in modo geloso alla sua sofferenza sostenendola con la preghiera, con l'affetto e con la gioia di averla presente in casa, sofferente ma sempre con il sorriso, sofferente ma contenta di esserci per dare conforto e voglia di andare avanti con forza. Come sempre adesso inizia la prova più grande per i suoi cari, sostenuti dal conforto della fede e dal calore degli amici. Per lei, certamente il Signore che ha accompagnato la sua sofferenza l'accoglie nella Sua pace, perché possa continuare ad assistere i suoi cari con la gioiosità dei ricordi e della sua attenzione premurosa dal cielo.

     D'altra parte oggi è la festa di coloro che appartengono al Signore, Gesù con la Sua morte e resurrezione ci ha donato questa speranza infinita, per cui dobbiamo continuare a sentirla affettuosamente accanto a noi, avendo la certezza che la sua presenza non verrà mai meno nel cammino della comunità, che ha tanto amato e servito. Il Signore è la nostra pace e deve sostenerci con la pace, coraggio.

29 ottobre - Continua imperterrito il clima primaverile, con quel che ne consegue in preoccupazione per la campagna, per le riserve di acqua. D'altra parte c'è la positività della vita comune, che viene sempre agevolata dalla bellezza di una giornata luminosa e splendente nei mille colori autunnali che comunque caratterizzano questo periodo. Però nei pensieri passivi prevale la preoccupazione, che non annulla tutto il resto ma lascia sperare sempre nella necessità della pioggia. Per il resto tutto procede in modo sereno e armonico, per rendere presente al gloria di Dio. Gradualmente andiamo a compattare le varie esperienze anche se si procede lentamente sulla via della evangelizzazione, nel senso di riuscire a vivere la proposta in modo più dinamico e ad extra, questa difficoltà è vissuta soprattutto con gli adulti.

     Il Signore deve donarci più amore verso coloro che non vivono la dinamica comunitaria al punto da avvertire l'esigenza di sentirsi comunque parte della vita comunitaria. Qualche difficoltà va emergendo nella vita di carità della parrocchia che rappresenta uno dei poli di aggregazione occasionale, probabilmente dobbiamo rientrare nella dinamica più rigorosamente caritativa,  fare un passo indietro nel servizio sociale di cui comunque il territorio ha tanta necessità. Si cerca di capire, si prega, ci si confronta e si decide. Come dicevo altre volte non possiamo sopperire in tutto alle povertà che dovrebbe sostenere e gestire  l'amministrazione, altrimenti si corre il rischio di essere cercati non più per incontrare Gesù ma per altre finalità, comunque impellenti ma ognuno deve incarnare la propria missione. Intanto ci godiamo questo fine settimana molto intenso di inziative pastorali e spero anche molto bello di relazioni di fraternità. 

25 ottobre - Dobbiamo anche mettere in conto, che nella vita di comunità e in quella familiare, i problemi non mancano per nessuno. E' vero non ne parlo molto ma solo per non intristire eccessivamente la vita di chi legge. Però posso affermare con serenità che la vita personale è sempre appesantita da molte difficoltà spesso di natura economica, oppure affettiva, o più semplicemente relazionale, o peggio ancora con afflizioni legati alla sofferenza, alla solitudine o ancora al senso di abbandono vero o fittizio che sia, le realtà non sono meno gravi. Altre volte la situazione viene appesantita con le tradizioni di presunti sortilegi, o di incantesimi legati al malocchio. Diciamo che alcuni sacerdoti con la presunzione di fare gli esorcisti ne accentuano la creduloneria.

     In realtà, il più delle volte manca la vita spirituale e il ritmo della preghiera che è la vera medicina in ogni dinamica di instabilità psicologica, la vera radice di molti malesseri della mente e del cuore. Anche in questo è più facile fare le analisi che trovare i rimedi, semplicemente perché si dovrebbe dedicare più tempo all'accoglienza e all'ascolto degli altri. Insomma anche in questi casi è importante leggersi nella disponibilità a selezionare gli impegni per capire a cosa è importante dedicare il proprio tempo che raramente è sufficiente per venire incontro alle esigenze dei fedeli che comunque cercano e vorrebbero trovare conforto e serenità nel Signore.

     La vita del parroco viene sollecitata dalle situazioni più emblematiche e non sempre si riesce a vivere la dedizione necessaria per sostenere e incoraggiare coloro che guardano con fiducia alla parrocchia. Anche in questi casi non è facile mandare via, anche se la fila di coloro che vogliono essere ascoltati e aiutati va allungandosi sempre di più. Oltretutto non sempre le varie istituzioni sostengono con costanza le tante emergenze della mente e del cuore che chiedono accoglienza. Che dire, si fa quel che si può. Ma certamente non basta. Allora si integra con la preghiera. Ma non basta. E' sempre così, anche la vita non basta, ma ci si deve accontentare di quello che ci viene donato di vivere. Allora diciamo insieme: grazie Signore.

23 ottobre - Nel frattempo sono trascorsi alcuni giorni, ma i ricordi sono ancora vivi, per cui restiamo fermi ai pensieri di Domenica. Come ben sapete ogni Domenica è preceduta dal Sabato, per cui necessariamente alle celebrazioni ci si arriva con la formazione catechistica. Per la Confermazione tutto questo si chiama educazione alla vita di carità, che è il dono più grande e significativo dello Spirito, di cui tutti siamo ripieni ma che non sempre viene valorizzato con naturalezza. Allora ecco il perché di alcune immagini della distribuzione gratuita del materiale didattico, dono alla Caritas della cartolibreria Latella e gestita dai ragazzi della Confermazione. Distribuito quasi tutto, dobbiamo sempre comprendere e aiutare a capire che i bisogni sono sempre tanti anche se non tutti li conoscono. Abbiamo poi una educazione alla conoscenza degli spazi Mensa San Giuseppe e come accade con sempre maggiore naturalezza il relax nel cortile, in questo caso è la pallavolo. In realtà io ero in quel di Cosenza per pregare in occasione del 50° di Enzo e Rita, due testimoni dell'impiego cristiano che si sono posti al servizio della crescita del Movimento dei Focolari nella nostra parrocchia. Sono un vero dono del Signore, per cui pregare insieme è il gesto naturale di coloro che confidano nella benevolenza di Dio.

  

      Bene, passato il Sabato entra in scena la Vespucci, questa meravigliosa nave scuola della marina italiana. Sono stato invitato a essere partecipe, in parte riferimento del Vescovo per questa sua sosta nel mare di Scalea, e volentieri mi sono reso disponibile a lasciarmi cullare dal nostro mare amico. Diciamo che io e il mare siamo sempre andati d'accordo, anche quando è in tempesta, anche se ultimamente avverto sensazioni di stanchezza, qualche motivo ci deve essere. Però rimane l'elemento naturale con il quale immediatamente mi relaziono in modo positivo. Al punto di poter affermare che forse la giornata più intensa e liberante che ho vissuto quest'anno è stata la traversata fatta con i ragazzi della confermazione a giugno in quel di San Nicola Arcella e in quel di Praia a Mare. Voi direte ma perché ne parli adesso, solo perché in quel periodo si impose un lutto collettivo per cui poteva essere fuori luogo parlare di svago. Della serie prima il dovere poi il piacere.

  

    Però immediatamente le due cose potevano anche collimare, ecco perché tutto è scivolato senza particolari patemi d'animo, fermo restando l'imbarazzo che provo ogni volta che devo indossare la filettata di rappresentanza, che oltre tutto non riesco mai a usare in modo corretto. Per il resto tutto molto bello e innovativo sono circostanze nelle quali ogni cosa merita di essere vissuto con lo stupore necessario anche perché sono esperienze che non necessariamente si ripetono, e poi per vivere questo ottobre estivo non c'è nulla di meglio che andare per mare. Chiudo qui, anche perché nel frattempo subentrano in modo impellente gli impegni della comunità, per cui abbandoniamo le gioiosità temporali e ci immergiamo nelle difficoltà esistenziali. Buona giornata a tutti.

22 ottobre - Ma allora la parrocchia, ai nostri gironi, che cos'è? Necessariamente è, prima di tutto, una comunità che testimonia la gioia di seguire Gesù e di rendere presente Gesù con la propria di vita in mezzo a tutti. Per cui in questo cammino di impegno testimoniale si incontrano più semplicemente volti anonimi, islamici, agnostici, battezzati di altre confessioni cristiane, e anche tra gli stessi cristiani tante tipologie di partecipazione e di vita comunitaria l'esercizio quotidiano deve essere quello di educarsi a relazionare con loro, come coi i fratelli e le sorelle che il Signore ci pone davanti, con i quali dobbiamo vivere l'amore con il quale il Signore ci ama. Ritengo sia scontato affermare che non sempre riusciamo a relazionarci in questo modo, anche per questo ricordo sempre che il vero motore di ogni azione o attività pastorale è sempre la preghiera senza la quale tutto diventa più difficile, anche le azioni più semplici sembrano insormontabili. In realtà è semplicemente debole la nostra spiritualità. Per cui avanti sempre con entusiasmo e che la preghiera sia sempre presente nella nostra vita.

    Per tanti altri la Parrocchia è un luogo o gli ambienti pastorali dove i cristiani pregano (la Chiesa) e si incontrano (locali e sale), questa comprensione sposta l'attenzione dalla comunità ai luoghi di vita ordinaria della comunità. Questo non dovrebbe accadere mai, ma purtroppo è più normale sentire vado in parrocchia che vivo in parrocchia. Detto questo non penso di aver stravolto la vita di nessuno, però serve a ricordare che al centro di ogni iniziativa ci deve sempre essere ogni persona che il Signore ci pone accanto. Anche per questo, in questa fase pastorale, vanno aumentando le iniziative orientate ad accogliere socialmente coloro che avvertono la presenza della parrocchia, come il luogo ideale sul quale far convergere le attività di tutela e salvaguardia delle persone. Il Centro di Ascolto, la Distribuzione degli Alimenti, il Centro di Aggregazione Mons. Didona, la Mensa Caritas San Giuseppe e ultima in ordine di tempo: Noi ragazzi che ... Gruppo Celine.

    Tutte queste iniziative, mettono in risalto la grande disponibilità a servire gli altri che è presente nella nostra città, nello stesso tempo sottolinea anche la tensione a coinvolgersi sempre con gioia e disponibilità nelle relazioni sincere di fraternità. Tutto è dono di Dio, per cui non dobbiamo fare altro che ringraziarlo e invocare sempre le Sua benevolenza sulle opere che ci dona di compiere avendo la certezza che esigono uno sguardo sempre più ampio onde evitare la tentazione di chiudersi tra i soliti noti. Cosa che generalmente genera la presunzione di essere più importante di altri, mentre nella vita di comunità non facciamo altro che mettere in comune ciò che il Signore gratuitamente ci affida, per cui non dovrebbe mai emergere la caratterizzazione di qualcosa di proprio o di cui debba appropriarmi. Come dire, più si è dinamici più è importante essere prudenti. Questo principio in realtà vale per ogni attività anche sociale, ma ancora di più per le iniziative orientate a vitalizzare la comunità. Intanto buona giornata a tutti.

18 ottobre - Ancora un giorno di luce primaverile si accompagna alla nostra vita, donando energia sempre nuova che genera la gioia di camminare e di riprendere con entusiasmo gli impegni di accompagnamento alla vita di comunità. Intanto si è ripreso, con la gioia della presenza dei bambini, la festa domenicale decisamente i loro colori, i loro sorrisi, la loro inquietudine e i loro sguardi determinano un approccio diverso al giorno del ringraziamento e della festa della comunità. Insomma la Domenica è più Domenica con il loro stare attorno all'Altare del Signore, che necessariamente coinvolge anche tante loro famiglie. Insomma che dire: Ben tornata Domenica della comunità e non solo degli ultras. Altri hanno vissuto in quel di Matera una esperienza orientata a una migliore comprensione della Chiesa in ordine alla vita di carità, come maturarla, come gestirla. Insomma ci si apre a orizzonti più ampi di dedizione ecclesiale.

   

     Poi uno sguardo al futuro anche negli ambienti di comunità, terza bozza del murales che ornerà l'atrio della parrocchia, ogni opera comporta tante elaborazioni e coinvolge molte persone che operano in modo nascosto, per arrivare alla definizione da storicizzare e con la quale cresceranno tanti nostri ragazzi. Diciamo che siamo a buon punto. L'obbiettivo, è quello di dare gioia a un ambiente, che ha come sua vocazione l'accogliere con gioia le nuove generazioni della comunità parrocchiale. Poi abbiamo una immagine operativa del Centro di Aggregazione, che da quest'anno accoglie e incoraggia la socializzazione di coloro che vengono per il pranzo, ma vivono nella solitudine e hanno bisogno di maggiore attenzione da parte degli operatori.

     

     A seguire, ancora una immagine innovativa, in questo caso un artista di strada, che cerca di abbellire uno dei riquadri di fronte al Parco degli Angeli. Insomma tutto apre a una speranza nuova e alla gioia di essere ancora operativi per il bene degli altri e per l'ambiente. A completamento, la bellezza della natura che in questo autunno dona serenità e armonia alla nostra vita. Come sempre tutto è particolarmente spettacolare, certo non riesco a spiegare le emozioni che si accompagnano al mio cuore, ma ritengo più belle quelle che suscitano nei vostri cuori, Per cui non posso che proporvele nella speranza di avervi incoraggiato a guardare con più gioia a questo nuovo giorno che il Signore ci dona di condividere. La luminosità del creato apre i nostri giorni a una speranza sempre nuova, auguri di ogni bene a Franco e Tiziana per il loro compleanno.

    

13 ottobre - Posso affermare che la parrocchia ha innestato la marcia giusta per intraprendere i ritmi pre pandemia, per capirci gli impegni che non prevedono pause per il parroco ma anche per molti degli operatori pastorali della comunità. Sono state avviate tutte le attività formative, anche se non sempre abbiamo una stabilità nella proposta, ma gradualmente ogni cosa troverà il suo modulo educativo. Come sempre ogni cosa è offerta al Signore, avendo la certezza che con la sua presenza ogni cosa si rasserena e viene orientata alla pace. Non abbiamo ancora i ritmi della partecipazione liturgica stabile dell'Iniziazione cristiana ma spero che con il tempo anche questo filone così importante abiterà l'aula liturgica, almeno per come riempie i vari ambienti formativi. Cammina con intensità anche il filone della carità con il Centro di Ascolto orientato all'accoglienza e al discernimento degli stabilizzati, la Mensa Caritas che sostiene le persone sole e bisognose, il Centro di Aggregazione Mons. Didona che intrattiene gli ospiti in modo attivo. Insomma nella preghiera, con coraggio e dedizione si guarda aventi con fiducia ed entusiasmo.

10 ottobre - C'è sempre un giorno dopo, anche se alcune volte dura diversi giorni. Però oggi è il giorno nel quale si prova a voltare pagine e a dare valore nuovo alla vita, che comunque merita di essere vissuta con entusiasmo. So bene che non tutti riescono a vivere oggi il giorno dopo, ma la parrocchia deve incoraggiare a leggere la propria vita contrassegnata dalla gioia dei ragazzi che riprendono a giocare nel cortile e agli animatori che si sforzano di accoglierli con entusiasmo. D'altra parte ritengo che la vita presenti sempre aspetti negativi e aspetti positivi, dobbiamo solidarizzare con quelli negativi e emancipare quelli positivi, magari parlando di meno e operando di più. Essere presenti in modo maturo da testimoni del Signore, sempre attento alle fragilità delle persone e sempre partecipe delle loro gioie. Come cristiani dobbiamo mettere sempre al centro la persona e mai le cose o gli interessi, altrimenti il rischio che possiamo correre è quello di svilire la bellezza degli incontri tra i fratelli e le sorelle che il Signore incoraggia a vivere.

     Questa notte e nella mattinata il Signore ha inteso benedire la natura con una pioggerellina silenziosa e intensa che certamente ha fatto un gran bene agli ortaggi e alla vegetazione. E' un ulteriore motivo per ringraziarlo, non abbiamo mai dovuto subire le intemperanze climatiche presenti in altre realtà del territorio. La giornata continua con l'aperture dalla Mensa Caritas e del Centro di Aggregazione, insomma ci riaffacciamo con affetto alla piazza dei bisognosi del territorio, anche questo merita di essere vissuto con amore e con gioia. Questo è intensamente compreso e vissuto dai volontari, che trovano il tempo di dare la loro disponibilità e di comprendersi preziosi al servizio del Signore in mezzo ai più abbandonati. Tutto è dono di Dio che incoraggia ad andare oltre se stessi e aprirci agli altri per essere nella gioia mai narcisistica, ma sempre oblativa. Che sia una bella giornata per tutti.

9 ottobre - Dopo i giorni del dolore e della riflessione sulla fragilità della vita, vissuti con intensità e partecipazione da tutta la comunità, la città  e anche oltre tra le tante iniziative che questo dramma ha vitalizzato certamente merita attenzione quella dei giovani del Liceo che ha coinvolto nella riflessione e nei ricordi tantissime persone e altre istituzioni. Anche l'ANSPI Nazionale ha inteso solidarizzare con la comunità ed esprimere la sua condanna per il fatto delittuoso vissuto a Scalea. Anche le celebrazioni sono state tutte partecipate e animare con emozione dai giovani e dagli altri organismi di animazione della comunità. Insomma è stato un movimento di popolo che spero abbia incoraggiato la riflessione sul senso della vita e la gioia di testimoniare la solidarietà alle famiglie coinvolte. Merita un ricordo anche la volontà della famiglia di devolvere a sostegno delle opere della parrocchia la raccolta di offerte fatta in occasione delle esequie, Insomma il cuore si apre per il dolore ma non dimentica la gioia di continuare ad amare. 

   

     Intanto il clima autunnale si caratterizza con radiosità estive che ci aiutano a riprendere con tanto dolore dentro la vita educativa condividendo la voglia di vivere che i ragazzi e i giovani vogliono e sanno trasmetterci. Come accade negli ultimi anni la partecipazione alla proposta educativa nelle sue varie forme è abbastanza attiva, fanno ancora molta fatica ad imboccare la via della vita di comunità alla Santa Messa festiva. Probabilmente non è un passaggio facile, ma cercheremo di emozionarli e coinvolgerli con gli effetti speciali. D'altra parte l'incontro con Gesù genera sempre emozioni nuove e inenarrabili, forse dovremmo lasciargli più spazio, di certo qualcosa non funzione se Lui attirava le folle e i bambini correvano verso di Lui al punto che dovevano mandarli via. Probabilmente da allora qualcosa è cambiato. Insomma sempre con entusiasmo e gioia per rendere presente il Signore nella nostra vita e in quella dei nostri figli.

     Oggi il Signore ci incoraggia a vivere la riconoscenza, è un atteggiamento che dobbiamo vivere e scoprire nella bellezza della novità che il ringraziare gli altri genera nei nostri cuori, ogni volta in modo nuovo. Riceviamo sempre tanto da tutti, anche se non sempre siamo capaci di riconoscerlo, il Signore deve aprire i nostri cuori alla bellezza della Sua presenza e alla bellezza della nostra presenza nella vita e al servizio della comunità. Ma anche alla bellezza che la comunità rappresenta nella nostra vita come dono del Signore. E' vero non sempre tutto procede per come vorrebbe il Signore, ma pregando un po' di più, magari tante piccole distorsioni si raddrizzano. Dobbiamo ricordare che siamo tutti preziosi e insostituibili davanti a Lui. Per cui sempre avanti con coraggio e Buona Domenica a tutti, il Signore è la nostra pace.

6 ottobre - Con questi pensieri i giovani hanno inteso salutare Ilaria, le propongo anche perché incoraggiano a leggere la gioia della vita comune e il cammino percorso insieme.  Non è facile esprimere la nostra sofferenza nel salutarti oggi; ci piacerebbe riuscire ad inventare nuove parole per descriverti, diverse da tutte quelle che ognuno di noi qui presente non sa già o ha sentito. Allora ci fermiamo e pensiamo…

Oggi salutiamo una donna, un’amica, una sorella, una zia, una figlia, una mamma meravigliosa, calorosa, amorevole. Oggi salutiamo quella bambina che era in te, quella che hai sempre conservato, la sognatrice che amava affrontare la vita con curiosità e leggerezza. Tu sei stata tante cose, anzi sei tante cose, perché sei qui nei nostri cuori, nei nostri ricordi. Tu sei l’amore della tua famiglia, sei il cuore di tua figlia, sei la stella che rivedremo in cielo quando penseremo a te e sarai l’arcobaleno che spunterà dopo la tempesta, perché sei stata colore, anzi mille colori, nella vita di tutti quelli che ti hanno conosciuta, amata, sentita.

   

Se pensiamo a te, ci viene in mente quella ragazza che con quell’espressione buffa che assumeva prima di pronunciarsi, come se avesse in bocca sempre una caramella, ascoltava, senza mai intervenire prima di aver sentito tutti. La stessa ragazza che faceva di tutto per gli altri, con quel sorriso travolgente da far cambiare umore a chiunque incontrasse, da sempre al servizio del prossimo. Quella ragazza che cantava in macchina a squarciagola, che amava la vita, e la viveva al massimo. Sei stata un dono non solo per il nostro gruppo, ma per tutti. Sei entrata nelle nostre vite in punta di piedi, trasmettendoci la tua dedizione, passione, creatività, e insieme abbiamo vissuto momenti che resteranno sempre impressi dentro di noi, all’insegna di risate, spettacoli, giochi, ma anche confidenze. Sei stata fondamentale per tanti ragazzi che, come noi, ti hanno conosciuto e hanno avuto il privilegio di poterti sentire e ascoltare, sempre pronta a seminare amore.  È per questo che oggi, Ilaria, siamo qui per ringraziarti, perché hai lasciato un segno in tutti noi, con la tua sicurezza, la tua dolcezza e la tua umiltà, perché dietro quell’aria svampita e i capelli scompigliati sei sempre stata te stessa.

Oggi è difficile pensarti lontana, ma ci piace credere che sei partita per un lungo viaggio fra le nuvole, in compagnia del tuo papà, e che guardandole ti sentiremo vicina. Ci hai sempre incoraggiati a credere in noi stessi, nei nostri sogni, ma soprattutto ad osare, credere, sperare e amare la vita, e pensiamo che un po' tutti da oggi, per quanto difficile, la ameremo e la vivremo anche e soprattutto per te, perché è quello che avresti voluto; per cui, a voi tutti, quando fate del bene, quando amate e inseguite i vostri i sogni, pensate a Ilaria, e in quei momenti lei sarà con voi.  Ciao Ila

5 ottobre - Inizio raccontandovi del mio viaggio a Loreto, per l'incontro nazionale degli assistenti. Ogni viaggio implica un lasciare, ma è anche occasione di libertà e di innovazione mentale. Non posso che ringraziare il Signore per avermi dato questa opportunità di pregare nella Santa Casa e di leggere la volontà dell'Associazione di renderlo presente in mezzo ai giovani. Probabilmente lo facciamo ragionando da adulti e con l'obbiettiva difficoltà di calarci pienamente nel loro mondo, ma la volontà è certamente quella di non sentirci avulsi dalla loro crescita e coinvolgerli per come ci donano nel messaggio di salvezza che Gesù ci ha affidato. E' anche vero che il mondo delle nuove generazioni esigerebbe semplicemente una maggiore presenza operativa, un accompagnamento passivo insomma più per stare insieme con loro, mentre si procede con la sequenza delle riunioni che non sempre accompagnano ma troppo spesso sono estranee al loro mondo.

    Sono stati giorni dedicati alla voglia di vivere la riscoperta degli ambienti e dei valori della fede. Diciamo che, oltre alla gioia di pregare e di stare insieme, a me non sembra che sia emerso qualcosa di particolarmente innovativo, se non la volontà di aggiornare itinerari certamente storicizzati per la trasmissione della fede. Si fa quello che oggi la società ci concede, ritengo che nessuno riesca a trovare tempi lunghi da donare con passione agli altri. Di certo si potrei aggiungere le vicissitudini del lungo viaggio, la volontà di immergermi nei ricordi di altre occasioni precedenti, il senso di disorientamento nell'attraversare i campi delle centrali eliche delle zone del terremoto irpino, che non avevo mai percorso, il passaggio dall'autostrada ai sentieri di montagna per seguire Google Maps, ma poi sono rientrato per cui ormai tutto appartiene ai ricordi e alla serenità vissuta in quei  momenti, da comprendere come vero dono del Signore.

  

    Il rientro è stato contrassegnato dagli avvenimenti noti e da altri necessariamente meno noti ma non per questo meno importanti. Il Signore insieme ai momenti sponsali, che meritano la loro centralità per la gioia che trasmettono, continua a chiamare a se con intensità, il nostro caro amico di famiglia Maurizio, totalmente dedito all'amore verso gli altri, alla gioia di accompagnarsi alla vita della famiglia, all'impegno per la costruzione della città,  e anche altri. Di certo il dramma della violenta morte di Ilaria, le modalità che lo hanno accompagnato, abita il cuore di tutti noi, il suo ritorno alla Casa del Padre incide profondamente nei ritmi di questi gironi. Il dolore dei familiari, ma più semplicemente, si accompagna ai nostri pensieri il fatto che lei non è più in mezzo a noi con il suo sorriso e la sua voglia di dare gioia, la semplice e gioiosa presenza di Bea, la giovanissima rampolla di famiglia.

     Insomma tutto si colora in modo più velato, anche nella nostra cittadina abita in tutti i cuori questo pensiero di tristezza. Intanto ci si prepara per le celebrazioni, che poi vogliono essere la voglia di trasmettere gioia alle famiglie, profondamente segnate dal dolore e dal vuoto. Per il resto tutto sembra procedere in modo ordinario la scuole che è ripresa a pieno ritmo, i giovani in mezzo alle loro mille attività. I ragazzi che fanno ancora fatica a riprendere la partecipazione alla Santa Messa. Il gruppo del campetto che non salta un giorno nel dare vitalità gioiosa agli ambienti della parrocchia. La gioia di danzare che è stata vita negli ambienti parrocchiali. La ripresa delle attività legate alla mensa e all'accoglienza. Certo avrei anche altre cose, soprattutto ai venti di guerra che si accompagnano ai nostri giorni e alle sue ricaduta anche nella nostra comunità di Scalea, ma per adesso ritengo opportuno lasciare spazio alla riflessione e al silenzio

26 settembre - Dopo una lunga selezione delle tante attività vissute in settimana, provo a fare una sintesi sull'analisi delle foto, per come ritengo bello condividere con voi. Primo bozzetto del dipinto che abbellirà in modo gioioso l'atrio della canonica e degli ambienti pastorali. L'immagine vuole comunicare la gioia di sentirsi famiglia con la Sacra Famiglia e felici di stare insieme giocando anche con Gesù. Esigerà il suo tempo, ma ogni cosa che parte prima o poi arriva a destinazione, intanto cominciamo ad apprezzare l'entusiasmo che genera. Poi abbiamo il 25° di Pino e Adalgisa che, su richiesta della sposa, è stato presieduto da Don Franco che li aveva uniti in matrimonio. Ma allora ognuno può scegliere? Certamente alla gioia non si pongono parametri. Anche la famiglia è stata coinvolta in modo criptico, della serie l'unità fa la forza. Una bella celebrazione nella quale ho potuto cogliere la bellezza di poter osservare e partecipare senza avere la preoccupazione di guidare la liturgia e anche i contenuti da proporre. Che dire di più, se non Auguri.

  

    Poi mettiamo una immagine del catechismo degli Angeli in Festa, che tradotto significa Confermazione. Voi mi direte: ma Don Cono giocano a pallone. Sembra, ma se osservate bene notate la catechista che osserva l'impegno dei ragazzi nelle relazioni conflittuali del nostro tempo e la serenità di Carmine, che aspetta senza ansia il pallore che può arrivare da ogni parte. Insomma tutto concorre alla loro crescita e alla volontà di non farli crescere da soli. Poi abbiamo realizzato la possibilità di rendere gli ambienti parrocchiali più accoglienti verso gli emarginati e i più abbandonati, ma anche più semplicemente per incoraggia a cogliere la parrocchia come l'ambiente dove poter trascorrere il proprio tempo libero in modo gioioso e sereno. Da questo desiderio nasce l'idea di creare un ulteriore polo di aggregazione sociale, che si aggiunge al Centro di Ascolto Caritas e alla mensa di San Giuseppe. La speranza che ci anima, è che nessuno deve sentirsi totalmente abbandonato. Nella speranza che la comunità ci sostenga sempre, con la preghiera e con la partecipazione, nel servizio alle marginalità.

  

  Altre immagini ci raccontano che la parrocchia ha ripreso la sua vita ordinaria di aggregazione orientata alla formazione cristiana dei preadolescenti, nei giorni scorsi abbiamo accolto i bambini e adesso, completando l'opera, tornano all'ovile le pecorelle più grandi e anche per questo più bisognose di essere accolte ed essere sostenute. Il lavoro degli animatori e dei catechisti, come sempre è indispensabile e anche per questo meritevole di essere incoraggiato. Il cuore dell'impegno è il servizio al Signore e alla Chiesa, ogni altre motivazione o affezione crolla miseramente e impoverisce. Perciò ringraziamo il Signore per tutti coloro che donano parte del proprio tempo, per la crescita e la diffusione della fede nelle nuove generazioni. Come potete vedere il cammino della comunità è ripreso con entusiasmo e con la gioia di esserci, d'altra parte è scontato che senza il coinvolgimento dei laici la vita della Chiesa si impoverisce. Perciò coraggio, la parrocchia ha bisogno di tutti, d'altra parte si creano sempre spazi nuovi di impegno, per coloro che vogliono proporre momenti di amore verso il Signore e verso i fratelli e le sorelle.

  

21 settembre - Dobbiamo sempre leggerci nella disponibilità del pellegrino alla continua ricerca della novità di Dio, lui sa' di poterla trovare ovunque il cammino lo conduca, ma sa anche che perché questo accada, deve lasciare sempre qualcosa di se stesso nel suo pellegrinare. Altrimenti il rischio che si può correre è percorrere sì, strade nuove ma irrigidendosi sul già conosciuto, questo atteggiamento vieta di cogliere la bellezza della novità che mi è posta davanti agli occhi, o più semplicemente nel mio cuore. Detto questo non posso non comunicare che con oggi l'estate è ufficialmente terminata e qualora qualcuno stentasse a coglierlo, ci ha pensato il clima voltando rapidamente al freddo occasionale la gioia di sostare in nostra compagnia. Per cui buon autunno a tutti e, come dicevano io nostri genitori, è bene coprirsi, poiché i malanni sono dietro la porta.

     Questo è davanti agli occhi di tutti, lo è anche la volontà di Putin di non sfigurare tra le grandi potenze, coinvolgendo in questo anche la Grande Madre Russia, che forse ne avrebbe fatto volentieri a meno, anche se tutto sembra scivolare in sordina, la volontà di guerra continua ad abitare la sua mente alla ricerca di vie nuove per mostrare la sua potenza. Forse non tutte le altre nazioni ne colgono la pericolosità, si confida nei giochi economici e nella nolenza delle altre grandi potenze  a coinvolgersi, anche io come tutti noi, spero che non accada nulla di particolarmente disastroso oltre ciò che già adesso vanno sperimentando le centinaia e centinaia di soldati e civili uccisi. Preghiamo e speriamo. Preghiamo e speriamo sembra che non ci sia una terza via da seguire.

       

 Nel frattempo abbiamo dato il via alle attività oratoriali della comunità con l'arrivo delle Piccole Orme, un manipolo di coraggiosi ha attraversato il cancello ed è venuto per donarci la loro gioia di stare insieme e di cercare l'incontro con Gesù. Si, è vero, ci sono quelli del campetto che non trascurano il loro impegno quotidiano di stare insieme inseguendo il pallone, ma quella è un'altra età per cui un altro mondo. Sempre bello e gioioso ma totalmente immersi in se stessi e nella voglia di sentirsi vivi. In questo caso invece abbiamo i primi passi oltre le porte di casa in ambienti a loro quasi totalmente sconosciuti, la speranza e che imparino presto a comprenderli una loro seconda casa

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     La vita di comunità è fatta di tanti cerchi che si incontrano e costruiscono con i loro incontri altri cerchi che si incontrino, sembrerebbe che tutto sia individuale, scollato, ma solo perché il collante quello veramente resistente è invisibile. Quando il collante si rende presente nei modi più svariati e creativi, spesso anche in modo impercettibile tutto è armonia di colori e di affetti, quando lo si trascura nulla è come prima. Insomma la vita di comunità va vissuta nei suoi valori più autentici, il primo dei quali è il protagonismo di ciascuno nella disponibilità ad ascoltare e a fare posto al protagonismo dell'altro. Cerchiamo di comprendere insieme verso dove e come camminare, mettendoci in ascolto gli uni degli altri. Dimenticavo di dire che ciò che più immediatamente rende il collante sempre nella disponibilità ad essere colto nella sua preziosità, è la preghiera del cuore, che ama ogni cosa, vivifica ogni realtà e dona sempre. Quasi senza tenere nulla per se, in questo si arricchisce sempre di più dell'amore che gli viene donato di donare.

18 settembre - Una settimana molto articolata e bella, nel senso di intensa, poi come tutti i giorni si intrecciano le gioie e i dolori, d'altra parte la vita di comunità è sempre così, momenti battesimali sempre gioiosi e intensi di festa, il dolore delle esequie di fratelli e sorelle che il Signore chiama a se, incontri programmatici dei vari ambiti pastorali contrassegnati dalla gioia e dal senso di responsabilità. Questa settimana anche momenti sponsali, che ci presentano giovani aperti alla vita e con tanta speranza nei cuori, ricchi di amore e di gioia, sono anche riprese le attività scolastiche con tutto ciò che ne consegue in ordine al movimento di famiglie e di nuove amicizia per i giovani e i ragazzi. Abbiamo avuto anche la distribuzione degli alimenti alle famiglie bisognose, un momento sempre arricchente in ordine alla sensibilità sociale. Anche in questo caso siamo alla ripresa, dopo la relativa pausa estiva e le novità non mancano soprattutto in riferimento alla presenza degli Ucraini. E via a seguire.

     In mezzo a tutto questo c'è la vita del parroco con i suoi acciacchi, gli anni passano anche per me. Con tanta voglia di stare in mezzo ai giovani e ai ragazzi, anche per ricaricarmi in ordine all'entusiasmo e alla voglia di vivere, loro sono delle vere sorgenti innovative di entusiasmo e di novità. Ma anche tutti gli altri momenti meritano di essere vissuti con intensità nella certezza di poter dare qualcosa in ordine alla speranza che ci deriva dalla fede, ma anche di ricevere tanto in affetto e in emozioni sempre nuove da vivere e da proporre in riferimento alla fede che Gesù ci ha affidato da testimoniare. La vita della parrocchia va incanalandosi sulle vie conosciute e anche per vie da scoprire, come sempre l'incontro con le persone è sempre innovativo, esige sempre una disponibilità a cogliere la bellezza della presenza del Signore nelle persone che ci pone accanto e con le quali siamo chiamate a condividere la storia di amore che il Signore ci affida.

    Abbiamo avuto anche l'incontro con i Parroci dell'Unità Pastorale di Scalea, un momento di fraternità sempre bello da condividere sia per le diverse esperienze che ci sforziamo di portare avanti, sia per la gioia della vita di comunione che è la radice di ogni impegno ecclesiale. Della serie i problemi sui quali confrontarsi e discutere non mancano, ho detto più volte che Scalea è molto variegata e con cuori volitivi per cui la dinamica pastorale deve sempre essere orientata al cambiamento e alla sinergia. Insomma siamo sollecitati ad esprimere la maturità dell'accoglienza del dono e anche la virtù della pazienza, anche perché spesso il dono è appesantito da personalismi non sempre facili da leggere in modo immediato. Se tutto è vissuto in sincero spirito di preghiera ogni cosa consegue la meta indicata dl signore, se il tutto è contrassegnato da personalismi si lavora e si spera nella maturità degli operatori che prima o poi comprenderanno.

     Oggi è una Domenica veramente modello di tutto questo che abbiamo vissuto nei tempi più lunghi e articolati di cui ho parlato prima. Vivremo in sincero e arricchente spirito di preghiera il Ringraziamento a Signore con il Battesimo di Anastasia, ci comprenderemo nel dono della solidarietà e della condivisione del dolore con le esequie di Deli, che dopo lunga sofferenza vissuta con fede e affetto il Signore ha chiamato a se. Poi avremo la gioia di Vincenzo e Fabiana, giovani molto dinamici ed energici che si uniscono in Matrimonio. Infine nel pomeriggio avremo modo di confrontarci, con il Consiglio Pastorale, dopo aver pregato per leggere le esigenza della comunità e orientare gli sforzi per sollecitarla nella crescita cristiana, per come il Signore ci dona. Chiuderemo questo giorno di grazia condividendo un momento di gioia  di fraternità con la serata in pizzeria con le famiglie, avendo chiara la coscienza che la parrocchia è la famiglia delle famiglie. Buona Domenica a tutti/e.

    Non posso che ricordare con voi il momento di festa che i giovanissimi hanno inteso condividere venerdì notte con il parroco, dove tra le tante cose sperimentate abbiamo anche avuto il rito dello Shottino. Tutto è stato vissuto in modo festoso e in modo connaturale da loro, per me ogni movimento e ogni loro energie era una occasione di ricarica e di interrogativo. Tutto si è svolto dalla ore 20:00 alle ore 6:00, momenti molto belli di cui non posso che ringraziare il Signore per avermi posto in mezzo a tanta ricchezza di valori, tanta energia da tenere a bada e tanta gioia da condividere. Giusto per aiutarvi a capire, ho caricato qualche immagine esplicativa al Link Oratorio ANSPI, direbbe Gesù della serie: chi vuole intendere intenda.

11 settembre - Certamente mi sono accorto anche io che sono passati tanti giorni, ma tutto scorre in modo lieve e costante inseguendo tante iniziative, celebrazioni, incontri per cui non sempre si matura la coscienza del tempo che passa senza comunicare nulla. L'inizio del mese è stato caratterizzato dalle attività in Puglia dei Talent&Art alle quali avrei dovuto partecipare anche io, ma il Signore mi incoraggia a prendere coscienza dei limiti che vanno emergendo nella mia vita e mi ha chiesto di cedere il passo a Don Francesco. Mentre io mi sono immerso nella vita parrocchiale. In attesa della relazione dei responsabili, da quanto mi è dato di conoscere a me sembra che tutto sia andato avanti in modo giovanile e anche innovativo. Insomma ambienti nuovi, gioiosità dell'età con le conseguenti esuberanze e inquietudini. Tutto stato vissuto nella bellezza della cornice geografica tra le più belle d'Italia, con quel che ne consegue. Insomma che dire, il Signore ha benedetto gli sforzi dei responsabili che avevano fortemente voluto vivere e sostenuto questa esperienza.

     La vita della parrocchia va riprendendo nei suoi ritmi naturali, con questo vogliamo intendere un impegno sempre maggiore orientato alla evangelizzazione. Certo andiamo anche a raccogliere i reduci dell'estate che spesso lascia segni indelebili in ordine alla stanchezza e anche ai cambiamenti che si realizzano nella mente dei nostri figli, ma questa è la vita con la quale ogni giorno dobbiamo fare i conti, cercando di farli quadrare per come è possibile, magari non sempre ci si riesce ma anche questo va considerato e accettato. E' continuato il clima caldo e anche umido che certamente incide sull'intensità delle attività, ma questa sera si riparte e in settimana si programma per gruppi e ambiti pastorali. Insomma diamo un taglio all'estate, che oltretutto non tutti hanno avuto modo di godere per i motivi di cui sopra, ma i mesi sono comunque passati per cui guardiamo avanti con coraggio.

     Il motivo di maggiore gioia ed emozione è certamente il ritorno tra gli ambienti parrocchiali dei ragazzi che sono i grandi latitanti, per tanti motivi, posso affermare che non si vedono in parrocchia da giugno. Durante l'estate riesci a trovarli dappertutto e ad ogni ora, ma tra le mura della chiesa non se ne parla. Come sempre  le attenuanti sono tante, ma la realtà non cambia 0+0=0. In realtà qualcuno lo abbiamo intravisto al campetto di Don Michele, insieme a tanti turisti leggermente più stabilizzati. Speriamo di riuscire a invertire questa tendenza altrimenti ci si intristisce. Diciamo così gli impegni sacramentali veicolano ancora in parrocchia ma ultimate le tappe, si cercano altri orizzonti più ampi e soddisfacenti le proprie ambizioni. E' anche importante sottolineare che molti ragazzi lavorano ordinariamente con le loro famiglie con ritmi anche abbastanza intensi.

     Certo dovrei anche parlare dei fratelli e delle sorelle che il Signore ha chiamato a se, di coloro che vivono stabilmente nella sofferenza e che i familiari sostengono con tanta dedizione del cuore, dei tanti poveri che bussano alla nostra vita di comunità per essere sostenuti, ma anche dei tanti turisti che guardano per alcuni mesi alla nostra parrocchia come alla loro casa estiva. Dei tanti amici e conoscenti che chiedono di essere abbracciati e ricordati nella preghiera. Ma correrei il rischio di non terminare mai, per cui incoraggiamoci nel Signore, prepariamoci a vivere questa Domenica con gioia e totalmente affidati alla Sua misericordia di Padre che ama e che non abbandona. Per cui buona Domenica a tutti e sempre avanti con coraggio e gioia.