Parrocchia San Giuseppe Lavoratore - Scalea
  



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Diario di Vita


 7 Ottobre - Certamente le emozioni, che si accompagnano alla vita del sacerdote sono sempre tante, ma il momento più assoluto è quello della preghiera, quando il Signore ci dona di stare con Lui, e noi ci affidiamo al Suo amore, per come Lui vuole. Come sempre al primo posto viene la preghiera dei bambini e la compagnia dei sofferenti, che in qualche modo vengono coinvolti e incoraggiati alla gioia della vita comune e della gioia della fraternità. Quando ci si riesce, il resto passa in secondo piano; quando non si riesce non dobbiamo fare altro che pregare più intensamente e invocare la grazia di Dio che comunque non viene mai meno. Domenica è stata una giornata molto significativa in ordine alla preghiera e alla memoria liturgica, che ha alimentato e sostenuto la vita della comunità. La preghiera alla Vergine del Santo Rosario e la memoria di San Francesco che sono la radice di tanti aneliti spirituali.

   

     Come sempre sono tanti gli elementi che concorrono alla gioia dello stare insime, non ultimo è l'attenzione ai sofferenti con il ricordo annuale dellla violenza che subì la nostra sorella Ilaria, che comunque non ha scalfito la voglia di sentirla accanto e neanche la forza del suo sorriso contagioso. Poi l'inizio della attività educative delle associazioni e dei gruppi  oratoriali che ha coinvolto tanti cuori, alimentando la gioia della vita comune. Non sempre riusciamo ad emozionarci e conseguentemente ad emozionare, tante attività corrono il rischio di avere la preoccupazione di seguire una rubrica e non quella di aprire i cuori, ma quando accade di amare sinceraemnte ci si rende conto della potenza di Dio e della preziosità della Sua azione che mette sempre al centro la persona e non tanto e solo le cose da fare, che tante volte diventano da fare per mostrare agli altri.

     Ma da parroco, come sempre incoraggio alla pazienza e alla coscienza dei limiti che ci attraversano e che chiedono di vivere tutto con prudenza ed entusiasmo. La scrizianizzazione non è una parola ed è sempre davanti ai nostri occhi nelle mille attività e iniziative che naturalmente distraggono dalla esigenza di mettere Gesù al centro della propria vita. Questo lo avvertiamo nella vita dei ragazzi ma anche e, in modo più preoccupante, in quella dei giovani e degli adulti sempre più distratti dalla esigenza di cercare il Signore e di vivere gioiosi l'impegno della testimonianza cristiana. Tutto questo non deve fare altro che generare più entusiasmo e gioia nel vivere la testimonianza della fede e la disponibilità ad amare. Molti cristiani pensano di giocare in difesa, dovendosi difendere dai nemici , è evidente che Gesù incoraggia a guardare avanti e agli altri con fiducia, vivendo con amore ogni azione e ogni relazione. Buona giornata a tutti.

1 Ottobre - Una bellissima giornata segna l'inizio del mese missionario per eccellenza, da parte mia una certa serenità interiore incoraggia ad affrontare i problemi con entusiasmo e nella chiara coscienza dei limiti che mi accompagnano in qeusta fase della vita. Insomma si combatte e si va avanti con gioia. Anche le attività formative vengono animate con entusiasmo per cui si va a riprendere con serenità, la vita pastorale della parrocchia, per il resto alcune difficoltà da vivere nella dinamica della carità, insomma tutto per come il Signore dona. Oggi escursione con il Vescovo in quel di San Daniele, sarà una occasione anche per riviedermi negli anni più giovanili in quel di Belvedere, ma anche per fare visita ai miei collaboratori più attivi.

     Insomma un pò di ricordi leggeri che non guastano mai. Ieri abbiamo dedicato un pò più di tempo alla preghiera che è la vera energia di ogni attività pastorale, è anche occasione per vivere nella serentà che, ancora oggi, solo il Signore riesce a donare. Questo concetto vale per tutti, semplicemente perché tanta agitazione impropria e falso protagnoismo, anche nelle parrocchie,  è legata non alle situazioni della vita, che comunque sono difficili e vanno affrontate con pazienza, ma sono da abbinare alla poca cura della vita spirituale, senza la quale emergeno in noi gli aspetti più negativi della nostra complessa personalità. Insomma devo cercare di più me stesso e non tanto e solo l'altro che il Signore mi pone accanto e che non sempre conosco bene.

     Intanto mi metto in cammino e comincio a percorrere questo nuovo giorno che il Signore mi dona per renderlo presente, per come Lui vuole e per come mi riesce. Buon inizio di ottobre a tutti.

27 Settembre - Oggi è Domenica, è siamo entrati in un perfetto clima autunnale. Insomma tutto viene vissuto senza sudare, ne patemi d'animo, tutto molto sereno, si rocede verso la ripresa delle attività formative a tutto campo, il che esige una visione d'insieme molto serena e armoniosa. D'altra parte tutto concorre con gioia alla realizzazione del Regno di Dio, per cui non dobbiamo fare altro che cercare di incarnarne i valori. Al centro dell'impegno è sempre la costruzione della vita di comunità nella diversità dei carismi e del modo di incarnarli, cercando di orientare ogni sforzo al bene comune e facendo crescere l'impegno al servizio verso gli ultimi e i più abbandonati.

     Questi fratelli e queste sorelle Gesù ci chiede di metterli sempre al centro della nostra azione pastorale, cogliendo in loro il riferimento dell'amore con il quale il Signore ci ama e che dobbiamo imparare ad amare sempre più. Questa attenzione alimenta in noi la sete dell'amore che nasce da Dio e si incarna nelle nostre azioni quotidiane. In particolare questa Domenica siamo incoraggiati a dare maggiore visibilità agli immigrati che vengono a vivere in mezzo a noi, nella spranza di poter avere un futuro migliore per se stessi e per le loro famiglie. La fede ci insegna che siamo tutti viandanti e pellegrini, per cui anche noi dobbiamo leggerci immigrati in cammino verso la casa comune, che è il luogo della nostra pace e della nostra speranza. 

     Climaticamente parlando è una giornata soleggiata che ci aiuterà a vivere con gioia le nostre celebrazioni e anche le varie attività che si accompagnano alla vita della comunità. Come sempre l'esperienza più stabile è quella sportiva, autogestita dai ragazzi nei vari spazi attrezzati per loro negli  ambienti della parrocchia. Poi abbiamo le celebrazioni del ringraziamento eucaristico che certaemnte saraanno ben fraquentate, la Domenica rimane un giorno molto bello da vivere in comunità. Infine il pomeriggio è appannaggio del Convegno diocesano sui Giovani, che ci chiede di rileggere il nostro approccio verso le nuove generazioni, cercando di cogliere la loro presenza, al di là di come è manifestata, sempre con attenzione e con la certezza che loro sono il nostro futuro.

24 Settembre - Ieri mattina il Signore ha chiamato a se Biagio, chiudendo anche per lui una fase di sofferenza dopo una vita vissuta nella gioia semplice degli affetti familiari e della voglia di lavorare sempre con passione. Lentamente, ci scorrono accanto le persone che hanno rappresentato un nostro punto di riferimento stabile nella nostra vita e, in attesa del nostro turno, non possiamo fare altro che conservarne il ricordo nel nostro cuore e di affidarlo alla misericordia di Dio, nella quale hanno sempre confidato. Sono loro che con la loro dedizione al lavoro hanno costruito il nostro futuro donandoci serenità e la possibilità di crescere e di studiare. Per i nostri giovani, oggi, le cose si presentano più difficili e complesse, anche per questo si opera e di combatte con vigore, perché siano sostenuti nei loro sforzi e compresi nelle loro difficoltà.

     Ci prepariamo a vivere una giornata molto intensa, caratterizzata da una maggiore sensibilità e amore alla vita, con particolare attenzione ai sofferenti vicini  e lontani. Questo impegno merita di essere sotenuto da tutti, semplicemente perché è una condizione esistenzale che deve caratterizzare la nostra sensibilità cristiana e aprirci alla capacità, che il Signore dona, di essere la Sua presenza che dona conforto ovunque se ne avverte l'esigenza. Devo ammettere che un pò dispiace, vedere i costruttori del nostro futuro venire meno, generando attorno a noi un vuoto non solo nella presenza fisica che caratterizzavano con il loro modo stanco e lento di esserci, ma anche idealmente un vuoto che merita di essere sempre vitalizzato. Come? Non saprei, però sò che è questo l'atteggimento da privilegiare.

     D'altra parte siamo mondi molto individuali, per cui ciascuno ha un modo diverso di relazionarsi a se stesso e nel rapporto con le tante situazioni del mondo, che in una società globalizzata, come è la nostra, abitano i nostri pensieri e meritano di essere analizzati in modo puntuale. Anche se non sempre ci risuciamo in modo sereno, alcune volta sembra che il mondo voglia sostituirsi alla nostra vita, insomma diventa una presenza invasiva,  e questo genera disorientamento, altre volte difficoltà a costruire la fiduca nel futuro. Insomma c'è tanto da fare, per cui coraggio, anche oggi si va a riprendere sempre con grande entusiasmo e gioia. Buona giornata a tutte/i.

23 Settembre - Decisamente il Signore è intervenuto con potenza e ci ha restituito alla temperatura mite, della quale tutti avvertivamo l'esigenza. Per cui, prudentemente, mettiamo da parte tutto quanto ci richiama la spiaggia e comnciamo ad indossare abiti più pesanti, onde evitare le classiche influenze stagionali e i colpi di tosse che cominceranno ad abitare la nostra vita. In riferimento alle foto precedenti, una parola sul Gruppo delle Pulizie che rimane un servizio unico per il bene della vita di comunità e che ci permette di vivere negli ambienti liturgici senza patemi d'animo. E' dal 2016 che, con generosità e gratuitamente, molti laici che nel tempo sono cambiati, anche per motivi familiari, ma che fino ad oggi in modo costante non hanno mai trascurato di curare l'igienizzazione degli ambienti liturgici. Anche questo è un gruppo nascosto, non è quello dei primi posti nell'assemblea, che umilmente si mette al servizio di tutti e per il quale non possiamo che ringraziare il Signore.

22 Settembre - In questi giorni per motivi lavorativi, ho avuto modo di frequentare più stabilmente un mondo che ci è accanto, ma che non sempre cogliamo nella loro preziosità, mi riferisco all'attività deigli operatori comunali che sono impegnati per il buon funzionamento dei canali di scolo e delle fognature. E' stata una esperienza molto bella, perché mi ha aiutato a stare accanto a persone che raramente escono sulle home dei social come modelli da seguire e da ammirare per la dedizione alla città, ma senza di loro ogni ambiente certamente diventerebbe più invivibile. Ho avuto anche modo di vedere una vita idrica sotterranea che si accompagna a quella in superfice che è fatta di pozzi, di canali, e di veri ambienti faunistici che ci abitano accanto e che sono totalmente ignorati da noi che viviamo in superfice e li calpestiamo quotidianamente.

     

     Ogni tanto questo mondo, per i motivi più svariati: piene dei canali per la pioggia eccessiva o più semplicemente occlusione di tratti delle fognature raramente oggetto di manutenzione; fuoriesce dal proprio alveo e si rende presente in superfice seminando disorientamento e difficoltà esistenziali. Generalmente in questi casi si invoca l'intervento del Comune, ma in realtà sono due gli operatori che devono poi intervenite, con dedizione e attenzione alla rete pubblica, per rimuovere il disagio e rendere il tutto più immediatamente ordinario. Ancora una volta voi mi direte, ma Don Cono un sacerdote si deve interessare anche di queste cose? Certamente e anche di tante altre realtà, che comunque coinvolgono la vita delle persone che in modo cosciente o incosciente ci vivono accanto e spendono la loro vita al nostro servizio.

     Oggi è una bellissima giornata, come ci sta abituando questo scorcio del mese di settembre, climaticamente perfetta per cui è molto indicata per andare a mare, il sole è mite e l'acqua è tiepida. Insomma per chi può, è il  tempo ideale per proseguire l'attività estiva e gli sport nautici. Nel frattempo proviamo a riprendere la vita ordinaria della comunità, dopo l'intenso impegno estivo non è facile, ma è importante ricollocarsi nella dinamica della formazione ordinaria alla vita cristiana della comunità e della città. Non è sempre facile leggersi nell'oggi dell'evangelizzazione, il che significa rimuovere tutto ciò che appartiene alle tante tradizioni e devozioni che spesso appesantiscono e soffocano la vita della Chiesa, e aprirsi alla novità del futuro, di cui sono depositari i nostri ragazzi e i nostri giovani, stare di più con loro per imparare da loro ad essere la speranza che, alimentata dalla fede, ci chiede di  guardare con fiducia al futuro.

16 Settembre – Nei giorni scorsi, la carissima Rossella mi ha donato di leggere l'inizio della giornata con questi colori e con questi umori del cielo. Domenica abbiamo vissuto la celebrazione, riflettendo i cambiamenti che la scuola comporta nella vita delle nostre famiglie. In questa azione siamo stati aiutati nella riflessione con le parole di Aurora, nella foto è accanto a me, che si è accompagnata con pazienza alla vita di comunità e per quanto possibile ha sempre cercato di sostenerla con la sua gioia contagiosa e semplice: Settembre, per molti ragazzi e giovani è il vero inizio dell’anno, il vero capodanno ... ma questa volta porta con sé il rumore degli scatoloni e il silenzio di una casa che cambia ritmo, una casa che prende il volo e guarda al futuro. Allo stesso tempo altre dinamiche chiedono cambiamento, tutto ancora da decifrare, nuove esperienze richiedono energie, un esercizio di equilibrio tra lasciare andare ciò che è stato e fare spazio a ciò che sarà. Il cammino verso il futuro è sempre bello da percorrere e genera entusiasmi inesprimibili.

     

       Come vi sieti resi conto, parla della svolta universitaria che per tutti i nostri giovani è l'inizio di una stagiona nuova della loro crescita che spesso li porta lontani, stabilmente, dalla propria famiglia e anche dalla comunità. E' la fuga verso il futuro che impoverisce la nostra terra ma che sembra inarrestabile, le nuove generazioni, sembra, non riescano a vedere un loro futuro nella nostra terra. Negli incontri successivi, spesso dopo mesi e mesi, quello che consola in qualche modo, è che persiste la nostalgia di alcuni momenti vissuti insieme e anche di quanto il Signore, in germe, riesce a sucitare nei loro cuori. Il resto sono i problemi che devono affrontare ogni giorno in modo nuovo e con energie sempre vive. 

     Il mondo è complesso ed esige di essere vissuto con entusiasmo e con amore immenso anche nelle situazioni più difficili e spesso deludenti, di cui ciascuno matura l'esperienza nella vita di ogni giorno. Non possiamo fare altro che accompagnarli con la nostra preghiera e ringraziare il Signore, per i tanti momenti condivisi, segnati spesso dalla loro gioia e dalla voglia di essere la novità dell'oggi nella chiesa e nella società. Stiamo preparando tutto con attenzione per evitare slanci eccessivi, ma anche per evitare vuoti educativi. In modo diversificato la parrocchia deve essere sempre attiva, non devono esserci vacanze e, per acuni aspetti, neanche riposo pastorale, per questo avremo tempo quando ci chiamerà il Signore.

     La vita di comunità merita di essere guidata con prudenza, ma evitando pause che ne rallenterebbero la spinta evangelizzatrice. Il riposo del Pastore è all'Altare, quando il Signore ci dona di poterlo ringraziare e nutrirci di Lui, che è la nostra pace ed è solo Lui la nostra forza.

10 Settembre – E’ proprio così, zaino in spalla e si parte. La realtà è più bella da vivere che da narrare, perché l’esperienza della Route (francesismo che traduce Strada) è una esperienza per coloro che decidono di mettersi in gioco, prima di tutto alla scoperta di sé stessi e poi naturalmente arricchendosi di tutto quanto ci è dato di incontrare lungo il cammino.

    

     Non sempre ci si riesce, anche perché bisogna essere profondamente motivati dalla voglia di scoprire, di cercare e ai nostri giorni non sempre si è incoraggiati a fare questo. Sembra che tutto lo si possa sperimentare restando comodamente seduti sulla poltrona, questo convincimento permette di robotizzare la nostra esistenza in una pigrizia vera, al punto che alcune volte non si avverte neanche l’esigenza di cercare realmente coloro che mi sono più vicini. Insomma, si corre il rischio di essere sconosciuti anche ai propri familiari. Con la Route, prima di tutti si verifica la propria disponibilità di mettersi in gioco, insomma ci si spoglia delle tante sicurezze illusorie di cui spesso siamo vestiti e decidiamo di cogliere anche le nostre fragilità, che chiaramente sono legate anche alla condizione fisica, all’età ma non ha meno importanza l’umore con il quale ci relazioniamo agli altri, al creato, a tutto ciò che ci circonda

 

      

    

Anche se con prudenza ancora una volta ho pensato di mettermi in cammino, naturalmente senza strafare, la sapienza legata all’età incoraggia a essere prudenti. Diciamo così è stato per me un atto di egoismo legato al fatto di poter camminare ancora una volta al passo con le nuove generazioni, nella piena coscienza della diversità e anche della capacità di comprensione del loro protagonismo. Non mi stanco mai di guardare con stupore alla bellezza dei giovani che ci sono accanto, alla loro creatività, alla loro voglia di novità del nostro tempo non sempre compreso e valorizzato in pienezza. Ecco questa esperienza, anche se vissuta brevemente, mi è servita ad assaporare la bellezza dei tempi nuovi che i giovani rappresentano e che non dobbiamo mai stancarci di ammirare.

Tutto deve essere colto preziosissimo. Naturalmente la realtà che dobbiamo maggiormente imparare a valorizzare è l’altro, che il Signore mi pone accanto e che non sempre riesco a cogliere parte di me. Anche per questo l’esperienza della Route prevede momenti di confronto, di dialogo e anche di silenzio per ascoltare più in profondità e armonia la creazione che mi circonda. Troppo spesso in nostro modo di immergerci nel creato è chiassoso, narcisista al punto da non riuscire a cogliere la bellezza che ci circonda e che ci è stata affidata. Anzi spesso la deturpiamo con i rifiuti di ogni tipo che vengono abbandonati ovunque, non dobbiamo stancarci di rispettare sempre più l’ambiente nel quale viviamo perché anche Lui possa corrispondere più pienamente alla sua vocazione di essere come una madre che ci accoglie e ci nutre.

8 Settembre - Oggi festa della Madonna del Lauro, per coloro che abitano a Scalea e’ un giorno di chiusura della fase estiva e si comincia a guardare più seriamente alla nuova fase lavorativa che settembre introduce. Come sempre ho iniziato celebrando al Santuario ricordando gli anni della mia preadolescenza quando andavo lì a fare il chierichetto o a tirare i mantici all’organo. Ogni tanto torno indietro e tutto è totalmente cambiato rispetto a oggi, per cui rimangono bei ricordi, ma restano senza alcun collegamento con i nostri giorni. Insomma sappiamo bene che il mondo corre instancabilmente e obbliga a percorrerlo per come ti viene chiesto. Insomma il ricordo dura il tempo del ricordo, ed è bellissimo poterlo vivere. Poi si riprende, per come è possibile con entusiasmo sempre nuovo nella certezza che questo è il nostro impegno ed è bellissimo poterlo esprimere con energia sempre nuova.

     La cosa più interessante per il celebrante è il percorrere la storia, rileggendo i volti che sono coinvolti nella liturgia, ogni volto tante storie, conseguentemente tante emozioni da vivere e da condividere. E’ una giornata molto bella e sarà vissuta intensamente nella preghiera e nella gioiosita della vita comunitaria. Climaticamente la temperatura è calata per cui diventa bello poter camminare. Per il resto tutto procede serenamente alla ricerca della vite nuove da percorre come comunità ma anche personalmente. Ogni tanto mi piace rimettermi in discussione nelle mie presunte certezze e metto a verifica anche le energie fisiche, nulla di eclatante preparo lo zaino e provo a mettermi in cammino, al passo con i giovani. Non è sempre facile, ma è bello pensare di poterlo ancora fare.

Nel pomeriggio come sempre in queste occasioni, mi sono incamminato percorrendo il centro cittadino, e’ stata anche occasione per fermarmi ai muretti, luogo di aggregazione per le estati giovanili negli anni che furono. Insomma la festa incoraggia la riscoperta delle radici della gioia che ancora oggi viene vissuta anche se in modo diverso. Ho preso il solito gelato al limone, insomma rinfrescante e cosi mi sono portato alla Marina, insomma siamo psicologicamente pronti per la Celebrazione. Ha partecipato molta gente, e anche in modo molto raccolto e attento, la Festa del Lauro aiuta a vivere emozioni di cui tutti avvertiamo l'esigenza e suscita anche la nostalgia dello spirito di fraternità che fa fatica ad emergere in molte situazioni.  Buona festa a tutti/e.

 

1 Settembre - Voi direte, è passato solo un giorno quale è la novità? In realtà è cambiato tutto. Silenzio nei quartieri, spiagge libere, non più code nei negozi, devo anche aggiungere chiese leggermente più vuote. Insomma siamo al cambio di stagione. Anche il mare si presenta con un colore più intenso, anche se la temperatura dell'acqua resta abbastanza alta. Dopo l'intensa esperienza estiva, che stupisce sempre di più per come il Signore scuote e coinvolge nella partecipazione alle celebrazioni i cuori dei fedeli, siamo adesso alla prova di ripartenza con la vita ordinaria della comunità parrocchiale. Però è opportuno concederci i giorni del ringraziamento e del riposo fisico. In realtà non è da intendere per come viene colta la parola vacanza, ma semplicemente come impegno diversificato per una migliore valorizzazione dei carismi che il Signore ci affida. Certo la familiarità con il mare

     Certo la familiarità con il mare, rende armonica la relazione con questo elemento naturale, che per molti aspetti concorre allo stare bene in salute, ma più semplicemente genera la capacità di leggere se stessi in modo totalmente diverso. E' anche vero che in virtù della globalizzazione, per non parlare dello strapotere comunicativo dei social dobbiamo sempre leggerci oltre noi stessi, però nella relazione con il mare questo atteggiamento è ineludibile. Insomma devi sempre chiederti che cosa ti permette di vivere, cosa vuole comunicare e soprattutto fino a che punto riesci ad interagire con lui, insomma che tipo di familiarità si accompagna al vostro stare insieme. Ogni volta che si ha l'opportunità di immergersi, viviamo una storia di relazione energetica, difficile da cogliere nella sua preziosità, ma certamente importante per l'equilibrio complessivo della persona.

     Come ogni persona, il mare va amato per come è e non solo per come piace a me. Per cui, il messaggio che vuole trasmettere merita di essere vissuto sempre e non solo quando è più facilmente gestibile e/o vivibile da parte mia. Certo dovrei continuare narrando della mia lunga affezzione a questo elemento della natura, ma correrei il rischio di essere più ermetico del solito, per cui buona giornata a tutti e vi raccomando di vivere sempre con entusiasmo gioioso, in dialogo con tutti gli elementi  della creazione che il Signore ci ha affidato. Questo naturalmente vale anche per gli animali, per i fiori, gli alberi e  e la vegetazione. Senza svilire o trascurare in nulla il protagonismo immutabile, nella loro bellezza e maestosità delle montagne. Intanto però, vado ad immergermi e vi porto tutti con me, per come vi è possibile, così stiamo insieme in questo dono della natura che ci avvolge e avverte anche l'esigenza di essere amato sempre di più.

29 Agosto - È così, anche quest’anno stiamo arrivando all’appuntamento del compleanno, celebrare 73 anni di vita non è sempre facile, ma in questo caso ho scelto la via più semplice, sarà una giornata dedicata ai ricordi agli amici e alla preghiera. O forse è meglio dire nella preghiera i ricordi e gli amici. Ci riuscirò non ci riuscirò questa non lo posso garantire però il mio impegno sarà questo, come leggermi nel 74º anno al servizio della comunità che il Signore mi ha affidato.

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    È evidente che questi anni non li ho vissuti mai da solo, ma sempre circondato da tantissime persone che hanno nutrito verso di me un amore e un rispetto incredibile. Devo dirvi la verità, più ci penso e più mi sento incapace di poter ricambiare, anche la minima parte tutto ciò che gli altri mi hanno donato. Per cui non posso fare altro che ringraziare Dio per questo dono davvero immenso, che è l’amore che nasce dalla coscienza di accogliermi come un dono del Signore.

     Anche perché io non sono nulla se non questo. È vero, voi mi direte ma non tutti lo comprendono e non tutti vi accolgono per questo motivo. Non fa niente io so di essere questo o nient’altro chi lo coglie mi apprezzerà come presenza dell’amore di Dio. Chi non lo comprende correrà sempre il rischio di restare deluso, perché io non voglio essere nulla di più e nulla di diverso.

    Diciamo  così, a quest’età ritengo di potermi permettere di fare delle scelte anche impopolari, per cui non mi creo mai il pensiero dell’accoglienza e del rifiuto, ma sempre solo quello del dono di me stesso. Chiaramente non è un’azione magica né si può ripetere in modo automatico e quindi subisce anche i limiti della mia personalità. A maggior ragione, non posso fare altro che stupirmi dell’affetto che mi circonda e che mi ha sempre circondato. Grazie ancora e sempre a tutti, il Signore vi doni Pace e Gioia.

 

27 Agosto - Siamo a chiusura del mese della vacanza, per come alcuni dicono e riescono a vivere. Comprendo bene, che questi discorsi potrebbero sembrare fuori luogo, ma vi garantisco che soprattutto in questi giorni è importante pregare. Per cui coraggio e sempre con entusiasmo nel Signore. In realtà durante la Coroncina mi sono riletto nel pellegrinaggio in Polonia, vissuto alcuni anni fa e tra le tappe, c’era anche Cracovia con il santuario alla Divina Misericordia dove il giovane Woityla (Giovanni Paolo II) si fermava quotidianamente a pregare. Come sempre accade ancora oggi, l’anima della preghiera erano le suore che instancabilmente elevavano la preghiera al Signore. Poi percorro la vita dei parrocchiani e, come sempre, la preghiera è rivolta alle tante povertà spirituali delle persone  che hanno bisogno del nostro sostegno. Malattia, solitudine, crisi educativa e affettiva, vi posso garantire che c’è solo l’imbarazzo della scelta.

     Continua il cammino della formazione biblica, per gli ultras cercando di comprendere meglio che cosa il Signore ci chiede di testimoniare nell'oggi della nostra vita. Come sempre al centro della nostra riflessione c'è la volontà di vivere al servizio del Signore, salviamo il salvabile, almeno questa è l'intenzione poi, come ritengo capiti ai tanti, ogni tanto si devia e insomma ci si affida alla misericordia di Dio. Poi come sempre, si prega per la vita pastorale della comunità che ha sempre bisogno di energie nuove e quando non si trovano e’ importante valorizzare in modo nuovo quelle che ci sono. La cosa importante e’ fare tutto con calma cercando nel progetto di Dio, quello che immediatamente sembra senza speranza. Per questo è importante dedicare tempo alla preghiera, non quando si ha bisogno, ma sempre per evitare di scadere nell’avere bisogno.
 

26 Agosto - Riprendendo il cammino con i pensieri del diario, non posso che ripartire dal Ritorno alla Casa del Padre del nostro caro Giulio che il Signore ha chiamato a sé dopo un lungo cammino vissuto con la famiglia in una gioia vera e dedizione affettuosa. Prezioso per tutti noi il suo coinvolgimento nella vita della parrocchia nella diversità dei ministeri laicali, negli ultimi mesi il Signore ha inteso provarlo con la partecipazione alla Croce di Cristo nella sofferenza. La Comunità parrocchiale partecipa al dolore della Famiglia Vitale, per il ritorno alla Casa del Padre del nostro Fratello e Accolito Giulio. Nella sua vita terrena ha lungamente servito il Signore, in mezzo a noi, con semplicità, affetto, dedizione e soprattutto con gioia. Possa ora vivere nella pace dei giusti che il Signore dona ai suoi servi fedeli. La Vergine Addolorata, che Giulio pregava lungamente in Chiesa nella Contemplazione silenziosa del Crocifisso, accompagni con il suo amore i familiari, in questo mistero di dolore e di speranza che si accompagna, nel momento della morte, alla Vita di tutti noi. Nei cuori di tutti ci sia Pace. Con queste parole abbiamo voluto trasmettere il nostro affetto e incoraggiare la comunità al ricordo e alla preghiera per lui e i suoi familiari. Come sempre tutto è affidato all'amore di Dio, alla contemplazione del quale ha dedicato tanta parte della sua vita e il Signore non delude mai i suoi servi fedeli. Ciascuno di noi avverte una maggiore solitudine ...

    Intanto ci prepariamo alla Coroncina della Divina Misericordia , una pausa di preghiera legata alla giornata eucaristica, che viviamo e proponiamo nella devozione a San Giuseppe. Come ho già detto altre volte e’ una occasione, che mi viene concessa, per pregare un po’ di più. Anche noi sacerdoti abbiamo bisogno di pregare per evitare devianze, solitudini abbandoni e altre forme di abbattimento spirituale che possono abitare anche il cuore del sacerdote. Tutti chiedono e per quanto è possibile, si dona a tutti coloro che chiedono. Ma è importante non trascurare la preghiera, e’ questo il momento nel quale il Signore ricarica e apre alla speranza sempre nuova legata della Sua presenza. Se c’è Gesù nessuno si sente solo, nessuno è abbandonato. Ecco perché il sacerdote, uomo domato da Dio come dono agli altri, deve sempre trovare il tempo per stare in ascolto con colui che lo ha chiamato e mandato.

     Diciamo così ogni mente è come una botte sempre piena, semplicemente perché il cervello è sempre operativo ed elabora pensieri di giorno e di notte. Alcuni stentano a selezionarli per cui corrono il rischio di non riuscire più ad elaborare quello che il cervello produce, anche in questo è importante la capacità di gestire, selezionare, codificare onde evitare confusione mentale, insomma forme di squilibrio che non si riesce più a gestire. Voi direte, ma Don Cono, durante la preghiera si elabora anche questo. Certamente, semplicemente perché devi stare fermo, che è un atteggiamento inusuale ai nostri giorni e allora ancora di più la mente elabora in libertà.

18 Agosto - Si avverte alcune volte il bisogno di ripercorrersi, e così anche io ieri mi sono incamminato verso gli otto/undici anni, insomma la mia permanenza a Mezzana ai piedi del Monte Pollino. Diciamo così, gli ambienti nei quali ho vissuto la mia infanzia immediatamente diventano tutti più piccoli, solo la montagna si rende presente ancora oggi la sua grandiosità e bellezza senza tempo. Anche la Chiesa parrocchiale, che era uno dei luoghi di svago, nel senso che non c'era altro, è stata naturalmente riqualificata, perdendo molto del suo calore originario, insomma meno legno e più marmo. Tutta la nostra giornata e anche le feste della comunità, si svolgevano davanti alla Chiesa e la piazza sembrava molto grande. Sulla cima del Dolcedorme c'era sempre la neve, anche in agosto, come capita spesso oggi in questo la natura fa il suo corso, insomma niente neve. Per il resto tutto molto bello, anche il Santuario sempre accogliente e come sempre ricco della memoria spirituale delle comunità. Tutto apre ai ricordi gioiosi e anche più spensierati del tempo.

   

     Poi si rientra, lungo il viaggio, breve il riposo e si riprende con entusiasmo posato il ritmo della parrocchia, nei suoi impegni e anche nelle sue attese, progettuali e ideali. La vita del parroco è così, al servizio della comunità come presenza amante del Signore che cerca e si dona. Chiaramente tutto vissuto nei limiti delle proprie potenzialità e spiritualità. Poi interviene il Signore con potenza, e questa notte ha inteso restituire un pò di serenità alla campagna e a coloro che vi si dedicano. Verso le tre si è scatenata una bella tropiata, così si diceva una volta, insomma lampi, tuoni, vento e finalmente anche un temporale di cui si avvertiva l'esigenza da mesi. Una grande emozione da vivere, por cui mi sono alzato dal letto ed ho continuato il riposo alla poltrona collocata vicino al balcone, finalmente potevo vedere nuovamente l'acqua, quella buona che veniva giù dal cielo per irrigare la terra.

14 Agosto - Ci prepariamo a vivere giorni molto intensi, dal punto di vista spirituale e anche dal punto di vista sociale. Il cuore di agosto è caratterizzato dalla Solennità della Vergine Assunta in cielo, che fa di questo giorno un cuore dolcissimo per questo tempo così particolare che chiamiamo delle vacanze. Nel frattempo continua a imperversare il caldo che rende ogni situazione più complessa da vivere e da cogliere nella sua intensità emotiva. Questo però non ha interrotto la stima verso il giovane Donato che ieri il Signore ha chiamato a se, e che ha fatto confluire per le esequie molta gente da ogni parte e anche dalla vicina Basilicato dove lui lavorava a Lauria.

     Come sempre, è importante restare attenti soprattutto alla situazione delle figlie che è importante leggere come parte integrante della comunità e, che ieri, hanno potuto cogliere con mano l'attenzione degli altri scout che hanno fatto corona al loro dolore. Ritengo meritevole di attenzione anche l'emozione che ha suscitato martedì la morte di Georgiana, anche lei molto giovane, e la solitudine naturale delle sue figlie, che rimangono affidate alle cure dei familiari nella nostra città e che spero possano trovare nella comunità un riferimento di serenità e di gioia per la loro crescita. Insomma il Signore ci chiede di essere disponibili a fare la sua volontà.

     Anche quando questo comporta un cambiamento totale dei programmi e delle situazioni che avremmo pensato di poter vivere in modo diverso, la certezza che deve orientare il nostro impegno è che questo è il bene, anche se non lo comprendiamo pienamente. Tutto questo merita di essere vissuto con naturalezza, mettendo alla base di ogni cosa la preghiera che è la vera radice della nostra pace interiore. Come sempre ripetiamo, nulla accade in modo magico o passivo, ma ogni cosa esige impegno e coinvolgimento affettuoso, la gente vuole sentirsi amata e non solo cercata. Per cui non dobbiamo fare altro che attingere nella profondità del nostro cuore cercando di leggere in modo amante tutto quanto il Signore vi ha posto.

 Noi non dobbiamo fare altro che far emergere l'amore per ogni altro senza avere paura. In molti spesso prevale la paura di amare, poiché l'altro spesso viene percepito un nemico e non un fratello che il Signore ti ha posto accanto. Questo pensiero abita anche la mente e il cuore di molti credenti e questo atteggiamento non sempre ci rende credibile nella poca coerenza di ciò che affermiamo rispetto a come lo viviamo. Il Signore deve darci la gioia di testimoniare il Suo amore con tutti, sono giorni nei quanli incontreremo tanti fratelli e sorelle che avvertono l'esigenza di sentirsi amati, per cui coraggio più amore e meno giudizio gratuito nei confronti degli altri. D'altra parte basta un po' di pazienza in più, coraggio ce la faremo.

8 Agosto - Amici miei, andiamo a cominciare la settimana più intensa dell'estate. E' il periodo nel quale ogni relazione cambia il suo ritmo, semplicemente perché Scalea si riempie di persone in modo eccessivo. Oltretutto, come ritengo tutti ci si rende conto, c'è una forma di nervosismo diffuso che genera reazioni spropositate. Le giornate sono tutte belle e piene di emozioni sempre nuove e inspiegabili. Siamo noi purtroppo che con tanti sforzi non riusciamo a coglierne la bellezza per le tante difficoltà che incontriamo. Non che gli altri abbiano meno pensieri e problemi, certamente per diverse situazioni, alcuni ne hanno più di noi, ma siamo talmente concentrati sui nostri che ignoriamo la sofferenza di chi ci sta accanto e che, con tanti affanni stenta ad andare avanti. Il Signore deve donarci la capacità di riuscire a camminare con gioia ed entusiasmo e tanta speranza, imparando a lamentarci di meno.

        

     Il Signore deve donarci la capacità di riuscire a camminare con gioia ed entusiasmo e tanta speranza, imparando a lamentarci di meno.  Solo in te e con te riusciamo ad affrontare le mille storie di insicurezze e dolori. Grazie del tuo amore, della serenità che ci doni, la certezza che ci guida è che con te accanto non siamo mai soli. Intanto si accompagnano occasionalmente ai nostri passi come un dono del Signore tanti fratelli e sorelle che colgono nella nostra parrocchia un riferimento per il loro pellegrinaggio interiore, ma anche e più semplicemente per la loro crescta fisica e spirituale. Abbiamo accolto giovani e ragazzi di Milano, di Catania e di Bari che ci hanno rallegrato con la loro gioia di stare insieme e arricchito con le loro esperienza di vita. Ho avuto anche modo di pregare insieme con alcune coppie che ho unito in matrimonio di Belvedere Marittimo e di Sant'Agata d'Esaro, della serie gli anni passano per tutti e adesso si presentano con i loro bambini già abbastanza grandi ed esuberanti.

     L'estate è anche questo un grande crocevia di incontri per persone che, ad un tratto, hanno dovuto perseguire altre strade per come il Signore ha loro indicato, ma che sempre il Signore riconduce alla gioia dell'incontro per come avevono vissuto e continuano a sperimentare. Sarà una settimana intensa e piena di esperienze e di confronti diversificati, il Signore deve darci la forza di cogliere la bellezza della Sua presenza nei tanti volti che ci donerà di incontrare. Certamente avremo anche modo di esercitare la pazienza che, in queste occasioni, diventa la prima energia che ci è necessaria. Ma su questo piano non potrà che procedere tutto bene perchè Lui stesso ha tanta pazienza nei miei confronti, per cui non posso deluderlo nei rapporti con gli altri. Allora non posso che augurarvi una settimana bellissima da vivere nella gioia degli affetti con i vostri cari, il Signore deve darvi serenità e pace.

5 Agosto - Carissimi, sono qui a riflettere sulla vita di comunità e nasce il desiderio di comunicare a voi i miei stretti collaboratori, ciò che è più immediatamente si va accompagnando alla vita del vostro parroco.

     Sono appena uscito da una visita carissimo Giulio che come sapete da un po’ di tempo e provato dalla sofferenza, ieri ho avuto modo di vedere Giulia che è ricoverata a Longobardi, queste immagini che si vanno accompagnando alle mie giornate sempre spese nel servizio che mi è stato affidato, non appesantiscono in nulla il mio impegno, e incoraggiano a vivere sempre con più amore l’essere il parroco di una comunità così diversificata e anche così generosa e disponibile.

     Vi scrivo per incoraggiarvi a vivere questo periodo con una particolare attenzione a coloro che soffrono e una preghiera costante per coloro che dedicano il proprio tempo alla crescita dell’amore nella comunità. Giulio e Giulia ci sono stati di esempio, nella deduzione semplice e generosa, perciò tutti, e continuano a essere per tutti noi un modello da seguire.

     Vi chiedo pertanto di non trascurare la preghiera, per quanto è possibile la messa quotidiana chiedendo al Signore che cosa si attende da noi. Come tutti sapete, il Vescovo ha preso presente nella nostra comunità le suore che vengono a noi da molto lontano: il Benin, capite tutti bene che è un dono che nessuno si aspettava, ma è anche una responsabilità farle sentire a proprio agio e accoglierle con affetto.

     La preoccupazione più grande che si accompagna alla mia mente e al mio cuore e l’evangelizzazione delle nuove generazioni. Abbiamo bisogno di fratelli e sorelle e si dedichino con impegno all’accoglienza e al servizio verso i più piccoli. Dobbiamo pregare e intensamente per come Gesù raccomanda: il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe.

     L’opera è del Signore, che si fida di noi, ha dato la vita per noi e ci chiede per come riusciamo a seguirlo, con docilità. Il mese d’agosto vede la nostra parrocchia totalmente impegnata nell’accogliere per pregare insieme centinaia e centinaia di fratelli e sorelle che cercano nei nostri incontri con Dio, la loro serenità e la loro pace. E ancora una volta un dono del Signore che deve aiutarci a riflettere quanto lui ci ama.

     A noi l’impegno di non deluderlo, per cui sempre con coraggio e con gioia servizio ogni giorno è intensamente. Grazie sempre della vostra disponibilità, non posso fare altro che pregare e ringraziare il Signore per il dono della vostra presenza. Ci sia sempre gioia nei vostri cuori.

2 Agosto - Ogni giorno un'avventura diversa, il mese di agosto è così, la nostra parrocchia diventa crocevia di incontro e di accoglienza, per le persone più diversificate. Oltre ai poveri socialmente bisognosi, che guardano alla nostra comunità come un luogo di riferimento per le loro esigenze, in questo caso abbiamo accolto il Clan CNGEI di Milano (venti giovani in cammino): la parrocchia diventa per loro, luogo di accoglienza e di ristoro. Nel pomeriggio ne accoglieremo altri 50 in questo caso dalla Sicilia, mentre in settimana altri 25 dalla Puglia. Insomma la parrocchia crocevia di incontri e di fraternità, aperta a tutti coloro che possono aver bisogno di un riferimento per le loro esigenze esperienziali. Ma è anche un luogo di raccolta di alimenti per la prima colazione, per la generosità dei gestori che da anni sostengono con le rimanenze della notte o del giorno i bisognosi della parroccha. Tutto è possibile se si trovano cuori che si aprono all'amore gratuito verso gli altri.

     

31 Luglio - Poi come capita spesso, devo interrompere per altri impegni, ed eccomi a riprendere quanto avrei voluto comunicare ieri. Intanto ieri sera sono stato in quel di Diamante, per un momento di confronto e di fraternità con la Comunità Capi. Anche se nella diversità dei modi, lo scoutismo accomuna nelle cose positive e in quelle negative, per cui camminare inseime incoraggia a non assolutizzare la propria esperienza e di guardare sempre con fiducia a coloro che il Signore ci pone accanto. Certamente ho avuto anche modo di fare un breve camminata sul lungomare e di gustare la tradizionale granita al Cedro da Pierino, tutte cose rituali che Diamante propone con allegria a coloro che lo percorrono e lo vivono. Come sempre tante emozioni e tanti ricordi, ma a me piace guardare avanti per cui non trasmetto nulla di più.

     Adesso vi intoduco alla vita parallela del vostro parroco, quella del contadino. Perché mentre in parrocchia sono anche il giardiniere, a casa, in campagna dove abito cerco di fare anche il contadino. Ho scritto onestamente cerco, perché non è facile fare il contadino per chi non ha mai vissuto stabilmente in campagna, forse è più giusto dire cerco di innaffiare le piante. Intanto ho messo le foto, così potrete osservare meglio la situazione dei prodotti della terra a me affidata. In questi giorni vanno maturando le pere cosce, quest'anno in abbondanza, insomma l'abero abbastanza anziano è carico. A seguire ho messo il classico albero a cui tendevi la pargoletta mano, il nome dovete indovinarlo voi, penso che abbiamo studiato tutti questa poesia. Piantato da me tre anni fa, anche questo è carico di frutta. Poi abbiamo i fichi d'india che io ho portato da Sicilì e ho piantato, mi ricordano il paesello natio.

         

      Poi abbiamo le mele annurca, anche questa piantate da me quattro anni fa molto indicate per coloro che soffrono il diabete, perché senza zuccheri. A seguire abbiamo l'abero delle olive, comune dalle nostre parti, quello dei mandarini e infine quello dei limoni quattro stagioni. Naturalmente abbiamo anche altre piante, ma per oggi può bastare per farvi capire che nei momenti di relax, la preoccupazione per queste creature a me affidate, riesce a colmare i veri o presunti vuoti operativi che potrebbero determinarsi nella mia giornata lavorativa. Nel frattempo le signore che gratuitamente, da molti anni,  si dedicano all'igenizzazione dell'aula liturgica hanno terminato il loro servizio, per cui  adesso viviamo un momento di condivisione e di fraternità facendo colazione.

27 Luglio - Appena trovo un pò di tempo ... E intanto siamo arrivati al 30 luglio, insomma alle porte di agosto. La giornata si presenta contrassegnata, climaticamente parlando dal caldo che va caratterizzando questi giorni, certamente non è opportuno lamentarsi semplicemente se pensiamo ai tanti ammalati allettati e ai familiari o personale ospedaliero che li accudiscono. Per non parlare dei tanti operatori che lavorano sui cantieri che certamente non sono molto ombreggiati, o ancora ai contadini che, fin dalle prime ore dell'alba,  cercano di coltivare i terreni così bisognosi di acqua e di manutenzione. Insomma l'incoraggiamento è quello di guardarsi attorno con più attenzione, questo certamente ci aiuterà a ringraziare Dio e a non lamentarci troppo nel nostro stare bene e, per quanto è possibile, di essere più solidali con coloro che il Signore ci pone accanto e hanno bisogno del nostro aiuto.

     Come ho già detto cambia nei giorni precedenti, cambia il volto dell'assemblea liturgica che come vedete, accorre numerosa al ringraziamento, naturalmente è  tutto un dono del Signore, fermo restando l'impegno dei volontari che si dedicano instancabimente perché la comunità possa celebrare leggendosi in questo mistero di comunione che nasce dal desiderio di incontrarsi con Dio. Il gruppo di coloro che sitemano la piazza come aula liturgica, il gruppo del coro puntuale nell'animazione della liturgia festiva, e più di tutti il gruppo delle pulizie che instancabilmente non fanno mancare il loro esserci, perché tutto sia vissuto in modo dignitoso. Merita un ricordo anche il giardiniere che cerca di innaffiare e mantenere ordinato le aiuole che ornano l'atrio della chiesa e della mensa, quello indegnamente sono io.

   

24 Luglio - Per chi non se fosse accorto, andiamo verso la chiusura del primo periodo estivo, giustamente per molti non ha grande significato, ma per altri si va a fare i primi conti cercando di guardare al futuro con serenità o con preoccupazione. La vita è così, è sempre diversa e ciascuno la legge anche a secondo dell'economia che la famiglia vive. Come ho detto altre volte l'economia per molti è legata alle attività estive, ecco perché la chiusura di qeusto mese non è indolore. La gran parte dei nostri giovani lavorano, insomma anche per loro già con i quindici anni l'estate è il periodo dei numeri economici e di bilancio personale. Ordinariamente tutto è orientato al motorino o a qualche vacanza di fine estate, ma anche si comincia a guardare alle spese universitarie.

     Come dire, la cosiddetta vacanza, presenta tante riletture tutte meritevoli di essere conociute per evitare di parlare in modo eccessivamente insensato e gratuito. Per la parrocchia continua intensamente il tempo dell'accoglienza nella preghiera, per quanto è possibile continua anche la vita di carità, e soprattutto l'accoglienza dei ragazzi e dei giovani che trovano negli ambienti pastorali un riferimento per la loro gioia di stare insieme e di giocare. Operativamente parlando, ci siamo dati una breve pausa per ritembrare le energie, per rileggere con serenità la propria stanchezza, ma anche per pregare e poter così ricominciare in modo più sereno e, per quanto è possibile, più ordinato l'attività di formazione cristiana e di animazione sociale al servizio del territorio.

     Alcune volte mi viene chiesto anche da alcuni confratelli, ma quando vai in vacanza. Che io ricordi da Cirella in poi, quindi circa 30 anni,  non mi sono mai dato pause sigificative nel lavoro pastorale, se non partecipando alle attività di formazione o alle tante iniziative estive dei ragazzi. GrEst, Pellegrinaggi e Campeggi sono parte integrante dell'impegno formativo e concludono come gioia da condividere tutte le attività annuali, questo da almeno cinquanta anni. Devo ammettere che non ne avverto neanche l'esigenza, è troppo bello vivere immersi in mezzo a migliaia di persone che il Signore mi fa incontrare in questo periodo e che sono depositari a loro volta di tanti ricordi e anche dalla voglia di raccontare se stessi.

     Certo devo fare i conti anche io con gli anni che passano, ma vi posso garantire che in nulla hanno generato una demotivazione pastorale che possa inficiare l'impegno al servizio della parrocchia. Ma per adesso è così, ogni giorno mi alzo e chiedo al Signore il dono di indicarmi il cammino da percorrere, oggi, perché il domani contrattualmente non ci appartiene e alla sera non posso fare altro che ringraziarlo per il dono della gioia che mi ha fatto vivere. Insomma ogni giorno è una avventura nieva irripetibile per cui bisognosa di essere vissuta intensamente. Adesso l'ENEL ci chiede di interrompere perché stacca continuamente cancellando ogni riflessione, per cui non posso che chiudere la comunicazione e augurarvi tutto il bene possibile.

19 Luglio - Come spesso accade, anche luglio va scivolando verso la metà dei suoi giorni, questo incoraggia a leggere il tempo estivo che va completando una sua prima fase. Questo mese si è sempre caratterizzato per il suo caldo, il mese più caldo diciamolo pure è il cuore dell'estate. Certo noi siamo bombardati dalle informazioni dei social, per cui ci si lascia impressionare facilmente per il caldo e si avverte l'esigenza di accendere tutto quanto possa rinfrescare, ma forse basterebbe razionalizzare maggiormente il dominio di se stessi e tutto procederebbe facendo il suo corso. Per il resto al centro dei pensieri è sempre il cammino pastorale della comunità, gli orientamenti da proporre in base alle disponibilità e l'impegno della preghiera, nella speranza che il Signore venga incontro alle nostre tante povertà.

     Come ho già avuto modo di affermare, Luglio è un mese di interiorizzazione pastorale, per cui si tratta di capire, che cosa il Signore vuole e che cosa ci dona a sostegno dell'evangelizzazione. Certo l'anima di tutto è sempre la preghiera, questa non deve mancare mai, altrimenti non si va da nessuna parte. Ricordo sempre, anche a me stesso, che l'impegno che portiamo avanti non è esclusivamente sociale, ma soprattutto di vita spirituale, per cui non bisogna mai trascurare il rapporto con il Signore, altrimenti il rischio è non comprendere più il senso di quello che il Signore ci ha affidato. Certo, tante volte noi pensiamo che pregare sia recitare una sequenza di formule, in realtà il primo moto per vivere la preghiera è il silenzio. Nel silenzio ci si immerge e si cerca di ascoltare, che cosa ci viene donato di ascoltare non lo sappiamo a priori, ma nella vita spirituale molto dipende dal tempo dell'ascolto.

     In realtà, anche nella vita sociale e nelle relazioni interpersonali molto dipende dall'ascolto. Anche per questo nella nostra società prevale il sentimento della solitudine eppure viviamo a stretto contatto gli uni con gli altri. Spesso avvertiamo una sorta di soffocamento nelle relazioni tra le persone, ma in realtà prevale la solitudine, quando poi non diventa diffidenza e incapacità di aprirsi all'altro. Come può accadere tutto questo? E' molto semplice, basta mettere se stessi al centro della scena e spostare Dio nella periferia della propria vita. Non sono più alla ricerca della volontà di Dio da testimoniare in modo sempre nuovo ogni giorno, ma Dio deve venire incontro ai miei desideri, o più semplicemente ai miei capricci. Il nostro tempo è tutto orientato con questi meccanismi, chiaramente gestiti dai social.

     Naturalmente è tutta una menzogna, una finzione, però è organizzata in modo da sembrare che al centro della scena ci sia la persona, mentre in realtà ci sono i prodotti da vendere. Naturalmente occorre eliminare il silenzio, perchè potrebbe incoraggiare la rilfessione e il discernimento, quello che è importante è che nelle nostre orecchie ci sia sempre qualcosa o qualcuno da ascoltare. E' anche importante che noi abbiamo sempre qualcosa da fare, non dobbiamo fermarci mai, possibilmente guadagnandoci qualcosa e anche per questo che il tempo del volontariato va diminuendo sempre più. I soldi non bastano mai, il tempo a nostra disposizione non è infinito, per cui si deve scegliere a chi dedicarlo.

    Bene, penso che per oggi possa bastare. Non posso che augurarvi di vivere una bellissima Domenica per come vi è possibile, cercando sempre il bene, non se stessi altrimenti non avrete mai sodisfazione. Ma allora il bene di chi? Questo non può essere stabilito, lo indicherà il Signore di volta in volta. Quello che è importante è non pensare troppo a se stessi e lasciarsi coinvolgere sempre più nella dinamica dell'amore che pone l'altro al centro della mia vita. Lo so che non sempre è facile, ma è una regola importante per riuscire a sorridere e a guardare sempre con fiducia al nuovo giorno che il Signore ci dona di vivere.

16 Luglio - Eccoci Maria, siamo qui, per un nuovo incontro con te, per cantarti la nostra lode e per celebrare colmi di gioia, la tua festa in questo giorno solenne per la città di Scalea. Gli anni passano inesorabilmente, questa è una verità che incute malinconia. Il nostro è un tempo che assorbe, ci attraversa e talvolta sommerge gli stati d'animo di ogni individuo.

     Le difficoltà da affrontare sono sempre tante, le paure dei nostri ragazzi e dei giovani che si affacciano ad un futuro incerto, le situazioni di povertà, di disagio fisico e spirituale e soprattutto le innumerevoli condizioni di malattia e sofferenza diffuse tra i nostri fratelli e le nostre sorelle. Malgrado questo, esiste una strada, l'unica da seguire che può incoraggiarci e infondere fiducia, che può seminare speranza, a cui fare riferimento in ogni momento di sconforto, quando i nostri cuori sono induriti e impietriti e vacillano perché il peso della croce non riesce ad alleggerirsi.

     O Madre Santa, sei qui davanti ai nostri occhi! Noi come figli bisognosi che cercano e si affidano, ci rivolgiamo a te in un consueto appuntamento di preghiera, da cui nessuno deve sentirsi escluso. Tu che ci conduci al tuo figlio amato, intercedi e riempici della tua presenza rendendoci testimoni della Parola di Dio perché solo lui è la Via della salvezza.

11 Luglio - E’ un bellissimo pomeriggio di luglio, molto caldo come è giusto che sia, ma nello stesso tempo ventilato, insomma non è un caldo soffocante e genera gioia nello stare all’aperto. I ragazzi giocano a pallacanestro che aiuta a capire che ogni età ha interessi diversi. Io invece cerco di riposare in attesa di una serata da spendere con gioia nella preghiera con gli ammalati. A volere essere sincero, naturalmente vorrei celebrare in parrocchia con i fedeli che ordinariamente frequentano. Alcune volte il nostro Vescovo incoraggia a stare insieme con lui e questo è una delle occasioni più belle. È una fase nella quale si cerca di capire il lavoro svolto, ma si guarda con più attenzione agli impegni che arrivano, alle energie che si hanno a disposizione, come è importante reimpostare le azioni pastorali per corrispondere sempre meglio al dono del Signore.

     Il dono più bello che il Signore fa la nostra comunità è la presenza di tanti ragazzi di tanti giovani. Perché dico che sono un dono del Signore, semplicemente perché non riusciamo a trovare le energie adeguate ad accoglierli, loro comunque continuano a venire e il nostro compito rimani quello di non vanificare il dono. È una preoccupazione, certamente no semplicemente perché quando il Signore dona, si preoccupa anche i come vitalizzare, per cui rimane l’impegno di guardarsi attorno con attenzione cercando di cogliere quali sono le energie sulle quali poter contare. Certamente è importante non stancarsi mai di cercare in modo nuovo. Alcune volte prevale la pigrizia di guardare i soliti volti noti, ma questo non porta molto lontano. Forse dobbiamo anche imparare a non fare progetti troppo lunghi che prevedono ritmi troppi intensi, forse il Signore ci chiede di vivere la bellezza del momento, valorizzando di più coloro che normalmente non si coinvolgono. Forse non si progetti sono troppo impegnativi perché uno possa viverli nella gratuità dei tempi lunghi. Insomma, dobbiamo imparare a percorrere strade nuove. In sé non la vedo un’impresa difficile, anche perché ho sempre percorso strade nuove.

     Anzi, la bellezza dell’impegno è proprio riposta nella novità dei destinatari e degli strumenti da utilizzare o meglio dire, da valorizzare. Ma allora qual è il problema? Non lo so. Notoriamente ogni cambiamento esige riflessione. E questo è il periodo giusto. Aldilà degli impegni di ogni giorno ai quali comunque è necessario far fronte. C’è più di tempo per camminare, un po’ di tempo per andare a mare. Poi, certamente bisogna dedicare del tempo alle piante che hanno bisogno di essere innaffiate, alle tante persone che vedono nella nostra parrocchia, riferimento sicuro per la loro crescita spirituale. Però proprio in questa varietà di impegni, non manca il tempo della riflessione, forse dovrei dedicare più tempo alla preghiera, per permettere al Signore di parlare un po’ di più, e riprendere la gioia di mettermi in ascolto di lui che mi ha chiamato e che continua a sostenermi.

     Qualche giorno lo abbiamo per cui tutto deve proseguire con serenità nella capacità di vivere l’ascolto degli altri e cercare qual è il bene che il Signore chiede di fare emergere. La vita del sacerdote non è fatta di amicizie umanamente parlando, ma certamente esige relazioni, non stabilizzate ma sempre nella possibilità di leggervi la novità che il Signore incoraggia a perseguire. Questo vuol dire non stabilizzarsi mai cercare sempre la novità del cuore tendere sempre oltre misura. Semplicemente perché la misura è quella di Dio e non la nostra. Quando riusciamo a vivere in questo modo. Sappiamo di non poter riposare mai, ma quando riposiamo lo facciamo sereni, perché riposiamo nel Signore. Va completandosi anche il campo degli scout, del reparto, anche in questo caso è stata un’esperienza molto bella e interculturale per aiutare i ragazzi a leggersi in un mondo più complesso.

     Il mondo Scout apre al rapporto con la natura, come anche incoraggia ad esprimere intensamente le proprie potenzialità. Come dire, basta mettere i pantaloncini, gli scarponi il fazzolettone ti rendi conto di dover cambiare mentalità, di entrare semplicemente in un modo diverso di leggere la vita di ogni giorno. Non sempre possibile, non sempre ne sono capace, però quando ci riesco e’ veramente bellissimo. Intanto il tempo è passato, è arrivato il momento del caffè pomeridiano generalmente mi viene portato. Anche questa è una comodità suppletiva che mi concedo, ritengo sia anche legata all’età e all’affetto che molti hanno verso di me. Per cui ci aggiorniamo e auguro anche a voi un bellissimo periodo di riflessione e di ricerca interiore. Vedete il signore ha bisogno anche di ciascuno di voi. Quello che conta è non scoraggiarsi, è mettersi sempre in cammino cogliendo la bellezza di essere persone sempre nuove. Auguri.

8 Luglio - Intanto i giorni passano, chiaramente cambia il modo di vivere l'impegno pastorale, ma vi posso assicurare che il tempo scorre senza pause particolari dalle sei di mattina alle ventidue sempre in attività, giorno dopo giorno. Devo però ammettere, ritengo sia a motivo dell'età,  che nel frattempo ho rallentato il ritmo con il quale mi coinvolgo. Lunedì per la prima volta, nell'atrio Ilaria Sollazzo, si è avvertito il silenzio motivato dal vuoto delle attività della parrocchia, è la prima volta dal mese di settembre. Ci riflettevo, è stato un anno molto intenso, nel quale tutti si sono spesi fuori misura. Ma adesso è il silenzio, naturalmente in riferimento alle attività ordinarie, nel frattempo abbiamo il campo degli scout e, soprattutto, il lavoro sempre innovativo dell'accoglienza dei turisti con tutto ciò che questo comporta in attività straordinarie. Senza dimenticare il lavoro continuo con i bisognosi che anche durante l'estate, giustamente, chiedono di essere sostenuti nei loro bisogni basilari.

     Ma allora in che modo il silenzio diventa così particolare? Semplicemente è lo sguardo verso il futuro che incoraggia a leggere in modo totalmente diverso la vita della comunità, molte cose sono cambiate e anche per questo esigono una rilettura dell'impostazione della vita di comunità. Scegliere di cambiare non sempre è facile, ma alcune volte diventa imperativo, questo è uno degli appuntamenti più gravosi da vivere in questo scorcio del mio ministero a Scalea. Ritengo che il Signore mi abbia sempre sotenuto e anche troppo, per questo non posso invocare perennemente il Suo sostegno, e allora ci si guarda attorno e si cerca di cogliere quali possono essere i margini di vivibilità educativa che la comunità riesce ad esprimere. Tutto esige attenzione, lettura serena e anche coscienza dei limiti, insomma è la via dell'umiltà che San Francesco ha incoraggiato a percorrere, per permettere a Dio di operare per come Lui solo sa fare.

     Potrei fare anche riferimento alla piccola via che Santa Teresa incoraggiava a percorrere nei momenti, umanamente parlando difficili, a coloro che si trovavano in difficoltà. Nel frattempo vado a Belvedere per un incontro formativo con il Vescovo, che avverte sempre l'esigenza di avere accanto i suoi sacerdoti. Vuole anche essere un moemento di fraternità sacerdotale, di cui non dobbiamo mai trascurare la preziosità.

30 Giugno  - Si presenta una giornata molto bella da vivere e da condividere. Chiudiamo il mese con la gioiosa animazione dei nostri ragazzi, che caratterizzano la vita della comunità con la loro gioiosa presenza i anche, più semplicemente, con i loro sorrisi e la gioia di stare insieme. Questa è la settimana dell’inizio degli arrivi estivi, per cui cambia la vita della comunità. Naturalmente sarà un periodo diverso e bellissimo, per i tanti fedeli che il Signore conduce all’incontro con Lui e che trovano in noi un punto di riferimento per la loro vita di fede. Per molti il periodo estivo diventa il tempo della riscoperta della fede. Naturalmente per molti altri, anche motivo di tanti impegni, la fede viene a posto ai margini della loro giornata. Però devo ammettere che il Signore ci dona di vivere un periodo bellissimo per la testimonianza della fede di tanti fratelli e sorelle che Lui ci fa incontrare.

   

     Naturalmente questo accade soprattutto durante le celebrazioni per cui il dialogo conoscitivo si realizza solo attraverso gli sguardi, che oltretutto non devono distrarre. Insomma, è un’esperienza di intensità interiore che non per questo perde il valore del dono. Certamente sarà un periodo molto impegnativo, molti lo leggono come il tempo di vacanza. Ma in realtà, per noi, esigerà una maggiore dedizione sia fisica che spirituale. Tutto dono della grazia di Dio. Come poter corrispondere a questo dono? Semplicemente con l’accoglienza con il sorriso e la disponibilità a condividere la preghiera. Continua la proposta della formazione biblica, dell’adorazione eucaristica, della celebrazione del Santo Rosario. Con partecipazioni molto variegate dei fedeli, il clima estivo coinvolge tutti e le proposte alternative sono veramente tante e anche più interessanti, umanamente parlando.

   

     Ritengo sia importante continuare a essere una presenza per coloro che cercano o che più semplicemente avvertono l’esigenza di un momento di dialogo sia con il Signore che con la comunità. Insomma, le intenzioni ci sono tutte. Come sempre i problemi non mancano ma vanno sempre affrontati e serenamente altrimenti si corre il rischio di generare solo confusione. E purtroppo, di confusione c’era già tanta sia una società che nei cuori della persona. Come sempre, speriamo di dare una particolare attenzione ai giovani e la speranza di poter essere per loro ancora un incoraggiamento alla fiducia.

     È un sincero spirito di fraternità che deve caratterizzare il loro stare insieme. Sono quelli che vivono più intensamente questo periodo e non sempre la proposta che riusciamo a fare è adatta per la loro crescita serena. Molti dicono facciamo quello che possiamo. Non saprei sinceramente che cosa rispondere per un certamente dobbiamo essere presenti, c’è un grande bisogno di spiritualità e noi siamo depositari di questa energia nella quale tutti hanno grandi nostalgia che non sempre riescono a scoprire presente nel loro cuore.

21 giugno - Intanto l'estate incalza con vigore e ci chiede di modificare i nostri ritmi, anche la presenza dei turisti diventa più stabile anche se molto variegata nella tipologia e nella partecipazione. Ma questo scorcio del mese di giugno è sempre stato un tempo di passaggio in cammino verso l'estate. Anche quest'anno lo viviamo in questo modo, preparando come sempre le attività estive per i ragazzi e arricchiti quest'anno dal triangolare tra le parrocchie voluto da Don Mattia e realizzato con il coinvolgimento attivo di tutti nella gioia dei ragazzi e di coloro che vi hanno partecipato. L'attenzione ai ragazzi sollecita di vivere gli ambienti a loro tanto cari, uno di questi è certamente il tappeto verde per cui necessariamente tutto è stato vissuto per il loro entusiasmo.

     Per il resto è tutto un muoversi frenetico per accogliere il fenomeno turistico, che rimane economicamente parlando, il veicolo portante  della città. Ritengo sia inutile ricordare che tutto è legato al fenomeno economico e alla disponibilità dei villeggianti che scelgono la nostra cittadina anche per l'economia bassa che ne caratterizza il respiro, per cui si va sempre a conteggiare che tipo di coinvolgimento c'è stato e in che modo si è corrisposto alle loro esigenze. Certo ogni cosa esige il coinvolgimento anche nei sacrifici di tantissime persone, anche per questo è sempre difficile trovare persone che riescano a fare del volontariato un senso aggiunto al proprio impegno per la costruzione della vivibilità cittadina.

     Per la vita di comunità molto cambia nella partecipazione, i ragazzi interrotto il loro itinerario formativo, stentano a trovare la via della parrocchia per dare vitalità alla comunità e gioia al parroco con la loro presenza. Per cui sotanzialmente l'estate si spende nell'accoglienaza di migliaia di fedeli che cercano l'incontro con il Signore, provenienti dai luoghi più disparati e anche per questo da accogliere in modo attento e gioioso, vengono per il Signore e sperano di poterlo incontrare nei nostri ambienti e nella nostra realtà. Generalmente siamo attenti  e accoglienti, anche se naturalmente albeggia un pò di stanchezza. Però la nostra realtà parrocchiale  non conosce interruzione di servizio, questo esige sempre un supplemento di impegno e di organizzazione sempre diversificata.

     Si tratta di passare a un impegno diversificato di accoglienza e di evangelizzazione. Quale risultato si riesce a conseguire, questo lo sà solo il Signore. Lui consoce i cuori, anche i nostri, per cui sa che facciamo ogni sforzo anche se non sono mai sufficenti, però la volontà merita di essere premiata. Intanto buona Domenica a tutti, certamente sarà bellissima per tutti coloro che amano il mare e anche più semplicemente la gioia di stare insieme. Come sempre cercheremo di pregare in particolare per gli ammalati e per coloro che sperano in una maggiore serenità per i loro cuori e guardano con speranza al loro futuro. Domani avrà inizio il GrEst, sembra che tutto sia pronto sapendo bene che il bene più grande sarà la gioia di stare insieme con i ragazzi che torneranno a cercare e a dare euforia e vitalità agli ambienti parrocchiali.

18 giugno - Devo ammettere che non è facile comprendere quali sono gli interessi che albergano nelle menti dei nostri ragazzi, vengono con gioia sapendo di essere accolti, si organizzano tra loro, avvertono un loro protagonismo di cui sono molto gelosi, e lo vivono con grande dedizione finchè ne avvertono l'esigenza. Poi vanno via e tu non li aggreghi più, anche coloro che hanno vissuto con entusiasmo la gioia di camminare insieme per anni negli itinerari della vita di fede. Poi si aggregano da soli e li ritroviamo ordinariamente negli ambienti parrocchiali, calcetto, pallacanestro, innammorati, o semplicemente in attesa di incontrarsi,  qualche volta anche se raramente nell'aula liturgica. Chiaramente tutto e sempre è grazia di Dio, per cui è importante accoglierli per come loro sono disponibili e comprenderne la preziosità, in una fase della crescita nella quale anche loro stentano a comprendere il verso dove camminano.

     Da parte nostra, l'unica preoccupazione è aprire alla gioia dell'incontro tra loro, non è sempre facile ma è la missione che il Signore ci affida, per cui è importante non trascurare nessuno o, forse è meglio dire, che nessuno si senta trascurato nelle sue aspettative. Questo rende ancora più difficle il ruolo di pastore, che deve sempre leggersi al servizio delle pecorelle che gli vengono affidate. Voi direte, ma Don Cono e la pazienza? E la stanchezza? Come si sopperisce a tutto qeusto? La risposta semplice è che ci deve pensare il Signore, se ti affida un incarico, ti deve anche sostenere nel poterlo portare avanti. La risposta più difficile da vivere è, che bisogna moderare il passo per come è possibile viverlo.

     Voi chiederete, e perché è più difficile? Semplicemente perché devi fare i conti con il passo dell'altro, che non necessariamente ha la stessa esigenza e conseguentemente lo stesso ritmo. Nessun problema particolare, è una bellissima giornata, per cui è bello poterla affrontare con il passo degli altri e con lo sguardo del pastore che ha la pazienza di leggersi nella gioia da condividere in coloro che ti sono accanto. Prima di tutto con coloro che di là anche questa mattina si vanno impegnando per vivere la proposta del GrEst e che certamente vivono l'emozione di esserci per la prima volta come animatori, sono emozioni particolari che si vivono nell'esperienza in corso, perché il prossimo anno saranno già animatori affermati in qualche ambiente educativo pubblico o privato.

     Girando per i lidi si incontrano molti dei nostri giovani che cercano di guadagnare qualcosa animando e accogliendo i bambini. Insomma non si perde nulla di ciò che si è seminato. La speranza è che siano rispettati nelle loro dedizioni contrattuali. Intanto abbiamo anche altri ragazzi di là per il calcetto, per cui anche in questo caso non c'è mai il rischio della solitudine o della noia. Fra poco penso di salutare tutti e andrò a mare, è un buon periodo questo per immergersi, mare pulito, poca gente, il sole non eccessivamente caldo. Insomma un pò di terapia naturale, per come è possibile, per essere ancora una volta operativi  senza impigrirsi troppo.

15 giugno - Ci stiamo gradualmente immergendo nel clima del GrEst, cercando di cogliere in questa attività la gioia di stare insieme, di coinvolgere quanti amano stare e giocare con i ragazzi, conseguente fare in modo che la parrocchia non sia tanto e solo  il luogo delle riunioni, quanto la realtà nella quale è bello incontrarsi e stare insieme in modo sereno e spensierato, ma soprattutto in modo gioioso. Certo c'è sempre tutto un mondo in movimento che per alcuni aspetti non permette di coinvolgersi pienamente, ma anche per questo occorre valutare bene la dinamica degli incontri perché anche gli educatori e animatori vivano il tutto in modo spensierato e coinvolgente.

    Questo è quanto esige l'idea progettuale, poi è importante che il tutto sia vissuto nel dono della quotidianità che spesso chiede di cambiare il tutto adeguandolo alla situazione che nel frattempo si è creata. Questa flessibilità educativa esige una grande maturità da parte degli educatori che devono sempre relazionarsi con la realtà e non tanto e solo con l'idea progettuale. Ma la cosa più importante è che tutto sia vissuto con il gioco, restituendo a questa attivtà fisica il suo ruolo educativo e coinvolgente in mondo assoluto, che permette sempre ai tanti di sentirsi uno e ad ognuno di essere più pienamente se stesso.

     Per il resto delle attività pastorali, questo periodo è un tempo di transizione, si variano le attività ordinarie e ci si prepara ad accogliere e animare il periodo estivo, che traforma totalmente la vita della comunità. Cambia anche il ritmo dello stare insieme caratterizzato dall'intenso lavoro estivo delle persone e dalla grande partecipazione liturgica di persone che provengono da ogni parte. E' quello che ordinariamente chiamiamo il turismo di massa, non volendo però trascurare che in mezzo a questa massa, un gran numero di fratelli e di sorelle che avvertono l'esigenza di sentirsi accolti dal Signore e di vivere la gioia di continuare, qui a Scalea, il loro cammino di fraternità.

     Come sempre ci prepariamo ad accogliere tutti, esercizio non sempre facile. Però devo ammettere che fino ad oggi tutto si è svolto in modo sereno ed edificante. Caratterizzando il tutto con lo stupore che alimenta l'opera del Signore, che attira a se e dona di incontrare fratelli e sorelle che caratterizzano con la loro presenza gioiosa, la capacità di sentirsi chiamati ed amati dal Signore. Tutto è opera di Dio, a noi il compito di non vanificare il Suo amore che non viene mai meno e anima la speranza in tutti i cuori, anche in coloro che stentano a comprendersi alla ricerca dell'amore di Dio. E' Dio che cerca ed è Dio che ama per primo, a noi il compito di corrispondere, per come risuciamo, al Suo amore.

7 giugno - Apriamo questo giorno con la gioia interiore che caratterizza, sin dalla mia infanzia, la Festa del Corpus Domini. E' il moto dell'anima di chi si sente amato e, in questo giorno specifico, avverte ancora più intensamente la volontà di Dio di farsi carico delle nostre fragilità e della nostra povertà spirituale. Nei miei ricordi di infanzia c'è il ricordo di un giorno di festa semplice, la festa dei cuori che avvertono l'esigenza di essere contenti per qualcosa che non possono possedere e ricordo sempre con curiosità infantile la processione che a quei tempi facevamo dopo la Messa solenne, normalmente alle ore 12,00 i tanti altarini votivi e la gente che si sforzava di ornare le strade, il colore dominate era il giallo delle ginestre, non c'erano fiorai per cui si cercava in natura ciò che serviva, si ornavano anche i balconi perché passava il Signore. E poi si accompagnava un certo languorino nello stomaco perché passando tra le case c'era un forte odore di cucinato, il sugo della festa che a quel tempo caratterizzava i giorni di festa e non tutti i giorni.

     Certo direte voi, era un'altra società e il valore dato alla fede era diverso, è vero ma è anche bello rileggersi in un mondo più attento al Signore e meno alle cose. Insomma senza nostralgia, ma semplicemente rivitalizzando la gioia nel cuore. Ieri ho avuto modo di ripercorrere i miei anni da sacerdote ricorrendo la data della mia ordinazione, che io ricordi non ho mai avvertito di fare una festa esteriore ma semplicemente di rileggrmi pregando nelle tante gioie che il Signore mi ha donato di condividere con le persone che ho incontrato. Essere sacerdote è un dono che non si smette mai di riflettere e anche epr quesnto non si smette mai di ringraziare il Signore, semplicemente perché al dono si corrisponde con un grazie. E così ho inteso fare anche quest'anno: Nel giorno in cui ricorre il 44 anno della mia Ordinazione sacerdotale, non posso che ringraziare il Signore per il dono di avermi chiamato a servirlo nella Chiesa per la costruzione del Regno che ha affidato a tutti voi. Oggi ringrazio nella preghiera tutti voi che con entusiasmo e con sacrificio cooerate con me per il bene delle anime. Vi invito a pregare per me e, in questo giorno anniversario, per il bene della comunità e in particolare per i più abbandonati e gli ammalati. Vi ringrazio nel Signore per il dono della vostra presenza, la mia famiglia, e prego perché il Signore vi doni serenità e gioia. Grazie sempre e buona giornata a tutti/e.

     Diciamolo pure, in questa fase del mio ministero sacerdotale avverto l'esigenza di stare maggiormente da solo, non colgo come necessario il fare feste o più semplicemente fare serate ma solo di poter pensare e riflettere. Comprendo bene che può essere determinato da un intristimento legato al passare degli anni, ma ritengo che non sia così. A me sembra di continuare a conservare un carattere particolarmente gioioso, tenendo anche presente le tante problematiche di sofferenza da affrontare ogni giorno. La vera festa è realmente la celebrazione della Santa Messa e in questi momenti non cerco distrazione ma solo energie nuove che il Signore dona sempre di più, per il resto cerco di impegnarmi per come è possibile e sostenere la vita della comunità per come il Signore dova di vivere. Oggi sarà ancora più intensa anche perché saremo insieme agli altri sacerdoti della Città in una celebrazione comune, ma anche perché la liturgia queste ultime Domenica è animata dalla celebrazione dei sacramenti per cui naturalmente ha una sua caratterizzazione gioiosa, anche oggi il Battesimo di Nicole animerà una Messa già di per sè festosa.

     Per il resto cercherò di dare un pò di spazio a coloro che sono nella sofferenza, anche per questo aspettano  e accolgono il parroco come la presenza di conforto del Signore che si accorge delle sofferenze dell'umanità e cerca di sostenerle. Come sempre sono tante le povertà che abitano le nostre realtà, per cui c'è solo l'imbarazzo della scelta, verso dove orientare la nostra attenzione, la vita di fraternità incoraggia il dialogo e l'apertura al dolore dell'altro, anche per questo la festa del Corpus Domini è un giorno privilegiato per incoraggiare ad amare e a guardare con fiducia avanti a se, accompagndosi per un poco a coloro che, a motivo delle prove della vita,  stentano ad entusiasmarsi. Non posso che estendere a tutti voi la possibilità di condividere la vostra gioia con gli altri, nella certezza che in questo è testimoniato e glorificato l'amore con il quale Dio ci ama. Nella coscienza di essere molto preziosi per la speranza del mondo, è riposta anche tanta gioia per noi, coraggio.

1 giugno - Grazie ai ragazzi di Sorgente di Gioia 1, oggi diamo inizio alla stagione dei bagni a mare. E' una bella giornata quasi estiva, per cui certamente avremo modo di ricaricarci di serenità e di armonia con il creato, oltre che chiaramente della gioia e della spensieratezza che solo i rgazzi riescono a trasmettere con la loro voglia di vivere e la loro esuberanza. Insomma, un dono della grazia di Dio che non ci lascia mai soli e ci sostiene nei momenti di fragilità e di sconforto. Già ieri abbiamo avuto modo di restituirci a uno stile oratoriale di vita di comunità, con il coinvolgimento dei ragazzi nell'animazione liturgica e la condivisione del loro tempo libero, oggi saremo ancora insieme cercando leggerci nell'euforia che sarà condivisa e la fraternità nella vita comune. A tutto questo dobbiamo sempre aggiungere l'energia dei più giovani, che ormai abitano stabilmente gli spazi oratoriali e li animano secondo lo stile adolescenziale in tutti gli ambienti di vita.

     Ultimata la fase delle tappe sacramentali, adesso dedichiamo un po' del nostro tempo educativo alla proposta del GrEst, mettendo sempre al primo posto la difficoltà con la quale stiamo procedendo nel servizio alla comunità che continua a essere zelante nel coinvolgimento dei ragazzi e di  degli adolescenti, un pò di meno nel servizio offerto per accoglierli. Insomma siamo, educativamente parlando, in affanno. Però non avvertiamo l'esigenza di respirare troppo, per cui ci rimettiamo all'opera cercando di costruire un tempo di accoglienza più dinamica e di gioia condivisa. A tutto questo aggiungiamo l'arrivo delle prime ondate turistiche che si coinvolgono dinamicamente della vita di comunità e ci appare il quadro nuovo della vita, impropriamente definiamo parrocchiale, che il Signore chiede di valorizzare e di animare.

     Ritengo che sia l'ambito della missione più emozionante e innovativo che il Signore ci dona, sempicemente perché esige una scoperta sempre nuova di coloro che ci pone accanto e, soprattutto, di scoprire in modo sempre nuovo anche coloro che riteniamo di conoscere abbastanza bene. Come accade tutto questo? Semplicemente perché si allungano i tempi della disponibilità e anche il modo di stare insieme. Naturalmente con questa lettura, mi riferisco a coloro che non vivono questo periodo con la preoccupazione di recuperare energie economiche per la propria famiglia, altrimenti cambia totalmente il registro dell'analisi, e cominciamo a parlare di un tempo di esurimento infinito che non prevede soste se non a settembre, dopo aver fatto i conti dal punto di vista economica.

     Questo vale anche per molti ragazzi e giovani che, pur vivendo a Scalea,  durante il periodo estivo, non vedono neanche il mare a motivo degli impegni lavorativi dei genitori e/o anche più semplicemente per il loro coinvolgimento attivo  che li vede operativi di giorno e nella esigenza di divertimento la notte. Così tanto per fare un quadro più reale della vita a Scalea durante il periodo estivo, tantissima gente è vero, ma anche tantissimi problemi che vedono spesso la parrocchia come riferimento visibile per le esigenze più disperate. Intanto oggi è una bellissima giornata che chiede di essere vissuta con intensità e nella ricerca di nuove energie per affrontare le tante sfide che il Signore chiede di fare nostre, nella disponibiltà alla costruzione del Regno che ci ha affidato.

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